SLY & the FAMILY STONE
The essential

Il breve pezzo biografico del foglietto di questo doppio cd antologico, cita There's a riot goin' on, l'album del 1971, come il titolo presente oggi in tutte le classifiche critiche dei migliori dischi di tutti i tempi. Non so se sia un'informazione veritiera (lo è, non c'è dubbio), ma è noto come le veline presenti nei foglietti dei cd siano spesso null'altro che veline, appunto (Tom Sinclair, in ogni caso, è un giornalista musicale da quel che so; so anche che nomi immensi della critica musicale, come Bill Flanagan, non si sono risparmiati deprimenti veline a favore di carneadi deprimenti). Questo per dire che There's a riot goin' on, l'album che apre il secondo cd con ben otto pezzi, non mi sembra nemmeno lontanamente pareggiare la straordinaria intensità dell'intero primo cd, che raduna canzoni tratte dai primi quattro album, più qualche pezzo sparso (il tutto tra il 1967 e il 1969!). Non che sia brutto il secondo cd (dovrebbero ricoverarmi se affermassi una bestialità simile), ma di fronte alla grandezza dei primi anni della carriera di Sly e della sua Family, qualunque incisione impallidirebbe, comprese quelle delle stesse Pietre (quanto sono contorto quando voglio).
Underdog, il loro primo singolo, apre anche questa lunghissima antologia: le note sono quelle familiari di San Martino campanaro, inconfondibili, ma quando entra la Family al completo il tutto si trasforma in un ribollente magma di riff funky, voci e cori e non bastasse, uno Sly che s'inventa un rap con qualche lustro d'anticipo (è stato il primo? Non lo è stato? Chissenefrega!). Sly & the Family Stone: due donne nere, due uomini bianchi e tre neri, il tutto dalla democratica baia di Frisco, il luogo ideale per la nascita di un gruppo multigenere e multirazziale che non aveva precedenti, questo a quanto scrive il solito Tom Sinclair nella velina (e forse, anche in questo caso, non è vero fino in fondo). Funky, soul, rhythm'n'blues, rock'n'roll e la geniale spruzzata di psichedelia, rendono la musica di Sly e dei suoi accoliti imperdibile ancora oggi, nonostante i più di quarant'anni sul groppone.
Dal puro funky di Dance to the music (copiato e diluito da tutti i gruppi disco-music del decennio successivo, a parte gli straordinari interventi psichedelici), alla fantastica miscela rhythm'n'blues/funky di Are you ready? (riff fiatistico da leggenda e chitarra acidissima favolosa), dall'impressionante capacità melodica di Life alla psichedelia nera e funkizzata di Love City e via di seguito: potrei continuare con tutti i brani del primo cd (l'Hendrix migliore, filtrato in maniera sublime dai nostri, di Don't call me nigger, Whitey; i Jefferson Airplane, se fossero nati con la pelle pigmentata, di I want to take you higher; i Red Hot Chili Peppers di quindici anni più tardi di Thank you (Falettinme be mice elf again), testimonianza di pronatura musicale quasi imbarazzante per i peperoncini). Ribadito che il secondo cd è senz'altro meno godibile, sia per le soluzioni melodiche che per i suoni (che nel primo cd arrivano al sublime senza problemi, con un plauso particolare per la batteria), chiudo questo pezzo trasformandomi in velinaro: comprate questo doppio cd, a qualunque costo!
Per leggere il contenuto tradotto del libretto del cd, non bisogna far altro che cliccare sul pulsante.
DISCOGRAFIA
A whole new thing (1967)
Dance to the music (1968)
Life (1968)
Stand! (1969)
Greatest hits (1970)
There's a riot goin' on (1971)
Fresh (1973)
Small talk (1974)
High on you (1975)
Heard ya missed me, well I'm black (1976)
Back on the right track (1979)
Ain't but the one way (1982)
Rock & roll (1996)
The essential (2002)
Live at the Fillmore East 1968 (2003)
Different strokes for different folks (2005)
Higher! (2005)
Listen to the voices - Sly Stone in the studio 1965-1970 (2010)
IL NOME
Sly proviene dall'errore di un amico d'infanzia del nostro, che scriveva Slyvester invece che Sylvester. Nel 1966 Sly formò gli Stoners, riferimento inequivocabile alle sostanze (stoned, in linguaggio slang, è uno che si è fatto, rincoglionito dalla droga). I due termini si unirono sia per il nome d'arte di Sylvester Stewart (Sly Stone), che per il suo gruppo (Sly & the Family Stone).
LINKS
Recensioni degli album di Sly & the Family Stone. [Inglese]
Ancora recensioni, ma molto più articolate e dettagliate che nel link precedente. [Inglese]
La deludente scheda di Scaruffi (non perché parli male del gruppo, questi sono affari suoi, ma perché liquida il tutto in due parole). [Italiano]
Una breve biografia sulla band di Sylvester Stewart. [Inglese]
La lunghissima scheda di Wikipedia. [Inglese]
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Le antologie della mia discoteca che, come come nel caso di The essential di Sly & the Family Stone, hanno raccolto cinque stellette (il massimo) nella mia personale valutazione.