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White music

GO2

Drums and wires

Black Sea

English settlement

Waxworks

Beeswax

Mummer

The big express

Skylarking

Oranges & lemons

XTC

Biografia XTC

Biografia Shriekback


White music

[vinile]

Mettere in un frullatore le melodie dei Beatles: è questa, più o meno, l'idea che mi danno i primi album degli XTC. La musica dei due di Swindon (gli XTC sono sempre stati due, Partridge e Moulding; gli altri, Andrews compreso, sono sempre stati di passaggio, e anche Dave Gregory mi sembra abbia avuto un compito di mediatore, senza togliere nulla alla sua genialità musicale) è pop (in questo disco c'è un brano, This is pop, che sembra un manifesto), ma nello stesso tempo, non ha niente di ordinario (X wires esemplifica il concetto, ma non è l'unico pezzo); e allora? Che sia possibile, con la fantasia, la buona tecnica e il talento, produrre musica ordinaria mai sentita? Starò diventando pazzo anch'io? Mi scuso per le parentesi.

Curiosità

La spartizione dei brani tra Partridge e Moulding è quasi sempre la stessa: in questo caso, tre brani per il bassista, otto per Partridge e la cover (l'unica negli album XTC sino a Oranges and lemons compreso) di Bob Dylan (All along the watchtower).- Il produttore John Leckie ha al suo attivo, tra gli altri, gli Adverts, Empires and dance dei Simple Minds e My iron lung dei Radiohead.- La prima edizione italiana aveva un'adesivo in copertina che gridava la parolina magica per l'epoca: Punk! Chissà quale genio del marketing ha avuto la brillante idea...- Il brano X wires sul retro-copertina, diventa Cross wires sull'etichetta (il senso è lo stesso, ovviamente), ma non è l'unica differenza tra il cartonato e l'etichetta: Atom age diventa Into the atom age, Set myself on fire diventa I'll set myself on fire e infine, New tonn animal aumenta sino a New tonn animal in a furnished cage.- Ennesima dimostrazione d'infinita ironia. Spesso tra le note dei dischi si trova l'invito di suonare il disco al massimo volume per poterne apprezzare al meglio le qualità (specialmente in ambiente hard-rock); in questo caso l'invito, in luogo del classico 'Questo disco dev'essere suonato al massimo volume', è 'Questo disco dev'essere suonato'. Grandi!


GO2

[vinile]

In assoluto, il disco più bistrattato degli XTC; per il sottoscritto, quasi un capolavoro. La schizofrenia pop del gruppo raggiunge livelli altissimi e sforna pezzi impensabili nel repertorio di un qualsiasi altro gruppo che cita i Beatles come fonte massima d'ispirazione. Dagli sfrenati rock di pura marca XTC (Beatown, la filastrocca hard di Jumping in Gomorrah), alle atmosfere più lente, ma nondimeno pregnanti, di due capolavori come Life is good in the Greenhouse e Battery brides, per concludere con i due pezzi più 'fuori', posti in chiusura dell'album: Super-tuff è indefinibile, con la sua andatura da film noir e la ritmica pulsante, mentre I am the audience, con i suoi richiami ai primi Talking Heads, è una degna conclusione in nome della pazzia in chiave pop-rock.

Curiosità

Per leggere le note e la traduzione del testo di copertina (pazzesca: leggere per credere), cliccare sul pulsante.

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Drums and wires

[vinile]

È il disco della ritrovata tranquillità dopo le litigate di GO2 e la dipartita di Barry Andrews. È anche il disco che parte in maniera fulminante, con una delle canzoni più perfette che siano mai state scritte (esagero?), quella Making plans for Nigel (firmata da Mouding) che, se il mondo girasse nel verso giusto, avrebbe dovuto vendere 50 milioni di copie (uscì anche come singolo). Il mondo, invece, è quello solito, di merda e gli XTC non sono famosi quanto un Eros Ramazzotti qualunque. Pazienza. Ah, dimenticavo: il disco è un capolavoro, da Making plans for Nigel, perfetta e non occorre dire altro, alla delicatezza infinita di Ten feet tall; da una classica filastrocca di pura marca XTC, come When you're near me I have difficulty e dalla fantastica Scissor man (per la quale non trovo aggettivi confacenti) alla chiusura da incubo di Complicated games. Scrivevo qui sopra che avevo dimenticato di dire che Drums and wires è un capolavoro assoluto e quindi rimedio alzando la voce: DRUMS AND WIRES È UN CAPOLAVORO!

Curiosità

Nessuna nota o informazione (busta bianca e retro-copertina spoglio da far rabbia): quando fanno così li ammazzerei (magari facendogli ascoltare l'opera omnia di Laura Pausini).- Complicated games è stato ripreso da un gruppo femminile del Sud Africa, mentre Making plans for Nigel è stata rifatta da un gruppo bavarese (proprio di quelli con i pantaloni alla zuava); Dave Stewart e Barbara Gaskin hanno fatto un remake di Roads girdle the globe.


[vinile]

Black Sea

Che noia! Al quarto disco gli XTC riescono ancora a stupire. Come non meravigliarsi di fronte al riff durissimo di Respectable Street (con la sua introduzione gracchiante, alla 78 giri), al fischiettìo di Generals and majors (una caramellina pop da fare invidia), alla perfezione da classifica (che le classifiche continuano ad ignorare) di Love at first sight (automatismi alla XTC), all'incubo di Travels in Nihilon (realmente inquietante)? Non si può e allora andiamo a ruota libera e godiamoci, senza nessun problema, la ritmica pazzesca di Living through another Cuba, la ballata tra le brume inglesi di Towers of London, talmente bella da far commuovere e poi tutto il resto. È l'ultimo disco della prima fase XTC, l'ultimo disco pienamente elettrico, pienamente rock, talmente intenso di idee ed energia, che Andy Partridge dovrà dire basta: niente più concerti (per sempre, purtroppo) e una pausa di due anni per il successore, che però sarà doppio. Adieu vecchi XTC.

Curiosità

I testi sono sulla busta interna (in carattere da scrittura manuale, quasi illeggibile).- Le note sui musicisti abbondano della consueta ironia. "Terry Chambers, batteria Tama, batteria-sintetizzatore e voce in libertà. Dave Gregory, chitarre, sintetizzatore, piano e voce umana spaiata o due. Colin Moulding canta le sue canzoni e suona il suo Epiphone Newport [il basso, presumo]. Andy Partridge, la propria voce, una chitarra che egli pensa essere propria, un sintetizzatore che egli non è sicuro sia proprio e altri rumori che potrebbero essere di chiunque altro".- In questo periodo il gruppo suonerà gli ultimi concerti e poi rinuncerà del tutto all'attività live; per questo motivo, il batterista Terry Chambers se ne andrà (dopo il successivo English settlement) e non verrà mai sostituito, se non da turnisti di studio.


English settlement

[vinile]

Gli XTC abbandonano l'elettricità fumigante dei quattro LP precedenti e producono un doppio album zeppo di idee, ma spiazzante per chi li conosceva dai solchi di GO2 o Black Sea. Il senso del ritornello non è andato perso (Senses working overtime è una canzone di pura marca XTC) e la grinta dei giorni migliori affiora qui e là (No thugs in our house, splendida), come le stranezze poppizzate solite del gruppo (Melt the guns), ma è l'atmosfera generale del disco che non me lo fa amare in pieno. È come se gli album precedenti fossero a colori (milioni di colori) e questo fosse in bianco e nero: affascinante, come certe foto artistiche, però... Il capolavoro, in un disco simile, lo trovo su ritmi non consueti per la band, It's nearly Africa.

Curiosità

Rispettando l'alternanza (un album con le note, un album senza), il doppio 'verde' degli XTC manca di qualsiasi notizia.- Giudicate da soli questa dichiarazione di Andy Partridge, rilasciata all'epoca di English settlement: "Posseggo una nuova chitarra acustica, l'altra l'ho permutata quando ho concluso l'affare al negozio di 'compra-vendita-e-scambio' dell'usato. Se l'avessi cambiata con un mucchio di Lego, credo che nell'album mi avreste sentito suonare del Lego".- Sul quarto lato c'è l'etichetta del terzo (come sul terzo; non sono state scambiate, ma solo ripetute).- It's nearly Africa è apparsa sull'album-compilazione del Womad Music and rhythm, a cura di Peter Gabriel.


Waxworks

[vinile]

Una semplice antologia dei lati A dei singoli. Le uniche sorprese, per chi come me possiede tutti gli album della prima fase della carriera XTC, riguardano Science friction (prima uscita discografica in assoluto) e Wait till your boat goes down, singolo del periodo di Drums and wires che Partridge considerava un capolavoro e che, per quanto mi riguarda, è un pezzo quasi disturbante.

Curiosità

È un'antologia che raccoglie i lati A dei singoli (non tutti) usciti fino al 1982.- This is pop è in una versione diversa rispetto all'album (White music).- Il singolo Statue of Liberty fu bandito da tre programmi televisivi inglesi per la frase I sail beneath your skirt (Scivolo sotto la tua gonna).


[vinile]

Beeswax

Il genio degli XTC è palese ascoltando questa raccolta di b-sides dei loro singoli. Canzoni come Smokeless zone o l'incredibile The somnambulist, non sono da tutti. Alcuni sono davvero degli scarti (come si usa spesso fare con i lati B dei singoli): pezzi come Tissue tiger o la conclusiva Heaven is paved with broken glass, sembrano ripetere la formula della già fastidiosa Wait till your boat goes down, ma sono inezie da poco. Beeswax è indispensabile per capire fino in fondo gli XTC.

Curiosità

Pubblicati inizialmente come prodotti separati, i due album antologici Waxworks e Beeswax sono poi stati messi in vendita in un'unica confezione (non come doppio album, ma uniti con una pellicola di cellophane).


Mummer

[vinile]

Abbandonata quasi completamente l'elettricità, gli XTC continuano il percorso intrapreso con English settlement e con Mummer producono l'album più intimista della loro carriera e il meno ascoltato della band per quanto mi riguarda. Non mancano le soluzioni cervellotiche che me li hanno resi indispensabili dispensatori di rock fuori dalle righe, ma in questo caso non attecchiscono come al solito (Human alchemy, Deliver us from elements e altre atmosfere, mi sembrano incompiute). Continuando su questa strada gli XTC sarebbero arrivati a suonare unplugged (li avrebbero ospitati a MTV?), ma le cose non andranno in questo modo.

Curiosità

Se ne va Terry Chambers; in questo disco la batteria viene affidata a Peter Phipps.


The big express

[vinile]

Gli XTC reagiscono all'anemia elettrica che li aveva colpiti dopo Black Sea, ma non riescono a rendere indispensabile The big express. L'impressione del sottoscritto è che in alcuni momenti faccia la sua apparizione la maniera, quella pratica per cui, già al secondo disco, ho quasi odiato i Dukes of Stratosphear; la maniera è esplicita in The everyday story of smalltown e I bought myself a liarbird e in maniera piuttosto massiccia e fastidiosa in Train running low on soul coal. Altrove Partridge e compagni riescono ancora a stupire: con la genialata di Wake up (una chitarra sul canale destro, un'altra sul sinistro a suonare un riff simile che s'incrocia ogni tanto) e con il blues accelerato e distorto di Reign of blows. Nonostante questi accenni di ripresa, li avrei dati per morti, e invece...

Curiosità

È ancora Peter Phipps a suonare la batteria, come in Mummer.


Skylarking

[vinile]

Il disco venne sconfessato dal gruppo a causa della produzione invadente di Todd Rundgren. Impossibile discutere l'opinione di chi ha vissuto la situazione e si è visto, presumibilmente, cambiare le carte in tavola da un padre-padrone quale Rundgren è, ma io considero Skylarking un piccolo capolavoro. La leggiadria, la scioltezza con cui gli XTC snocciolano il loro repertorio 1986, è memorabile. Rundgren ha scremato, dalla musica degli swindoniani, quelle cerebralità che erano diventate, a mio parere, un fardello pesante e ormai inutile. Cosa scegliere in un disco sì delizioso? L'ironia erotica di Grass o le magie beatlesiane di Ballet for a rainy day e Big day? I mille violini di 1000 umbrellas o il rock in scioltezza di Earn enough for us? Eterni XTC.

Curiosità

Le note dei dischi degli XTC, quando ci sono, sono esilaranti; in questo caso sulla busta interna, insieme ai testi, abbiamo una foto dei tre vestiti da suore che la dice lunga sulla loro ironia.- Tra le note si legge quanto segue: "E dove saremmo senza i Tubes che ci hanno fatto usare i loro amplificatori e i Dukes of Stratosphear che ci hanno prestato le loro chitarre". I Tubes sono (o erano) una delle band più blasfeme in circolazione ed è possibile che abbiano prestato i loro ampligicatori agli XTC, ma i Dukes of Stratosphear erano... gli stessi XTC sotto falso nome! Insomma, un'altra perla a proposito d'ironia.- E ancora a proposito d'ironia, quello che segue è un breve estratto dal testo di Grass: "Distesi sull'erba [grass] il mio cuore s'infiamma come fuoco. Il modo in cui schiaffeggi il mio viso mi riempie di desiderio. Il tuo è un gioco duro perché sei l'insegnante delle coccole (...) Mi stupisco ancora delle cose che eravamo soliti fare sull'erba".- Dalle note non risulta nessun batterista (il produttore Rundgren, però, sa suonare tutto e di tutto).


Oranges & lemons

[vinile]

Il secondo doppio album degli XTC rimanda pesantemente ai Beatles fin dalla copertina. Trovo molto bello il primo disco (la perfezione pop, ancora una volta, di Mayor of Simpleton e l'atmosfera affascinante di King for a day) e un po' imballato il secondo (appesantito, secondo me, dalle sonorità jazzate di molti pezzi). Aspettiamoli alla prossima tappa

Curiosità

Ballet for a rainy day, su Skylarking, iniziava con le parole Orange and lemon (al singolare).- Anche in questo caso, come in Skylarking, non viene citato alcun batterista.


DISCOGRAFIA

White music (1978)

GO2 (1978)

Drums and wires (1979)

Black Sea (1980)

Take away/The lure of salvage (1980)

English settlement (1982)

Waxworks (1982)

Beeswax (1982)

Mummer (1983)

The big express (1984)

Skylarking (1986)

The compact XTC - The singles 1978-1985 (1987)

Oranges & lemons (1989)

Explode together (The dub experiments 78-80) (1990)

Rag and bone buffet - Rare cuts and leftovers (1990)

Nonsuch (1992)

BBC Radio One live in concert (1992)

Drums and wireless - BBC Radio Sessions 77-89 (1995)

A testimonial dinner - The songs of XTC (1995)

Fossil fuel: the XTC singles 1977-1992 (1996)

Upsy Daisy assortment (1997)

Transistor blast: the best of the BBC Sessions (1998)

Apple Venus vol. 1 (1999)

Homespun: Apple Venus vol. 1 home demos (1999)

Wasp Star: Apple Venus vol. 2 (2000)

Homegrown (Wasp Star demos) (2001)

A coast of many cupboards boxset (2002)

Coat of many cupboards (2002)

Instruvenus (2002)

Waspstrumental (2002)

Apple box (2005)


IL NOME

Le lettere XTC danno lo stesso risultato fonetico di ecstasy.


LINKS

Discografia

Monumentale pagina discografica dedicata agli XTC. [Inglese]

XTC

Sito dedicato agli XTC dal portale della Idea Records, la loro attuale casa discografica. Graficamente un po' povero, ma con alcune frecce al proprio arco: una ventina di canzoni scaricabili in Real Audio, la Boutique, ovvero il negozio dove comprare dischi, merchandising e altre inezie, un forum, un'eccezionale discografia dettagliata, tutti i testi e un bell'elenco di links. Manca la biografia, ma non si può sempre avere tutto. [Inglese]

XTC

Pagina biografica dal sito di Onda Rock. [Italiano]

XTC

Una bella pagina biografica, con tanto di discografia dettagliata. [Italiano]


VAI A...

Cosa vuol dire Brit-pop? Proviamo a trovare un inizio e quindi un prototipo: dice qualcosa Beatles? Ecco, l'inizio potrebbe essere individuato in quel nomignolo che ha detto qualcosa nella storia della musica rock. La ricetta? Potrebbe essere qualcosa come rock chitarristico, mai duro o estremo, grande facilità di composizione, orecchiabilità intelligente, mai facile o ricercata con mezzucci. Non tutti i gruppi pop britannici rientrano nei termini della ricetta, ovviamente, ma gli XTC ne fanno parte, eccome e alla ricetta, nel loro caso, è doveroso aggiungere l'ironia e la genialità dei testi. Chi potrebbe pareggiarli o rientrare comunque nella categoria Brit-Pop? Proviamo a stilare un elenco di ciò che si trova nella mia discoteca, con l'avvertenza che alcuni di questi gruppi, per quanto mi riguarda, sono mediocri o anche pessimi.

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