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REMAINS

Biografia Remains


The Remains

[vinile]

Assolutamente essenziale! Volete sapere come si suona il rock'n'roll con il cuore, la passione, la competenza? Ascoltate i Remains, incredibile band bostoniana dimenticata nelle pieghe del tempo. Questa eccezionale antologia della New Rose (chi lo farà un monumento a questi francesi?) raccoglie i classici del gruppo (la fantastica Don't look back - presente nell'indispensabile Nuggets che mi fece conoscere i Remains - Why do I cry?, un classico fulminante e molti altri) e una manciata di cover indimenticabili (da Bob Dylan ai Kinks, passando per Willie Dixon e Bo Diddley). Ripeto, essenziale; e se volete ascoltare un po' di sano punk suonato alla velocità della luce, appoggiate la puntina (o il laser) sull'ultima canzone, I'm man, di Bo Diddley, già ripresa nello stesso periodo dai Litter e riproposta dai Remains in una versione allucinante. Uno dei gruppi più immediati, genuini e coinvolgenti che abbia mai ascoltato.

Curiosità

Per leggere tra le pieghe della copertina apribile, premere il pulsante.

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DISCOGRAFIA

The Remains (1966)

Remains (1978)

Diddy wah diddy (1982)

Live in Boston (1983)

The Remains (1985)

Barry & the Remains (1991)

A session with the Remains (1996)

The Remains EP (2000)

Movin' on (2002)


LINKS

Remains

L'unico sito vero e proprio disponibile in rete su questa grandissima band: non ho parole. Poco da girare: una brevissima biografia, una discografia incomprensibile (perché non scrivere gli anni delle uscite?) e una galleria fotografica (dieci foto). Questo passa il convento. [Inglese]

Remains

Un buon articolo retrospettivo sui Remains, per chi volesse sapere qualcosa di più. [Inglese]

Remains

Intervista a Barry Tashian e biografia dei Remains. [Inglese]


VAI A...

L'esordio dei Remains (è anche il loro unico disco della fase anni '60) è datato 1966, anno ed epoca di grandi stravolgimenti. Gli Stati Uniti stanno subendo la cosiddetta British Invasion, composta di nomi quali Beatles, Rolling Stones, Kinks, Who, Pretty Things, gruppi che influenzeranno un'intera generazione di ragazzini bianchi a stelle e strisce. È anche un periodo di grande fermento sociale: a Berkeley si sta costruendo il '68 europeo, a San Francisco il movimento hippy, a Detroit il rock delle barricate degli MC5 e quello cancrenoso degli Stooges, mentre a New York prende vita l'esistenzialismo dei Velvet Underground; su tutto e tutti, l'immagine della chitarra elettrica di Jimi Hendrix e il Festival di Monterey dell'anno successivo. I titoli della lista sottostante, marchiati 1966, hanno percorso un lungo viaggio temporale e spaziale e alla fine sono giunti anche a casa mia.

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