JOHN (COUGAR) MELLENCAMP
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Il disco del successo mondiale di John Cougar (anche in Italia il singolo "Jack and Diane" ebbe un discreto successo). È singolare come questo album mi sembrasse talmente semplice da rasentare la banalità, per poi crescere a dismisura con gli ascolti successivi ("Hurt so good" potrebbe essere un evergreen). Un classico di pure american music, radiofonico al punto giusto (e prendiamo ancora ad esempio "Jack and Diane", splendido esempio di rock per tutti), di qualità e con testi mai dozzinali.
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Il problema di molti artisti, con parecchi lavori alle spalle, ma che improvvisamente conoscono una fama mondiale, è quello di mantenere il successo senza snaturare la propria attitudine musicale e senza la ricerca del brano facile. Con "Uh-huh" Mellencamp non solo riesce nell'intento di mantenere la posizione vertiginosa nelle classifiche del precedente "American fool", ma sforna il proprio capolavoro, un miracolo di sintesi delle varie anime del rock'n'roll. "Pink houses" è una meraviglia del rock statunitense degli anni '80, tanto che un tal Bruce Springsteen disse che gli sarebbe piaciuto averla scritta. Sul lato delle vibrazioni puramente elettriche, "Play guitar" farebbe sognare chiunque, ma sono solo due esempi di un album magnifico, da amare e da riascoltare con cadenza periodica. Proprio ciò che succede da queste parti.
Curiosità
Con questo disco, al nome d'arte Cougar viene affiancato il vero cognome del nostro, Mellencamp. Con il tempo sparirà il coguaro per lasciare posto al solo nome originale.- Un ringraziamento speciale è indirizzato ai Rolling Stones.
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Nel periodo del Farm Aid, che vide coinvolto il nostro in prima persona, John Cougar, ora anche Mellencamp, sforna un grande disco di grande rock americano, quello più classico, che va a braccetto con Bruce, John Fogerty, Tom Petty e pochi altri. Co-prodotto dal maestro dei suoni squillanti e secchi, Don Gehman, l'indiano (nel senso che John proviene dallo stato dell'Indiana) imbastisce una sequenza splendida di canzoni mai meno che belle, con alcune punte di autentica goduria dai titoli di "The face of the nation" e "Rumbleseat" e un manifesto/dedica come "R.O.C.K. in the U.S.A. (A salute to '60 rock)".
Curiosità
Bob Dylan, commentando questo disco, disse che l'unica cosa ascoltabile era la nonna di John Cougar (in "Grandma's theme", un pezzo di pochi secondi cantato, appunto, dalla nonna del nostro).- Accanto alle note, compare questa frase firmata G.M.G., 1985: "L'autostrada tra la casa di John e lo studio dove queste canzoni furono registrate, taglia attraverso un pezzo di Indiana, dove la terra è fertile e piena di vegetazione. É da questa terra e dalle persone che queste canzoni sono nate, e sebbene non sia necessario sapere ciò per divertircisi ed apprezzarle, può servire per la comprensione e per le persone a cui importa pensare a simili cose".
DISCOGRAFIA
Chestnut Street incident (1976)
Kid inside (1977)
Mainam/A biography (1978)
John Cougar (1979)
Nothin' matters & what if it did (1980)
American fool (1982)
Uh-huh (1983)
Scarecrow (1985)
The lonesome jubilee (1987)
Big daddy (1989)
Whenever we wanted (1991)
Human wheels (1993)
Dance naked (1994)
Mr. Happy go lucky (1995)
The best that I could do 1977-1988 (1997)
John Mellencamp (1998)
Rough harvest (1999)
Cuttin' heads (2001)
Trouble no more (2003)
Words & music: John Mellencamp's greatest hits (2004)
Freedom's Road (2007)
20th century masters: the best of John Mellencamp (2007)
Life, death, love and freedom (2008)
Life, death, live and freedom (2009)
LE COVER
Per leggere la lista delle decine e decine di cover eseguite dal nostro John, clicca sul pulsante.
LINKS
Sito ufficiale dell'ex Coguaro, con una bella discografia, tutti i testi delle canzoni, le ultime notizie e una vasta sezione dedicata ai navigatori che vogliono parlare del loro idolo. [Inglese]
Un sito dedicato a John Mellencamp (ex-Cougar) da un fan che non ha lesinato sforzi e ricerche. Tutto ciò che riguarda Mellencamp si può trovare in queste pagine. [Inglese]
Sito italiano dedicato a John Cougar, con la traduzione dei testi dell'ultimo disco e una discografia non proprio chiara come concezione e poco leggibile. [Italiano]
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John Mellencamp, ex-Cougar, è così americano da rasentare la macchietta. L'uomo, con le sue sfighe, i suoi guai, le sue dipendenze, non è una macchietta di sicuro, ma la sua "immagine" (quella che molti hanno odiato nel passato) è talmente intrisa di stelle e strisce da farlo pensare. Chi ragiona con gli stereotipi potrebbe pensarla in questo modo (come chi vide in "Born in the U.S.A." di Springsteen un inno campanilistico), chi ragiona con la testa sa che le cose stanno diversamente. "God bless America", dio salvi (o benedica) l'America, è una frase che ricorre spesso in questi ultimi tempi. L'ateo che alberga in me usa la frase riferendosi al rock'n'roll, nero e africano, che molti bianchi americani hanno assunto a ragione di vita; e proprio loro troverete nella lista che seguirà.