RAGE AGAINST THE MACHINE
Rage Against the Machine

[cd]
L'esordio delle Rabbie non sorprende chi (come il sottoscritto) aveva già ascoltato i due successivi lavori, ma la potenza granitica di questo suono continua a farmi sobbalzare. Meno varietà di temi che in futuro, ma più compattezza, in un disco che non potrà fare a meno di solleticare i ritmi eterni che sono dentro a ciascuno di voi. Sin dall'iniziale Bombtrack si viene sottoposti a un attacco continuo: riff lancinanti, slogan, accuse al mondo occidentale in genere e agli Stati Uniti in particolare, rap durissimi, nessuna concessione e lotta dura e pura. Condivisibile o meno (ognuno ha le proprie convinzioni sociologico-politiche), è difficile rimanere indifferenti di fronte a una proposta simile, esposta con una foga tale. In sostanza, si potrebbe dire che o li si ama o li si odia. Io li amo, voi decidete.
Curiosità
Tra i ringraziati (chiamati Comrades) i Liquid Jesus, Porno for Pyros, Public Enemy, Pearl Jam, Tribe Called Quest. Tra i ringraziati per l'ispirazione Chuck D., Gil Scott Heron e Joe Strummer.- Un'avvertenza dichiara che non ci sono spezzoni (o samples), tastiere o sintetizzatori nel disco.- Copertina (angosciante) di Rage Against the Machine.

[cd]
Notato che Tommaso Marinetti si rivolterebbe nella tomba nel sentire il nome di questo gruppo (Rabbia contro le macchine!), continua il viaggio del gruppo nel connubio rock-estrema sinistra, una miscela che non capita spesso di sentire (i migliori Clash, i gruppi della seconda ondata punk, Crass, Flux of Pink Indians etc. e il miglior punk californiano, Dead Kennedys in testa) e comunque, poche volte negli ultimi anni. I Rage tritano tutta la loro rabbia in un mortaio contenente hard-rock, punk e rap e la miscela che ne esce è altamente esplosiva. Qualche problema nel maneggiare una tale materia bollente, ma i vantaggi sono tali e tanti che l'invito del sottoscritto è di provarci; poi mi direte...
Curiosità
Il libretto del cd è zeppo di immagini e manifesti delle icone del gruppo, Che Guevara, Malcolm X, Mumia Abu-Jamal, un libro sulle Black Panthers, un altro sul Chiapas, eccetera, oltre a contenere i testi delle canzoni e un elenco interminabile di comrades, dal quale scegliamo alcuni nomi: Mumia Abu-Jamal, Babes in Toyland, Billy Bragg, il Comitato per il Supporto della Rivoluzione in Perù, Chuck D., l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, Perry Farrell, Matt Johnson, Porno for Pyros, Rancid, Commissione Nazionale per la Democrazia in Messico, Ice T, Jesus Lizard.
The battle of Los Angeles

Meno immediato di "Evil empire" a primo pelo, questo cd è di un'intensità mostruosa. Non c'è un solo calo di tensione musicale lungo tutto il lavoro, quasi che il gruppo preveda la propria dipartita ormai prossima. Mi domando se questi ragazzi riescano a rilassarsi ogni tanto, dubbio illogico e forse senza senso. Di sicuro non ci sono momenti rilassati durante questo album: un assalto continuo alle orecchie e alla coscienza dell'ascoltatore. Insomma, per chi vuol capire e per gli altri pazienza...
Curiosità
Il titolo nasce dalla contraddizione stridente tra le due facce di Los Angeles, quella di Hollywood, delle stelle, dei soldi, di Beverly Hills e quella dei bassifondi, della droga, della malavita, della fatica di vivere giorno per giorno.

[cd]
L'ultimo album dei Rage Against the Machine accomuna dodici cover di altrettanti personaggi e gruppi diversi. Comincio dalla canzoni a me sconosciute. Microphone fiend, di Eric B & Rakim, combo hip-hop, attivo, se non sbaglio, sin dagli anni '80, è indistinguibile da una classica canzone del gruppo, caratteristica che contraddistinguerà parecchi pezzi dell'album. Pistol grip pump dei Volume 10 (totalmente sconosciuti al sottoscritto) privilegia il lato durissimo dell'hip-hop. Renegades of funk è un pezzo di uno degli alfieri dell'hip-hop, Afrika Bambaataa, zeppo degli effetti chitarristici di Morello e ritmatissimo. Con Beautiful world dei Devo, tratto da New Traditionalists (il quarto album dei pazzoidi di Akron), la musica cambia in maniera netta: mai ho sentito il gruppo di de la Rocha prodursi in un pezzo così intimista e lento. I'm housin' è un pezzo di un altro gruppo hip-hop, gli EMPD, durissimo e ancora una volta, difficilmente distinguibile dal repertorio dei Rage, allo stesso modo di How I could just kill a man, dal repertorio dell'ennesimo ensemble rap, i Cypress Hill.
Con In my eyes il quadro cambia e si sprofonda nel punk durissimo dei Minor Threat: pezzo velocissimo e contraddistinto dai classici arrangiamenti complicati di Ian McKaye. Spiace dirlo, ma il gruppo di Morello non sembra trovarsi a proprio agio. Passiamo ai pezzi già conosciuti. Kick out the jams, dei dinamitardi MC5, è forse il punto più basso dell'album: una versione moscia che perde nettamente il confronto con l'originale, anche per la troppa vicinanza con quella versione. Restando a Detroit, altra toppa con Down on the street degli Stooges. Altro trattamento subiscono The ghost of the Tom Joad, di Bruce Springsteen, trasformato in un guerrigliero del Chiapas con un trattamento rivitalizzante e Maggie's farm di Bob Dylan, addirittura esagerata nella rilettura scarnificante: sei minuti e mezzo da tregenda. Infine, irriconoscibile uno degli inni dei Rolling Stones, quello che meglio si adatta al gruppo di Zack, Street fighting man: versione altamente personale e uno dei vertici dell'album. Non gira tutto al meglio in questa raccolta, ma spiace pensare che sia il canto del cigno (parziale...) dei Rage Against the Machine.
Curiosità
Renegades è un album di sole cover: incredibile, ma vero, tra le note del libretto del cd non ci sono i credits delle canzoni.- Una nota precisa che tutti i suoni del disco sono prodotti da chitarra, basso, batteria e voce.- Il libretto del cd, oltre alle poche note e alla lista chilometrica dei comrades, presenta una serie di immagini commentate da una frase. La prima immagine è il pupazzetto sorridente di un uomo bianco, accompagnato dalla frase: 'Scrivo messaggi sui soldi'. La seconda foto, sfocata, sembra un'immagine di guerra, ma gli uomini sembrano dei soldatini; questa la frase: 'È la mia personale forma di protesta sociale'. Nella pagina successiva ci sono due banconote, una da venti e una da cinque dollari, con queste scritte rispettivamente: 'Bruciami' e 'Io sono il vostro padre' (quest'ultima, accanto all'immagine di Lincoln sulla banconota). La frase che accompagna il tutto è questa: 'Una lettera stampata su carta che nessuno distruggerà mai'. Pagina successiva: due immagini, la testa di una statua e l'ombra della bocca aperta di un pescecane. Accanto alla prima immagine questa frase: 'Attraversa indiscriminatamente la razza, la classe e i generi sessuali'; e accanto alla seconda: 'ed è scritto nel sangue che il mostro continuerà a vivere'. La pagina successiva ha un'immagine delle famose teste di presidenti statunitensi scolpite sulla roccia del monte Rushmore, con questa frase accanto: 'Un tranquillo piccolo dirottamento sulla strada del saldo dei conti'. Una pagina bianca con la scritta 'E un crimine federale', è seguita dalla foto di un viso del quale si intravvedono solo il naso e la bocca e questa frase: 'Spero che qualcuno troverà il mio messaggio un giorno, quando ce ne sarà realmente bisogno'. L'ultima pagina presenta una banconota da un dollaro con la scritta 'Non sei uno schiavo' e l'ultima frase: 'Come faccio io'.
DISCOGRAFIA
Rage Against the Machine (1992)
Evil empire (1996)
Live & rare (1998)
The battle of Los Angeles (1999)
Renegades (2000)
The battle of Mexico City (2001)
Live at the Grand Olympic Auditorium (2003)
IL NOME
Nel nome è riassunta la proposta di aggressione contro un'entità che il gruppo chiama machine, una combinazione di elementi che corrisponde al sistema oppressivo esistente in America (inteso come continente, come dovrebbe sempre essere). La frase fu tratta da uno scritto di Kent McLard, fondatore della Ebullition Records e della fanzine No Answers. Rage Against the Machine era il titolo di una canzone degli Inside Out, un gruppo hardcore nel quale militava Zack de la Rocha; o il titolo di un album dello stesso gruppo che non vide mai la luce: a seconda delle fonti, insomma. La canzone degli Inside Out, comunque, esiste.
LINKS
È il sito ufficiale della band, fornito di: una cronologia dettagliata sulla vita del gruppo, dal 1991 al 2001; sei gallerie di immagini (copertine rare, live, background, etc.); la discografia con i testi e qualche altra sezione interessante. [Inglese]
Eccellente sito: non manca nulla per far leccare i baffi a tutti i fans. La grafica è un po' povera, ma non si può avere tutto. [Inglese]
Un bel sito italiano sul gruppo di de la Rocha. Una breve biografia (ci si poteva anche spremere un po' di più), i testi (non tradotti), gli spartiti per basso, chitarra e batteria e altre poche cosucce. [Italiano]
La scheda di OndaRock. [Italiano]
VAI A...
Cosa succedeva nel 1992, anno di uscita dell'esordio discografico dei Rage Against the Machine? Il periodo era sicuramente interessante: Seattle stava esplodendo (era esplosa) commercialmente in tutto il mondo con le sue decine di gruppi e accanto alle band del freddo stato di Washington, molto altro si agitava al di sotto delle tranquille acque da classifica, le stesse acque che in quei giorni sarebbero diventate campo di navigazione per quello stesso movimento. Considerazioni spicciole e inutili: la lista vi rimanderà ai dischi usciti in quel 1992 (escluse le antologie) e arrivati a casa del sottoscritto.