LOUD, PROUD & PUNK

Cd singolo, edito da Nectar (1996)
Copertina dominata dall'immancabile deficiente con la cresta, tanto perché sia chiaro ai neofiti, anche nel 1996, vent'anni dopo la rivoluzione punk, cos'era e cos'ha prodotto d'importante quel movimento...: una selva di parrucchieri! Lasciamo perdere. La lista dei personaggi presenti in questa compilation, è indubbiamente notevole, anche se... Leggere sotto: nome, titolo del brano e mini-recensione.
Eton rifles
Eton rifles (brano tratto dal loro quarto album, Setting sons, 1979) è uno splendido esempio di quei Jam sanguigni che scrissero delle grandi pagine di musica, una miscela di Motown, punk e inglesaggini anni '60, che ancora oggi commuove per la foga e l'amore iniettati nello stesso arco sonoro.
Borstal breakout
Borstal breakout uscì come terzo singolo del gruppo, nel 1978 (e farà parte del primo album, Tell us the truth, 1978). Punk primordiale, essenziale e cori da stadio: gli elementi della miscela Sham 69 non mancano in questa Borstal breakout. Poche sorprese e una canzone ottima come presa immediata.
Personality crisis
Personality crisis, il brano che apre il loro album d'esordio, è uno dei capolavori delle Bambole di New York, una canzone che ripresa dal David Johansen solista nel proprio live del 1982 (Live it up), diventerà dinamite pura, ancor più che in questa primitiva versione di studio del gruppo. Irriverente, dura, zeppa di sberleffi, di rock'n'roll sanguigno e del suono caratteristico delle loro chitarre: Personality crisis non conosce limiti.
Harmony in my head
Harmony in my head (uno degli ultimi singoli dei primi Buzzcocks, pubblicato alla fine del 1979) non è la canzone di un gruppo allo sbando e ai limiti dello scioglimento, tutt'altro: la tensione è rimasta la medesima delle prime cose, il gusto del riff intrigante pure e la melodia è splendida, tra le loro migliori. Un piccolo gioiellino.
Love song
Love song faceva parte di quella che si potrebbe considerare la seconda fase del gruppo inglese (1979, se non vado errato). Il tentativo dei Damned, in questo caso, è palesemente quello di tornare alle torride atmosfere del primo album e anche se l'obiettivo è raggiunto, resta comunque un senso d'incompiuto e allo stesso tempo, di forzato.
Gary Gilmore's eyes
Sono i magnifici Adverts dei primi singoli, un gruppo da amare incondizionatamente (un po' meno il primo album, che perde qualcosa sulla lunga distanza, ma che resta, in ogni caso, una delle opere indispensabili del punk inglese). Gary Gilmore's eyes è il loro secondo singolo ed è una canzone da meraviglia, una specie di mini-opera quasi commovente a livello melodico, perfetta e allo stesso tempo, urgente, come doveva essere il punk.
Alternative Ulster
Non so perché, ma quando leggo il nome Stiff Little Fingers mi viene un groppo in gola; eppure, non sono mai stato nell'Ulster, non li ho mai visti in concerto, non sono coinvolto intimamente (a livello geografico e sociale) nelle loro rivendicazioni, ma qualcosa scatta, non riesco a spiegarlo chiaramente. Formati nel 1977 a Belfast, gli Stiff Little Fingers avrebbero debuttato su album un annetto più tardi, con lo straordinario Inflammable material, lavoro che contiene anche la loro seconda pubblicazione, Alternative Ulster, canzone uscita su flexi-disc a cura di una fanzine locale nell'autunno 1978. Il segreto? La voce... forse. Le chitarre, dure, ma leggere o forse, la sezione ritmica instancabile; ma come dimenticare la melodia magnifica, il ritornello da leggenda e tutto il resto? Non si può!
Get over you
Ancora Irlanda del Nord con gli Undertones, i cuginetti in 'verde' dei Buzzcocks: formula fulminante con riff secchi e ritornelli impossibili da dimenticare e un album d'esordio stupendo. La strada si è poi fatta in salita, in termini qualitativi e in discesa per quanto riguarda le vendite. Get over you è il loro secondo singolo, pubblicato nel 1978, come il primo, epocale, Teenage kicks. Get over you è una di quelle canzoni che ai primi Undertones uscivano come noccioline, immediata, diretta, breve e da consumare in fretta prima del brano successivo.
Lovers of today
Lovers of today è il debutto su vinile degli Only Ones di Peter Perrett, datato giugno 1977. Un gruppo, gli Only Ones, che sembrò disinteressarsi (apparentemente) della tendenza al vetriolo della musica inglese del periodo e che puntò il mirino verso i Velvet Underground piuttosto che sugli Stooges. Musica dal piglio romantico, decadente e sofferente da questo gruppo che avrebbe influenzato in maniera netta la musica che uscirà dalla baraonda punk, un ruolo non riconosciuto a dovere dai posteri.
Teenage depression
Eddie & the Hot Rods spuntarono nel 1975, dalla scena di un pub-rock inglese infiammato dai sommovimenti musicali del periodo: rock'n'roll e rhythm'n'blues che velocizzandosi e inasprendosi, avrebbero portato a quel punk sanguigno e diretto di cui furono parzialmente figli anche i Damned. Teenage depression fa parte della manciata di singoli che il gruppo pubblicò nel 1976 e sembra ancora pienamente immersa nel pub-rock sanguigno dell'epoca, piuttosto che ancorata al punk nascente. Rock'n'roll delle origini e rhythm'n'blues, sezione ritmica veloce, ma in questi termini suonava anche un gruppo come i Dr. Feelgood, principi del pub-rock.
Automatic lover
Ancora un gruppo influenzato dalla scena pub-rock, formatosi all'inizio del 1976 e autore di uno dei primi album del punk inglese, Pure mania (giugno 1977). Automatic lover è un singolo del 1978, un brano che sembra avviarsi verso la china dell'Oi! Punk (il coro da stadio, il riff primordiale), anche se i Vibrators provenivano da tutt'altra scena. Non proprio memorabile.
Love sucks
Quando si parla degli Adicts è impossibile non ricordare la loro immagine alla Droogs (i Drughi italiani) di Arancia meccanica, una tendenza che all'epoca incontrava il favore di diversi altri gruppi. Di Love sucks non sono riuscito a scoprire la data di pubblicazione originaria, ma so che è apparsa in un'antologia del 1993. Punk-rock veloce e durissimo dagli Adicts di Love sucks, un ritornello che addolcisce leggermente (ma di poco) la vena punkettara e un finale infarcito pure di un elemento melodico estraneo, a formare praticamente un medley di un minuto e mezzo!
C.I.D.
UK Subs, da quanto ho sempre letto, sono famosi per il loro essere duri e puri, punk per sempre. C.I.D. è il loro singolo di debutto, pubblicato nel 1978. Punk veloce e duro, cori, elementi stranianti (l'assolo) e poco altro da segnalare, se non l'attitudine genuina e poco incline ai compromessi degli UK Subs (caratteristica che si riscontra anche in pochi minuti di musica).
Police oppression
Duri e rivoluzionari, non inclini ai compromessi, come invece molti loro colleghi, gli Angelic Upstarts di questo esordio (Police oppression è il retro del loro primo 45 giri, Murder of liddle towers) coinvolgono con l'immediatezza e con la splendida voce (influenzata dall'ugola di Joe Strummer, ma non è una colpa).
Holiday in Cambodia
Holiday in Cambodia, il secondo, durissimo singolo dei Dead Kennedys, è forse la migliore canzone in assoluto della band di Jello Biafra (e una delle più belle canzoni punk di sempre) e comparirà pure nel magnifico album di debutto pubblicato nel 1980 (come il singolo), Fresh fruit for rotting vegetables: un capolavoro assoluto, una delle mie canzoni punk preferite di tutti i tempi. Del classico, questa canzone ha tutto: l'intro magniloquente e inquietante, il ritornello straordinario, il riff che per una volta non è solamente sparato sui watt, ma anche ricamato, l'assolo centrale, il finale memorabile. Un capolavoro, mi sembra di averlo già scritto...
JONATHAN RICHMAN & the MODERN LOVERS
Roadrunner
Dal secondo album pubblicato nel 1976 all'ultimo lavoro del 2004, in compagnia dei Modern Lovers o da solo, Jonathan Richman ha cambiato ben poco della propria indole sonora e/o del proprio modo di comporre. In effetti, al sottoscritto sono bastati tre album, incisi nell'arco di tempo di dieci anni, per averne abbastanza, ma sembra che il primo Modern Lovers arrivato sul mercato (senza titolo, 1976) e registrato in varie session nel 1972/73 circa, fosse un portento, molto diverso dal 'tono' musicale successivo. Roadrunner, uno dei classici del bostoniano e a quanto sembra, il primo singolo in assoluto del nostro, pubblicato nell'agosto del 1975, è una canzone irriconoscibile rispetto al Jonathan Richman noto (parlo di quello che conosco) e questo, ve lo assicuro, è un merito non da poco. Canzone davvero bella, dalla struttura compatta e dal bel riff, che, a onor del vero, ha ricevuto un trattamento ancora migliore dallo splendido Greg Kihn degli anni '70, quando questo grande rocker sapeva ancora cosa incidere.