PUNK-o-RAMA III

(Raccolta in cd edita dalla Epitaph Records nel 1998)
Terzo capitolo delle serie "Punk-o-rama", edita dalla Epitaph Records negli anni '90 e 2000 (in questo caso siamo nel 1998). Netto aumento dei nomi presenti: dai 17 del secondo capitolo, siamo passati ai 27 di questo terzo. Una buona nuova? Boh, giudicheremo l'aumento volumetrico sonoro. L'aumento riguarda anche le informazioni e l'area del foglietto interno (con le indicazioni sugli autori dei brani, aspetto che non dispiace). Il disegno di copertina è di Shag, le fotografie di Jesse Fischer, la confezione di Jimmy Hole.
Questi di seguito sono i nomi presenti anche nella raccolta Punk-o-rama vol. 2:
BAD RELIGION - DOWN BY LAW - HUMPERS - NEW BOMB TURKS - NOFX - PENNYWISE - PULLEY - RANCID - VOODOO GLOW SKULLS
We threw gasoline on the fire and now we have stumps for arms and no eyebrows
(inedito)
Il pezzo, inedito, è stato pubblicato nel 2002 con la raccolta 45 or 46 songs that weren't good enough to go on our other records (45 o 46 canzoni non abbastanza valide da finire negli altri nostri dischi). Insomma, a Fat Mike e soci piacciono da matti i titoli lunghi e la canzone potrebbe avvicinarsi a un record da questo punto di vista. Il pezzo, una lunga riflessione sulla comprensione, è tirato e nettamente punk, anche se alla maniera californiana anni '90. Una bella scarica di watt e velocità.
You
(dall'album No control, 1989)
I Bad Religion di You si possono ascrivere in quel lotto particolare che io definisco 'ballata alla Bad Religion', sorta di miscela di punk velocissimo (come sempre), influenze morriconiane, tendenza sonora ossimorica (scusate...) e sorprendente souplesse (nell'imbastire tutto questo e nel reiterare simili formule che dovrebbero mostrare la corda dopo tre ascolti e che invece...). Grandi Bad Religion: (è banale ma devo scrivelo) se non ci fossero bisognerebbe inventarli.
Rats in the hallway
(dall'album Rancid, 1993)
Rats in the hallway è una sorta di brano parlato, di per sé non molto interessante, incasinato, velocissimo, come dev'essere il punk (anche se di riflusso, anzi, proprio per questa sua natura) e ininfluente anche a livello lirico. Molto meglio i Rancid di Punk-o-rama vol. 2.
No equalizer
(dall'album Last of the Sharpshooters, 1997)
Pezzo semplicissimo e ascrivibile nettamente, come stile ed esecuzione, a quella branca sonora dalla quale provengono la maggior parte di queste proposte (il punk anni '90 della costa ovest degli Stati Uniti). Tendenza melodica, ritmo schiacciasassi, sonorità durissime, voce orientata tra l'annoiato e il tranquillo: spiacente ragazzi, ma i Bad Religion ci erano arrivati già da un pezzo.
Haulass Hyena
(dall'album Big beat from Badsville, 1997)
A vent'anni dagli esordi, i Cramps (o meglio, gli eterni amanti Poison Ivy e Lux Interior) reiterano la loro classica formula di rockabilly stridulo (ma non tanto), sgangherato (fino a un certo punto) e sporco (beh, macchiato, ecco). La foga è la solita, ma la cattiveria se n'è ormai andata con gli anni che passano. Niente di male, ci mancherebbe.
Il testo? Una serie di parole accostate per semplice ass-onanza (ho scritto ass? 'Burn your ass'...): Mr. Popeye... banzai... standby... dragonfly... battlecry... Bombay e pure Pompeii. Ciao.
Bad seed
[dall'album LLMF (Live Like a MotherFucker), 1998]
Lo storico chitarrista degli MC5, dopo infinite vicissitudini, ha trovato la pace (anche artistica) negli anni '90, firmando, come un giovinetto qualsiasi, per un'etichetta come la Epitaph. Tre album in successione e questo live, registrato durante il tour del 1997, promozione a Citizen Wayne. Con il batterista Ric Parnell e il bassista Bryan Bellar, Wayne Kramer si cimenta in un rock stradaiolo tagliato con l'accetta, veloce quel tanto che basta da non sfigurare in mezzo ai pischelli che lo circondano in questa raccolta. Un po' di storia e di musica coi controperi, tra tanta imberbitudine.
Wake up
(inedito)
Dai Pennywise addirittura un inedito, ma non bisogna pensare a chissà cosa. Non è una sorpresa constatarlo, ma decine di questi giovani gruppi degli anni '90, veneravano i Bad Religion sino al plagio puro e semplice e con Wake up i Pennywise ci arrivano molto vicino. Brano poco, poco, poco interessante.
Everybodies girl
(dall'album The Dwarves are young and good looking, 1997)
I blasfemi Dwarves, figuri dell'Illinois provenienti dal garage-punk anni '80 (quando si chiamavano Suburban Nightmare), avranno anche accelerato i ritmi delle loro canzoni, ma l'amore per la musica degli anni '60 è nettamente percepibile. Splendida la voce di Blag Dhalia e pezzo di grande godibilità melodica.
World's on heroin"
(dall'album Mass nerder, 1998)
Capostipiti, con i Bad Religion, del cosiddetto punk melodico californiano, i Descendents hanno penetrato gli anni '90 anche sotto la forma ALL, unica differenza la voce, Milo Aukerman per i primi (sciolti verso la fine degli anni '80 e riformati nei nineties), Dave Smalley, Scott Reynolds e Chad Price (il cantante di questa World's on heroin) per i secondi. Il testo parla di droghe e la musica fila come un treno, ma con quel classico tocco melodico tipico di questa branca sonora. Non è un brano che sconvolge ai primi ascolti, ma con uno stile di questo tipo, la musica cresce con gli ascolti.
Say anything
(dall'album Bouncing Souls, 1997)
Provenienti dalla costa est degli Stati Uniti (New Jersey), i Bouncing Souls sparano la propria Say anything in un minuto e diciassette secondi. Sonorità molto vicine ai punk melodici della costa ovest, i Bouncing Souls si fanno notare solamente per l'essenzialità del suono e dell'arrangiamento (d'altronde, in meno di un minuto e mezzo è difficile fare chissà cosa: non tutti possono essere Descendents).
Delinquent song
(dall'album Band geek mafia, 1998)
Delinquent song si apre con un riff fiatistico da gruppo ska e poi si libera una sezione ritmica che nemmeno gli Slayer più veloci... I chicani Voodoo Glow Skulls confermano le loro peculiarità (non so se uniche, penso di no, ma non sono ferrato in materia di commistioni punk-ska), ma la sensazione che le loro canzoni non siano altro che una serie di furti più o meno legittimi, non riesce ad abbandonarmi.
Everready
(dall'album Thicker than water, 1997)
Gli H2O si distaccano di qualche centimetro dalla maggior parte dei loro colleghi di compilation, ma dopo l'immersione di ore e ore nel marasma sonoro di queste canzoni, mi è anche più difficile distinguere questo e quello. Everready ricorda certe cose britanniche vomitate subito dopo l'esplosione punk del 1976/77 (mi viene in mente la città di Leeds, ma qui mi fermo). Un pezzo genuinamente coinvolgente, ecco, questo è un dato sicuro al 100%.
Steel-toed sneakers
(dall'album Euphoria, confusion, anger & remorse, 1998)
Erano più interessanti gli Humpers di Mutate with me (da Punk-o-rama vol. 2), più vecchi di un annetto rispetto a questi di Steel-toed sneakers, anche se, in effetti, questo pezzo rallentato, rispetto ai consueti ritmi spaccaossa dei punkers anni '90, riesce comunque ad intrigare. Siamo molto vicini al punk inglese primigenio e inutile negarlo, gli Humpers sanno fare il loro duro lavoro a livello energetico.
If
(dall'album 60 cycle hum, 1997)
Dai Pulley del 1997 un estratto punk di grande forza sonora, ma inevitabilmente datato e privo di fantasia. Il gruppo cerca di volare oltre il consueto con un arrangiamento contorto, ma l'impresa si rivela impossibile.
Greed motivates
(dall'album Conditioned, 1998)
Siamo dalle parti di New York (ma non è sicuro) e del thrash-hardcore-punk metal, voce gutturale compresa. Durissimo e veloce (meno di due minuti), Greed motivates è un pezzo che si distacca nettamente dal resto del lotto, diviso tra punk melodico e stranezze punk-ska.
Telepath boy
(dall'album Kicked in the teeth, 1998)
Poco da dire in questo caso: 50 secondi di punk puro e semplice e senza grandi motivi d'interesse.
Never connected
(dall'album Why are we destroying ourselves?, 1998)
I losangeleni Union 13 possono tranquillamente rientrare tra i numeri peggiori di Punk-o-rama III. Sonorità vicine all'Oi! Punk, accelerate quel tanto che basta per non far storcere il naso di fronte ai limiti strumentali evidenti, voce penosa (la peggiore in assoluto tra le ventisette presenti), brano di pochezza esaltante e testo che si sofferma sulle solite menate, del tipo 'sono un punk e gli altri non mi capiscono'.
Gotta go
(dall'album Something's gotta give, 1998)
Tra le ventisette proposte di questa lunghissima raccolta (un'ora e dieci di musica), la vicinanza con la branca Oi! britannica si è fatta sentire, ma mai come nel caso dei newyorkesi Agnostic Front, additati da sempre come destrorsi di razza (e per destra intendo estrema). Gotta go è una sorta di proclama volto all'unione delle anime punk (o quello che è) delle due coste statunitensi: 'Dalla costa est e dalla costa ovest, dobbiamo dobbiamo dobbiamo andare/Due suoni di una rivoluzione, nei nostri cuori e nelle nostre anime' e tornando al ritornello, dopo questa introduzione a semi-cappella, il coro in sottofondo commenta con degli inequivocabili Oi. Punk corale di grande forza che non punta solo sulla velocità, tutt'altro.
Defiled
(dall'album At rope's end, 1998)
I New Bomb Turks del 1998 e di conseguenza, di Defiled, cercano di aggiornare il loro range sonoro e riempiono il brano di fiati in libertà, un qualcosa che assomiglia a un pezzo punk di media velocità mischiato a un James White/Chance degli anni '90. Chitarrone a mille (tanto che a un certo punto ci si dimentica quasi del punk e si arriva con la mente dalle parti dei metallari di quel periodo) e un'energia che potrebbe schiantare un brontosauro (splendida la batteria, disordinata e senza limiti). Verrebbe da suggerire ai ragazzi di calmarsi, ma perché farlo? Quando avrò un calo di corrente elettrica in casa, basterà far partire questa canzone...
Rotten egg
(dall'album Just beautiful music, 1998)
Esperienza musicale proveniente dal profondo nord-ovest degli Stati Uniti, come dire Washington, Seattle e bla bla bla. Tom Price, chitarrista dei Gas Huffer, aveva fatto parte degli U-Men, storico gruppo della Seattle che rimaneva nascosta nelle cantine e non aveva ancora scoperto gli stadi (senza dimenticare l'altro nome ben noto della sua storia, i Cat Butt). Qualcuno ha definito la musica dei Gas Huffer rockabilly-punk e in effetti, alla luce di Rotten egg, il marchio potrebbe avere una sua ragione d'essere (niente a che fare, in ogni caso, con lo psychobilly britannico). Grande padronanza strumentale, una melodia che titilla piacevolmente le orecchie e un tarlo che scava nel cervello, piccolo piccolo, ma che vorrebbe suggerirmi un titolo di rimando... Inutile, non vuole dirmelo.
Poison steak
(dall'album Ghetto blaster, 1997)
Interessanti le Red Aunts di Poison steak, alle prese con un brano cadenzato e dimentico, una volta tanto, della velocità a tutti i costi. Bella e indolente la voce di Terry Wahl e genuina la tensione creata da questo brano in continua ascesa tonale. Ghetto blaster, l'album dal quale è tratto il pezzo, ha messo la parola fine alla storia delle Red Aunts.
Alright
(da un demotape)
Con Alright, dei giovanissimi Osker, tratto addirittura da un demotape (il gruppo si è formato nello stesso 1998 della pubblicazione di questa raccolta), torniamo alla tipica atmosfera punk giovanile, con un testo incentrato sul 'non rompermi le palle e lasciami solo' e 'agli altri non importa niente di me, sono troppo occupati a giudicarmi'. Insomma, non proprio liriche dantesche. A livello musicale, il pezzo sembra un compitino punkettato e detto questo, detto tutto.
A.D.D.
(dall'album Unleashed, 1997)
Gruppo dalla storia complicata, zeppa di nomi e cambiamenti di formazione e iniziata nei primi anni '80. Dispiaciuto per la mia ignoranza (non so cosa voglia significare l'acronimo A.D.D. del titolo), non posso che rimanere estasiato di fronte a un suono chitarristico del tutto particolare, pur di fronte a un consueto ritmo da cardiopalmo. Anche le liriche non si lasciano prendere dai soliti luoghi comuni, trattando esse di psicofarmaci ben noti e del Ritalin in particolare. Qualche riga del testo:
'Mamma, cosa significa iperattivo? L'insegnante dice che non riuscirò mai a leggere, dice che ho bisogno di prendere una pillola, così imparerò a restarmene tranquillo e seduto'.
'Le microonde hanno fatto qualcosa al nostro cervello, abbiamo bisogno di prendere queste pillole che ci aiutano/Fatemele prendere, non voglio essere un idiota/Il Ritalin mi farà sorridere'.
'Tutti gli altri le prendono, io sono rimasto l'ultimo, ho bisogno di qualcosa che mi rallenti'.
Un bel quadretto, soprattutto quando il commento sonoro è di questo tipo (un dito verso se lo merita la voce di Dennis Jagard, particolarmente sottile e poco potente).
7 years
(dall'album One for the money, 1998)
Gli olandesi Undeclinable Ambuscade, pur non mancando di pigiare sull'acceleratore, sembrano rifarsi più a una sorta di power-pop di grande energia, che non al punk. Per la loro idiosincrasia verso l'arrangiamento ortodosso (in questo pezzo: non conosco altro), ricordano stranamente i gallesi ABS, anche per l'uso della voce (alla quale, sul finale, si aggiunge un'ugola femminile).
Nailed on the floor
(dall'album Headcleaner, 1998)
Pessima idea, quella dei compilatori, d'inserire questi I Against I subito dopo il pezzo dei Bad Religion: per quanto il gruppo (olandese) cerchi variazioni sul tema (e in qualche caso, bisogna ammetterlo, trovandole), la manna ispirativa del gruppo di Greg Graffin e Brett Gurewitz è come una spada di Damocle. È soprattutto la voce di Ronald van Maren che non riesce ad abbandonare i toni tipici di Graffin. A livello lirico siamo dalle parti della rottura di un'amicizia ('Non posso aiutarti.../... avevi bisogno del mio aiuto e io ero troppo impaurito e ora devo arrangiarmi'), ma senza alcuna sensazione che si tratti di amore omosessuale.
3 times 75
(dall'album Got another answer, 1998)
Classico combo di ska-punk, proveniente da un meno classico Belgio, i Looking Up di 3 times 75 (testo indisponibile), coi loro sassofoni, il ritmo velocissimo e i cori tronitruanti (ricordano la Mano Negra...), sanno dire qualcosa di non peregrino.
Time's up
(dall'album Be one with the flames, 1998)
Velocissimi i Burning Heads (nessuna sorpresa in una raccolta di questo tipo, d'accordo), sorpresi a metà del guado tra punk e metal anni '90 e con un testo da Londra 1976/77 (e Stooges di qualche anno prima), ma con una sorpresa: 'Alzarsi dal letto pronti per iniziare/Un'altra mattina senza divertimento, un altro giorno e niente di nuovo/ma questo non è ciò che voglio fare, no questo non è ciò che voglio fare/Ne ho abbastanza di restare a letto con te'. Contenti voi, cari Burning Heads, francesi di Orleans e dunque, nemmeno il vecchio 'Niente sesso, siamo inglesi' può spiegare il senso del testo. Si potrebbe ipotizzare un collegamento con la scena straight-edge, ma nessuna fonte ne parla.