DOORS

[vinile]
Uno dei grandi esordi della storia della musica rock. Un trio di ottimi musicisti, personaggi che sarebbero vissuti nell'anonimato senza il talento straordinario ed eterno di Jim Morrison. "Light my fire", il singolo, "Break on through", il riff geniale e soprattutto la paranoica e lunghissima "The end", sono solo alcune delle magie geniali che questo album regala, non un semplice esordio, anche se epocale, ma un momento importante nella storia musicale del secolo scorso.

"Strange days"
Un'altra lunghissima canzone paranoica (dopo "The end" in occasione dell'esordio), "When the music's over", chiude l'album: non è difficile immaginare che la paranoia fosse una compagna costante di Jim Morrison. Un disco, "Strange days", che può non impressionare solo per il fatto di essere il secondo di una serie iniziata con "The Doors"; se ci si dimentica per qualche momento dell'esordio, invece...
Curiosità
Le note del primo album attribuivano a Ray Manzarek il basso, mentre in questo "Strange days" abbiamo Douglas Lubahn come "occasional bass".
[cd]
I Doors di mezzo, tra la sfolgorante coppia "The Doors" "Strange days" e le incertezze di "Morrison Hotel" e "L.A. woman". Un disco che scivola via blandamente ai primi ascolti e che attrae sempre più con il passare del tempo. "Hello, I love you", posta in apertura, è una delle loro canzoni più conosciute, "The unknown soldier" una delle più inquietanti, "Spanish caravan" una delle più bizzarre, mentre "Five to one" chiude in durezza il disco (sembra un classico del blues e invece è proprio firmato Doors).
[cd]
La bibbia dello stare sul palcoscenico. Sembra di vederlo Jim Morrison, anche solo ascoltandolo; la sua presenza è talmente forte che riesce a far passare in secondo piano gli altri tre bravissimi componenti del gruppo. La verità è molto semplice: i Doors erano Jim Morrison. Stop. Cosa scegliere da questo doppio vinile straordinario? L'epica presentazione? La lunga versione di "Break on through" (proprio la versione di questo live fu la prima canzone dei Doors che ascoltai) o il Bo Diddley rivitalizzato di "Who do you love?"? Il massacro di "When the music's over" o il medley con "Alabama song"? Da vent'anni ascolto questo disco, ma la noia non arriva mai e mai arriverà
Curiosità
"Close to you" è cantata da Ray Manzarek. La copertina che si vede a fianco del titolo è quella dell'edizione cd; qui sotto, l'originale del doppio album in vinile (1970).


[vinile]
L'addio all'avventura Doors avviene con un album discontinuo, infarcito di blues e al quale si fa fatica ad appassionarsi a mio parere, non fosse per due canzoni: "L.A. woman" (una lunghissima cavalcata, un blues accelerato che non perde un colpo) e la chiusura (non solo dell'album, ma anche dell'intera carriera dei Doors con Jim Morrison) dell'intensissima "Riders on the storm". Come epitaffio della carriera e della vita di Jim Morrison, "Riders on the storm" sembra un ritratto eseguito dal più realista dei pittori.
[vinile]
Un'antologia singola dei Doors non può che dare una visione parziale della produzione del gruppo. Si comincia con "Light my fire", si termina con "Unknown soldier" e nei solchi di mezzo non si ha nemmeno il tempo di respirare ("Hello, I love to you", "Roadhouse blues", "Love me two times", etc).
Curiosità
Acquistai questo disco convinto (e la copertina mi dava ragione) di appropriarmi del favoloso esordio degli MC5, "Kick out the jams"; all'interno, invece, trovai questa antologia dei Doors (stessa casa discografica, la Elektra).
"Live at the Hollywood Bowl"
Una mezza chiavica questo mini album dal vivo. Una bella versione di "Light my fire" e quasi nient'altro (a mio parere, i pezzettini tratti da "Celebration of the Lizard" non hanno alcun senso slegati dal resto della canzone).
DISCOGRAFIA
The Doors (1967)
Strange days (1967)
Waiting for the sun (1968)
The soft parade (1969)
Morrison Hotel (1970)
Absolutely live (1970)
13 (1970)
L.A. Woman (1971)
Other voices (1971)
Weird scenes inside the gold mine (1972)
Full circle (1972)
The best of the Doors (1973)
An american prayer (1978)
The Doors greatest hits (1980)
Alive she cried (1983)
Classics (1985)
The best of the Doors (1985)
Live at the Hollywood Bowl (1987)
The Doors [colonna sonora dell'omonimo film] (1991)
In concert (1991)
The Doors greatest hits (1996)
The Doors box set (1997)
The complete studio recordings (1999)
Essential rarities (2000)
The very best of the Doors (2001)
Love/Death/Travel box set (2006)
The future starts here - The essential Doors hits (2008)
IL NOME
Il nome proviene da un poema di William Blake e precisamente dal passaggio: "Ci sono cose note e cose ignote, in mezzo ci stanno le porte".
R.I.P.
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Jim Morrison è morto il 3 luglio 1971. Le cause della morte creano controversie ancora oggi (17 aprile 2010): overdose di eroina, emorragia dopo aver sniffato eroina e la storia che Pamela Courson, la sua ragazza che era con lui, avrebbe mentito alla polizia, dichiarando in seguito che l'artista non aveva preso droghe. Pamela Courson è morta nel 1974 per overdose. |
LINKS
La scheda di Onda Rock. [Italiano]
È il sito ufficiale dei Doors. Niente di strano che esista il sito ufficiale di una band morta e sepolta da anni, ma... ci credereste? Si sono riformati! Lasciando perdere queste tristezze, bisogna dire che il sito è proprio ben fatto graficamente, anche se le informazioni si limitano ad una discografia essenziale (con i testi) e alle biografie. Per il resto, si punta tutto sul merchandising. [Inglese]
La lunga scheda di Wikipedia. [Inglese]
VAI A...
La leccornia del doppio live, come l'essenziale "Absolutely live" dei Doors, è scomparsa con l'avvento del cd. La lista che seguirà, elencherà i live imperdibili in vinile della mia discoteca. Il cd è comodo, però...