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CAN

Biografia Can

Biografia Holger Czukay


[cd]

Tago mago

Devo ancora abituarmi al mondo dei Can ed essendo un neofita, gli incontri e i miei sogni, i viaggi e le pesanti ricadute sul tappeto reale, mi stanno procurando delle strane vertigini. Ad ogni ascolto quel mondo mi si apre sempre più, ma non riesco a capire se sia un vantaggio. La prima tappa del tour Tago mago, Paperhouse, non è sorprendente e per questo ancora più ingannatoria. I tedeschi Can sembrano aver intrapreso un loro viaggio verso la California dei suoni in libertà, acidi e psichedelici; il viaggio è metabolicamente molto più veloce di quelli abituali degli abitanti della Baia di Frisco e il disorientamento comincia a farsi palese. Mushroom sprofonda ancora più nell'incertezza: la ritmica è ancora più secca e ipnotica, mentre la voce di Suzuki lotta con le tastiere allucinate o imbastisce ghirigori di leggiadrìa acida. Un tuono blocca i funghi e annuncia i lampi psichedelici di Oh yeah. L'ipnosi musicale comincia a farsi davvero palese, ma i Can si occupano di disturbare il tutto con distorsioni, pause e l'andatura media sui toni San Franciscani. Michael Karoli e la sua chitarra sono i protagonisti di questo affresco che annuncia i pezzi centrali del viaggio. Halleluhwah è composta di diciotto minuti di ritmica ubriacante stornata dei suoni inutili (posto che in questo disco ce ne siano), diciotto minuti sfibranti come un viaggio aereo ballerino tra nuvoloni neri, vuoti d'aria e scosse rabbrividenti. Si viaggia e si vola sempre più alti: Aumgn ci trasporta su un altro pianeta, direttamente e senza altre mediazioni. L'inquietudine sale a mano a mano che il viaggio continua tra suoni sempre più distorti e striduli e in questo caso manca anche la batteria che rendeva quantomeno il tappeto sonoro familiare, anche se insidiosamente sussultorio. Quasi come una speranza, la batteria arriva, ma solo per scompigliare il tutto ancor di più, devastante, mentre un sibilo in sottofondo ci avverte che il viaggio è sempre in corso. Peking O è una prima discesa verso Terra, ma l'allucinazione della voce non è per nulla tranquillizzante: la schizofrenia avvolge tutto, nessuno può sentirsi al sicuro. Il finale di Bring me coffee or tea ci annuncia la conclusione del viaggio: non manca qualche scossa di assestamento, ma l'arrivo è lì di fronte, ormai a portata di mano, solo che... A viaggio finito, lo sconcerto è totale: com'è possibile che si abbia subito voglia di ripartire? Non so come sia possibile, ma Paperhouse è già in onda e il viaggio ricomincia...

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Leggi


DISCOGRAFIA

Monster movie (1969)

Soundtracks (1970)

Tago Mago (1971)

Ege Bamyasi (1972)

Future days (1973)

Soon over Babaluma (1974)

Landed (1975)

Unlimited edition (1976)

Flow motion (1976)

Saw delight (1977)

Cannibalism (1978)

Can (1979)

Delay 1968 (1981)

Rite time (1988)

Cannibalism 2 (1992)

Cannibalism 3 (1993)

Anthology (1994)

Sacrilege (1997)

Can - Live (1999)


IL NOME

Numerosi i significati possibili di can: dall'inglese lattina o potere (come verbo to can), al turco vita e al giapponese emozione.


R.I.P.

Il chitarrista, violinista e autore Michael Karoli è morto di cancro il 17 novembre 2001, all'età di 53 anni.


LINKS

Can

Sito ufficiale del gruppo tedesco, dal portale della Spoon Records. Una buona discografia, un'eccellente biografia, uno sguardo ai progetti solisti dei vari componenti, le schede dei principali membri, gli articoli e le interviste tratti dalla stampa, le gallerie fotografiche e qualche altra pagina. Un sito veloce e semplice, come pochi. [Inglese]

Can

La lunga scheda di Scaruffi. [italiano]

Can

La pagina di Onda Rock. [Italiano]


VAI A...

Pochi i dischi della mia raccolta targati 1971, chissà per quale motivo: la crisi che stava attanagliando il rock ha influenzato inconsciamente anche la mia discoteca? In ogni caso, ecco i compagni d'annata di Tago Mago presenti a casa mia.

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