BEATLES

[vinile]
È il disco che inizia la fase, diciamo così, matura del gruppo di Liverpool. Secondo qualcuno, Rubber soul porta a riconsiderare i Beatles come realtà culturale e non solamente come mero fenomeno di costume. In sostanza, sembrerebbe di capire, da questo momento il gruppo comincia la trasformazione da semplice gruppo per teen-agers (concetto limitante, ma è per capire), a band protagonista assoluta della musica rock di tutti i tempi (e senza dimenticare che Rubber soul, per la prima volta, fu concepito come un album vero e proprio e non come una raccolta di 45 giri). Si fossero sciolti prima o subito dopo Rubber soul, la storia della musica (rock) sarebbe stata diversa...
(John Lennon/Paul McCartney)
(Paul McCartney)
Partenza fulminante con Drive my car, un pezzo dai chiari doppi sensi sessuali ('ma puoi fare qualcosa nel frattempo/bambino, puoi guidarmi la macchina') e maledettamente perfetto nella sua costruzione: splendida la voce grintosa di McCartney e centrato anche quel piccolo contrappunto di piano, dello stesso Paul, durante il ritornello.
(John Lennon/Paul McCartney)
(John Lennon)
Canzone importante nell'evoluzione sonora dei Beatles, Norwegian wood (sottotitolo: This bird has flown) è una breve ballata segnata dal primo intervento di George Harrison al sitar in una canzone dei Beatles. Sembra che Lennon abbia scritto il pezzo pensando a una sua relazione ignota alla moglie Cynthia (secondo una fonte, la moglie di Lennon, all'epoca, non capì di cosa parlasse la canzone). La situazione disegnata dal testo è costruita con grande abilità, con pochissime frasi e conclusa in maniera splendida ('E quando mi svegliai/ero solo/L'uccello aveva preso il volo').
(John Lennon/Paul McCartney)
(Paul McCartney)
Una delle due canzoni dell'album (con I'm looking through you) che McCartney scrisse sulla sua insoddisfacente relazione con l'attrice Jane Asher. La prima riga del testo ('Quando ti chiamo, la tua linea è occupata') sembra fosse un esplicito riferimento alle molte chiamate senza risposta del bassista, durante una tournée teatrale dell'attrice. Il pezzo, dall'andamento cadenzato e leggero, è orecchiabile, ma il testo, diretto ed esplicito (non manca che il nome dei protagonisti...), non ne fa un grande esempio di scrittura.
(John Lennon/Paul McCartney)
(John Lennon)
Nowhere man, splendida ballata nata da una crisi ispirativa di John Lennon, potrebbe rappresentare una delle massime influenze per i californiani Byrds (ascoltare per credere); dovrebbe anche essere la prima canzone di Lennon non incentrata sul tema amore. Le riflessioni del testo ('Uomo inesistente, il mondo è ai tuoi piedi/È completamente cieco/vede solo quello che vuol vedere'), anticipano i pensieri futuri del Beatle sulla sua incredibile esperienza artistica nel quartetto di Liverpool.
THINK FOR YOURSELF
(George Harrison)
Nemmeno lo stesso George Harrison ricordava, molti anni dopo, di cosa parlasse il testo di Think for yourself (un'incitazione a non pensare al governo per concentrarsi su sé stessi, ma non è sicuro). Trascurabile il testo, bello il resto, soprattutto gli intrecci vocali che accompagnano la voce di Harrison durante le strofe.
THE WORD
(John Lennon/Paul McCartney)
Un esperimento, secondo Lennon e McCartney, nato dall'intenzione di scrivere una canzone basilare come Long tall Sally di Little Richard. Le diverse fonti attribuiscono al testo due diversi significati: c'è chi parla dell'amore canonico ('Hai sentito la parola è amore'), ma altri dicono che l'amore cantato da Lennon, McCartney e Harrison in trio, sia quello verso le sostanze allucinogene che avrebbero invaso il periodo del flower-power.
(John Lennon/Paul McCartney)
(Paul McCartney)
Michelle fu scritta interamente da Paul McCartney, con un piccolo intervento di Lennon per quanto riguarda il testo. È uno dei brani più noti dei Beatles e quello che a me è sempre piaciuto meno. Una ballata romantica, scritta da un McCartney, seduto sul divano accanto alla propria compagna Jane Asher, convinto che la lingua perfetta per il testo fosse il francese (che lui non conosceva: fu la moglie di un amico, insegnante, a fornirgli la traduzione esatta dell'intera strofa in francese). Una fonte parla dell'ispirazione di un successo di Nina Simone di quello stesso 1965, I put a spell on you (difficile capire dove sia l'aggancio).
(John Lennon/Paul McCartney/Richard Starkey)
Unico caso nell'intera discografia dei Beatles, What goes on? è firmata da Lennon, McCartney e Ringo Starr (è la prima canzone in cui il batterista figura come autore). A seconda delle fonti, la versione primitiva di What goes on?, opera di John Lennon, risalirebbe al 1963 o addirittura ai tempi dei Quarrymen, quando Ringo Starr non era ancora all'orizzonte (il contributo di Starr dovrebbe limitarsi ad alcune righe di testo). La canzone, cantata da Ringo Starr, è un country stralunato che potrebbe ricordare qualcosa della Band a venire. La voce di Ringo Starr era sicuramente la più adatta per pezzi di questo tipo.
(John Lennon/Paul McCartney)
(John Lennon)
Una canzone, nello stile tipico di John Lennon, che oppone il concetto cristiano di sofferenza al piacere (se posso esprimermi, sembra un riferimento sado-masochista al concetto cristiano di sofferenza-salvezza: 'Le hanno detto quando era bambina che il dolore conduce al piacere?'). La ballata, musicalmente parlando, è davvero splendida, anche se la dolcezza dei suoni contrasta con il testo e a proposito di testo, il coro che ripete tit durante il bridge centrale, viene interpretato diversamente dai vari analisti consultati (tit può voler dire sciocco, stupido, ma anche tetta, capezzolo).
(John Lennon/Paul McCartney)
(Paul McCartney)
È il secondo capitolo della storia d'amore di Paul McCartney con l'attrice Jane Asher, scritta, secondo una fonte, dopo la separazione. È un testo pieno zeppo di risentimento ('Pensavo di conoscerti, cosa conoscevo?'; 'Perché, dimmi perché mi hai trattato male?'; 'Ti sto guardando dentro, dove sei andata?'), commentato da una musica tutt'altro che triste.
(John Lennon/Paul McCartney)
Una splendida ballata, opera di John Lennon per quanto riguarda il testo (sembra che nella prima stesura si nominassero precisamente alcuni luoghi dell'infanzia di Lennon, come Penny Lane) e che si sviluppa come un viaggio immaginario in autobus verso il centro di Liverpool, condito dai pensieri e dalla memoria dei luoghi. Un piccolo gioiellino.
(John Lennon/Paul McCartney)
Un pezzo proveniente dalle session di registrazione per l'album Help! e che fu inserita in Rubber soul semplicemente perché c'era uno spazio vuoto (l'album era troppo corto, in parole povere). Difficile capire perché i quattro Beatles fossero così d'accordo sulla mediocrità di questo pezzo: è innegabile come il testo di Wait sia tutt'altro che speciale, ma il ritmo spigliato e la buona melodia sono a dir poco godibili.
(George Harrison)
Uno splendido pezzo di George Harrison, dedicato a Pattie, la sua ragazza e che sembra il prototipo di migliaia di altre canzoni (dai garagers degli anni '60 a quelli degli anni '80, sino ad arrivare ai Primal Scream dell'esordio): la chitarra dai suoni cristallini e i cori di Lennon e McCartney, ne fanno l'ennesima pepita di questo album.
(John Lennon/Paul McCartney)
(John Lennon)
A chiudere Rubber soul, un brano di John Lennon che lo stesso autore non amava per diversi motivi (a cominciare dai due versi iniziali, rubati letteralmente a una canzone del repertorio di Elvis Presley, Baby let's play house, scritta da Arthur Gunter). Run for your life conserva una certa dignità a livello musicale (un buon rock'n'roll con una bella chitarra solista), anche se non è chiaro (non è stato spiegato dalle mie fonti, quantomeno) il significato del testo (la gelosia di un uomo che preferirebbe vedere morta la propria donna piuttosto che con un altro individuo).
CURIOSITÀ
La mia copia è la versione italiana (non so di che anno, mancando qualsiasi indicazione); sul retro-copertina, sopra all'elenco delle canzoni, c'è la scritta Beatles 7° (in effetti, dovrebbe essere il settimo album di studio del quartetto).
Le versioni inglese e statunitense di Rubber soul (come sempre successo sino a Revolver compreso) differivano in alcune canzoni. La versione inglese (come la mia copia italiana) comprendeva quattordici canzoni, contro le dodici di quella d'oltreoceano: Drive my car, Nowhere man, What goes on? e If I needed someone furono sostituite, nella versione statunitense, da I've just seen a face e It's only love, che mancavano nella versione inglese.
La fotografia di copertina, scattata nel giardino di casa Lennon, è opera di Robert Freeman. Il motivo dell'immagine allungata è presto detto: per far vedere ai quattro i numerosi scatti, il fotografo usò come misura le dimensioni di un album musicale, di proporzioni diverse rispetto alle foto; quando Freeman le proiettò, stirate per rientrare nelle dimensioni volute, i quattro Beatles furono deliziati e chiesero se fosse possibile riprodurre l'immagine allungata per la copertina.
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Rubber soul fa parte della lunga lista dei 1001 album da ascoltare prima di morire, libro pubblicato nel 2005 |