U2

[vinile]
Giovanissimi, tecnicamente incerti (inizialmente sembra funzionare già al meglio la sezione ritmica, ma The Edge non era sicuramente un Ry Cooder irlandese), gli U2 hanno scoperto quella mistura alchemica eguagliata da pochi altri nella storia del rock, per la quale l'insieme degli elementi di un gruppo vale immensamente più della semplice somma matematica. Una chitarra originalissima, una voce eroica, un gruppo di canzoni indimenticabili. Gli U2 si presentano al mondo intero con I will follow, il brano che apre il disco e parlano subito chiaro: un riff elementare ai limiti del consentito, un trucchetto semplice (quel suono che sembra un campanello ed è invece una bacchetta che incoccia i raggi della ruota di una bicicletta) e un ritornello altrettanto semplice e memorizzabile. Le emozioni colano dal piatto con An cat dubh e Twilight, mentre, per le scariche di adrenalina ci si rivolge ad Out of control e The Electric co.. Il piccolo capolavoro, in un album già su livelli di eccellenza, si rintraccia al termine dei solchi, sulla seconda facciata: Shadows and tall trees è una canzone che mischia la ballata con la tradizione irlandese, un pezzo sinceramente da brividi. Benvenuti.
Curiosità
La busta presenta, stranamente, 4 testi su 11 (Twilight, I will follow, The ocean e Shadows and tall trees).- Al termine di Shadows and tall trees c'è un pezzetto di musica di 30 secondi, lontanissima e udibile, stereofonicamente, soltanto nella parte sinistra; il coriandolo musicale non è indicato, ovviamente, da nessuna parte, né sull'etichetta, tantomeno sulla busta e sulla copertina.

[vinile]
Il ragazzo di Boy è cresciuto; sulla copertina, lo stesso ragazzino dal viso disteso di due anni prima, ha il broncio e un labbro ferito (poco importa che non sia davvero lo stesso ragazzino). Il disco s'intitola War, non per niente e si apre con la domenica di sangue che gli irlandesi del nord non dimenticheranno molto facilmente. Un disco secco, glaciale nella sua perfezione sonora (io la vedo così; per molti critici War era un mezzo passo falso solo per i coretti delle Coconuts in Red light) e bellissimo (come dimenticare uno dei loro capolavori assoluti, New years day?). Sono gli U2 cresciuti, anche loro come il bambino della copertina, anche loro disillusi e più maturi. Cresceranno ancora; forse troppo.
Curiosità
Disco con copertina apribile (è l'edizione italiana); anche qui, come su Boy (4 testi su 11), lista parziale di liriche, 6 canzoni su dieci (Sunday bloody sunday, Seconds, New years day, Drowning man, Surrender e Like a song).- Steve Wickham, violinista della corte dei Waterboys (e non solo), suona il suo strumento in Sunday bloody Sunday e Drowning man.- In Surrender e Red light i cori femminili sono delle Coconuts di Kid Creole.
The unforgettable fire

[vinile]
Non riesco ad amare fino in fondo questo disco. Andatosene il metronomico Lillywhite e arrivato il mago dei suoni e non-musicista per eccellenza Brian Eno, gli U2 sfornano un disco intimista e oscuro che ebbe un successo strepitoso per merito dell'unico brano ascrivibile al passato della band, Pride (In the name of love). La prima facciata è quasi perfetta, ma nella seconda ci si perde tra suoni inusuali, brani lunghissimi, dagli arrangiamenti complicatissimi (Elvis Presley and America) e minimalismo apparente. Si è capito: preferisco gli U2 ruspanti di Boy, ma anche questi di The unforgettable fire si fanno amare non poco.
Curiosità
L'unico ringraziamento va a Mrs. Christine Kerr; Chrissy (Christine quindi) Hynde si era sposata in quel periodo (ma non ricordo l'anno esatto) con Jim Kerr dei Simple Minds. Che sia lei?
The Joshua tree

Il fenomeno musicale mondiale del 1987 si chiama The Joshua tree, il disco attesissimo (e quindi passibile di attese deluse) degli U2. Abbandonate le lande verdi e fresche d'Irlanda, gli U2 si avventurano nell'America degli spazi, del blues e della musica popolare. Suonano con B.B. King, mentre Bono duetta con Keith Richards e Ron Wood (che sono inglesi, ma solo di nascita) per il progetto 'distruggi Sun City' di Little Steven. Alcuni pezzi sono splendidi (One tree hill, Mothers of disappeared, il blues allegro di Trip through the wire), altrove si segna il passo (With or without you e leggermente anche in Where the streets have no name). I vertici si trovano in Bullet the blue sky, cavalcata chitarristica poderosa e nella buia e sensazionale Exit, a mio parere, uno dei vertici assoluti del gruppo. Il primo ciclo della storia U2 si chiude a questo punto; per il futuro, ben altra musica.
Curiosità
Tra i ringraziati Gavin Friday [Virgin Prunes] e T-Bone Burnett; dopo i nomi di Little Steven and Jimmy Iovine, scritti di seguito, c'è un Grazie tra parentesi, in italiano.
With or without you

[vinile EP]
Il lato A è la strafamosa With or without you (pallosa dopo tre ascolti); il lato B ospita due pezzi (scarti?) tratti dalle sessions di The Joshua tree e sono, bando alla prudenza, due capolavori. Luminous times, che vede Eno come co-autore, è un pezzo di tensione pura giocato tra le tastiere e la voce di Bono, mentre la liquida Walk to the water è sognante ed eterea. Perché questi due pezzi siano stati esclusi dall'album, è un mistero.

[vinile]
Il doppio live, quando esisteva una cosa chiamata vinile, era un momento importante per l'artista rock. Spesso le carriere musicali dei grandi rockers sono state divise in 'prima e dopo' il doppio live; serviva a fare il punto, oltre a riassumere i dischi prodotti fino a quel momento, e poi era la prova del nove per chiunque volesse dimostrare di essere un artista vero e non un fantoccio da studio. Gli U2 arrivano al fatidico live (anche se il disco è solo per metà dal vivo) dopo cinque album (e un mini live del 1983) e un'ascesa inarrestabile e continua verso lo stardom del rock. E toppano di brutto. Brutto il film, del quale il disco è la colonna sonora, brutta la musica. Le cover: Helter skelter fa pena rispetto alla versione originale beatlesiana e All along the watchtower, lasciando perdere Hendrix (siamo su un altro pianeta), ha ricevuto migliore trattamento sia dagli XTC che dai Giant Sand (versioni di studio, d'accordo). Il singolo, Desire, lo dimentichi dopo tre secondi, il duetto con B.B. King dopo un minuto. E poi la spocchia, che non sapevo essere cosa loro (o meglio, speravo non fosse cosa loro: il broncio immancabile e le foto 'artistiche' insopportabili facevano già balenare il sospetto da un paio d'anni). La sbandata per il blues e l'America è durata pochissimo, per fortuna, ma gli album successivi non sono nella mia discoteca.
Per leggere le note e la scaletta del doppio album, clicca sul pulsante.
DISCOGRAFIA
Three EP (1979)
Boy (1980)
October (1981)
War (1983)
Under a blood red sky (1983)
The unforgettable fire (1984)
Wide awake in America (1985)
The Joshua Tree (1987)
Rattle and hum (1988)
Achtung baby (1991)
Zooropa (1993)
Please Popheart live EP (1997)
Pop (1997)
All that you can't leave behind (2000)
The best and the b-sides of 1990 - 2000 (2000)
Hasta la vista baby! (2000)
7 EP (2002)
U2 go home: live from Slane Castle (2003)
How to dismantle an atomic bomb (2004)
U218 singles (2006)
No line on the horizon (2009)
IL NOME
Il nome fu proposto da un membro dei Radiators. L'U2 è un aereo spia statunitense del quale si seppe l'esistenza quando un modello fu costretto ad atterrare in territorio sovietico. U2, con la pronuncia inglese, è anche una contrazione dell'espressione you too, anche tu.
Modena, 1987. Gli U2 arrivano accompagnati da un carrozzone che il pubblico giudica inutile (ricordo le lamentele e i fischi ingenerosi indirizzati alle altre band). Lone Justice e Big Audio Dynamite sono quasi annullati dallo spazio, mentre Chrissie Hynde e i suoi Pretenders ammaliano quei pochi interessati. Bono e soci sono quasi ingiudicabili e il motivo è presto spiegato: si era nell'anno di The Joshua tree, vale a dire successo mondiale con pochi precedenti nella storia (in quanto a dischi venduti, popolarità, appiattimento verso l'alto della critica) e il pubblico non era lì per sentire un concerto, ma per fare parte dell'evento, per esserci. Canzoni cantate a squarciagola da mezzo stadio, grida continue, ondeggiamenti continui della folla, non hanno permesso una visione e soprattutto un ascolto decente. La memoria parla di un suono confuso e debole, nient'altro. Peccato.
LINKS
La scheda di Onda Rock. [Italiano]
Il sito ufficiale degli U2 meriterebbe anche solo per la grafica, in Flash, davvero splendida; non è, però, il solo motivo per vedere il sito. La discografia è a dir poco eccezionale: tutti i dischi, commentati dagli U2 stessi, abbondano di note e notizie, hanno tutti i testi e la possibilità di scaricare il brano (un sample, di sicuro). Come ogni sito ufficiale, U2.com abbonda di ultime notizie e date di tours, come non manca il negozio on line. L'avvertenza: per chi volesse vedere la versione Flash, è consigliata almeno la linea ISDN o di velocità superiore. [Inglese]
"Il sito italiano dedicato agli U2" recita il titolo. Grafica elegante e piacevole, a tratti eccezionale, informazioni essenziali presenti (discografia, biografie dei singoli musicisti, ma manca quella del gruppo). [Italiano]
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Gli U2 nacquero alla fine degli anni '70, in pieno spirito e influenza punk, come è facile capire ascoltando il loro esordio, disco favoloso, ma tutt'altro che abbondante a livello di semplice tecnica musicale. Come pensarono gli Hüsker Dü al momento di formare il gruppo: "Se l'hanno fatto i Ramones, perché non dovremmo farlo anche noi?". Questo per chiarire il mio pensiero sul punk e sulla sua funzione o sulla sua inutilità, come dicono e hanno detto in molti. La lista finale prenderà in considerazione i dischi delle Isole Britanniche, arrivati dalle mie parti, usciti l'anno dell'esordio degli U2, il 1980.