Torna alla "prima pagina" musicale

Runt

Todd

Hermit of a mink hollow

Healing

A cappella

TODD RUNDGREN

Biografia Todd Rundgren

Biografia Nazz


Runt

[cd]

È il primo album da solista di Todd Rundgren, inciso poco tempo dopo lo scioglimento dei Nazz e prima dell'avventura Utopia. Il genio dello spilungone con la faccia cavallina, non si smentisce nemmeno all'inizio della sua carriera di manipolatore di suoni e di esperto frequentatore degli studi di registrazione. Il disco è un variabile pout-pourri di stili e canzoni dalle melodie quasi sempre orecchiabili ed interessanti e si conclude con un lunghissimo pezzo semi-sperimentale; nel mezzo, un esperimento per sola voce (There are no words), pratica che porterà a risultati pazzeschi negli anni a venire (A cappella, non so se mi spiego). Un gran bel disco.

Curiosità

Per leggere il lungo articolo del libretto del cd, cliccare sul pulsante.

Leggi


Todd

[vinile]

Difficile giudicare gli album di Todd Rundgren, musicista, produttore e inventore di suoni. In questo doppio c'è una tale miscellanea, a volte molto ostica, di stili, suoni e canzoni, che il povero ascoltatore di musica rock senza background culturale, come il sottoscritto, fa fatica a raccapezzarcisi. Cerchiamo di raccontare questo doppio, impresa tutt'altro che semplice.

LATO 1

Dopo l'introduzione 'sperimentale' (How about a little fanfare?), I think you know, una ballata lentissima con una bella chitarra, limpidissima e ficcante. I giochi elettronici di Todd riempiono The spark of life, un brano lunghissimo dove il nostro si sbizzarrisce con i suoi trucchi da studio. An elpee's worth of toons è una breve filastrocca pianistica che introduce A dream goes on forever, un classico brano mid-tempo alla Rundgren. Chiude il primo lato un pezzo pianistico-operistico, Lord Chancellor's nightmare song, l'ennesima variazione, a dir poco scherzosa e irriverente, dell'incontenibile Todd.

LATO 2

Secondo lato e sembra di cambiare disco. Drunken blue rooster ricorda i Residents (anzi, il contrario, anche se i Residents erano già attivi nel '74, anno di pubblicazione di Todd), The last ride non sorprende con la sua andatura lenta tipica delle ballate di Rundgren, Everybody's going to heaven/King Kong reggae sì: un pezzo schizofrenico e chitarristico, ai limiti dell'hard rock (alla Rundgren, ovvio), dove non si capisce dove sia il reggae del titolo.

LATO 3

Si cambia disco per davvero e si riparte con No. 1 lowest common denominator, un blues farcito della voce e dei controcanti di Todd, nonché dei suoni che il Mago è solito usare a piene mani. Useless begging fa parte delle atmosfere che non riesco a sopportare da Rundgren, sempre simili a sé stesse, lente e alla fin fine noiose. Senza pausa, parte Sidewalk cafe, uno scherzetto strumentale riempito di effetti sonori e ancora, senza soluzione di continuità, Izzat love?, un poppettino di quelli che Todd sembra amare alla follia. Il concept termina con Heavy metal kids, non proprio metal, ma quasi.

LATO 4

In and out the Chakras we go (Formerly: shaft goes to outer space) riprende le sperimentazioni sonore più strane di Rundgren, Don't you ever learn le atmosfere rilassate del Todd mistico. Il doppio si conclude con Sons of 1984, un brano registrato dal vivo con la partecipazione attiva del pubblico alla parte vocale.

Un artista sempre uguale e sempre diverso Todd Rundgren, non saprei definirlo in altro modo e questo doppio album ne è la dimostrazione.

Curiosità

Nella busta, anche un poster che riproduce la foto di copertina attraverso l'evidenziazione, più o meno marcata, di migliaia di nomi in sequenza; sul retro-copertina è spiegato che sono i nomi di quelle persone che hanno spedito a Rundgren la cartolina trovata nell'album A wizard, a true star. I nomi che non compaiono sul poster, continua la nota, saranno usati, dopo averne accumulati abbastanza, per un altro progetto. Rundgren si scusa sinceramente con tutti quelli che mancano o che sono stati dimenticati.- Sons of 1984 è stata registrata dal vivo, con la performance del pubblico di New York e l'overdubbing di un'altra audience, quella di San Francisco.


Hermit of mink hollow

[vinile]

È quasi normale questo disco del genio di Utopia, ma non funziona fino in fondo. Rundgren è uno di quegli artisti troppo personali, al punto da non riuscire a diversificare le proprie proposte musicali (pur nella loro varietà di stili, arrangiamenti e stranezze varie) e le proprie melodie. Alla fine, la noia arriva implacabile.

Curiosità

Tutte le voci e gli strumenti sono di Todd Rundgren.- Le facciate sono indicate come, rispettivamente, Easy side e Difficult side.- La foto di copertina è di Daniel McCauley (strano che non sia un autoscatto!).


Healing

[vinile]

Il Rundgren mistico e soffice è quasi impossibile da sopportare. Quasi 50 minuti di disco in souplesse, con profusione di tastiere e vocalizzi. Non fa per me.

Curiosità

Cantato, suonato, scritto, prodotto e lavorato (a livello di ingegnere del suono) da Todd 'Non-ho-bisogno-degli-altri' Rundgren.


[vinile]

A cappella

La frequentazione dei negozi di dischi, la conoscenza dei nomi che bazzicano il mondo discografico, possono regalare sorprese entusiasmanti come questo A cappella. Il titolo è già esplicativo: il disco è costituito solamente di voci, anzi, di una voce, quella del mago dei suoni, Mister Faccio Tutto Io, alias, Todd Rundgren. Voci trattate, sovraincise, stirate, amplificate fino a riprodurre tutti gli strumenti che vi sembrerà di ascoltare. Solo The Wizard poteva riuscirci. L'introduzione, Blue orphans, potrebbe non sorprendere per la melodia, ma è l'incipit a sbalordire: si sentono gli strumenti, il basso, i piatti e la batteria, che 'entrano' e ci si rende conto, se si ascolta attentamente, che sono tutte voci e nient'altro. La batteria può far sorgere dei sospetti, ma il mago dei suoni non ha problemi nel trattare le proprie corde vocali.

Johnee Jingo è una meraviglia blues-gospel, tra le cose migliori che io abbia di Rundgren ed è la dimostrazione delle sue capacità straordinarie di arrangiatore (provate ad immaginare un tale incrocio di voci e controcanti da fare con la stessa voce da sovraincidere...). Pretending to care e altro cambio di rotta verso lidi già strabattuti in passato da Rundgren: le ballate soffici e intimiste inconfondibili per la sua voce e spesso noiose. In questo caso, la bellezza della melodia e delle voci che accompagnano la solista, non fanno guardare l'orologio. L'intimismo lascia spazio alla sberla gospel-soul di Hodja, possibile successo da classifica, orecchiabile e ubriacante (ancora una volta per i cori, arrangiati in maniera stratosferica). Lost horizon chiude il primo lato all'insegna della ballata jazzata, affascinante oltre ogni limite e ancora ci si stupisce per le voci che riproducono gli strumenti.

Si appoggia la puntina sul secondo lato e ci si chiede cos'altro potrà inventare ancora Todd Rundgren dopo un primo lato simile. Something to fall back on è un altro possibile successo soul/disco music, piacevole e dal ritornello assassino, un momento rilassante prima dell'orgia di suoni di Miracle in the bazaar, atmosfere orientali inquietanti e inventiva a manetta. Le sorprese continuano, senza tregua: Lockjaw è il brano più sorprendente dal punto di vista della natura dell'album, un hard rock splendido che si fatica ad immaginare costruito solamente dalla voce. Honest work è il vero brano a cappella del disco, sola voce cantante e nient'altro e ancora una volta la melodia vince. Mighty love, la cover che chiude questa meraviglia di disco, è forse il brano più debole, simile a Hodja come costruzione e arrangiamento, ma non coinvolgente come quella.

Insomma, se volete stupirvi con un disco come vi capita poche volte, ascoltate A cappella e se non riuscite a trovarlo chiedetelo direttamente a Todd. Fatevi questo regalo.

Curiosità

Le fotografie sono della celeberrima Lynn Goldsmith.


DISCOGRAFIA

Runt (1970)

The ballad of Todd Rundgren (1971)

Something/Anything? (1972)

A wizard, a true star (1973)

Todd (1974)

Initiation (1975)

Faithful (1976)

Hermit of mink hollow (1978)

Back to the bars (1978)

Healing (1981)

The ever popular tortured artists effect (1983)

A cappella (1985)

Anthology (1988)

Nearly human (1989)

Second wind (1991)

An elpee's worth of production (1992)

No world order (1994)

The best of Todd Rundgren (1994)

No world order - Lite (1994)

The individualist (as TR-i) (1995)

Singles (1995)

I saw the light and other hits (1997)

The very best of Todd Rundgren (1997)

With a twist... (1997)

Up against it (1998)

Free soul Runt (1998)

Somewhere, anywhere: the unreleased tracks (1998)

Live in Chicago '91 (1999)

One long year (2000)

King Biscuit Flower Hour presents in concert (2000)

Reconstructed (2000)

Extended versions (2001)

Todd Rundgren & his friends (2002)

Essentials (2002)

Live at the Forum - London '95 (2002)

Liars (2004)

Arena (2008)


IL PRODUTTORE

L'attività di produttore di Todd Rundgren non è assolutamente secondaria, anzi. I seguenti sono i nomi passati sotto le sue grinfie (non ho trovato una lista dettagliata, quindi non troverete in tutti i casi i dischi prodotti).

Ian and Silvia - Jericho - Janis Joplin (Farewell song) - Badfinger - Jesse Winchester - New York Dolls (New York Dolls) - Grand Funk Railroad - Hall & Oates - Felix Cavaliere - Steve Hillage - Meat Loaf (Bat out of hell) - Tubes - Tom Robinson Band - Patti Smith Group (Wave) - Rick Derringer - Shaun Cassidy - Alice Cooper - Jim Steinman (Bad for good) - New England - Psychedelic Furs - Rubinoos - Cheap Trick - Jules Shear - Lords of the New Church - What Is This? - Hunter - XTC (Skylarking) - Bourgeois Tagg - Pursuit of Happiness - Jill Sobule - Paul Shaffer - Bad Religion -


LINKS

Todd Rundgren

Stupendo sito di Todd Rundgren, realizzato completamente in Flash. Al momento non è interattivo (in seguito sarà possibile cliccare sulle varie attività del genio di Utopia), ma anche così è una gioia per gli occhi. In pratica, un lungo filmato sulle varie attività di Todd. È necessario sapere l'inglese per seguire il tutto, ma anche solo visivamente è davvero straordinario. [Inglese]

Todd Rundgren

Un'eccezionale discografia in questo sito, come ne ho viste poche: gli album sono vivisezionati da tutti i punti di vista e anche se il resto non interessa, per chi cerca informazioni sul genio di Rundgren, questo è il posto giusto. [Inglese]

Todd Rundgren

Una lunghissima scheda di Scaruffi dedicata all'argomento Rundgren. Conoscendo la sua passione per i genialoidi alla Frank Zappa, non avevo dubbi sul suo amore per Todd, prontamente confermato. In aggiunta alla solita scheda, ne troviamo anche una aggiuntiva di Lino Terlati (a me sconosciuto). [Italiano]


VAI A...

Todd Rundgren, musicista, produttore, one man band, sperimentatore da studio, genialoide solitario a volte supponente e insopportabile; insomma, un tizio difficilmente accostabile ad altri personaggi della mia discoteca. Lo sguardo verrà rivolto, in questo caso, al 1978 statunitense, l'anno di uscita di Hermit of mink hollow: cos'è arrivato a casa mia?

Torna alla "prima pagina" musicale