LOU REED
[cd]
È l'album del successo per Lou Reed, dopo l'uscita dai Velvet Underground e l'incertezza del primo lavoro omonimo. "Vicious" ha lo stesso riff di "Sweet Jane", ma come quella non manca di intrigare, "Walk on the wild side" è una delle sue composizioni più conosciute, "Satellite of love", rimasuglio di "Loaded", l'ultimo lavoro dei Velvet, è una deliziosa canzone d'amore. Purtroppo, sul foglietto mancano i testi, fondamentali con un autore di questo calibro (sembra che "Walk on the wild side" sia la prima canzone da top 30 statunitense a parlare apertamente di bocchini). Sesso, sregolatezza e rock'n'roll (per non parlare della droga): il Lou Reed d'inizio anni '70 sembrava già un uomo avviato verso la distruzione e invece è ancora con noi. I poeti maledetti hanno la scorza dura.
Curiosità
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[vinile]
Che questo sia il disco di un uomo non proprio nella miglior condizione psico-fisica, traspare da ogni nota. Un lavoro di difficile fruizione, di grande fascino e sottile inquietudine e dalle svariate letture possibili...
Curiosità
Notevole il gruppo che accompagna Lou Reed: Michael e Randy Brecker ai fiati, Jack Bruce al basso, Ainsley Dunbar alla batteria, Bob Ezrin al piano e mellotron, Steve Hunter alla chitarra e Tony Levin al basso in "The kids".
[cd]
Uno dei live imprescindibili della storia del rock'n'roll. L'animale rock'n'roll Lou Reed, catturato in un momento devastante a livello personale ed esaltante a livello artistico (siamo nel periodo di "Transformer" e "Berlin", non so se mi spiego). L'intro chitarristico che sfocia nel riff di "Sweet Jane" è semplicemente memorabile, pochi minuti a sei corde elettriche da autentica leggenda e le altre, poche canzoni, non sono da meno ("Heroin" su tutte). Come già scritto, il periodo non era dei più positivi per Lou Reed, eppure questo sembra il disco di un artista in stato di grazia.
Curiosità
Da ricordare che l'autore del favoloso brano strumentale che introduce "Sweet Jane", è Steve Hunter, il chitarrista protagonista del pezzo con Dick Wagner (l'altro chitarrista).- La famosa foto di copertina è di Dalrymple.

"New York"
Un lungo racconto sulla città che ti succhia tutto ciò che hai dentro e che, nello stesso tempo, ti riempie di linfa vitale in un modo che nessun'altro luogo al mondo può fare. Lou Reed riproponeva, nei concerti seguiti al disco, tutto l'album dall'inizio alla fine, nella stessa sequenza, perché così si deve ascoltare: come leggere un libro o vedere un film. Inizialmente può sconcertare l'eccessiva compattezza stilistica delle quattrodici canzoni, ma con il tempo e soprattutto, con i testi sotto gli occhi, le "pagine" di questo disco entrano nell'anima in maniera prorompente. Non mancano i momenti autenticamente rock e dintorni, come il blues urbano straziante di "Strawman", ma è inutile cercare capitoli scollegati da tutto il resto. Un disco da amare e da riporre nello scaffale in comoda posizione per la ripresa costante.
Curiosità
Tra le note c'è questa avvertenza, molto importante: "Questo disco è stato registrato e mixato al Media Sound, Studio B. di New York, essenzialmente nell'ordine in cui lo puoi ascoltare. Questo significa che i 58 minuti devono essere ascoltati tutti in una volta (14 canzoni!), seduti, come fosse un libro o un film".
[cd]
Dopo il profluvio di parole e musica di "New York", Lou Reed si prende quasi una pausa di riflessione e costruisce un album quasi intimista, che tende alla sottrazione sonora. Non facile da penetrare, è un disco che cresce (molto lentamente, però) con gli ascolti.
Curiosità
Libretto del cd voluminoso che comprende i testi in inglese, tedesco, francese, spagnolo e (udite, udite!) italiano. Pare che il disco sia dedicato a Doc Pomus, il grande autore morto l'anno prima (nel 1991).
DISCOGRAFIA
Lou Reed (1972)
Transformer (1972)
Berlin (1973)
Rock'n'roll animal (1974)
Sally can't dance (1974)
Lou Reed live (1975)
Metal machine music (1975)
Coney Island baby (1975)
Rock and roll heart (1976)
Walk on the wild side - The best of Lou Reed (1977)
Street hassle (1978)
Live - Take no prisoners (1979)
The bells (1979)
Rock and roll diary 1967-1980 (1980)
Growing up in public (1980)
The blue mask (1982)
Legendary hearts (1983)
Live in Italy (1984)
New sensations (1984)
City lights (1985)
Mistrial (1986)
New York (1989)
Songs for Drella [con John Cale] (1990)
Walk on the wild side & other hits (1990)
Magic & loss (1992)
Between thought and expression - The Lou Reed anthology (1992)
Set the twilight reeling (1996)
Different times: Lou Reed in the 70's (1996)
Perfect night - Live in London (1998)
A retrospective (1998)
Ecstasy (2000)
American poet (2001)
The raven (2003)
Animal serenade (2004)
Hudson River wind meditations (2007)
Berlin: live at St. Ann Warehouse (2008)
The creation of the Universe (2008)
Padova, 1984. Un grandissimo davanti a me e qualche altro migliaio di spettatori al palasport San Lazzaro (luogo assassino per la qualità sonora). Inizio e prima parte del concerto all'insegna del distacco e della freddezza da parte di un Lou Reed apatico e poi arriva "Walk on a wild side", con delle luci calde e una voce convincente per una versione straordinaria e il concerto decolla, fino al finale stratosferico di "White light/White heat".
LINKS
La scheda di Onda Rock. [Italiano]
È il sito ufficiale di Lou Reed e come spesso accade con i siti ufficiali, l'orientamento è nettamente rivolto alla vendita e alle poche informazioni. [Inglese]
"Il sito italiano su Lou Reed": così recita il titolo del sito, a dir poco interessante per mole di informazioni, grafica (simpatica senza essere pesante) e competenza. Tra le cose da leggere, una lunga biografia, una splendida discografia commentata disco per disco, una ventina tra articoli e interviste e inoltre, gallerie fotografiche, curiosità e quant'altro. Eccellente. [Italiano]
VAI A...
Come non prendere in considerazione il 1989 discografico giunto a casa mia, l'anno, per intenderci, di quell'autentico capolavoro che risponde al nome di "New York"?