NEW YORK DOLLS

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È il primo album delle bambole di New York, prodotto dal geniaccio di Todd Rundgren. Memori della lezione dell'Iggy Pop di "Raw Power" (i due dischi sono distanti qualche mese a livello pubblicazione), le Dolls sfornano un disco di quello che all'epoca o forse qualche tempo dopo, veniva definito rock decadente. Decadente non era, visto che il punk settantasettino digerì la loro lezione (Malcolm McLaren, prima di tornare a Londra per inventare quei Sex Pistols sui quali aveva già messo le mani, fu manager delle Dolls per qualche tempo). L'hit dell'album è senz'altro "Personality crisis", un vero anthem (presente in una versione stratosferica nel "Live it up" di Johansen), ma fanno godere anche "Looking for a girl", "Vietnamese baby" (splendida) e la sotterranea "Subway train". Un impasto sopraffino di rock con la erre maiuscola, gusto dello sberleffo (e anche qualcosa di più, basta dare un'occhiata alla copertina), eccesso e altro che non sto a ricordare.
Curiosità
L'album è dedicato a Billy Doll, ovvero, il batterista Billy Murcia, morto in circostanze che si potrebbero definire comiche (non fosse per la tragedia) durante il tour britannico del 1972.- Il produttore Todd Rundgren ci mette del suo dietro alle tastiere e al moog.- Tra le pochissime note, non sono citati i responsabili delle pazzesche foto di copertina.
[vinile]
Secondo e ultimo album di Johansen e soci. Non sono molte le novità rispetto all'esordio, a parte, forse, qualche eccesso di produzione (ed è incredibile a pensarci, visto che l'esordio era prodotto da Sua Maestà Eccesso, Todd Rundgren). Gli evergreen: "Stranded in the jungle", divertentissima, "Chatterbox", uno dei capolavori delle Dolls e la stranezza affascinante di "Bad detective". Un gruppo dalla storia breve, ma intensissima e tragica e che ha dato al rock più di quanto si possa pensare.
Curiosità
L'album è dedicato a Diana Barrymore, attrice, figlia del ben noto John Barrymore. Tre matrimoni fallimentari, l'ultimo dei quali, con un certo Robert Wilcox, definito da Wikipedia "affascinante", che la picchiò fino quasi a ucciderla e non ci riuscì solo perché fu lui a lasciarci le penne per primo nel 1955, per un infarto. Botte, tossicodipendenza e alcol, portarono l'attrice ad essere ricoverata per un anno intero in una clinica (nel 1955: si presume, dopo la morte del gentiluomo che l'aveva quasi portata nella tomba). L'autobiografia di Diana Barrymore, pubblicata nel 1957, s'intitola proprio "Too much, too soon", come l'album delle New York Dolls, un libro che generò l'omonimo film del 1958 con Dorothy Malone (nella parte della Barrymore) ed Errol Flynn (nel ruolo del padre John). Nonostante la clinica e i tentativi di disintossicazione, Diana Barrymore morì nel 1960, all'età di 38 anni, per un'overdose di sonniferi associati all'alcol che era tornato ad essere il suo compagno amorevole.
[vinile]
Antologia che raccoglie pezzi (non necessariamente i migliori) dai due unici album del gruppo. Non mancano i classici, ovviamente ("Personality crisis" e "Chatterbox" su tutti), come non manca il solito inedito ("Give her a great big kiss", una cover carina, ma dovrebbe valere il prezzo dell'intero album). Per chi non ha voglia di cercarsi gli originali.
Curiosità
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DISCOGRAFIA
Demos
Actress - "Birth of a New York Dolls" (demo del 1972, 2000)
Demos recorded at Escape Studios in Kent, England (1972, ?)
Lipstick killers - The Mercer Street sessions 1972 (demo del 1972, 1981)
Seven day weekend (demo, 1992)
Album di studio
New York Dolls (1973)
Too much too soon (1974)
One day it will please us to remember even this (2006)
Cause I sez so (2009)
Album live
Red patent leather (1984)
Paris le trash (1993)
Live in concert, Paris 1974 (1998)
From Paris with love (L.U.V.) (2002)
Morrissey presents: the return of New York Dolls live from Royal Festival Hall (2004)
Live at the Fillmore East (2008)
Antologie
Night of the living Dolls (1985)
Endless party (2000)
New York tapes 72/73 (2000)
Looking for a kiss (2003)
Manhattan mayhem (2003)
IL NOME
Responsabile della scelta iniziale, The Dolls, è stato Sylvain Sylvain, dopo aver visto un film di Russ Meyer (presumibilmente "Beyond the valley of the Dolls"). Il resto, The New York, è un omaggio di Johnny Thunders alla città che li ha visti crescere.
R.I.P.
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Il batterista Billy Murcia è morto il 6 novembre 1972 a Londra, durante il primo tour britannico della band. Duarnte una festa particolarmente carica, Murcia si sentì male (probabilmente, un'overdose) e i presenti non trovarono di meglio che coricarlo in una vasca piena d'acqua fredda facendogli bere caffè bollente: Murcia morì annegato e/o soffocato. |
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Johnny Thunders è morto il 23 aprile 1991, all'età di 38 anni. Il chitarrista era a New Orleans, alla St. Peter House, stanza 37, quando un'overdose di eroina chiuse la sua carriera e la sua vita, ma sono molte le persone, in tutti questi anni, che non accettano la versione ufficiale. |
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Il batterista Jerry Nolan, compagno di buchi di Johnny Thunders, è morto il 14 gennaio 1992, all'età di 45 anni. Nolan viveva da anni in Svezia con la sua compagna, ma alla fine del 1991 era a New York, quando fu ricoverato per una meningite batterica e una polmonite batterica (o pneumotorace batterico): un infarto provocò il coma e la morte sopraggiunse quando fu deciso di staccare le macchine che lo tenevano in vita. |
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Il bassista Arthur Kane è morto il 13 luglio 2004, all'età di 55 anni. Lo scioglimento della band (1975) iniziò una lunga china per il musicista, culminata nella depressione che lo fece gettare nel vuoto dal secondo piano. Sopravvissuto, Kane entrò in una setta religiosa, nel 1992 fu picchiato con una mazza da baseball durante i noti disordini legati a Rodney King e per in punto di morte, sopravvisse (con una placca di metallo in testa). Nel 2004 Kane partecipò alla reunion delle New York Dolls a Londra, con progetti futuri, ma al ritorno a Los Angeles si fa ricoverare per un malore, attribuito a un'influenza: gli viene diagnosticata una leucemia talmente fulminante che muore nel giro di due ore. |
[Parlano i protagonisti: dal libro "Please kill me", di Legs McNeil e Gillian McCain, Baldini Castoldi Dalai 2006]
JERRY NOLAN
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"All'inizio buona parte del pubblico dei New York Dolls era gay, ma naturalmente noi eravamo tutti etero. E lasciate che vi dica una cosa: le donne capirono tutto al volo. Erano gli uomini a essere confusi. Le donne sapevano, a prescindere da cosa indossassimo. E ci adoravano, perché avevamo le palle di farci vedere e comportarci in quel modo" |
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"La gente che andava a vedere i Dolls diceva: 'Diavolo, chiunque può fare roba come questa'. Credo che la maggiore influenza dei Dolls sul punk fu quella di mostrare che lo potevano fare tutti" |
MARTY THAU
(presidente della Red Star Records e manager delle New York Dolls e dei Suicide tra gli altri)
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"I giornalisti dei settimanali inglesi fecero un salto sulle sedie quando i Dolls aprirono per Rod Stewart e scrissero cose del tipo: 'Ho visto il futuro del rock'n'roll!'. Ovviamente ce ne furono altri che scrissero: 'Questa è la peggior merda che abbia mai visto in vita mia!'" |
SYL SYLVAIN
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"Johnny Thunders era la persona più puritana che possiate immaginare" |
LINKS
La lunga e interessante scheda di Onda Rock. [Italiano]
Una sezione dedicata alle New York Dolls all'interno di un portale sulla musica rock newyorkese. Articoli, interviste e recensioni. [Inglese]
Interessante pagina dedicata alle New York Dolls all'interno di un portale sulla storia del punk; in particolare, è il confronto Sex Pistols/New York Dolls a tenere banco. Da leggere con attenzione. [Inglese]
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Una brevissima lista dei dischi arrivati a casa mia dal lontano 1974, l'anno del secondo e ultimo album delle New York Dolls.