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Talking Heads: 77

More songs about buildings and food

Fear of music

Remain in light

Little creatures

Naked

TALKING HEADS

Biografia Talking Heads

Biografia David Byrne

Biografia Modern Lovers


Talking Heads: 77

[cd]

Il debutto di uno dei gruppi più importanti degli anni '70 (a parere del sottoscritto). Mi chiedo: come sarebbe stato valutato a posteriori questo disco, se la storia del gruppo fosse finita dopo la sua uscita? Chiaro che a confronto con i capolavori successivi (tre album epocali, uno dopo l'altro, dal 1978 al 1980), questo esordio impallidisce, ma è impossibile non sentire i germi della genialità a venire (Psycho killer, il colpo geniale, Happy day, l'omaggio ai Velvet, New feeling, giro bluesato di chitarra filtrata dalla Big Apple e via discorrendo). Tornando alla domanda iniziale: secondo me questo disco sarebbe considerato un capolavoro dell'epoca punk, a dispetto delle critiche alla produzione forse non perfetta (secondo me lo è visto l'umore delle canzoni). Sono passati 25 anni, ma non si sentono.

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More songs about buildings and food

[vinile]

L'esordio di Talking Heads: 77 aveva sorpreso molti: quelle canzoni, impostate sulla chitarra spezzettata di Byrne, sembravano preludere a qualcosa di ancora più grande per il futuro. Ciò che aveva fatto storcere il naso a molti, era la produzione. Per il seguito, arriva il signor Brian Eno e la differenza si sente, eccome! Il meglio? Difficile scegliere: la telenovela di Found a job, la schizofrenia di Artists only, le esplosioni ritmiche di I'm not in love, il classico Take me to the river (ennesima dimostrazione che le cover possono essere qualcosa di più di un semplice esercizio sterile). Il suono muta dal rock geniale, ma sostanzialmente corretto, dell'esordio, a qualcosa di nuovo e quasi imperscrutabile. La storia delle Teste Parlanti, però, era ancora all'inizio.

Curiosità

Informazioni ridotte all'osso sul retro-copertina: titoli delle canzoni e produttore.- Warning sign faceva parte del repertorio degli Artistics, la band formata da Byrne e Chris Frantz a metà anni '70.- Artists only è co-firmata da un amico della band, Wayne Zieve (con Byrne, naturalmente), di occupazione pulitore degli occhi dei bufali al Museo di Storia Naturale e occasionale scrittore di versi, tipo: 'Non ho bisogno di provare... che sono un creativo!' e 'Sto pulendomi il cervello'.


[cd]

Fear of music

L'ennesimo passo in avanti dei Talking Heads. Dopo la svolta di More songs about buildings and food, un disco che si apre con I zimbra, musica tribale su un testo dadaista di Hugo Ball. Fin dalla prima canzone, insomma, è chiaro che la ricerca sonora di David Byrne e Brian Eno non si è fermata. L'energia di Cities, l'abbacinante inquietudine musicale di Memories can't wait (un vero e proprio capolavoro), la statica roboticità di Electric guitar e il lungo incubo di Drugs: tutti pezzi studiati, cerebrali, difficilmente eseguibili dal vivo (e per questo molti furono delusi dalle tournée di quegli anni) e nondimeno, testimonianze di un'intelligenza e di una creatività profuse a piene mani. Era difficile immaginare un'ulteriore evoluzione e invece...

Curiosità

Il libretto del cd contiene i testi e le note.- Gli uccelli che si sentono in Drugs sono stati registrati al Lone Pine Koala Sanctuary di Brisbane, Australia.- Le basi primitive delle canzoni sono state registrate nell'appartamento newyorkese di Tina Weymouth e Chris Frantz.- La chitarra di I zimbra è di Robert Fripp.- L'idea della copertina (foto con un termografo, un apparecchio sensibile al calore) è di Jerry Harrison e come disse lo stesso polistrumentista, fu osteggiata dalla Sire come tutte le altre cover dei Talking Heads.


Remain in light

[cd]

Uno dei dischi più importanti del movimento rock dalla sua nascita. I Talking Heads, partendo dalle melodie spezzettate di Talking Heads: 77, nel giro di tre album sono arrivati ad un livello inimmaginabile. Questo disco, che fonde funky, rock, soul, musica etnica e sperimentazione, è qualcosa di perfetto. Con la formazione allargata (che adotteranno, in parte con gli stessi musicisti, anche per la tournée), il gruppo (ma principalmente David Byrne e il produttore Brian Eno) sfodera una serie di canzoni epocali: la perfetta fusione tra soul e rock di Crosseyed e painless, l'incubo di Overload, la malinconia struggente ed irresistibile di Listening wind, ma soprattutto l'incredibile mistura alchemica, tra suoni tribali, rock, soul e funky di The great curve, un pezzo dove le geometrie vocali vanno oltre ogni possibile immaginazione. Come scrisse un giornalista, a margine della recensione di questo disco due decenni fa... Futuro!

Curiosità

La formazione merita di essere citata. Chitarre: Adrian Belew, Jerry Harrison, David Byrne; bassi: Jerry Harrison, Tina Weymouth, David Byrne, Brian Eno; tastiere: Tina Weymouth, David Byrne, Brian Eno, Chris Frantz, Jerry Harrison; batteria: Chris Frantz; percussioni: Jose Rossy, David Byrne, Brian Eno, Chris Frantz, Tina Weymouth, Jerry Harrison, Robert Palmer; voci: David Byrne, Brian Eno, Nona Hendryx; tromba e arrangiamento fiati: Jon Hassell.


Little creatures

[cd]

Il più grande successo commerciale dei Talking Heads. Little creatures è anche l'album dichiaramente normale della loro discografia, il disco che scende non più verso le radici ritmico-etniche della musica, ma molto più normalmente, torna al country e alla musica popolare statunitense (più bianca che nera, in questo caso). Qualche timido riferimento alle atmosfere di Talking Heads: 77 (And she was), qualche ottima canzone (Road to nowhere) e una batteria fastidiosamente pompata (lontani i tempi delle percussioni di Remain in light). Insomma, una normalità difficile da accettare quando arriva da un gruppo come i Talking Heads.

Curiosità

Il disegno di copertina è del Reverendo Howard Finster.- Tra gli ospiti, Nana Vasconcellos alle percussioni in Perfect.- Pazzesca la foto di retro-copertina (di Neil Selkirk), che vede i quattro abbigliati in uno stile che sta tra l'albero di natale e una baldracca d'alto bordo (cromaticamente parlando, intendo).


Naked

[cd]

È l'ultimo grido proveniente dalle bocche delle teste parlanti più assennate della fine degli anni '70. Il gruppo non è mai stato un campione di vendite, per quanto non abbia mai fatto la fame. Il precedente Little creatures cambiò un po' le cose: un disco accolto tiepidamente dalle nostre parti e che invece fu salutato oltreoceano con un coro unanime di critiche positive e particolare non trascurabile (soprattutto per le tasche dei quattro), da vendite impensabili. Può aver influito tutto ciò nel suono di questo Naked? Devo dire la verità: quelle sezioni fiati, onnipresenti in molti brani, sono quasi disturbanti. Il fascino delle melodie di mister Byrne non smetterà mai di stupirmi, come la sua voce, ma questo disco rimane sul fondo della produzione Talking Heads.

Per leggere l'articolo contenuto nel libretto del cd, premi il pulsante.

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DISCOGRAFIA

Talking Heads: 77 (1977)

More songs about buildings and food (1978)

Fear of music (1979)

Remain in light (1980)

The name of this band is Talking Heads (1982)

Speaking in tongues (1983)

Stop making sense (1984)

Little creatures (1985)

True stories (1986)

Naked (1988)

The best of (1991)

Once in a lifetime - The best of Talking Heads (1992)

Sand in the vaseline - Popular favorites (1992)

12 x 12 - Original remixes (1999)

Once in a lifetime (2003)

The best of Talking Heads (2004)

Bonus rarities and outtakes (2006)

The collection (2007)

Same as it ever was (2009)


IL NOME

Negli Stati Uniti viene chiamato talking head il commentatore di notizie del telegiornale, per il fatto che, di solito, il giornalista è immobile e ripreso fino al tronco. È l'equivalente del nostro più azzeccato mezzobusto, coniato da Sergio Saviane.


LINKS

Talking Heads

Un bel sito, semplice e leggibile senza difficoltà. La discografia è commentata disco per disco, i testi ci sono tutti, poi abbiamo interviste, articoli, biografia, foto e altre cosucce interessanti (come la bibliografia, una chat room, etc). [Inglese]

Talking Heads

La scheda di Onda Rock. [Italiano]

Talking Heads

La lunga scheda di Scaruffi sul gruppo di David Byrne (nella quale vengono presi in considerazione anche i numerosi lavori solisti). [Italiano]


VAI A...

Senza nulla voler togliere al grande debutto di Talking Heads: 77 e agli album successivi al doppio live del 1981, il gruppo di David Byrne ha sfornato tre capolavori epocali nell'ambito della musica tutta del secolo scorso. I tre dischi sono usciti in successione, uno dopo l'altro, un anno dopo l'altro: More songs about buildings and food nel 1978, Fear of music nel 1979 e Remain in light nel 1980. Queste tre annate saranno prese in considerazione per l'elenco di fine scheda, nel modo seguente: i capolavori usciti in quei tre anni e che poi sono arrivati a casa mia.

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