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Empires and dance

Sons and fascination

Sister feelings call

SIMPLE MINDS

Biografia Johnny & the Self Abusers


[cd]

Empires and dance

I Simple Minds, dopo un'infanzia musicale come Johnny & the Self Abusers, giungono al loro terzo album dopo buoni riscontri di critica dei due lavori precedenti (Life in a day e Real to real to cacophony). Empires and dance è un disco oscuro, teso, elettronico; e splendido. I Simple Minds di inizio anni ottanta suonavano come un gruppo che, guardando al futuro, ne sviscerava in qualche modo le metastasi. L'iniziale I travel, con la sua sezione ritmica spudoratamente sintetica, è un ottimo viatico per comprendere su quali terreni si confronteranno i Simple Minds di questo album. Per trovare il capolavoro, dopo la splendida e inquietante (sin dal titolo) Today I died again, è sufficiente arrivare a This fear of Gods: sette minuti giocati su un basso impressionante e sulla voce più oscura che Jim Kerr possa estrarre dalle proprie corde vocali. Un grande disco.


Sons and fascination

[cd]

I Simple Minds che avevano ancora qualcosa da dire, si facevano produrre da un ex-Gong come Steve Hillage, a detta della critica, eccessivo nell'imbrigliare il suono splendidamente elettronico dei Simple Minds d'inizio anni '80. Sons and fascination è un gran bel disco, con più di un paio di canzoni splendide (Love song su tutte, un piccolo capolavoro d'immediatezza), un paio di splendidi omaggi velvetiani filtrati dall'umore inglese (Seeing out the angel e This Earth that you walk upon, due meraviglie assolute), ma soprattutto quel non so che, che me li faceva piacere in maniera totale qualche anno fa.


Sister feelings call

[cd]

I Simple Minds, con questo mini-LP, sfornano il meglio della loro intera produzione, un disco d'intensità assoluta. Theme for the great cities è una delle canzoni che mi hanno fatto più sognare nella mia storia di ascoltatore, una magia strumentale assoluta e il resto non è da meno, dal capolavoro ritmico di Wonderful in young life, al pop chitarristico da classifica di The american. Per il sottoscritto, un capolavoro e il capolavoro dei Simple Minds.


DISCOGRAFIA

Life in a day (1979)

Real to real cacophony (1979)

Empires and dance (1980)

Sons and fascination (1981)

Sister feelings call (1981)

Themes for great cities [solo USA] (1981)

New gold dream (81-82-83-84) (1982)

Celebration (1982)

Sparkle in the rain (1984)

Once upon in a time (1985)

Live in the city of light (1987)

Street fighting years (1989)

Themes - Volume 1: March 79 - April 82 (1990)

Themes - Volume 2: August 82 - April 85 (1990)

Themes - Volume 3: September 85 - June 87 (1990)

Themes - Volume 4: February 89 - May 90 (1990)

Real life (1991)

Glittering prize 1981/1992 (1992)

Good news from the next world (1995)

The promised (1997)

Neapolis (1998)

The early years (1977-1978) (1998)

Neon lights (2001)

Cry (2002)

Early gold (2003)

Silver box (2004)

Black & White 050505 (2005)

Sunday Express - Live (Vol. 1 & 2) (2007)

Themes - Volume 5: March 91 - September 92 (2008)

Graffiti soul (2009)


IL NOME

Il nome era contenuto in Jean Genie, la canzone che David Bowie scrisse ispirandosi a Iggy Pop.


I CONCERTI

Mestre, 1984. Era il tour di Sparkle in the rain, disco dalle sonorità metalliche quasi eccessive, che fece conoscere il gruppo anche in Italia. Al palasport Taliercio di Mestre, migliaia di persone si misero in coda per entrare in un luogo che all'inizio del concerto era trasformato in una scatola di sardine. Dopo l'apertura dei China Crisis (talmente inconsistenti da risultare quasi patetici, quantomeno in quella bolgia), i Simple Minds sembrarono ancora più devastanti. Potenti, misteriosi, inarrestabili. Jim Kerr sembrava un Iggy Pop inglese (mi rendo conto dell'esagerazione), con il suo microfono-trespolo sul quale si arrampicava, con la sua voce potentissima e il carisma che, con il senno di poi, non può che stupire al ricordo di ciò che i Simple Minds sarebbero diventati di lì a pochi mesi. Ancora: con il senno di poi, un concerto eccezionale.

Padova, 1986. Incredulo di fronte alla boiata di Don't you (Forget about me), il singolo che aveva spopolato l'anno prima nelle classifiche di tutto il mondo e all'album successivo, che spazzava via con un sol colpo le eccellenti prove precedenti, non potevo credere ad una trasformazione totale dei Simple Minds anche come gruppo live. Preceduti da un gruppo belga, i TC Matic, bravi, ma troppo strani per il pubblico che aspettava di ascoltare Don't you e Alive and kicking (se ne andarono senza finire il loro set, bersagliati da lattine e bottiglie di plastica, ma con un bel dito medio alzato), i Simple Minds portarono a termine un concerto ai limiti del ridicolo, inconsistente, mediocre, a tratti imbarazzante, con una Don't you ripetuta due volte a grande richiesta. Disarmanti. Per quanto mi riguarda, con i Simple Minds chiusi la mia 'storia' in quel giorno di febbraio 1986.


LINKS

Simple Minds

È il sito ufficiale dei Simple Minds. A livello grafico, un piacere per gli occhi (in Flash). È possibile leggere qualcosa (come la biografia), ma per la maggior parte delle pagine è necessario iscriversi. [Inglese]

Simple Minds

Sito di un fan dei Simple Minds, che vale la visione anche solo per la parte grafica (davvero eccellente ed originale). [Inglese]

Simple Minds

Sito del fan club italiano dei Simple Minds, con alcune informazioni interessanti, ma con qualche problema nel caricamento delle pagine. [Italiano]


VAI A...

Partiti come gruppo punk (Johnny and Self Abusers), i Simple Minds avevano imbastito una carriera basata sui suoni elettronici, a tratti inquietanti (Empires and dance), segnati da un gran lavoro ritmico e da un uso eccellente delle grandi capacità vocali del cantante Jim Kerr. Questo fino al 1984, poi arrivò un singolo della fattura di Don't you (Forget about me) e tutto cambiò. Il loro momento di maggior successo (prima di Don't you), coincise con l'uscita dell'album del 1982, New gold dream, giunto in testa alla classifica di casa, con eccellenti risultati anche da parte dei 45 giri. La lista sottostante prenderà in considerazione i dischi di quell'annata arrivati a casa mia.

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