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101'ers

Biografia 101'ers

Biografia Joe Strummer & the Mescaleros


Elgin Avenue breakdown revisited

[cd]

Che il vecchio spirito di Joe Strummer ci protegga dalla musica di questi anni, anche se mi si potrebbe suggerire che la menata è sempre la stessa, sono le sensazioni personali che cambiano; e forse è vero. I 101'ers erano il gruppo pre-Clash di Joe Strummer, un combo di bollente pub-rock che avrebbe potuto dare di più, usando una frase fatta e odiosa. La voce è quella, inconfondibile e rabbiosa, che stia cantando sulle note punk dei Clash come sul rock'n'roll/rhythm'n'blues dei 101'ers; una delle migliori ugole di quegli anni, sostenuta da qualcosa di interiore difficile da spiegare (a livello di sensazione mia, sia chiaro).

Questa antologia, che raccoglie praticamente tutte le canzoni registrate dai 101'ers, più una selezione di tracce live, è uno specchio fedele di quello che doveva essere il gruppo medio da pub: una buona capacità tecnica, ettolitri di sudore da spendere dal vivo e una vita più o meno breve. I 101'ers avevano qualcosa di più, un certo Joe Strummer, che con e per il gruppo, scrisse le sue prime canzoni e diventò un animale da palcoscenico, prima di passare sul lato veramente selvaggio della musica (e poche volte c'è stato, nella storia della musica, un periodo così selvaggio come il punk inglese del '76/'77). La recensione sarà divisa per session incise (tre) e conclusa con le tracce registrate dal vivo.

JACKSON'S STUDIO, novembre 1975

La tirata spasmodica di Letsagetabitarockin' apre l'album con la forza del più puro rock'n'roll e la voce inconfondibile di Joe Strummer: facile immaginarla in versioni live a dir poco bollenti. Silent telephone, come la precedente apertura, proviene dalle prime session di registrazione dei 101'ers (novembre 1975) e rivela già in pieno la caratura compositiva di Strummer: sorta di ballata dal ritmo veloce, Silent telephone rivela una sezione ritmica eroica, per nulla essenziale come dovrebbe essere (si presume) un pezzo di un gruppo pub-rock. Motor boys motor potrebbe fare la sua bella figura nel repertorio dei Beat Farmers e non è detto che tra le grinfie di Country Dick Montana e soci, non sia arrivata una copia dell'edizione originale in vinile di questo disco. Cosa dire, dopo questa ipotesi campata in aria eppure fortissima? Il pezzo è davvero splendido.

Steamgauge 99, firmata da Joe Strummer e 101'ers, è il primo pezzo inedito che ci viene elargito con questo cd e trattasi di torrido pub-rock con tutti i crismi (provate ad ascoltarla a volume altissimo). Sweety of the St. Moritz è un classico tempo veloce, con la voce di Strummer stranamente "fuori" tono (sembra lo sforzo di un cantante che tenta d'impostare le corde vocali diversamente dalle proprie inclinazioni naturali). Hideaway conclude questa sezione con il secondo pezzo inedito, ma a parte la consueta prestazione vocale, non si cade dalla sedia (sembra una prova più che un pezzo compiuto).

PATHWAY STUDIOS, marzo 1976

Della canzone che titolò il primo 45 giri dei 101'ers, Keys to your heart, ci sono due versioni, registrate nell'arco di un mese: la prima è la già nota versione del singolo, orecchiabile, suonata con foga apprezzabile e preferibile rispetto alla seconda (che troverete nella terza sezione, qui sotto).  Di Rabies (From the dogs of love) si nota soprattutto l'errore d'entrata della batteria (oppure è solo una mia sensazione: sino all'entrata della voce, la batteria sembra in controtempo), ma a parte questo, la canzone ha una melodia contagiante e una chitarra che s'insinua nei neuroni con un suono equalizzato. Sweet revenge è una ballata acustica e corale, apprezzabile per la foga genuina, ma non indimenticabile.

BBC STUDIOS marzo/aprile 1976

Con i pezzi registrati agli studi della BBC, session che concluse, in pratica, la storia dei 101'ers, chiudiamo la serie. 5 star R'n'R è davvero poca cosa, sia per la voce dimessa di Joe Strummer, che per il ritornello, rubato al tema di Batman. Surf City, secondo le note del foglietto del cd, durante i concerti serviva per far riprendere fiato a Joe Strummer (il pezzo è cantato dalla voce mediocre del bassista Dan Kelleher). Un po' di Beach Boys (come da titolo) e una canzone che dice proprio poco. La seconda versione di Keys to your heart, molto più veloce della prima (dura una quarantina secondi di meno) e grezza, è mixata diversamente, con i cori che accompagnano la voce solista portati in primo piano, stranianti tanto da risultare posticci e un pianoforte altrettanto posticcio e un po' fuori posto.

LIVE: CAMBERWELL ART SCHOOL, 21 maggio 1976

Si comincia con cinque pezzi registrati alla Camberwell Art School il 21 maggio maggio 1976, a quindici giorni dall'ultima esibizione dei 101'ers. Shake your hips, classico del bluesman Slim Harpo, apre le danze del repertorio live tra un casino sonoro e una registrazione che impasta il tutto; la prestazione, in ogni caso, è valida, soprattutto per la sicurezza di un Joe Strummer padrone del palco. Lonely mother's son, definita dal solito foglietto una delle prime canzoni apertamente politiche di Strummer, è una ballata stonata a più non posso nei cori e con diverse incertezze nell'esecuzione (soprattutto la batteria). Secondo molti pareri, da Lonely mother's son Joe Strummer avrebbe ricavato il ritornello di Jail guitar doors, pezzo dell'esordio dei Clash e niente da dire, è possibile. Keep taking the tablets è un inedito firmato da Strummer e cantato da Dan Kelleher, con Joe ai cori: sembrano degli Yardbirds in ritardo di qualche anno.

Con Junco partner si torna a parlare di Clash e della loro versione del pezzo inserita nel monumentale Sandinista. L'autore sembra disperso tra le nebbie del tempo, ma le versioni non si contano, compresa quella scovata da Strummer in un mercatino e proposta ai 101'ers, firmata da James 'We Willie' Wayne, cantante e autore di New Orleans. Come sempre, è Strummer a risaltare, per la forza della sua voce, anche se il basso di Kelleher svolge un bel lavoro di accompagnamento. Le registrazioni del 21 maggio 1976, si concludono con Maybellene, il classico sempiterno di Chuck Berry, reso in maniera pessima dalla band (anche tenendo conto della registrazione indecente).

LIVE: ROUNDHOUSE, 18 aprile 1976

Un pezzo tratto da un concerto al Roundhouse, l'unico presente anche nella versione originale in vinile dell'album (la registrazione, in ogni caso, è ancora ai limiti della decenza). Don't let it go è firmata Bo Diddley e come giustamente riconosce il firmatario del libretto del cd, il rocker nero non può essere dimenticato da chiunque abbia avuto a che fare con i quattro quarti. La versione è davvero tellurica, per forza, velocità e sudore.

LIVE: WANDSWORTH PRISON, 21 marzo 1976

Out of time, classico dei Rolling Stones tratto da Aftermath, subisce un trattamento discreto, ma il protagonista che risolleva una versione discreta, è sempre e solo lui, Joe Strummer, addirittura ai limiti dell'eccessivo. Il pezzo fu registrato in una prigione, motivo, secondo il solito estensore delle note, del suo inserimento nel cd.

LIVE: BRACKNELL CELLAR CLUB, 22 maggio 1976

Finiamo (e con noi i 101'ers...) con una lunghissima rendition del classico irrinunciabile per tutti i gruppi da garage del mondo, Gloria, dei Them di Van Morrison. Strummer e soci allungano il riff semplicissimo, padre di tutti noi amanti del garage-punk (con pochi altri pezzi e sì, siamo figli di più padri), sino ad oltre gli otto minuti; un tour-de-force che chiudeva i concerti della band.

Poca cosa rispetto ai Clash? Chi può negarlo, ma come ogni bella storia, quella dei Clash è partita da qualche parte e i 101'ers rappresentano una delle stazioni originarie di un gruppo rock tra i più importanti di sempre.

Per leggere la storia del gruppo e una nota per ognuna delle canzoni, clicca sul pulsante.

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DISCOGRAFIA

Oltre ai singoli, i 101'ers non pubblicarono album durante la loro breve vita (dal 1974 al 1976). Elgin Avenue breakdown, un'antologia che raccoglieva canzoni sparse in varie sessions, uscì nel 1981; Elgin Avenue breakdown revisited, il disco recensito qui sopra, non è che un compendio della vecchia antologia. Qualche titolo postumo (tra i molti) per finire:

Five star rock'n'roll (1993)

Beat music dynamite (2003)


IL NOME

101 è il numero civico dello squat di Walterton Road dove il gruppo visse a Londra.


R.I.P.

Joe Strummer, 50 anni, è morto il 22 dicembre 2002, vittima di un difetto cardiaco mai diagnosticato.

Marwood Chesterton, detto Mole (bassista), è morto nel 1999.


LINKS

101'ers

Sito inglese sul gruppo di Joe Strummer. Biografia, discografia e i racconti, le descrizioni e le foto dei luoghi che hanno segnato la storia dei 101'ers. Per concludere, una sezione composta di aneddoti vari. Un sito che con qualche integrazione potrebbe diventare eccellente. [Inglese]

Biografia

Una delle poche pagine biografiche rintracciate sui 101'ers, tutte molte brevi e sintetiche. [Inglese]

Joe Strummer

Una sezione biografica riguardante Joe Strummer, divisa in più pagine e comprendente anche gli anni degli 101'ers. [Inglese]

Biografia

Breve pagina biografica sui 101'ers dal sito di Radio Clash. [Italiano]


VAI A...

Keys to your heart, il singolo più famoso dei 101'ers, fu pubblicato nel 1976, anno capitale per la storia del rock: la lista metterà in sequenza i dischi che da quell'annata sono arrivati a casa mia.

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