IL MUCCHIO EXTRA n° 4

Cd allegato alla rivista trimestrale Il Mucchio Extra, n° 4, inverno 2002
Terza e ultima raccolta de Il Mucchio Extra (arrivate a casa mia) dedicata alle novità discografiche del 2001 e dintorni. A seguire, dettagli e parole, in ordine sparso.
Radiant
Siamo dalle parti di Ended up a stranger, album del 2001 del gruppo di Seattle. Con Radiant i Walkabouts sono impegnati nel loro classico rock acustico e nervoso, dominato dalla voce di Carla Torgerson e dalle tastiere di Glenn Slater, in un pezzo affascinante e di grande presa.
Meraviglioso
Meraviglioso è un brano tratto dall'album L'amore è fortissimo e il corpo no (2001) ed è una vera sorpresa: le zone lente e oniriche, vengono squarciate da segmenti rock duri e veloci, dove Nada snocciola il testo come una macchinetta sparapalle in un campo da tennis. Coinvolgente e nondimeno sorprendente, per la capacità del pezzo di incastrarsi nella materia grigia.
All downhill from here
Jim O'Rourke era appena entrato ufficialmente nei Sonic Youth nel periodo di Insignificance (2001), l'album dal quale è tratta la canzone All downhill from here, un gran bell'esempio di rock chitarristico che potrebbe ricordare le atmosfere dei Big Star.
Welcome throw
Duo australiano composto da Karl Smith (contrabbasso) e Pete Cohen (voce e chitarra), proponente un pezzo acustico, delicato, rigato da un'accelerazione e da qualche rumore di sottofondo e alla fin fine, non proprio indimenticabile (Welcome throw, dall'album The hill for company).
The stream
Cantautore e chitarrista inglese, Ben Christophers trae la sua The stream dall'album Spoonface (2001). Il pezzo, lento e nebuloso, è guidato da uno strano rumore 'basso' che complica quella che sarebbe stata una semplice canzoncina (soprattutto per la voce suadente del nostro Ben). Non so, a me sembra un esercizio sterile.
Something is...!
Richard Hawley, cantautore inglese, propone una canzone melodica della più pura tradizione, con tono e inflessione alla 'francese' (non la lingua, i cantanti). Something is...! (dall'album Late night final, 2002), oltre ad essere una brutta canzone, ne ricorda platealmente almeno un altro paio e scritto questo, passiamo oltre.
Tutto tranquillo
Tutto tranquillo è un pezzo registrato da Cesare Basile appositamente per la raccolta; trattasi di oscura canzone d'autore influenzata dal gothic e con una voce femminile (potrebbe essere Valentina Calvagna) a squarciare il buio per qualche attimo. Interessante.
The (INTERNATIONAL) NOISE CONSPIRACY
United by haircuts
Gli svedesi (International) Noise Conspiracy coi rumori ci giocano per davvero. United by haircuts (tratta dal singolo in cd Capitalism stole my virginity, 2001) imbastisce un riff squillante (assomiglia a un suono da sovrariscaldamento del computer) e anche se il resto è molto più classicamente rock, i cinque ragazzi scandinavi riescono a coinvolgere (senza sconvolgere).
The push
Brychan Llyr è molto più di casa in Italia che nel suo Galles. The push è stata registrata dal vivo al Festival Sconcertando di Ceregnano (Rovigo), il 5 agosto 2001, con un gruppo d'accompagnamento italiano, a parte la chitarra di Randy Bernsen. Un tuffo nella tradizione gallese, per quanto riguarda la voce di Brychan, ma quando il pezzo accelera e s'indurisce, sembra quasi di sentire i Can.
Call me a liar
Will Oldham, cantautore e attore, non si distacca granchè da una corretta ballata influenzata dal country con la sua Call me a liar, tratta da Guarapero: lost blues II (2001), una raccolta che tenta di mettere un po' di ordine nella carriera incasinata del nostro.
Dirty pants
Bill Callahan, alias Smog o come in questo caso (Smog), sembra rifarsi al Lou Reed più inquieto e profondo con la sua Dirty pants (dall'album Ray on lens, 2001), un brano profondo e malsano.
Lightning risked it all
Jason Molina e una delle sue creature musicali, Songs: Ohia, con un pezzo, Lightning risked it all, tratto dall'album Ghost tropic (2000). Molina, con Bill (Smog) Callahan e Will Oldham, viene definito come una parte della sacra trimurti del cantautorato depresso da Il Mucchio Extra. Il brano è a dir poco minimale, come potrebbero esserlo il Ry Cooder di Paris-Texas, in questo caso, con l'aggiunta della voce di Molina. Poco più di cinque minuti e mezzo di sprofondamento in un mondo segnato dalle percussioni cloppete, tanto per dare un tocco misterioso e ricordare i Monty Python dell'Holy Grail e i Pink Floyd di The scarecrow (The piper at the gates of dawn).
Raspberry fields
Escursione nell'hip-hop più duro, con i newyorkesi (Harlem) Cannibal Ox. Raspberry fields è tratta dall'unico album del gruppo, The cold vein (2001) e come sempre, il sottoscritto non riesce ad appassionarsi fino in fondo con una proposta sonora di questo tipo.
Flashback
Dall'album d'esordio senza titolo dei Tomahawk (2001), Flashback non ti rizza i capelli in testa, non ti fa cadere dalla sedia, ma riesce a non essere banale, condizione quasi obbligatoria quando in un progetto musicale compare un tizio come Mike Patton. Il rock è duro come canone vuole, ma le idee abbondano e lo sbadiglio non si fa strada, soprattutto per la curiosità nell'ascoltare il camaleontico Mike nella sua versione di cantante screaming.
You've come a long way
Personaggio interessante Bobby Conn, per le patrie galere, per gli psichiatri e per coloro che si sentono in colpa quando sperperano interi stipendi in maniera ludica, soprattutto quando a casa li attendono un frigo vuoto e una famiglia da mantenere. Gli otto minuti di You've come a long way (dall'album The golden age, 2001) cominciano da un'introduzione sonora da film muto del ventunesimo secolo (due minuti), continuano con un segmento cantautoriale, voce, chitarra acustica e un coro femminile (un minuto e quaranta), accelerano con i suoni da rock FM, con un pizzico di Tom Petty, della parte più consistente (quasi tre minuti), rallentano con una porzione jazzata citante New York City, San Francisco e Chicago, di poco meno di un minuto e si concludono con l'heavy-metal del finale, una quarantina di secondi: insomma, un'antologia nell'antologia. Cosa trarre da tutto questo marasma sonoro? Che il nostro Bobby Conn non è solo l'anticristo, come ama definirsi e possiede delle qualità non peregrine come autore? Oppure, che il nostro è un furbetto che butta in un calderone generi e parole alla rinfusa? Ci penserò...