WHITE ZOMBIE
La Sexorcisto: devil music vol. 1

Dato numero uno: questo disco (in vinile) dura qualcosa come un'ora. Un pacco (senza doppi sensi) di musica non indifferente. Dato numero due: la musica diabolica dei nostri non ha nulla di sconvolgentemente originale. Bella scoperta, degna del titolo Mona della settimana. Dato numero tre: posto che il metallo più regale è alla base della proposta musicale cornuta dei nostri, è altresì indubitabile come il figuro che sembra aver influenzato i nostri sino al midollo, sia un certo Glenn Danzig. Dato numero quattro: gli esordi su album del gruppo di Danzig (dopo lo scioglimento dei Misfits) e dei White Zombie, escono entrambi nel 1988 e dunque, chi ha influenzato chi? L'ignoranza del sottoscritto (che non possiede i due esordi) non permette di rispondere a questa cruciale domanda. Il sottoscritto di cui sopra può esprimersi su questo ammasso ferroso in forma di album in vinile, il prodotto che scagliò i nostri verso la notorietà internazionale (trattasi di entità misteriosa e impalpabile sulla quale è doveroso non pronunciarsi).
La sexorcisto: devil music vol. 1 vive sui riff granitici del chitarrista J e sulla voce di Rob Zombie, devota allo sgozzato per eccellenza del mondo metallico, mister Lemmy Kilmister. Come in ogni bella storia d'amore, partiamo dalla fine: Warp Asylum è tanto blacksabbathiana da rasentare l'imbarazzo; si parlava di amore, appunto. Le prime note esplosive dell'album, il primo riff (molto Soundgarden) e le grida femminili sottostanti, aprono il lavoro sotto il titolo di Welcome to the Planet Motherfucker (ci sono alcuni dialoghi tratti da un paio di film di Russ Meyer) plus Psychoholic slag, un lungo viaggio che parte in quarta e rallenta sino a un blues mefitico (e che alla fine cita i Motörhead nella riga I got a white line Zombie fever).
Thunder kiss '65 è una canzone prona al maestro delle tette cinematografiche, il già citato Russ Meyer, con dialoghi tratti dal film Faster Pussycat Kill! Kill! e un riff primordiale per un pezzo non memorabile. Black sunshine rubacchia qualche idea al rock stradale, puzzolente di benzina e pneumatici, di mister Brian Kild e dei suoi Electric Peace, ma a parte questo, è un gran pezzo, veloce e duro. A parte gli ennesimi motherfucker pronunciati dal nostro gentile Rob, Soul-crusher si segnala per la vicinanza sonora ai primi Metallica e qui mi fermo, perché questa recensione non sembra far altro che citare nomi evocati dalla musica dei White Zombie: è questo il motivo della piccola delusione causata da questo disco? Mi aspettavo di più, devo dirlo sinceramente, anche se è impossibile negare che La Sexorcisto regala brividi autentici ascoltato ad alto volume. Bisognerà ritornarci, anche per scoprire dove cavolo si nasconde la voce di Iggy Pop (io non l'ho scoperto...).
Curiosità
Sulla busta interna, le foto dei quattro su un lato e un enorme disegno di Rob Zombie dall'altro (autore anche del disegno di retro-copertina). La foto di copertina è di Alison Dyer.- Tra i ringraziati, Iggy Pop, Jim Thirlwell (alias Foetus), Russ Meyer (il regista, principale protagonista ispirativo di questo album - se non dell'intera carriera del gruppo).- Da qualche parte compare anche la voce di Iggy Pop: appena scoprirò dove, vi saprò dire...
DISCOGRAFIA
Gods on Voodoo Moon EP (1985)
Pigs heaven EP (1986)
Psycho-head blowout EP (1986)
Soul crusher (1987)
Make them die slowly (1989)
God of Thunder EP (1989)
Zombie kiss (1990)
La Sexorcisto: devil music vol. 1 (1992)
Nightcrawlers: the KMFDM remixes (1992)
Astro Creep: 2000 (1995)
Supersexy swingin' sounds (1996)
IL NOME
Dal film omonimo di Victor Halperin del 1932, con Bela Lugosi.
LINKS
Un sito con tutti i crismi (parlando del diavolo...) su un gruppo sciolto da anni e anni. Due biografie (una stringata e l'altra più completa), una splendida discografia con testi e note, la pagina dei tour... ma non si erano sciolti? La pagina dei tour ha un'unica notizia: "White Zombie non sono attualmente in tour". Qualche altra paginetta a concludere il tutto, una delle quali fornisce i riferimenti del fan club e dunque la domanda resta: i White Zombie esistono ancora o no? [Italiano]
Segnalo il sito ufficiale di Rob Zombie, così, per notizia. [Inglese]
La lunga e dettagliata scheda dal sito di Scaruffi. [Italiano]
VAI A...
Il 1992 di La Sexorcisto: devil music vol. 1 è uno degli anni che dividono la storia della musica rock tra un prima e un dopo. A voi giudicare l'importanza di questa divisione rispetto ad altri, epocali prima e dopo (il 1954, il 1967, il 1977...), a me il piacere di citare tutti i dischi del 1992 (antologie comprese) arrivati a casa mia.