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Los Angeles

Wild gift

Under the big black Sun

More fun in the new world

Ain't love grand

See how we are

Live at the Whisky A Go-Go

X

Biografia X

Biografia Blasters


Los Angeles

[vinile]

Gli X, individualmente, rappresentavano varie anime artistico-musicali: l'intellettuale e poeta (Exene Cervenka), il rocker vecchio stampo (Billy Zoom), il punker (D.J. Bonebrake), l'estroso cantante, compositore e anche attore (John Doe; l'attività cinematografica è arrivata in seguito). L'unione di questi elementi ha dato vita ad una delle più eccitanti e valide formazioni di ogni tempo. In "Los Angeles", esordio del gruppo, troviamo i temi principali che la band svilupperà nel futuro immediato: il rock'n'roll primordiale (Johnny hit and run Pauline), i ritmi lenti e maleodoranti tensione pura (Nausea, Unheard music), il punk puro e semplice (Sex and dying, in high society). Un gruppo da amare.

Curiosità

La copia in mio possesso è l'edizione originale statunitense, acquistata alla Reckless di San Francisco (7 dollari).- Copertina e foto sul retro sono a dir poco memorabili. Il produttore, l'ex Doors Ray Manzarek, suona l'organo in più di una canzone.


[vinile]

Wild gift

Il problema di Wild gift? Arrivare dopo un esordio epocale come Los Angeles. La trama sonora ha perso un po' della varietà di Los Angeles e si è fatta monotonamente simile lungo tutto l'album. Un grande disco, al di là di questo: White girl, Universal corner o When our love passed out on the couch non sono pezzi da band qualsiasi.

Curiosità

La foto di Exene sul retro-copertina è di Cris D. (o Desjardins, uno dei protagonisti della scena musicale losangelena di quegli anni)- We're desperate e Adult books sono le canzoni del primo singolo degli X.- L'idea della copertina è di Exene e John Doe.- Sul retro-copertina Billy Zoom è in sella ad una Vespa.


Under the big black Sun

[vinile]

La maturità degli X. Stemperata leggermente la vena punk dei primi due album, Under the big black Sun presenta una band consapevole dei propri mezzi e con pochi eguali nel panorama del 'nuovo' rock statunitense (quando si parla delle bands che hanno caratterizzato gli anni '80, insieme a Hüsker Dü, Sonic Youth, Meat Puppets, Rem e pochi altri, non mancano mai gli X). Leggera preferenza per la conclusiva The have nots, mirabile duetto (normale per gli X, ma sempre da rimarcare) tra le voci di Doe ed Exene su un treno musicale che non conosceva fermate, se non quella alla fine dei solchi del vinile.

Curiosità

La mia copia proviene dal negozio della Reckless di San Francisco e dovrebbe essere l'edizione originale statunitense (un'adesivo parla di 'Etichetta rossa Elektra').- Il disegno di copertina è di Alfred Harris.


More fun in the new world

[vinile]

Qualità nella continuità: se More fun in the new world ha fatto storcere il naso a molti, non è per la scarsa qualità delle canzoni o del suono, ma per quel pezzo finale, True love pt.#2, dalla ritmica disco-music. In effetti, la canzone non è un granché, ma nell'economia dell'intero lavoro non conta poi molto. Il rischio che molti temevano, era che quel pezzo preannunciasse una svolta che, in quel senso, non c'è stata. Grande musica come sempre dagli X (un pezzo su tutti: We're having much more fun, stupendo).

Curiosità

The new world apparirà anche nell'unico album dei Knitters (John Doe, Exene, D.J. Bonebrake e il chitarrista e compositore dei Blasters, Dave Alvin).


[vinile]

Ain't love grand

Come imbrigliare un suono genuino, ruspante, onesto, come quello degli X? Semplice: basta prendere un produttore 'metallico' (la brodaglia finto-ferrosa dei Keel tra le sue produzioni), tal Wagener e il gioco è fatto. Ain't love grand ti molla subito una sberla con l'attacco di Burning house of love, talmente sintetico da non capacitarsi che dietro agli strumenti ci siano gli X. La questione, però, è un'altra: snaturare il proprio suono per vendere è comprensibile (fino a un certo punto), ma cosa dire quando il tentativo si rivela un fallimento commerciale? Gli X sono gli X, non dei Motley Crue qualsiasi (o dei Bon Jovi o dei Pinko Pallino e via discorrendo). Non so se Billy Zoom se ne sia andato per divergenze sulla scelta sonora, resta il fatto che questo è l'ultimo album degli X originali. Un minuto di silenzio (dopo aver spento lo stereo sul quale gira Ain't love grand).

Curiosità

Tra le persone ringraziate: Dave Alvin, Bill Bateman (entrambi dei Blasters), Rodney Bingerheimer (celebre d.j. della stazione KROQ), Chris D., Ray Manzarek.- Little honey, scritta da John Doe insieme a Dave Alvin, uscì quello stesso anno (1985) su Hard line dei Blasters; la versione degli X è hard, mentre la versione dei Blasters è acustica (ed è quest'ultima la migliore, non c'è storia).- Con la virata musicale anche la confezione cambia nettamente: le copertine artistiche e allegramente confusionarie lasciano il posto al normale, sia come confezione, che come foto. I responsabili di tutto questo li lascio perdere, perché per leggere i loro nomi servirebbe un microscopio elettronico (tra loro ci sono anche gli X, comunque).


See how we are

[vinile]

Il colpo di coda prima di porre la parola fine all'avventura X (a parte una reunion negli anni '90; non ho ancora comprato quel disco, forse perché non voglio farmi del male e da informazioni recenti, sembra che lo lascerò per sempre nei negozi). Il suono è il più metallico di sempre, ma non ha le ingenuità sintetiche di Ain't love grand, anzi! Tony Gilkyson, il chitarrista sostituto di Billy Zoom, non ha la mente proiettata agli anni '50, come il biondo chitarrista dei primi X, ma riesce a svolgere il suo compito di tessitore delle trame musicali adatte a sostenere le splendide voci di John Doe ed Exene. Un grande, grandissimo disco di rock, punto e basta. Fenomenale la versione di 4th of July dell'amico Dave Alvin.

Curiosità

La dipartita di Billy Zoom ha posto il problema chitarrista negli X; sembrava dovesse arrivare in pianta stabile Dave Alvin dai Blasters e in effetti, sulla busta interna, c'è una foto della formazione a cinque, comprendente anche il biondo Dave. Il retro-copertina, invece, presenta le foto dei quattro X, con Tony Gilkyson (ex Lone Justice) alla chitarra e Dave Alvin è citato solamente come ospite. Il contributo del più giovane dei fratelli Alvin, comunque, non è da poco: oltre a suonare la chitarra, ha composto la più bella canzone dell'album, 4th of July.- Cyrano de Berger's Back era presente nell'album A minute to pray, a second to die dei Flesh Eaters (1981), il gruppo aperto di Chris D.


[vinile]

Live at the Whisky A Go-Go

Quasi a voler ribadire le proprie passioni per la tradizione, gli X si congedano con un classicissimo doppio live, diretto, senza facili ammiccamenti, duro e onesto. La celebrazione mi sembra simile a quella dei Dream Syndicate, anche loro sciolti con un doppio live registrato in un club losangeleno. In entrambi i casi sarebbe d'obbligo la lacrimuccia di prammatica, se non fosse patetica. Io potrei versarne migliaia, dato che sono patetico e romantico.

Curiosità

Informazioni minime sul retro-copertina (titoli delle canzoni e musicisti). Quattro i pezzi tratti da Los Angeles, quattro da Wild gift, quattro da Under the big black sun, tre da More fun in the new world, due dall'album peggiore del quartetto, Ain't love grand e due dall'ultimo, See how we are; due i pezzi tratti dall'album dei Knitters, ma uno di questi era presente anche in More fun.... I tre pezzi rimanenti: Just another perfect day e Skin deep town dovrebbero essere degli inediti, mentre So long è un brano di Woody Guthrie. La confezione è di Exene (come i disegni delle facce dei membri del gruppo, sul retro-copertina).


DISCOGRAFIA

Los Angeles (1980)

Wild gift (1981)

Under the big black Sun (1982)

More fun in the new world (1983)

Ain't love grand (1985)

See how we are (1987)

Live at the Whisky A Go-Go on the Fabulous Sunset Strip (1988)

Hey Zeus! (1993)

Unclogged (1995)

Beyond and back - The X anthology (1998)

The best - Make the music go bang (2004)

X - Live in Los Angeles (2005)

Merry Xmas from X (2009)


IL NOME

Dovrebbe derivare dal nome d'arte della cantante Exene (Christine Cervenka). Il bassista e cantante (nonché compagno per molti anni di Exene), ha scelto lo pseudonimo John Doe unicamente come diversivo divertente (il suo vero nome è John Nommensen Duchac): John Doe, negli Stati Uniti, equivale al nostro Mario Rossi, cioè una persona qualunque (ad esempio, quando la polizia trova un cadavere senza nome, lo classifica come John Doe).


LINKS

Exene, DJ, Doe e gli altri

Gli X sono in tour: come esserne sorpresi! Questo è il loro sito ufficiale, comprendente una discreta discografia, le novità sul tour e nient'altro. In verità ci sarebbero anche le pagine dei singoli componenti, però, per quanto mi riguarda, faticano a caricarsi e danno errori continui di debug. [Inglese]

Exene, DJ, Doe e gli altri

La pagina di Scaruffi sul gruppo di Los Angeles. [Italiano]


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Lente, microscopio e telescopio puntati sugli anni di uscita e sulle stellette corrispondenti agli album degli X: ciò che è arrivato a casa mia (antologie escluse) marchiato dalla stessa data e dalla stessa personale valutazione.

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