LYNYRD SKYNYRD
"Lynyrd Skynyrd (pronounced 'lĕh-'nērd 'skin-'nērd)"

[cd]
I Lynyrd che ti aspetti, anche in questo esordio: duri al punto giusto ("Poison whiskey"), melodici quanto basta ("Tuesday's gone", "Simple man" e soprattutto "Free bird", uno dei loro cavalli di battaglia), innamorati del blues e dei suoi ritmi ("I ain't the one" e "Mississippi kid", quest'ultima con la firma, oltre agli Skynyrds, di Al Kooper), già riconoscibili dopo le prime note di una canzone ("Gimme three steps" e "Things goin' on") e un po' troppo puliti. Sorprese non ce ne sono, ed è forse questo il loro punto di forza.
Curiosità
Sul retro-copertina del cd questo avvertimento: "Questo compact disc contiene il materiale trasferito dal nastro analogico e quindi potrebbe contenere sibili del nastro ed altre anomalie che caratterizzano le registrazioni analogiche".- L'eterna "Free bird" fu ispirata e dedicata allo scomparso chitarrista Duane Allman.
[cd]
Il secondo lavoro del gruppo rock-sudista più famoso di sempre (loro o gli Allman?), non fatica a conquistare. I Lynyrd hanno sempre avuto il pregio dell'ironia (vedi "Sweet home Alabama", la risposta a "Southern man" e "Alabama" di Neil Young che ha deliziato anche lo stesso canadese), a differenza di altri "seriosi" rockisti. Il disco contiene la ballatona di turno (o meglio, la "Free bird" di turno), la lunga "I need you", i classici alla Lynyrd, come "Don't ask me questions", "Workin' for MCA" e soprattutto "The needle and the spoon" e una cover eccezionale, una grande versione della "Call me the breeze" di J.J. Cale, che, se non è il vertice assoluto, ci arriva davvero vicino.
Curiosità
I ringraziamenti includono un nome e una precisazione: "Eagles and Nixon (not the president)". Tenendo conto che il disco esce nel 1974, la puntualizzazione è doverosa.
[vinile]
Doppio live di prammatica per i Lynyrd Skynyrd sulla soglia della tragedia: l'anno successivo, in un incidente aereo, perderanno la vita il cantante e leader, Ronnie Van Zant e altri due membri della band. Non manca nessuno dei classici che hanno fatto dei Lynyrd Skynyrd un mito tra le band sudiste: non manca "Free bird", ovviamente, in una lunghissima versione che si potrae oltre gli undici minuti, come non mancano le classiche "Workin' for MCA", "The needle and the spoon" e la cover di "Call me the breeze". Il suono è leggermente monocorde e standardizzato e potrebbe provocare qualche fastidio nell'ascolto, ma il disco è comunque buono e divertente.
Curiosità
Il titolo gioca su un presunto errore: la for (per) di "One more for the road" è cancellata con una croce e sostituita da from (da). Quindi, non "Ancora una volta per la strada", ma "Ancora una volta dalla strada".

"Skynyrd's first and... last"
Skynyrd primi e ultimi, recita il titolo di questo album, tra le cui note, però, manca qualsivoglia indicazione riguardo alle date delle registrazioni e quindi i dubbi sorgono copiosi: se nelle canzoni in cui è presente Ronnie Van Zant alla batteria abbiamo Rickey Medlocke, cantante e compositore dei pezzi in cui lo stesso Van Zant non compare (perchè passato a miglior vita, suppongo), l'ipotesi che queste ultime siano registrazioni degli Skynyrd ormai defunti, si fa inconfutabile (ma non è detto: vedi il pezzullo qui sotto, nella parte Curiosità). Alcuni pezzi sembrano dei provini abbozzati (come la palesemente incompiuta "Down south jukin'", la deludente "Was I right or wrong" e le ballate un po' melense di Medlocke), altri reggono la scena e tra questi, le canzoni veloci con Van Zant alla voce: "Preacher's daughter" (co-firmata Van Zant-Medlocke), riff hard rock e grande prestazione vocale e soprattutto l'eccezionale "Wino", un incrocio infernale di riff e chitarre. Alla fine, un disco-testimonianza (per niente chiara, come ho già messo in risalto all'inizio) deludente.
Curiosità
Rickey Medlocke, cantante e compositore di due brani, batterista e co-compositore di altri due brani e infine batterista in un altro brano, è il futuro leader dei Blackfoot.- All'interno della copertina apribile trova posto questa frase: "Un grazie molto speciale alla moltitudine di persone che abbiamo incontrato, e che hanno lavorato e suonato per Lynyrd Skynyrd".- La copertina ha un'apertura supplementare all'interno, nella quale trova posto una serie spassosa e interessante di foto dei Lynyrd Skynyrd storici (di Rickey Medlocke non c'è traccia, nemmeno nelle foto della formazione che si trovano nella copertina interna con le informazioni sui brani).- Dalle informazioni rintracciate più recentemente, sembra che le registrazioni siano tutte ascrivibili al periodo 1970-1972, antecedenti al primo album ufficiale dei Lynyrd Skynyrd. I dubbi rimangono, ma non mi rimane che inchinarmi di fronte a coloro che, evidentemente, avevano sott'occhio qualche nota esplicativa.
DISCOGRAFIA
Lynyrd Skynyrd (Pronounced 'lĕh-'nērd 'skin-'nērd) (1973)
Second helping (1974)
Nuthin' fancy (1975)
Gimme back my bullets (1976)
One more from the road (1976)
Street survivor (1977)
Skynyrd's first and... last (1978)
Legend (1987)
Southern by the grace of God (1988)
Lynyrd Skynyrd 1991 (1991)
The last rebel (1993)
Endangered species (1994)
Southern knights (1996)
Freebird... the movie (1996)
Twenty (1997)
Live from Steeltown (1998)
Edge of forever (1999)
Christmas time again (2000)
Vicious cycle (2003)
God & guns (2009)
IL NOME
È una presa in giro di Leonard Skinner, un professore di ginnastica che li puniva alla high school per via dei capelli lunghi. Il gruppo suonò anche con il nome vero e proprio del professore.
R.I.P.
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20 ottobre 1977 Il cantante Ronnie Van Zant è morto il 20 ottobre 1977, all'età di 29 anni, nello schianto dell'aereo che trasportava la band tra un concerto in South Carolina al successivo in Louisiana. Con Van Zant morirono i due piloti, il chitarrista Steve Gaines, la sorella dello stesso, la corista Cassie Gaines e l'assistente del road manager, Dean Kilpatrick. Il chitarrista Allen Collins ebbe due vertebre del collo fratturate, il bassista Leon Wilkeson un polmone perforato e la perdita di quasi tutti i denti. Sia Collins che Wilkeson rischiarono l'amputazione di un braccio. Il chitarrista Gary Rossington si fratturò entrambe le braccia, la gamba destra e il bacino e subì danni anche allo stomaco e al fegato. La corista Leslie Hawkins soffrì di una commozione cerebrale che la portò ad avere, in seguito, seri problemi mentali; inoltre, la rottura del collo in tre punti e profonde ferite facciali. Il roadie Steve Lawler ebbe contusioni in più parti, alcune molto serie e ferite facciali. Il road manager Gene Odom si ustionò seriamente un braccio e il viso e perse un occhio a causa di un segnale luminoso che si attivò durante lo schianto. Il tastierista Bill Powell si ferì seriamente alla faccia, soprattutto al naso (del quale rischiò l'amputazione), oltre a una ferita al ginocchio destro. Il batterista Artimus Pyle riuscì a strisciare lontano dai rottami dell'aereo, con alcune costole rotte e con un paio di roadies, Kenneth Peden Jr. e Marc Frank, s'incamminò tra gli alberi e il terreno fangoso. Il terzetto trovò un agricoltore e chiese aiuto, ma questi, vedendoli infangati, pensò che i tre fossero fuggiti da un penitenziario e sparò un colpo in aria. Pyle dirà in seguito che il tizio lo colpì a una spalla, ma sembra sia una balla (come quelle raccontate da Billy Powell sugli ultimi momenti di Cassie Gaines e Ronnie Van Zant). La terza corista delle Honkettes, JoJo Billingsley, non era sull'aereo perché ammalata, ma avrebbe raccontato più volte di aver sognato l'incidente e di aver pregato telefonicamente Allen Collins di non prendere il Convair (l'aereo dello schianto). |
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Il chitarrista Allen Collins è morto il 23 gennaio 1990, all'età di 37 anni. Dopo essere sopravvissuto allo schianto aereo del 1977, Allen Collins rimase coinvolto in un incidente automobilistico che costò la vita alla sua ragazza e lo paralizzò dalla vita in giù (1986). Collins non avrebbe più suonato la chitarra su un palco e all'inizio del 1990 morì per una polmonite cronica dovuta alla paralisi. |
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Il bassista Leon Wilkeson è morto il 27 luglio 2001, all'età di 49 anni, per problemi cronici a fegato e polmoni. |
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Il tastierista Billy Powell è morto il 28 gennaio 2009, all'età di 56 anni: il musicista chiamò il pronto soccorso sentendosi mancare il respiro, ma il personale arrivato nella sua casa non potè che constatare la sua morte. Il giorno prima Powell era mancato ad un appuntamento per un controllo sullo stato del suo cuore. |
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Il chitarrista Hughie Thomasson è morto il 9 settembre 2007, all'età di 55 anni, per un infarto. |
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Il bassista Ean Evans, sostituto di Leon Wilkeson, è morto il 6 maggio 2009 per un tumore diagnosticato l'anno prima: aveva 48 anni. |
LINKS
Il sito ufficiale dei Lynyrd Skynyrd. La storia del gruppo è quantomeno originale: divisa per fonti di informazione, è costituita da una serie di notizie schematiche. La biografia è più chiara e leggibile. Oltre a una breve serie di articoli, non c'è molto altro (manca anche la discografia). [Inglese]
La lunga scheda di Wikipedia. [Inglese]
Una lunghissima biografia, zeppa di foto, è rintracciabile in questa pagina. [Inglese]
La scheda di Scaruffi, che all'inizio affronta brevemente i risvolti sociologici che circondano il nome in questione (e sui quali mi trovo d'accordo). [Italiano]
VAI A...
Non conosco l'intera storia discografica del gruppo, ma da quel che so, "Second helping" è ritenuto, abbastanza unanimemente, il loro miglior lavoro. Il disco, il loro secondo, uscì nel 1974 e di quell'anno si occuperà la mia solita lista di fine scheda: tutti i dischi targati 1974 arrivati a casa mia.