SOCIAL DISTORTION
Mommy's little monster

L'unica pecca di questo straordinario disco? La durata: 27 minuti. Sarebbe uno dei dischi statunitensi dalla durata minima che, secondo il buon Cilìa di una ventina d'anni fa, bisognerebbe scartare in favore dei lavori dei Not Moving (al critico piacevano i Social Distortion, ma quel concetto, espresso nella recensione di Sinnermen, disco della band italiana, era assurdo). Nessun disco dei Not Moving, anche durasse 8 ore, potrebbe mai raggiungere l'intensità, la bellezza, la durezza e l'originalità di Mommy's little monster, vinile che posso tranquillamente inserire tra i capolavori del punk di ogni epoca. Ugh, ho detto!
Curiosità
Da raccontare il disegno di copertina: una casa senza muri ospita, in una poltrona che ha conosciuto tempi migliori, uno scheletro e un bambino con una maschera da stregone. Lo scheletro ha in mano una bottiglia, mentre il bambino sta versando, su una specie di scodella, qualcosa da mangiare. Entrambi stanno guardando alla televisione il fungo di un'esplosione atomica.
Prison bound

[vinile]
L'influenza di Ennio Morricone su molti artisti rock è innegabile, pensiamo solo a Stan Ridgway. I Social Distortion, dopo il fenomenale Mommy's little monster, sfornano questo Prison bound, disco che sprizza Morricone da ogni solco (non proprio, ma quasi). Basta citare un titolo, Like an outlaw: provate a inserirlo in una qualunque colonna sonora dei western di Leone, sarebbe perfetto. Complessivamente, il tono è calato rispetto a Mommy's little monster (dopo una prima facciata splendida, nella seconda la qualità e la tensione scemano un po'), ma Prison bound è un disco da ricordare e da riascoltare in eterno.

[vinile]
Anche per i Social Distortion arriva il contratto con la major di turno. Erano i tempi (siamo agli inizi degli anni '90) dell'accaparramento di qualsiasi gruppo 'indipendente' avesse alle spalle una produzione decente (e qui abbiamo il gruppo di Mommy's little monster e Prison bound, non so se mi spiego), da parte delle multinazionali del disco. Esce così questo terzo disco, senza titolo, dieci canzoni dure, sparate, pestate e che si faticano a riconoscere una dall'altra, con un suono uniforme e monocorde (anche Ring of fire sembra opera della penna del signor Ness). Che delusione!
Curiosità
L'illustrazione di copertina è di Art Morales.
DISCOGRAFIA
Mommy's little monster (1983)
Prison bound (1988)
Social Distortion (1990)
Story of my life... and other stories EP (1990)
Somewhere between heaven and hell (1992)
Mainliner: wreckage from the past - Single collection (1995)
White light, white heat, white trash (1996)
Live at the CBGB's (1997)
Live at the Roxy (1998)
Sex, love and rock'n'roll (2004)
Greatest hits (2007)
LINKS
La scheda di Scaruffi sul gruppo losangeleno. [Italiano]
Il sito ufficiale del gruppo. Troviamo le news, una serie di foto, una bella biografia, una discografia lunghissima e un po' confusa (e che mischia i dischi ufficiali con i bootlegs) e poche altre inezie. [Inglese]
Pagina web definita nel sovratitolo 'L'ufficiale sito non ufficiale dei Social Distortion'. La grafica è splendida, ma la ciccia è davvero poca. [Inglese]
VAI A...
Più di cinque lustri dall'uscita di Mommy's little monster! Gulp! Per Prison bound, invece, siamo a quota quattro e spiccioli e quindi rimaniamo al 1988, ci sembrerà di essere un po' più giovani (stronzate, ma tant'è). Poi arriva il 1990 e l'album omonimo dei Social Distortion. La lista finale si occuperà dei tre anni di pubblicazione (1983, 1988 e 1990, per chi non l'avesse capito) e delle stellette rifilate personalmente agli album del gruppo, per trovare i rispettivi compagni nella mia collezione.