SOUNDGARDEN

[cd]
Il primo mini (Screaming life), accomunato ad un EP del 1988: insomma, gli esordi del mio gruppo di Seattle preferito. Screaming Life possiede già i connotati che faranno del primo album vero e proprio, Ultramega OK, un piccolo capolavoro (e anche qualcosa di più). Gli elementi essenziali sono già pronti per l'episodio successivo, ma è la voce di Chris Cornell a dominare queste sei canzoni, stentorea, potente e anche se riconducibile all'ugola di un grandissimo come Robert Plant, altamente personale e non è una contraddizione. La fusione di elementi che farà dei Soungarden un monumento della musica, si riscontra in un pezzo come Tears to forget, magistrale connubio punk-metal, mentre la psichedelia domina un brano come Little Joe, dal riff ipnotico. Un grande esordio.
Fopp uscì tra Screaming life e Ultramega OK ed è un extended-play con quattro canzoni, due delle quali cover. Swallow my pride è uno degli inni della prima fase della scena di Seattle, ad opera dei germinali Green River, mentre Fopp è un brano degli Ohio Players ripreso quasi per scherzo, ma quando lo scherzo dura troppo, ci si stanca un po' (l'interminabile Fopp dub).
Curiosità
La canzone Nothing to say (Niente da dire) pare si riferisca ad una telefonata ricevuta da Kim Thayil, nella quale Chris Cornell gli disse: "Non ci crederai... ha chiamato la A&M!".- Su Fopp, canzone degli Ohio Players, parla Kim Thayil: "Avevo quell'album degli Ohio Players fin dalla high school. Pensammo di prendere la canzone e trasformarla in una degli AC/DC o qualcosa di simile"
Ultramega OK

[vinile e cd]
Fu davvero un macigno che cadde sulle acque quiete dell'hard mondiale: Ultramega OK arrivò dopo gli esordi di Green River e Screaming Trees, ma rispetto ai dischi di quei gruppi (splendidi, anticipatori, ma ancora acerbi a mio parere), è già compiuto, perfetto, da consegnare alla storia. Non si sa cosa scegliere in un disco dalla qualità media incredibile come questo: l'incipit di Flower o il treno di All your lies? La zeppeliniana Incessant mace o la cover di Smokestack lightning? Il punk adulto di Circle of power o l'heavy di Head injury? Dovendo scegliere a tutti i costi, non posso non dare la mia preferenza all'ossianica Beyond the wheel, un sabba allucinante che i Soundgarden, sul palco, spingevano ancor di più verso l'inferno. È il mio capolavoro del gruppo.
Curiosità
Al termine di Smokestack lightning si sente in lontananza Death Valley 69 dei Sonic Youth (dall'album Bad moon rising).- La voce di Circle of power è quella del bassista Hiro Yamamoto. Il basso di Circle of power e la chitarra supplementare di Mood for trouble, He didn't e Smokestack lightining, sono di Chris Cornell.- 665 (e anche 667 presumo) è una parodia dei famosi messaggi satanici incisi al contrario su certi dischi. Da notare che i due numeri, 665 e 667, circondano il vero numero del diavolo, il 666 (e tra i due brevi pezzi c'è la diabolica Beyond the wheel).- Interessante la storia di One minute of silence (di John Lennon), che non è altro che un minuto di silenzio come dice il titolo (a parte dei rumori di fondo). A richiesta del motivo per cui hanno inserito un pezzo simile, così hanno risposto i Soundgarden: "Avevamo un minuto da riempire sul disco" (Hiro Yamamoto); "Ci piaceva moltissimo l'arrangiamento di Lennon" (Chris Cornell); "Pensavamo fosse davvero valida e poi ci aggiungemmo qualcosa. È la versione heavy metal" (Kim Thayil); "Il fattore reale che ci fece decidere, fu che sapevamo che non ci sarebbero stati problemi di copyright, perché non può esserci copyright sul silenzio" (Chris Cornell).
Louder than love

[vinile]
Il suono fresco di Ultramega OK s'incancrenisce leggermente e preferisce i Black Sabbath ai Led Zeppelin come riferimento principale. Riff granitici, pesanti come macigni e non sempre facilmente digeribili. Il disco, comunque, regala piccoli gioielli del calibro di Hands all over, di Louder than love e soprattutto di Big dumb sex, uno splendido esempio di "rock da culo", come dicono gli stessi Soundgarden, con un ritornello a dir poco birichino (I'm gonna fuck, fuck, fuck, fuck you).
Curiosità
Sulla canzone Big dumb sex: "Hiro, il nostro bassista all'epoca, odiava questa canzone. Egli pensava che fosse del detestabile rock da culo, un rock'n'roll completamente ovvio. Provammo a spiegargli che la canzone era un divertente rock da culo. Noi ci siamo nutriti con gruppi che menavano il can per l'aia, usando eufemismi e metafore per l'atto sessuale. Decidemmo di abbandonare tutti gli eufemismi e di dire quello che tutti i dischi di tutti i gruppi da ballo avevano provato a dire per un decennio. È una parodia dell'intero genere di rock stupido" (Kim Thayil).
Badmotorfinger

Badmotorfinger è un campionario incredibile dell'hard anni novanta (del secolo scorso). Vi si possono trovare le classiche variazioni sul tema riff-hard (la stupenda Room a thousand years wide, uscita dalla penna del batterista Matt Cameron), come le innovazioni che solo un gruppo simile poteva regalare (l'inquietante cavalcata di Jesus Christ pose, Rusty cage, un classico, l'atmosfera hippy di Searching with my good eye closed e altro ancora). La ricerca della pietra filosofale dell'hard, da parte dei Soundgarden, continua. Da notare che il disco uscì contemporaneamente a Nevermind dei Nirvana, nel settembre del 1991 e secondo molti, questa coincidenza inficiò non poco sulle vendite di Badmotorfinger.

[cd]
Il lavoro della maturità? Sembrano suonare a memoria i Soundgarden, perfettamente incastrati l'uno nell'altro, senza una sbavatura, ma il suono ottenuto non tradisce in alcuna maniera freddezza o distacco. Un doppio album di qualità immensa, che abbandona in parte la varietà stilistica di Badmotorfinger, ma che, nel contempo, riesce nel non facile compito d'inquadrare perfettamente a fuoco la grande musica di cui era capace il quartetto. Meno freschezza che in Ultramega OK, meno durezza monolitica che in Louder than love, meno schizofrenia sonora che in Badmotorfinger: Superunknown è tutto questo unito in un catalogo di canzoni da far impallidire chiunque (o quasi). Dal brano di straordinaria presa immediata (Spoonman, splendido), ai grandiosi riff sabbathiani (My wave e Mailman, quest'ultima oscura come una notte senza luna), passando per le canzoni riconducibili solo a loro, i quattro Soundgarden (come la canzone che titola l'album). Tra tanta materia nobile, potrà stupire che alcune canzoni riescano nell'impresa di sovrastare le restanti, giungendo a vette ineguagliabili per la maggior parte dei colleghi dell'epoca: la meraviglia romantica di 4th of July e Black hole sun (più la prima della seconda, ma di poco) e soprattutto, l'incredibile The day I tried to live, dimostrazione di fantasia compositiva che trova poche pietre di paragone. Superunknown è un capolavoro assoluto.

[cd]
Il saluto dei Soundgarden ci arriva sotto le spoglie di un disco intenso e sofferto, che avrebbe anticipato, sicuramente, degli altri passi avanti sulla strada dell'hard. Una professionalità da far venire i brividi (e forse l'unico difetto vero e proprio sta nella relativa freddezza della musica) e alcune songs consegnate alla storia della musica (No attention in cima). Non sembra, come hanno scritto in molti, il disco di un gruppo dimesso e in crisi creativa, ma quanto si fossero deteriorati i rapporti tra i quattro, io non posso saperlo. Adieu.
Burden in my hand

[mini-cd]
Mini-cd dell'ultimo periodo Soundgarden. I tre pezzi inediti non aggiungono nulla, solo un altro po' di rimpianto.
DISCOGRAFIA
Screaming life EP (1987)
Fopp EP (1988)
Ultramega OK (1988)
Louder than love (1989)
Loudest love EP (1990)
Badmotorfinger (1991)
Satanoscillatemymetallicsonatas EP (1992)
Superunknown (1994)
Songs from the Superunknown EP (1995)
Down on the upside (1996)
A-sides (1997)
IL NOME
Il giardino del suono è il nome dato ad un complesso di sculture astratte poste in un parco di Seattle; l'opera presenta delle aperture che, attraversate dal vento, producono uno strano suono.
Martignacco (Ud) 1989. Il primo impatto con i Soundgarden live è da consegnare ai migliori ricordi concertistici. Un inizio un po' freddo e contratto, la tensione che si scioglie a poco a poco e l'esplosione con una "Beyond the wheel" indescrivibile per intensità e magnetismo. Il concerto è continuato in un crescendo pazzesco di metallo rovente, fino ad una cover di Problem child degli AC/DC. Immensi.
Reggio Emilia 1995. Poco da raccontare, purtroppo. Preceduti e surclassati dagli stellari Kyuss, i Soundgarden iniziano in sordina il concerto; non riuscivo a capire il perché, ma il suono, rispetto ai Kyuss, aveva perso per strada la limpidezza, rendendosi poco ascoltabile e in alcuni punti quasi irritante. Problema che poco ha contato in quel giorno, visto che il bassista Ben Shepherd, molto più irrequieto del buon Yamamoto, ha litigato con il pubblico e il concerto si è interrotto per le intemperanze delle prime file. Una delusione che dir cocente è poco.
LINKS
Biografia e discografia da un portale musicale. Per chi cerca la semplicità. [Inglese]
Un sito polacco dedicato al gruppo di Seattle. Una bella biografia, i pensieri sul gruppo del curatore del sito (mi ha colpito in particolar modo la narrazione del momento in cui, attraverso la tv polacca, il nostro ha saputo dello scioglimento del gruppo: "La mia pressione sanguigna ebbe un sobbalzo e la mia faccia diventò rossa (..). Poi mi resi conto che tutto deve avere una fine". Non è la storia della mia reazione, ma ci siamo vicini) e le biografie dei singoli componenti. Curato, semplice e intriso di passione. [Polacco e inglese]
Il più completo sito scovato sui Soundgarden. Una biografia certosina e completa, testi, articoli, accordi basterebbero a far leccare i baffi al più esigente dei fans, ma quando si arriva alla pagina della discografia si rimane basiti: ogni disco è commentato canzone per canzone, anche con dichiarazioni dei membri del gruppo e questo vale anche per i singoli (o i mini-cd). Fa-vo-lo-so! [Inglese]
Per leggere il modo in cui Scaruffi distrugge il gruppo, salvando ben poco. [Italiano]
VAI A...
Il 1987, i favolosi anni '80, Reagan, la Thatcher, Craxi, gli uomini con le palle e la gente con due palle così (poca: c'era tanta gente contenta in quel periodo). È anche l'anno dell'esordio dei Soundgarden e dell'uscita di chissà quali altri e quanti dischi. Quelli elencati qui sotto, sono arrivati a casa mia.