GREEN ON RED
[vinile]
I Green On Red della prima fase, un gruppo agganciato nettamente al cosiddetto Paisley Underground (anche se i musicisti non hanno mai accettato questa definizione), quindi psichedelia, suoni acidi e meno country che non nelle opere future. È un disco splendido, prodotto magistralmente da Chris D. e contenente veri e propri gioielli sonori, come "5 easy pieces", "Cheap wine" e la title-track. È un peccato che la fase genuinamente psichedelica dei Green On Red si sia interrotta dopo questo disco.
Curiosità
In "Snake bit" Matthew Piucci (Rain Parade se non sbaglio) è alla chitarra solista, oltre ad essere citato come consulente dei Green On Red.- Steve Wynn, vecchio compagno di strumenti di Dan Stuart, viene indicato come "Saggio che viene da lontano".- La bella foto di copertina è di Jane O'Neil.
[cd]
È considerato dalla quasi unanimità delle critiche, il peggiore dei lavori targati Green On Red. Senza dubbio, non ha la forza e la freschezza del precedente "Gravity talks" (disco inarrivabile); d'altro canto, è un mini (il cd dura 37 minuti solo per la presenza di una bonus-track di 13 minuti), assemblato, forse, con scarti o prove di studio, ma non saprei dire con certezza. Il pezzo in più, rispetto al vinile, una versione del classico di Howlin' Wolf "Smokestack lightining", è anche quello che convince maggiormente, con la sua aria di strumenti in libertà. Un disco, se non mediocre, non del tutto soddisfacente.
Curiosità
Le informazioni principali sul disco si dovrebbero leggere sull'ultima pagina del libretto, non fosse questa una semplice riproduzione del retro-copertina dell'lp. Il problema? È riprodotta in caratteri microscopici, praticamente illeggibili.

"Here comes the snakes"
Dove trovi Dan Stuart l'energia per continuare l'epopea Green On Red, è difficile da capire. Rispetto agli esordi garage-psichedelici, infarciti dalle liriche capaci di un ottimo compositore come Stuart, qui siamo in un ambiente più marcatamente rock'n'roll di origine Stones (il primo pezzo si intitola "Keith can't read"). Un buon disco innalzato da una bellissima "Change", anche se da molti la canzone è considerata il punto più basso e commerciale dell'album. Chi se ne frega...

[cd]
Virata verso la ballata e verso un rock più intimista dei dischi precedenti. Devo dire che in questo caso, Dan Stuart e Chuck Prophet mi convincono poco. Io sono innamorato dei Green On Red di "Gravity talks", che con questi hanno poco da spartire. Il fascino, comunque, non manca del tutto.
DISCOGRAFIA
Two bibles (1981)
Green On Red (1982)
Gravity talks (1983)
Gas food lodging (1985)
No free lunch (1985)
The killer inside me (1987)
Here comes the snakes (1989)
Live at the Town & Country Club (1989)
This time around (1989)
Scapegoats (1991)
The best of Green On Red (1991)
Too much fun (1992)
Archives volume 1 - What were we thinking? (1998)
Valley Fever - Live at the Rialto (2006)
BBC sessions (2007)
IL NOME
Il nome deriva dal titolo di una loro vecchia canzone.
Meolo, 1992: al Mythos il gruppo più sfigato del mondo (non proprio, ma quasi). Sinceramente me li aspettavo un po' più grintosi; a Loris e Sergio non sono piaciuti affatto, io mi sono lasciato trascinare da pochi pezzi. Mi piacerebbe rivederli.
LINKS
Biografia e discografia dei Green On Red, dal sito di Wikipedia. [Inglese]
Una delle poche pagine dedicate al gruppo di Dan Stuart. Per una veloce biografia. [Italiano]
VAI A...
Dan Stuart e i suoi Green On Red non sono stati sicuramente una spina nel fianco dell'establishment statunitense, ma le loro interviste non risparmiano nessuna critica al sistema dell'american way of life. La loro voce non aveva il supporto amplificato degli altoparlanti di altre stelle musicali, ovviamente. La lista elencherà i "rossi" a tutti i costi della mia discoteca.