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DREAM SYNDICATE

"Out of the grey"

Un ringraziamento speciale agli Hoodoo Gurus.- Questa edizione su cd comprende anche il mini "50 in a 25 zone".- Sull'ultima pagina del foglietto del cd, la presentazione della presente edizione digitale, a cura di Pat Thomas, che andremo ora a tradurre.

Bentornati amici miei, alla terza e ultima uscita dei "classici da avere" o "dalla serie sotterranea" dei Dream Syndicate. Questa volta vi presento il terzo album di studio del gruppo, "Out of the grey", con in più altre otto canzoni (o qualcosa meno, se tu sei uno dei pochi fortunati che ha trovato questo cd appena fu pubblicato) (1).

Non vi racconterò stronzate dicendovi che questo album è la migliore cosa che la band abbia mai fatto, ma esso è una parte essenziale della loro discografia. Quindi, quali gemme si nascondono sotto la copertina...?

Cominciando con le canzoni dell'lp originale in vinile, abbiamo l'epica "Boston" di Steve, un potente tributo al Van the Man dei primi anni vissuti in America dopo aver lasciato l'Irlanda e la band dei Them. "Now I ride alone" rappresenta uno dei momenti più intensi della band e una riflessione sui racconti hard boiled (2) di Jim Thompson che Steve stava leggendo in quel periodo.

Personalmente erano le canzoni della seconda facciata dell'EP "50 in a 25 zone" che mi facevano impazzire. Provate con "Blood money" e "Drinking problem" per l'energia pura. Perché queste canzoni rimasero fuori dall'LP originale, è una questione che neanche la band ricorda più, ma è una gioia poterle sentire. Sempre dall'EP, la veloce ripresa di "Shake your hips" di Slim Harpo, via "Exile on Main Street". Recuperata dalla stessa trasmissione radiofonica, al pari di "Ballad of Dwight Frye" di Alice Cooper, una composizione inedita di Wynn, "I won't forget", vede finalmente la luce del giorno in questo cd. L'album si chiude togliendosi il cappello di fronte alla band del boss (il presidente della A&M Records, Herb Alpert), con l'arrangiamento di "The lonely bull".

NOTE

(1) In effetti, il mio cd comprende sei canzoni in più e non otto; incomprensibile, invece, perché si dovrebbe essere fortunati ad avere due canzoni in meno.

(2) Letteralmente "sodo", "indurito", "incallito", ma il termine non ha senso tradotto, in quanto viene usato anche da noi per designare i racconti e i romanzi di ambientazione urbana, proprio come quelli di Jim Thompson.

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