STOOGES
The Stooges

[vinile]
Ci fosse un'università del rock, questo disco diventerebbe esame obbligatorio. 8 canzoni (canzone è un termine un po' riduttivo in questo caso), 8 inni immortali al rock più malsano, sporco, delirante. Canzoni riprese da migliaia di gruppi in tutto il mondo (non basterebbe un elenco telefonico per citarli tutti) e un suono fonte principale d'ispirazione per alcuni dei più incensati musicisti degli ultimi trent'anni. Il punk del '77 è figlio legittimo di questo disco (come dei due successivi) e Stooges è un nome imprescindibile nella storia del rock. Qualche titolo? Citiamo innanzitutto il pezzo più inusuale rispetto al resto dell'album, la lunghissima litania di We will fall (dieci minuti), al limite della noia e del disturbo durante i primi ascolti e poi sempre più ammaliante, ipnotica, penetrante. Cosa dire, poi, dell'inno immortale di No fun, autentica parola d'ordine del punk a venire? Come definire due pezzi come I wanna be your dog e Little doll, autentici viaggi allucinanti all'interno della struttura stessa della musica rock? Iggy Pop disse che il lavoro del produttore John Cale fu quasi ininfluente sul risultato finale e se questa sia o no la verità, solo i protagonisti possono saperlo; è chiaro, comunque, che l'inquietudine a sette note che circonda i primi due album dei Velvet Underground e questo esordio degli Stooges, sembra nascere dalle stesse radici. L'appassionato di musica rock non dovrebbe vivere senza questo disco nella propria discoteca e con questo penso di aver scritto abbastanza.
Curiosità
La viola in We will fall è di John Cale.- Le note danno alla voce Iggy Stooge (e non Pop).- Una fonte sicura come Claudio Sorge, rivela, in un vecchio Rockerilla, che John Cale avrebbe avuto una parte marginale nella produzione del disco.
Fun house

The Stooges, l'esordio, era un concentrato di energia ai limiti del tollerabile, un suono quasi implodente che deflagrava in maniera violentissima, ma oscura, malsana. Fun house sembra il lato speculare di quel disco, esplosivo di un'energia che in questo caso travolge direttamente l'ascoltatore, invece di macerarlo. Riff memorabili (I'm loose, il garage-punk mai a questi livelli, T.V. eye, la velocità, il giro di basso di Dirt, una We will fall più comprensibile e allo stesso tempo, ancora più insinuante) che segnano il de profundis e allo stesso tempo un passo avanti (un passo lunghissimo) rispetto al garage-punk dei sixties. Una prima facciata da leggenda, è seguita da un secondo lato allucinante: il classico 1970, per il quale è difficile trovare gli aggettivi, il punk-funk (ebbene sì) di Fun house, vent'anni prima del crossover e l'incubo metropolitano di L.A. blues, un delirante pastiche sonoro di rumori e urla impossibile da raccontare. La storia della nostra musica è passata per questi solchi, si è nutrita e ha rigettato a pioggia il cancrenoso impasto: com'è possibile farne a meno?
Curiosità
Copertina apribile, coloratissima e memorabile, con il rosso che predomina nettamente.
Raw power

[vinile]
Dopo un temporaneo scioglimento della band, Iggy se ne va in Europa alla corte del salvatore delle anime rock d'America, David Bowie. Il disco è registrato a Londra ed ha quel sapore decadente del quale non può non essere responsabile l'androide Mr. Jones, alias David Bowie. Il disco, come gli altri due Stooges, è un capolavoro, teso, sofferto, elettrico, ma in maniera totalmente diversa rispetto al passato. Anche tenendo conto dei suoi due predecessori, è forse il più difficile all'ascolto, complice l'impasto sonoro, in alcuni passaggi, davvero ostico. In ogni caso, i classici si sprecano: l'immortale Search and destroy, la tensione della magnifica Gimme danger, la title-track e qui mi fermo. Uno dei gruppi più importanti ed influenti della storia del rock, questo l'abbiamo già scritto: come i suoi due predecessori, Raw power dovrebbe far parte della discoteca di ogni ascoltatore rock, al di là della definizione, che non dice nulla dopo cinquant'anni. Questo disco e i suoi compagni, rappresentano l'anima oscura e vera del rock.
Curiosità
Il disco è attribuito a Iggy and the Stooges.- Ron Asheton, chitarrista dei dischi precedenti, qui è al basso, mentre al manico elettrico c'è James Williamson, co-autore di tutti i brani con Iggy Pop.- Il disco è stato mixato da David Bowie.
DISCOGRAFIA
The Stooges (1969)
Fun House (1970)
Raw power (1973)
Metallic KO (1976)
No fun (1980)
I'm sick of you (1981)
I got a right (1987)
Live at the Whiskey A Go-Go (1988)
Night of destruction (1991)
Open up and bleed (1995)
Rough power (1995)
Year of the Iguana (1997)
California bleeding (1998)
1970: the complete Fun House sessions (1999)
Live in Detroit (2003)
Telluric chaos (2005)
Heavy liquid (2005)
Original punks (2006)
The weirdness (2007)
You don't want my name... You want my action (2009)
IL NOME
In slang statunitense, stooge è chi fa il cretino per divertire gli altri oppure una persona manovrata da un'altra; il nome, comunque, fu scelto perché alla band piacevano moltissimo i telefilm dei Three Stooges. Inizialmente la band si chiamava The Psychedelic Stooges.
R.I.P.
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Zeke Zettner, roadie della band, rimpiazzò il bassista alcolizzato Dave Alexander dopo la pubblicazione di Fun house e fu a sua volta sostituito per problemi di tossicodipendenza, gli stessi che lo porteranno alla tomba il 10 novembre 1973, per un'overdose di eroina: aveva 25 anni. |
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Il bassista Dave Alexander è morto il 10 febbraio 1975, all'età di 27 anni. Ricoverato in ospedale per una pancreatite dovuta all'alcolismo, Alexander morì per un sopravvenuto edema polmonare. |
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Il chitarrista Ron Asheton è stato trovato morto il 6 gennaio 2009, all'età di 60 anni. La polizia, avvertita dal suo manager che non riusciva a contattarlo da giorni, trovò il corpo di Asheton a letto senza vita, nella sua casa di Ann Arbor: il decesso potrebbe risalire a un paio di giorni prima, per infarto. |
[Parlano i protagonisti: dal libro Please kill me, di Legs McNeil e Gillian McCain, Baldini Castoldi Dalai 2006]
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John Sinclair continuava a ripetere: 'Devi entrare in contatto con il Popolo!' E io rispondevo: 'AAAHH, IL POPOLO? Che cazzo dici, amico? Fammi il piacere! Al popolo non frega assolutamente un cazzo'. |
RON ASHETON
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(...) Miles Davis disse: 'Gli Stooges sono originali... hanno un'anima', o qualcosa di simile. Una gran cosa. La mia testa accanto a quella di Miles Davis, cazzo. |
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Il primo giorno che ero lì [a Londra] incontrai David Bowie. Arrivò alla casa ubriaco (...). David si perse un po' all'interno della casa, così lo accompagnai alla porta principale, poi lui mi afferrò per il culo e mi baciò. Il mio braccio si sollevò all'indietro per stenderlo, poi pensai: wow, non posso farlo. Così non lo stesi. |
SCOTT ASHETON
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'Feccia' era il termine migliore per definire come ci sentissimo. Tipo, 'Fanculo tutta 'sta merda, siamo feccia, non ce ne frega un cazzo'. |
LINKS
La scheda dedicata alla carriera di Iggy Pop e dunque, comprendente anche gli Stooges, dal sito di Onda Rock: biografia e discografia. [Italiano]
Un sito decente sugli Stooges, anche se la grafica è davvero brutta. Molte le informazioni interessanti (soprattutto per quanto riguarda la discografia), oltre ai testi delle canzoni, la cronologia di Iggy e qualche altra cosuccia. [Inglese]
VAI A...
I titoli della mia discoteca che hanno segnato un'epoca, anche nei casi in cui l'epoca non se n'è accorta. Non ho alcun dubbio: dimenticherò chissà quanti titoli...