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"Lucifuge"

"How the gods kill"

"Thrall - Demonsweatlive"

"4"

"Blackacidevil"

DANZIG

Biografia Danzig


"Lucifuge"        

[cd]

L'ex leader dei Misfits, mitica band di post-punk, non nasconde il suo punto di riferimento spirituale (Jim Morrison, basta guardare il retro di copertina qui sotto), mentre, per quanto riguarda la musica, anche se le influenze del metal classico non mancano (Black Sabbath su tutti), l'originalità non ne risente. Questo disco è un lungo viaggio negli inferi del metallo più sporco, bluesato e maledetto che esista. Non per niente la track iniziale racconta "della lunga strada di ritorno dall'inferno". La dimostrazione, per chi ne avesse bisogno, che la musica metallica non è unicamente pesantezza e volume.

Curiosità

Nel libretto del cd è citata questa frase, tratta dal vangelo di Giovanni (8, 44): "Il diavolo è il padre da cui discendete e voi volete compiere i desideri del vostro padre".


"How the Gods kill"

[cd]

Il solito Danzig, nero, ossianico, caciarone (anche se non penso sia romano). Questo lavoro non dice nulla di nuovo sul diavolo newyorkese, è solo un grande disco di metal intelligente, bluesato, suonato e cantato come dio (ehm… il diavolo, è meglio) comanda. Per chi si accontenta, è quasi impossibile chiedere di più.

Curiosità

"Bodies" somiglia incredibilmente a "Money" dei Pink Floyd.- L'illustrazione di copertina è un'opera di H.R. Giger (quello del mostro di "Alien", per intenderci).- Peter Barley Miller è accreditato della foto sul retro-copertina, ma non solo: "(...) fu responsabile anche della copertina di "Lucifuge" ma non comparve nei credits perché Renay Palome se ne dimenticò".


"Thrall - Demonsweatlive"       

[cd]

Questo lavoro ci dà la possibilità di saggiare le doti live del nerboruto cantore del metallo e il giudizio non può che essere totalmente positivo: una carica che frantuma qualunque cosa, una voce che, anche se meno fluttuante che in sala di registrazione, mantiene la propria superba bellezza. Un grande personaggio della musica rock anni novanta.

Curiosità

Al termine delle sette canzoni, ci sono 85 frammenti da 4 secondi (vuoti) per poter arrivare ad ascoltare una versione in studio di "Mother" (non citata dai credits).- Il disco è composto da tre pezzi registrati in studio e quattro dal vivo, nel 1992.


"4"

[cd]

Siamo quasi dalle parti di "Blackacidevil" (che uscirà due anni dopo), ma il piglio è ancora abbastanza tradizionale. È un album meno attento alla velocità del solito e anche i contatti con il blues canonico si fanno meno chiari. Un grande disco, a cominciare dall'apertura di "Brand new god". Un'anima nera e nerboruta alla continua ricerca della pietra filosofale della musica metallica.


[cd]

Blackacidevil

L’incarnazione è Danzig 5, con numero arabo, ma l’incredibile Blackacidevil può essere considerata un’opera solista di Glenn Danzig (che già aveva debuttato in proprio nel 1992, con Black aria) con turnisti o ospiti e tra questi, il chitarrista degli Alice In Chains, Jerry Cantrell e il batterista Joey Castillo, visto qualche anno or sono in un concerto con Queens of the Stone Age, in una prestazione da strabuzzare occhi e orecchi (la parte di gran lunga migliore di quella serata, purtroppo). La formazione sopravvissuta per quattro album nel nome Danzig (e relativa progressione numerica), si era sfaldata. Non so se l’ex Misfits abbia approfittato di questa circostanza per il giro di vite sonoro rappresentato da questo album, certo è che questo lavoro deve aver lasciato spiazzati un po’ tutti, dagli ammiratori ai detrattori, fino ai non coinvolti che hanno avuto l’occasione di dare un ascolto.

È quello che successe anche a me, fruitore del magnifico secondo album a nome Danzig, Lucifuge: storsi il naso al primo ascolto, per quella sezione ritmica così sintetica che non mi convinceva, ma insistendo con gli ascolti, a poco a poco, scoprii uno dei dischi più sorprendenti di quella fase della mia carriera di ascoltatore rock. Danzig era partito dall'hard rock tradizionale (o quasi) di superba qualità, venato di blues, dopo una militanza tra i suoni punk dei Misfits, e a piccoli passettini, era arrivato al quarto lavoro (4, non per nulla) con una pelle nuova, come la muta di un rettile. Altri due anni per lavorare a questo disco, scendendo all'inferno, prendendo per le corna il diavolo, carpirgli alcuni segreti e svelarli a noi.

Un magma incandescente che non trova ristoro nemmeno nei momenti più lenti, anzi, quando i diavoli si prendono una pausa per un caffè, il magma sonoro aumenta d’intensità, come se qualcuno alzasse il termostato degli antri oscuri: è la descrizione di Hint of her blood, percorsa da tormente sonore e dalla voce di Danzig, per una volta, pulita. Sacrifice è, letteralmente, un sacrificio mentale estenuante, 7th house è un ‘Benvenuti’ da cardiopalmo, la cover di Hand of doom una discesa sugli stessi territori sabbathiani, ma qualche millennio più tardi, Serpentia un lamento dannato lungo sei secoli (o minuti), tramite un procedimento da musica commerciale (voci imploranti in loop) che in altri ambiti musicali giudicherei insopportabili. È difficile anche trovare aggettivi adatti per questo insieme di musica, rumori e voce filtrata (la splendida voce di Danzig viene quasi sempre trattata e vien da dire, malmenata). Non per tutti, senza dubbio.


DISCOGRAFIA

Danzig (1988)

Lucifuge (1990)

How the Gods kill (1992)

Thrall - Demonsweatlive (1993)

Danzig 4 (1994)

Blackacidevil (1996)

Satans child (1999)

Sacrifice (2000)

Live on the black hand side (2001)

I Luciferi (2002)

Circle of snakes (2004)

The lost tracks of Danzig (2007)

Deth red Sabbath (2010)


IL NOME

La breve sigla della band viene dal cognome del leader, Glenn Danzig.


LINKS

Danzig

Sito di un appassionato del diabolico Glenn Danzig, giusto per i fans, un po' meno per chi cerca qualche informazione in più, oltre alla discografia. [Inglese]

Danzig

Danzig Official Website. La solita grafica mortifera (testi in rosso su sfondo nero), una discografia discreta e poco altro (l'attenzione è rivolta verso le ultime notizie e le date dei tours). [Inglese]


VAI A...

Danzig è senza dubbio uno dei nomi più interessanti, in ambito metal, usciti allo scoperto a cavallo degli anni '90. La lista sottostante, elencherà i gruppi da fonderia dello stesso periodo arrivati nella mia discoteca.

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