VELVET UNDERGROUND

[vinile]
Come valutare un disco come questo? Qualcuno disse che probabilmente solo ventimila persone acquistarono l'esordio dei Velvet quando questo uscì, ma ognuna di quelle ventimila formò un gruppo (la citazione varia da fonte a fonte e il numero dei possibili acquirenti passa da poche unità a qualche migliaia: l'autore della frase, sembra accertato, è Brian Eno). Velvet significa, ormai da tempo, prototipo, musa ispiratrice di un modo di fare musica che da allora ha conosciuto imitatori e ispirati (meglio i secondi dei primi, ovviamente). Per fare due nomi: Talking Heads (anche se, forse, limitatamente al primo album) e Rem (anche se molti dubitano di questa influenza, i Rem l'hanno sempre espressa come primaria). Dare un giudizio su un disco come questo è difficile, così mi limiterò a dare dei semplici titoli: Heroin, Sunday morning, Run run run, Femme fatale, I'll be your mirror... Penso possa bastare.
Curiosità
I musicisti citati sul retro-copertina: Lou Reed, chitarra solista, chitarra struzzo (ostrich guitar), voce; John Cale, viola elettrica, piano, basso; Sterling Morrison, chitarra ritmica, basso; Maureen Tucker, percussioni; Nico, cantante (chanteuse).- European son è dedicata a Delmore Schwartz.- La strafamosa banana della copertina è opera di Andy Warhol.
White light/White heat

[vinile]
È stato definito l'album più anti-melodico della storia del rock: esagerato? Non direi, tenendo conto che Sister Ray è un massacro di 17 minuti nei quali la melodia c'entra come i cavoli a colazione; poi, I heard her call my name è un petardo dissonante e lancinante, mentre The gift è un racconto sul regalo che Waldo pensa di mandare alla fidanzata e non è cantato, è proprio raccontato, con l'accompagnamento di una velenosa chitarra elettrica. Penso che pochi, sino a quel momento, si fossero spinti così in là.
The Velvet Underground

Il ritorno dei Velvet a sonorità accessibili dopo la tempesta sonora di White light/White heat. Non c'è più John Cale, che ha sempre considerato questi Velvet, il gruppo personale di Lou Reed e non un gruppo vero e proprio. Il capolavoro Pale blue eyes è circondato da altri nove pezzi caratterizzati dalle sonorità dei Velvet morbidi, vellutati e suadenti, con qualche estemporaneo schizzo paranoico. Un disco da ascoltare in tranquillità, senza l'angoscia martellante dei due precedenti.

[vinile]
John Cale se n’era andato già da un pezzo, rimpiazzato da un tizio di nome Doug Yule e la corazzata Velvet Underground, tossica, instabile e sempre sul punto di affondare, trovò un nuovo capitano. Reed lasciò la band ancor prima della pubblicazione di questo album (1970), per poi rendersi conto della pesante manipolazione di ciò che era stato inciso, dal suono alle sovraincisioni, fino alla sequenza delle canzoni. Difficile, in effetti, confrontare il suono di Loaded con il precedente senza titolo del 1969 (non confrontiamolo nemmeno con i primi due album).
Yule disse che il titolo nacque dalla richiesta della Atlantic (che pubblicò l’album, ma sotto l’egida di una sussidiaria, la Cotillon: le nuove regole dell’etichetta non permettevano i rapporti artistici con personaggi legati in qualche modo alla droga) di avere un ‘carico’ pieno di successi: lo stesso Yule che si issò sul ponte di comando, che diventò co-autore dei pezzi (Lou Reed contestò sin da subito la circostanza, affermando di essere stato l’unico compositore e non c’è bisogno di un’investigazione per credergli), che rimixò le incisioni, che si occupò anche della batteria con un altro paio di personaggi (Maureen Tucker era incinta, anche se è il suo nome a comparire nei credits) e che cantò alcune delle canzoni. Lou Reed non lo considerava un suo prodotto e come dargli torto? D’altro canto, con due pezzi come Sweet Jane e Rock & roll, con un’apertura come Who loves the Sun e con altre piccole meraviglie come I found a reason, è comunque impossibile non amare questo disco: nonostante tutto ciò che è stato scritto qui sopra.
1969 - The Velvet Underground live with Lou Reed vol. 2

[vinile]
È un live della Polygram che, già dal titolo, si rivela quantomai ambigua: Velvet Underground live with Lou Reed, cosa starebbe a significare? Sono mai esistiti dei Velvet senza Lou Reed (sono esistiti, pare, ma non è possibile tenerne conto)? Bisognava aggiungere il nome Lou Reed al titolo, altrimenti il disco non se lo comprava nessuno? Il disco è davvero buono, ma non mi sembra epocale (sebbene il commento sul retro-copertina lo faccia passare per un documento importantissimo della storia del rock); e poi, ma questa è una fisima mia, sentire I'll be your mirror cantata da un uomo, anche se quest'uomo si chiama Lou Reed... Insomma, dovrò trascorrerci ancora molti ascolti per un giudizio finale definitivo.
La versione originale uscì nel 1974 come doppio album, ma questa copia (italiana) contiene solo il secondo di quei due dischi e capire il motivo per cui si dovrebbe dividere in questa maniera idiota un lavoro unitario (registrato nel 1969 a San Francisco), è davvero arduo. Ai posteri, etc...
DISCOGRAFIA
The Velvet Underground & Nico (1967)
White light/White heat (1968)
The Velvet Underground (1969)
Loaded (1970)
Live at Max's Kansas City (1972)
Squeeze (1973)
1969 - The Velvet Underground live with Lou Reed (1974)
1969 - The Velvet Underground live with Lou Reed vol. 2 (1979)
VU (1985)
Another view (1986)
The best of the Velvet Underground: words and music of Lou Reed (1989)
Chronicles (1991)
Live MCMXCIII (1993)
What goes on (1993)
Peel slowly and see (1995)
Fully loaded (1997)
Final V.U. 1971-1973 (2001)
Rock and roll: an introduction to the Velvet Underground (2001)
Bootleg series volume 1: the Quine tapes (2001)
Gold (2005)
Playlist plus (2008)
R.I.P.
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Angus MacLise, il primo batterista della band, è morto di tubercolosi (in Nepal) il 21 giugno 1979, all'età di 41 anni. |
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Nico è morta il 18 luglio 1988, all'età di 49 anni. In una giornata caldissima, la cantante e artista tedesca cadde con la sua bicicletta battendo la testa. Quel che successe in seguito non è chiaro: fu soccorsa da un tassista, ma una volta in ospedale la diagnosi fu probabilmente sottovalutata e Nico morì otto ore dopo il ricovero. L'esame autoptico rivelò un'emorragia cerebrale, anche se molti mettono in rilievo il fisico debilitato da una vita fatta di abusi di droghe, alcol e quant'altro. |
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Il chitarrista Sterling Morrison è morto per un linfoma il 30 agosto 1995, all'età di 53 anni. |
[Parlano i protagonisti: dal libro "Please kill me", di Legs McNeil e Gillian McCain, Baldini Castoldi Dalai 2006]
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Tesoro, sono un succhiacazzi e tu cosa sei? |
JOHN CALE
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Lou era molto pieno di sé e si comportava proprio come una checca (...). Noi lo chiamavamo Lulu |
MAUREEN TUCKER
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Odiavo quella stronzata del peace and love |
STERLING MORRISON
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Non feci alcuno sforzo per impressionare Andy Warhol. Che me ne fregava? |
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Dovrei dire che Lou buttò fuori John per gelosia |
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Tutti i Velvet Underground erano dei megalomani terrificanti |
LINKS
Sito di una semplicità disarmante: i nomi da cliccare (Velvet o uno dei singoli componenti) e le pagine da leggere (biografia, discografia, bibliografia...). Bello, mi piace... [Inglese]
Splendido database sui Velvet: per chi cerca qualunque notizia discografica sul gruppo e non solo. [Inglese]
Gran bel sito inglese sui Velvet, frettoloso sulla discografia, ma completo e interessante per quanto riguarda la parte biografica. Bella la parte "Influences", anche se per citare tutti i nomi influenzati dai Velvet, non basterebbero dieci milioni di parole... [Inglese]
Biografia dei Velvet, dal sito di Onda Rock. [Italiano]
Biografia di Lou Reed e compagni dal sito di Scaruffi. [Italiano]
VAI A...
'Gli anni dei Velvet' del titolo sono quattro, 1966, 1967, 1968 e 1970, corrispondenti alle uscite dei quattro dischi di studio con Lou Reed nella formazione. Una bella lista di ciò che da quegli anni è arrivato a casa mia.