FLESHTONES
[vinile]
Primo album per questo gruppo newyorkese (in realtà attivo già da alcuni anni) e subito una grande prova. Una grande passione (e perizia) nel mischiare rhythm'n'blues, rock'n'roll e garage, una grande carica di energia e in più due compositori che sanno cosa scrivere, il cantante Peter Zaremba e il chitarrista Keith Streng. Da "Hope come back" all'iniziale "The dreg", da "Ride your pony" alla conclusione epica di "Roman Gods", un album stupendo, da ascoltare, riascoltare e poi ascoltare ancora, la noia non arriverà mai e se non si farà caso alla pessima copertina, sarà ancora meglio.
Curiosità
L'orribile copertina è opera di Peter Zaremba.

"Hexbreaker!"
Per quanto mi riguarda, il capolavoro dei Fleshtones. Fresco, grintoso, suonato a memoria da un gruppo dall'intesa straordinaria, senza un solo pezzo meno che bello. Un'energia incontenibile, profusa a piene mani in un disco che sembra la perfetta fusione garage-rhythm'n'blues. Molti i pezzi da antologia, talmente tanti che bisognerebbe citare ogni singola canzone. In questo caso, anche la copertina conforta l'ascoltatore...
Curiosità
Informazioni sul retro-copertina, dove compare questa presentazione: "Il tema di questo album è NUOVO, perché, dopo tutto, questo è l'ultimissimo album dei FLESHTONES. E non solo è l'ultimissimo loro album, ma è anche il più selvaggio, il più energico, il più grande disco super-rock! È stato detto che i FLESHTONES non sarebbero un semplice gruppo pop, senza una visione delle cose, un modo di vivere. Ma - sebbene molte cose sono state dette sui FLESHTONES, sarete d'accordo che il loro nuovo album chiarisce che tutti gli elogi non sono solo superflui, ma non necessari. I ragazzi".- La copertina è di Peter Zaremba. I saluti vanno a tutti i fans dei Fleshtones sparsi in giro per il mondo, che forse renderanno possibile un altro album del gruppo (sono vivi ancora oggi, dopo più di vent'anni!).
[vinile]
Il Fleshtones-live che non ti aspetti: confuso, con un suono che sembra moscio, insomma, non convincente; e da un gruppo che dal vivo fa sfraceli, questa è una delusione che definire cocente è poco. Sembra chiaramente un problema di registrazione e di missaggio, ma non capisco allora perché pubblicare dei nastri non riusciti. Ho visto i Fleshtones in concerto nel corso della stessa tournée e posso assicurare che, tolta l'ovvia differenza tra un concerto de visu e un disco, il confronto è davvero improponibile.
Curiosità
Sul retro-copertina è pubblicizzata l'agenzia di viaggi usata del gruppo per il tour, la Nouvelles Frontières.

"Fleshtones vs. reality"
La maturità dei Fleshtones è innegabile. Il disco "contro la realtà" è di una linearità e di una compattezza eccezionali e forse proprio questa compattezza rende il disco un po' pesante alla fine. L'impasto sonoro è molto diverso da quello cucinato con gli album precedenti, più "pieno", impregnato di rhythm'n'blues fino al midollo, ma meno vario che in precedenza. Le canzoni, però, ripagano le piccole incertezze: "Way up here", "Way down south" e soprattutto la splendida "Own our time" (tutti "classici" firmati Streng-Zaremba) ti entrano nel cervello a velocità supersonica e fanno fatica ad andarsene.
Curiosità
Tutte le informazioni sono sul retro-copertina, scritte (purtroppo) a mano e quindi, non sempre decifrabili.- Tra i titoli delle canzoni e le note, un pezzo non firmato francamente intraducibile.
"Time bomb - The Big Bang
theory"

[vinile]
Interessantissima raccolta riguardante il mondo musicale dei Fleshtones: band formate da membri del gruppo o prodotte dagli stessi. Il risultato, che potrebbe far pensare a un prodotto confuso e slegato, è invece nettamente positivo. Le cose migliori: Action Dogs (i Fleshtones più i Plimsouls) con la trascinante "I can't get through to you" (un piccolo capolavoro), i Love Delegation di Zaremba, con l'angelica "Through the night" e l'insolita "Sonnet xx", che altro non è se non la lettura di alcuni sonetti di Shakespeare con l'accompagnamento musicale dei Fleshtones, che si rivelano, una volta di più, tra le menti musicali più lucide del rock'n'roll degli ultimi vent'anni.
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[cd]
Approdati senza danni apparenti negli anni '90, i Fleshtones si fanno produrre da Peter Buck dei REM e sfornano il "solito" ottimo disco, un'operazione che al gruppo riesce facile come bere un bicchiere di... (scegliere la sostanza alcoolica). Poco da dire sulle canzoni, marchiate dal segno inconfondibile di questo gruppo immarcescibile: ascoltarsi "Take a walk with the Fleshtones" per sentire dove sta di casa la classe.
Curiosità
Un pezzo è co-firmato da Zaremba-Streng con Michael Stipe. La presenza dei REM (Stipe e Buck) non si limita alla composizione: oltre alla produzione di Peter Buck, il disco è stato registrato ad Athens.- Copertina di Zaremba.- Il disco è dedicato a "mr. show business".- I Fleshtones di "Beautiful light" sono ridotti in quattro: i tre membri storici, Zaremba, Streng e Milhizer e il bassista Ken Fox.
[cd]
Mai domi i Fleshtones: arrivati nell'anno di grazia 1995, da chi si fanno produrre? Da "Sua Beata Distorsione" Steve Albini e con complice di tal guisa, sfornano un disco energico e tirato come pochi. Non mancano le tipiche melodie fleshtoniane ovviamente (l'iniziale "Let's go", la splendida "Hold you" e molte altre), ma tutto viene filtrato attraverso un muro del suono chitarristico di rara efficacia. Peccato che nei dischi successivi mastro Albini non sia rimasto della partita.
Curiosità
Dalla canzone 13 si susseguono 55 (cinquantacinque!) spazi vuoti di 4 secondi ciascuno, per arrivare alla canzone dello spazio 69, una cover di Jimi Hendrix.- Il libretto recita: "The laboratory of sound, quando la musica incontra la scienza".- La canzone "We'll never forget" ("Non ti dimenticheremo mai") è dedicata a Ricky R., con questa precisazione finale: "...we haven't".

"More than skin deep"
I Fleshtones di fine anni novanta riescono ancora a stupire per la capacità di suonare e comporre in scioltezza. Il tema rimane quello solito: garage-rhythm'n'blues più o meno tirato, ma suonato da un gruppo mai domo e sempre cosciente delle proprie attitudini e dei propri mezzi (nessun volo verso chissà quali mete artistiche). Una preferenza a "Love machine", dal riff tipicamente fleshtoniano.
Curiosità
Un messaggio dalle note del libretto: "Se ti piace questo disco, dillo ai tuoi amici. Se non ti piace dillo a noi!".- La copertina è di Peter Zaremba.
[cd]
Alle soglie del 2000 un cd dei Fleshtones composto da cover oscure degli anni '50 e '60 (è la seconda puntata, a due anni dalla prima). Penso sia il più brutto disco dei Fleshtones che abbia sentito: che ci sia un motivo per cui queste canzoni erano state dimenticate?
Curiosità
La frase che introduce i ringraziamenti: "I Fleshtones vorrebbero avvertire tutti che i seguenti individui sono stati conosciuti nelle vicinanze di Hitsburg, Usa. Non ci sono taglie per il loro arresto:… ".- Altra frase del libretto: "Prodotto dai Fleshtones in riconoscimento di tutti i nord americani creatori di rock and roll nati a Hitsburg, se non sono fisicamente reali, essi esistono nelle nostre menti e nei nostri cuori".- Tra le canzoni riproposte dai Fleshtones, "Soul City", co-firmata da un giovanissimo Lou Reed.- La copertina è di Peter Zaremba.

[cd]
Sembrano immortali i Fleshtones, ma pensandoci bene sono in pista da poco più di vent'anni (il primo disco è del 1981, anche se il gruppo si era formato ben prima). Pensiamo a dinosauri tipo i Rolling Stones, sulla soglia dei quarant'anni di carriera! I Fleshtones non saranno mai i Rolling, ma anno dopo anno continuano a sfornare i loro pezzi e i loro dischi, mai meno che belli, divertenti, intriganti. Stanno diventando una fede per me: quando vedo il nome Fleshtones, l'acquisto è sicuro e una volta a casa il rito si ripete. Anche nel caso di "Solid gold sound!" il rito si è ripetuto: nessuna novità epocale, nemmeno la produzione esterna, ma solo tanto Fleshtones-sound o "Super Rock", come amano dire loro stessi. Una sicurezza.
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DISCOGRAFIA
Up-Front! EP (1980)
Roman gods (1981)
Blast off (cassetta della ROIR, 1982)
Hexbreaker! (1983)
Speed connection (1985)
Speed connection II: the final chapter (1985)
Fleshtones vs. reality (1987)
The Fleshtones presents: Time bomb - The Big Bang theory (1988)
The Fleshtone - Living legend series (1989)
Powerstance! (1991)
Beautiful light (1994)
Angry years 1984-1986 (1994)
Laboratory of sound (1995)
Hitsburg USA! (1997)
More than skin deep (1997)
Hitsburg revisited (1999)
Solid gold sound! (2001)
Do you swing? (2003)
Beachhead (2005)
Take a good look (2008)
Stocking stuffer (2008)
It's "Super-Rock" time! - The IRS years 1980-85 (2010)
IL NOME
Fleshtone è un tono di rosa che i pittori usano per rappresentare la pelle umana. I componenti della band, studenti all'Art School, pensarono a vari nomi per gioco, molto prima di fondare il gruppo. Quando il gruppo si formò, uno di quei nomi fu pronto per la bisogna.
R.I.P.
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Gordon Spaeth, sassofonista e armonicista, è morto il l'8 marzo 2005, all'età di 53 anni, dopo una lunga vita dedicata alla musica e alla tossicodipendenza (alcol e droga). |
Bassano, 1985. Nel bugigattolo chiamato Shindy, vedo i Fleshtones, in tournée europea, purtroppo senza il cantante Zaremba. Devo dire che ciò che mi ha subito impressionato, è stato il muro di suono pazzesco che hanno creato. Una violenza sonora che non mi sarei mai aspettato. Un grande concerto, forse troppo pompato, ma comunque una delizia per gli amanti del rock sanguigno.
LINKS
Un sito esclusivo per i fans (molti servizi sono raggiungibili tramite password). [Inglese]
Una grande discografia dei Fleshtones. Non manca nulla (a quanto ne so): album, 45 giri, cassette, compilation, bootleg ecc. [Inglese]
Sito francese di un fan sfegatato dei Fleshtones. Arcaico a livello updates (l'ultimo aggiornamento risale al 1998!), è godibile come informazioni e per tutti i links a cui rimanda. [Francese]
Sito che merita per la monumentale discografia. [Inglese]
La scheda di Scaruffi. [Italiano]
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I Fleshtones nascono prima dell'esplosione del garage-revival degli anni '80 e sono ancora in giro oggi, a differenza di quasi tutti i gruppi di quell'effimera stagione. La lista sottostante riguarderà i gruppi squisitamente garage (anni '80...) presenti nella mia discoteca.