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BANGSTERS

Biografia Bangsters


"The scarlet plague"

[vinile]

Perché il sottoscritto si ritrova nella propria discoteca un dischetto (mini-LP) di provenienza svedese di tale povertà artistica? I Bangsters furono tra i partecipanti ad un'originale e positiva iniziativa della New Rose, l'etichetta francese specializzata in diffusione di materiale rock oscuro e sconosciuto alle classifiche. L'iniziativa di cui sopra, pubblicata in occasione del numero 100 del catalogo New Rose, è presto spiegata: artisti e gruppi della New Rose che riprendono un brano di altri artisti e gruppi del catalogo della stessa New Rose. Ne uscì un doppio album eccellente, "Play New Rose for me - Rose 100", con qualche caduta, ma con perle di straordinaria fattura; tra queste, i Bangsters. I tre ragazzotti svedesi scelsero "Bermuda", brano di Roky Erickson e ne uscì una versione d'inusitata bellezza, zeppa di elettricità, cattiva, disperata, acida... Quando vidi questo mini-LP non ebbi alcun dubbio.

"The scarlet plague", apparentemente, sembrerebbe soffrire di quella strana patologia che colpiva invariabilmente i gruppi svedesi degli anni '80, l'ammorbidimento sonoro dopo gli esordi all'insegna dei suoni durissimi e lancinanti (la caratteristica di quella scena era la durezza garage-punk, anche se non mancavano nomi byrdsiani come i Watermelon Men). In questo caso, invece, il percorso è inverso: "The scarlet plague" fu registrato nel gennaio 1985, mentre la versione di "Bermuda" è datata 1986. Suono duro e veloce, ma con qualcosa d'inconsistente ("Escape from Bubblegumland", il brano che apre il mini), limiti compositivi ben precisi (la banalità delle byrdsiane "I can't handle this dream" e "The heat" e del brutto garage-rock di "We can only..." e "Call me tonight") e qualche squarcio di sano rock coi controperi, come il riff e la chitarra di "Disappointed", brano rovinato dall'arrangiamento e dal ritornello. L'unica canzone che potrebbe avvicinarsi, come atmosfere, a quella straordinaria versione di "Bermuda" dell'anno successivo, è "Strangers", devastato da sibili di chitarre in feedback e da un riff fantastico, nella migliore tradizione dei gruppi svedesi di quegli anni, ma anche in questo caso (a differenza della solita "Bermuda"), è la voce a non convincere (eppure è sempre la stessa). Un'occasione mancata.


Scheda brevissima: dei Bangsters, come della maggior parte dei gruppi svedesi degli anni '80, in Internet non si trova quasi nulla, indi per cui, niente discografia, links e altre informazioni. Oltre al mini-lp recensito qui sopra ("The scarlet plague", 1985), si conosce un solo altro prodotto, mini-LP pure questo, "Escape from Bubblegumland" (1984): da notare come il titolo faccia parte (come canzone) anche di "The scarlet plague".


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Il disco recensito brevemente qui sopra, si è guadagnato una stelletta e mezza nella mia personale valutazione: la lista elencherà i propri compagni di valutazione arrivati a casa mia.

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