The Indie scene

LE SCHEDE

Gli spazi dedicati a ogni nome comprenderanno le schede dei foglietti dei cd, eventuali miei interventi e le mie mini-recensioni (per i collegamenti veloci ai nomi, davvero molti, di questa maxi-scheda, vedi la pagina di presentazione).


FLAMIN' GROOVIES

Shake some action (Sire '77)

Durante il 1976, i Groovies suonarono in giro per la Gran Bretagna dando modo ai gruppi di supporto, come Damned e Clash, di arrivare ad un vasto pubblico. Un gruppo discendente dal beat-che-diventava-psichedelia negli anni '60, i Flamin' Groovies furono presto ridicolizzati dagli inglesi come una delle formazioni più criminali a livello musicale. Shake some action, comunque, fu il loro apice a livello pop, in vero stile beatlesiano.

Biografia

A dir poco splendida la decisione di inaugurare questa lunghissima serie con i Flamin' Groovies, uno dei più misconosciuti padri del punk inglese del '76/'77. Shake some action è una meraviglia beatlesiana da autentica commozione, condita con il rock chitarristico del gruppo, in questo caso leggiadro, alla Byrds. Migliore introduzione al capitolo '77, che tratta anche le radici garage e pub rock del punk, non poteva esserci.


STANLEY FRANK

S'cool days (Private Stock '77)

All'inizio non c'erano vinili da comprare. Television, Ramones e Patti Smith furono essenziali. Ogni tanto appariva qualche 45 giri oscuro. Stanley Frank fu una di queste stranezze. Nessuno sapeva nient'altro su di lui, se non che S'cool days era un fenomenale, classico pezzo sul marinare la scuola. Rimane un diamante prezioso tagliato in quei giorni.

Biografia

Ed eccolo il pub rock rivisitato e indurito che molto avrebbe dato al punk. S'cool days è una canzone contagiosa, allegra e zeppa di cori, rock'n'roll come può esserlo un gruppo che sopravvive tra il legno del palco e quello del bancone di un pub. Stanley Frank è un nativo di Montreal spostatosi in Inghilterra in seguito al successo di S'cool days. Il breve pezzo biografico non lo dice, ma S'cool days fu registrata nel 1975 e pubblicata in Europa solo nel 1977.


101'ers

Keys to your heart (Chiswick '77)

La CHISWICK era nata per pubblicare rarità rockabilly e rock and roll, in un mercato che a Londra si basava da lungo tempo sulle bancarelle di Soho. Le principali aspirazioni dell'etichetta consistevano nel far emergere il più velocemente possibile la sfuggente scena pub-rock inglese. I 101'ers - che vedevano nella formazione il futuro Clash Joe Strummer alla chitarra e voce - pubblicarono uno dei primi singoli della Chiswick. Alcoolici, voce catarrosa e iniettati di velenoso punk.

Biografia

Difficile riconoscere il Joe Strummer dei Clash in questa canzone, non fosse per la sua voce, esattamente la stessa che declamerà i proclami del gruppo delle barricate e delle rivolte bianche, per nulla 'bagnata' dalla musica quasi inoffensiva dei 101'ers. Una bella canzone e nient'altro.


VIBRATORS

We vibrate (Rak '77)

Una band di college artistico con la mente rivolta ai '60, i Vibrators hanno suonato instancabilmente nel circuito londinese del pub rock per un paio d'anni, fino a che, scoperta l'esplosione del punk, nel giro di un paio di settimane si tagliarono i capelli, strapparono i loro vestiti e irrobustirono la loro musica. We vibrate è il loro debutto di successo, ma più tardi avrebbero firmato Rocked out per la Epic.

Biografia

Un gruppo attivo già da tempo all'epoca dell'esplosione punk, i Vibrators virarono il loro pub-rock energico e si convertirono ai suoni ben più duri dell'ondata che stava travolgendo l'Inghilterra musicale. We Vibrate non è forse l'esempio migliore di questo passaggio, dato il suo tasso di semplice rock'n'roll energico e chitarristico e ancora devoto agli stilemi classici, ma non manca la stilettata, come l'elettrica torrida che impregna il fondo della canzone durante le parti cantate.


GORILLAS

Gatecrasher (Chiswick '77)

I Gorillas, nel periodo del circuito dei pub, erano una leggenda tra i magazine musicali, principalmente per il loro approccio positivo e per il frontman del trio e pazzo assoluto, Jesse Hector. Bizzarro, gonzo, dal bruciante approccio simil-Holder e dallo stile chitarristico molto vicino a Jimi Hendrix, migliorò di molto il loro suono inzuppato di R&B nelle esibizioni dal vivo. Non sono mai riusciti a catturare su vinile il loro bollente approccio live, ma Gatecrasher ci si avvicina molto.

Biografia

Gruppo di una sola stagione (all'attivo un solo album, pubblicato nel 1978), i Gorillas non si distaccano di molto dal tenore pub rock delle prime canzoni del capitolo 1977. In ogni caso, energici e mai domi nella loro esecuzione.


EDDIE and the HOT RODS

Do anything you wanna do (Island '77)

Il suono della ritmica Canvey Island fu sostenuto tramite Andy McKay dei Roxy Music sul primo viaggio televisivo genuinamente perspicace all'interno dell'atteggiamento punk. Fu la punta di un iceberg che navigò con Do anything you wanna do, portando abilmente il messaggio, se non i muscoli musicali, delle loro altre canzoni. Fate attenzione al loro album di debutto Teenage depression.

Biografia

Altro gruppo proveniente dal pub rock, Eddie and the Hot Rods con la loro canzone sembrano rifarsi ai Flamin' Groovies, aggiungendo di proprio la tipica urgenza e irruenza del punk ormai esploso. Una splendida canzone.


HEARTBREAKERS

Born to loose (Track '77)

Capeggiati dall'ex-chitarrista delle New York Dolls, Johnny Thunders, gli Heartbreakers - come le Bambole - furono un'influenza seminale per il suono del punk inglese, con le loro chitarre robuste e il loro atteggiamento aggressivo. Il quartetto fu bandito dalla Gran Bretagna il giorno dopo l'Independence Day del 1977, dopo aver suonato l'ultimo concerto all'appena aperto Vortex la notte precedente. Si sciolsero ben presto, lasciando un album eccellente, LAMF, ripubblicato su etichetta Jungle.

Biografia

Johnny Thunders era uno dei protagonisti germinali del punk britannico, colui che con le New York Dolls diede una delle spinte principali alla scena musicale che tutto travolse. Echi del vecchio gruppo newyorkese, durezza chitarristica e un sentore di decadenza, dato dal titolo, che esemplifica tutto magnificamente; e una grande canzone, non dimentichiamolo.


ADVERTS

One chord wonders (Stiff '77)

Da Bristol, gli Adverts fecero base a Londra e nel 1977 suonarono continuamente al Roxy Club. Capitanati da TV Smith, essi avevano Gaye Advert al basso - leggendaria per il fatto che non sapeva suonare, ma era un piacere da vedere. One chord wonders fu il loro debutto su vinile, per i primordiali caccia-talenti della Stiff Records. Un racconto biografico che parla delle possibilità offerte ai gruppi che suonano e delle conseguenti reazioni del pubblico.

Gary Gilmore's eyes (Anchor '77)

Levigato dall'intervento di una grande etichetta, l'omaggio degli Adverts all'esecuzione pubblica dell'omicida Gary Gilmore e del suo desiderio di donare i propri occhi alla scienza una volta morto, diventò, forse anche inaspettatamente, un successo nazionale per una generazione punk ormai sovraffaticata.

Biografia

È con One chord wonders degli Adverts che la raccolta del 1977 entra nel vivo del marasma punk e lo fa nel migliore dei modi, ancora una volta: gli Adverts hanno scritto dei classici assoluti del punk e non solo, esempi sublimi di scrittura intelligente, di musica che sposa velocità e melodia. Meraviglie come One chord wonders e Gary Gilmore's eyes (anch'essa presente nel capitolo del 1977) sono esempi abbacinanti di cosa è riuscito a dare il punk.


BUZZCOCKS

Breakdown (New Hormones '77)

I Buzzcocks di Manchester furono veloci nella loro crescita, suonando numerosi concerti di pari passo con la valorizzazione della creatività di Pete Shelley. Originariamente capeggiati da Howard Devoto - più tardi nei Magazine e ora nei Luxuria - pubblicarono il seminale EP Spiral Scratch, dal quale è tratto il pezzo qui presente. Dopo la partenza di Devoto, Shelley prese su di sé il dovere del cantante e il gruppo firmò per la United Artists, pubblicando una serie di 45 giri memorabili.

Ever fallen in love (United Artists '78)

Dopo aver firmato per una major in seguito al successo del loro EP di debutto, i Cocks da Manchester iniziarono a solleticare le classifiche con questa classica canzone d'amore new wave, più tardi ripresa dai Fine Young Cannibals e presente nella colonna sonora del film Something wild (1).

Biografia

Breakdown è una delle prime pillole di punk-pop frenetico dei Buzzcocks di Manchester, risalente ai tempi in cui del gruppo faceva parte ancora il co-fondatore Howard Devoto: due minuti velocissimi e distorti da mandare a memoria. Ever fallen in love (dal capitolo 1978) è altrettanto veloce, acquista in melodia ed è tanto immediata da fare quasi rabbia. L'intelligenza pigiata in poco più di due minuti.


STRANGLERS

Grip (United Artists '77)

I concerti degli Stranglers nel 1976 furono leggendari. Più vecchi della media delle punk band, erano davvero angoscianti, come quando, occasionalmente, il bassista J.J. Burnell si scontrava con le prime file sotto al palco. Grip fu il loro debutto su vinile, una tendenza apparentemente infinita di dischi da classifica e un acquisto incessante di vestiti neri.

Five minutes (United Artists '78)

Una delle più aggressive canzoni del gruppo, registrata nella prima parte del 1978, Five minutes vedeva gli Stranglers quasi ritornare a una vena rock - un pezzo che il gruppo presentava con ballerine a seno nudo nei concerti di quel periodo. Senza dubbio potentissima, in retrospettiva la canzone fu un semplice passaggio del periodo robusto che il quartetto sviluppò come i postumi di un dopo sbornia.

Biografia

L'esordio dei disturbanti Stranglers, Grip, si distacca nettamente dai clichè punk, sia per l'uso continuo del sax che per le tastiere onnipresenti. Un gruppo fuori dell'ordinario e non solo musicalmente. Più fulminante, a livello melodico, Five minutes, presente nel capitolo 1978, un pezzo rock meno inconsueto del precedente, ma di eccezionale impatto.


DEAD BOYS

Sonic reducer (Sire '77)

Da New York (2) e capeggiati dal povero Stiv Bators (in seguito nei Lords of the New Church), i Dead Boys furono tra i primi a iniettare il veleno del punk nei gruppi britannici. Avvolti nello spirito del loro suono, i Dead Boys vedevano nella loro formazione Johnny Blitz, Jeff Magnum e Jimmy Zero (probabilmente, non i loro nomi reali).

Biografia

Uno dei capolavori del capitolo 1977 (in una serie già di altissimo livello) proviene dagli Stati Uniti, Ohio per la precisione (come origine: New York come humus musicale), autori i Dead Boys di Stiv Bators. Sonic reducer, uscito su singolo nel 1977, dopo la pubblicazione del primo album, è un compendio di Stooges e punk newyorkese suonato con foga inusitata e una sana cattiveria rock. Eccezionale e sfibrante.


RAMONES

Sheena is a punk rocker (Sire '77)

Mettendo a ferro e fuoco la Gran Bretagna con i loro infuocati concerti del 1976, i Ramones sottolinearono il fatto che chiunque avrebbe potuto farlo. Le loro canzoni di tre accordi diventarono rapidamente degli inni e Sheena is a punk rocker, scalando le classifiche nazionali, celebrò l'evento. Gabba Gabba Hey!

Biografia

Ok, qui siamo alla presenza di uno dei germi che creò letteralmente il bubbone del punk inglese. I Ramones del primo album e dei primi singoli, provocarono un'autentica mania che spinse migliaia di giovani inglesi a prendere in mano le chitarre, i bassi e le batterie, per ripetere le imprese dei quattro finti fratellini portoricani. Sheena is a punk rocker uscì come terzo singolo dei Ramones sul mercato USA (la canzone fa parte del terzo album del gruppo, Rocket to Russia), il secondo sul mercato britannico ed è un classico dello stile banale e inimitabile del gruppo (non è un ossimoro, lo giuro): sottofondo schiacciasassi e superficie melodica anni '60, con tanto di coretti e soluzioni alla Phil Spector. Modelli, ispiratori e quant'altro, malgrado loro.


999

Emergency (United Artists '77)

Con i vestiti dipinti con lo spray e fatti in casa, 999 furono un vero esempio di punk espressionista. Essi furono generosi durante lo loro esistenza e ancora più colorati. Saltavano più alto dei loro amplificatori e scrivevano gemme di tre minuti adatte all'iperossigenazione. Emergency fu uno dei primi 45 giri che portò la musica punk a stabilizzarsi nelle classifiche nazionali.

Biografia

I 999 potrebbero essere considerati tra i prototipi di un certo tipo di punk, un suono che avrebbe portato all'Oi! nel giro di un paio di stagioni e un genere estremo che non ho mai amato, come non digerisco a pieno le proposte di questo gruppo. Punk ritmato più che veloce, Emergency (il 999 inglese è il nostro 113) sa creare una certa tensione, ma è stancante dopo solo qualche ascolto.


BOYS

I don't care (NEMS '77)

Rivestiti di pelle e con sottili strisce come cravatte e pagando più di un tributo al marchio di fabbrica delle New York Dolls, più che a chiunque altro, i Boys fecero da supporto ai Jam durante il tour britannico nell'estate dell'anno giubilare. Si vantavano che la loro potenza era veloce, feroce e sputata.

Biografia

Punk a mille dai Boys, che con la loro I don't care riassumono perfettamente anche una certa filosofia spicciola del movimento ('non m'importa'). Meno angosciante di altre proposte punk, questa canzone sprizza una vitalità insospettata.


BANNED

Little girl (Can't Eat Records '77)

Il vero spirito indipendente irruppe nelle camere da letto del South London, quando i Banned realizzarono le 500, sparute copie di Little girl per la propria etichetta. Caratterizzato da uno stile garage-punk ritmico, il 45 giri fu venduto con copertina bianca dentro una busta bianca e con una penna di feltro per scribacchiarci. Fu un piccolo classico per collezionisti, che portò il gruppo ad essere ingaggiato in breve tempo dalla Harvest.

Biografia

Si cambia ambiente e si atterra in una specie di terra di nessuno in quel 1977 (o frequentata da pochi paria): Banned e la loro cover di Little girl (dei garagers anni '60 Syndicate of Sound), propongono un punk-reggae di accattivante originalità.


RADIATORS from SPACE

TV screen (Chiswick '77)

In seguito diventati The Radiators, questo gruppo di cinque irlandesi ospitava il talentuoso cantautore dei Pogues più recenti, Phillip Chevron. Pubblicarono una serie di singoli per la Chiswick che diventarono ben presto pezzi da collezionisti.

Biografia

Questo gruppo irlandese sembra rifarsi al glam rock (e infatti, da quel genere erano partiti i gruppi che precedettero i Radiators from Space), ma la loro TV screen è talmente bella e coinvolgente da far dimenticare una struttura sonora non proprio originale.


LURKERS

Shadow (Beggars Banquet '77)

Punk band dal lungo corso che non ha mai avuto l'isterismo come caratteristica della propria immagine sul palco e confinata ad un livello di notorietà molto basso. Shadow è senza dubbio il loro miglior momento. Un suono duro e picchiato che ha infettato e influenzato enormemente coloro che lo ricordano.

Ain't got a clue (Beggars Banquet '78)

La canzone uscì inizialmente su un flexi gratis della Fulham Fallout, chiarendo in maniera esemplare l'approccio tutt'altro che facile con la musica rischiosa, ma nello stesso tempo affascinante, di questo quartetto. La popolarità dei Lurkers ebbe vita breve appena il mondo scoprì cose più serie, commento insolente... ma furono sempre una scommessa azzeccata con i loro sette pollici.

Biografia

Protagonisti della prima ora del punk britannico, i Lurkers sono sicuramente tra gli emeriti sconosciuti del movimento. Shadow è fantastica, ecco, l'ho scritto senza mezzi termini: un tiro micidiale per una specie di filastrocca punk divertentissima. Ain't got a clue (dal capitolo 1978) è più canonica, ma nella sua canonicità è canzone di rude bellezza e di presa immediata. Potevano dare (o avere) di più, etc.


JOHNNY and the SELF ABUSERS

Saints and sinners (Chiswick '77)

Questi ragazzi scozzesi assennati hanno lasciato il segno alla Chiswick con questo loro debutto e con un nome sconosciuto e sconcertante. Più tardi diventeranno Simple Minds e cattureranno i cuori di milioni di persone, ma non dovreste sorprendervi ascoltando il testo coraggioso di Saints and sinners. Il primo sogno dorato.

Biografia

Davvero difficile riconoscere i futuri Simple Minds tra questi suoni e irriconoscibile è soprattutto la voce di Jim Kerr: punk sparato a mille e inframezzato da interventi sonori stranianti alla Roxy Music prima maniera, Saints and sinners è un pezzo coinvolgente oltre ogni dire.


MEMBERS

Solitary confinement (Stiff '77)

Gli entusiasmanti successi della Stiff, portarono l'etichetta a promuovere alcuni progetti di limitato respiro tramite la formula one-off (3). Uno dei primi progetti fu Solitary confinement dei Members, un messaggio punk-pop che portò il gruppo a firmare per la Virgin dopo pochi minuti. Il loro album di debutto, At a Chelsea nightclub, ospitava il meglio della loro arte, ma si sciolsero tristemente dopo poco tempo.

Biografia

Cosa suonano i Members di Solitary confinement? La voce sembra uscire da un gruppo Oi! Punk, come i cori, la musica mischia pop, punk e musiche terzomondiste, ma il tutto difficilmente riconoscibile; sembra una ballata, con tanto di intermezzo parlato, ma la grinta e l'arrangiamento intelligente e coinvolgente, smentiscono anche questa ipotesi. Uno dei pezzi più intriganti del capitolo '77. Secondo una fonte, i Members si sciolsero per l'insistenza nel proporre le più svariate tendenze e influenze nella propria musica, 'tattica' che non fu compresa dai dementi con le creste. Punk non significò solamente distacco con il passato, tutt'altro: il peggio (e gli idioti) della musica rock passata se lo portò appresso!


YACHTS

Suffice to say (Stiff '77)

Da Liverpool, The Yachts fu un altro progetto a breve termine della Stiff; il gruppo firmerà successivamente per la Radar e guadagnerà un piccolo successo con una cover di R. Dean Taylor, (There's a) Ghost in my house, prima di sciogliersi. Il tastierista Henry Priestman avrà altri successi da classifica con It's Immaterial e ora con The Christians.

Biografia

I Christians (uno dei gruppi di Henry Priestman successivi agli Yachts), da quel che ricordo, erano stomachevoli e insopportabili. Questi Yachts e la loro Suffice to say, canzonetta di psichedelia leggera inglese anni '60, rappresentano il peggio di questa compilation dedicata al 1977 (senza toccare limiti nefandi). Qualcuno doveva starci sul fondo, anche nel mezzo di una selezione di tale qualità.


WRECKLESS ERIC

Whole wide world (Stiff '77)

Le bevute eccezionali di Eric Gouldman sono leggendarie. Ha suonato con The Len Bright Combo e in quel periodo si esibiva da solo in concerto e registrava per un'etichetta francese. Divertendosi con una chitarra a quattro corde, scrisse la gemma da suonatore girovago Whole wide world, il suo vero e proprio inno.

Biografia

Whole wide world è l'unico grande successo di Wreckless Eric, autore che visse sull'onda di questo brano per un bel pezzo (e forse lo fa ancora oggi...). Una gran bella canzone, stranamente stonata in alcuni momenti, anzi, più che stonata, sembra che il nastro della registrazione rallenti i giri (e la produzione è di mister Nick Lowe, non di uno scalzacani); sgangherata e perfetta per l'era punk.


RADIO STARS

Nervous wreck (Chiswick '77)

I Radio Stars - che comprendevano Andy Ellison, già John's Children e collaboratore di Marc Bolan - furono il primo successo stabile nelle classifiche inglesi per la Chiswick. Il gruppo biondo e candeggiato, aveva un repertorio di canzoni dure al proprio attivo, ma prestò diventò ovvio per l'etichetta che per farli diventare delle Stelle essi sarebbero costati molto più di altre persone, al di là delle legittime speranze effettive.

Biografia

Per trovare il pezzo più divertente del primo capitolo, dedicato al 1977, basta arrivare alla casella 23, la penultima: Nervous wreck è un pezzo rock'n'roll irresistibile, con tanto di coretti femminili (o falsetti?), incontenibile e spruzzato di quel tanto d'irriverenza chitarristica che il periodo richiedeva.


TUBEWAY ARMY

That's too bad (Beggars Banquet '77)

Un seminale album di debutto dai Tubeway Army, che comprendevano Valerian, Scarlett e Rael. Confusi? Bene, Valerian più tardi diventerà Gary Numan, il loro suono basato sul synth diventerà più sofisticato e conoscerà un duraturo successo nazionale, la relazione tra il culto e la licenza di volare era appena dietro l'angolo.

Bombers (Beggars Banquet '78)

Canzone principale dell'EP dallo stesso titolo, Bomber stabilì uno stile per le registrazioni future di Gary Numan. Cosparsa con un austero senso di disfatta e di sconforto, Numan infuse nella sua musica anche una strana aria di tecnologia-amica che rendeva le sue canzoni ascoltabili e intense; e forse, sorprendemente, lo sono ancora oggi.

Are friends electric? (Beggars Banquet '79)

Dopo aver sviluppato un suono personale e unico con i Tubeway Army, Gary Numan rimase sotto i riflettori e in classifica, con Down in the park, all'inizio del '79, seguito dalla pubblicazione, a maggio, di questo Are friends electric?, il quale reintrodusse i sintetizzatori in una scena che era stata dominata dalle chitarre sin dalle prime sputate dei Sex Pistols.

Biografia

Gary Numan è stato il leader del trio Tubeway Army tra il 1977 e il 1979. That's too bad è un pezzo dinamitardo, chitarristico e durissimo, anche se non manca di alcuni ghirigori elettronici che lo rendono ancora più intrigante. È il pezzo che chiude il capitolo 1977 della serie. Bombers chiude invece il capitolo 1978 e non sposta di molto la questione, anche se la 'rabbia' si è in parte mitigata in un pezzo comunque chitarristico, ma più cadenzato e ancora estremamente interessante. Con Are friends electric? (1979) cambiano atmosfera e pubblico di riferimento. Gary Numan è ormai il padre-padrone dei Tubeway Army, mentre l'obiettivo si sposta dalle chitarre ai sintetizzatori, che dominano ormai completamente la scena (della canzone e del panorama inglese degli anni successivi). La canzone è indubbiamente intelligente nell'ammiccare verso il pubblico e infatti, riscosse un enorme successo.


UNDERTONES

Teenage kicks (Good Vibrations '78)

Ospitando la gola strozzata di Feargal Sharkey e i cugini chitarristi O'Neill (più tardi nei That Petrol Emotion), gli Undertones debuttarono con un EP di quattro canzoni pubblicato nel settembre '78, per la piccola etichetta di Belfast Good Vibrations, ed esaurirono rapidamente le 7000 copie grazie ai passaggi senza fine al John Peel Show. Il gruppo firmò per la Sire, Teenage kicks fu ripubblicato come singolo e il resto fa parte della leggenda del rock'n'roll.

True confessions (Good Vibrations '78)

La canzone che apriva il lato B dell'EP Teenage kicks, con una decisione criminale, fu esclusa dal singolo che la Sire ristampò con la title-track. Un'altra fetta di new wave pop in puro stile Undertones.

Biografia

Teenage kicks è un capolavoro d'immediatezza e tanto basterebbe come recensione. Pochi sono riusciti ad interpretare la genialità e la semplicità del punk in siffatta maniera. Immortale. True confessions, come il brano precedente, faceva parte del primo album senza titolo degli Undertones, una sequenza fulminante e senza fine di possibili successi: True confessions è solo uno dei tanti e come gli altri, è una splendida canzone. Da notare come la prima scheda parli dei cugini O'Neill: in realtà, John e Damian O'Neill sono fratelli.


STIFF LITTLE FINGERS

Alternative Ulster (Rigit Digits '78)

Gli Stiff Little Fingers fuggirono dalle risse di Belfast e pescarono la propria etichetta nell'imberbe Rough Trade, nel tentativo di mostrare al mondo la verità su cosa stava realmente accadendo nella loro città straziata dai conflitti. Inno potentissimo, Alternative Ulster è un frammento insidioso di un nuovo, muscoloso modo di fare politica e si esplicò magnificamente quando il quartetto aprì il secondo Rock Against Racism (4) per Elvis Costello a Brixton, un anno più tardi.

Biografia

Ancora Ulster dopo gli Undertones e ancora musica indimenticabile ad aprire il capitolo 1978. Gli Stiff Little Fingers del primo album, Inflammable material, erano un gruppo quasi commovente nella foga della loro proposta musical-politica e particolare non trascurabile, erano irresistibili cantori di un punk intelligente, epico e irrinunciabile. Alternative Ulster è una delle gemme di quell'esordio.


ANGELIC UPSTARTS

The murder of Liddle Towers (Small Wonder/Rough Trade '78)

Dal Nord e leggendari per la loro visita agli uffici di Sounds, dove il cane del cantante Mensi fece correre tutti come dei pazzi, gli Upstarts, con il loro linguaggio politico fuori dai denti, interrogavano sulla brutalità della polizia in questo debutto auto-finanziato uscito in sole mille copie. Le etichette Rough Trade e Small Wonder si associarono per portare avanti la loro causa e il gruppo, più tardi, inchiostrò un contratto con una sussidiaria della EMI.

Biografia

Gruppo punk immarcescibile e durissimo, politico e anarchico, che non badava alle finezze e puntava sul duro e crudo, che si trattasse di musica o di ideologia. The murder of Liddle Towers dovrebbe essere il loro esordio assoluto, un singolo pubblicato nel 1978. Punk grezzo e fantasioso.


MEKONS

Where were you (Fast Product '78)

Intelligenti anarchici provenienti da Leeds, i Mekons esistono ancora con una formazione mutata più volte. Questa registrazione primordiale fu un piccolo colpo di genio intorno all'idea del 'provaci' e 'fallo' e unita a Work all week, li aiutò nella loro contrattazione con la Virgin, che li vide solamente e tristemente, come un fugace tentativo di commercializzare i loro superbi tre minuti di creatività poi sfumata.

Biografia

Una progressione chitarristica fenomenale, una canzone in continuo crescendo e un pathos vocale addirittura commovente: ho scritto abbastanza per far capire che questo piccolo capolavoro dei Mekons è tra i vertici di un capitolo '78 già di per sé eccellente?


FALL

I Fall sono presenti in cinque delle sei compilation della scena Indie in mio possesso: nel 1977 Mark E. Smith, probabilmente, si è distratto per qualche minuto e non è riuscito a registrare qualcosa. Personaggio dall'attività incredibile, per quantità e (forse) qualità (conosco queste cinque canzoni del nostro e non posso esprimermi), Mark E. Smith rimane il musicista forse in assoluto meno malleabile e meno trattabile della musica inglese degli ultimi decenni.

Bingo masters breakout (Step Forward '78)

Il primo concerto londinese dei Fall, li vide come supporto ai Buzzcocks, il Giorno dell'Indipendenza, al Vortex di Wardour Street, un club che aveva appena aperto i battenti. Tra il fuoco di fila di bottiglie e insulti, il durissimo Mark E. Smith spiattellò la sua classica linea di condotta, con canzoni come Yeah, yeah, industrial estate e così nacque un'altra storia di attorcigliamento punk. Bingo proviene da uno dei loro primi EP, una 'portata' che rende difficile credere che in seguito il gruppo possa avere conquistato le classifiche.

Bingo masters breakout è una delle prime cose registrate dai Fall, dal vivo e in maniera scandalosa: difficile capirci qualcosa nel casino delle distorsioni sonore da oltretomba.

Rowche rumble (Step Forward '79)

Al loro primo concerto londinese, durante la serata d'apertura del Vortex Club in Wardour Street, i Fall supportarono i Buzzcocks e furono derisi per le loro deliranti e prolisse tirate; ma un coraggioso Mark E. Smith affilò le proprie armi. I loro primi tre singoli furono pubblicati dall'etichetta Step Forward, dell'editore di Sniffin' Glue, Mark Perry e Rowche rumble arrivò sul mercato nell'agosto del 1978. Un milione di etichette, di formazioni e di singoli da classifica più tardi, Mark E. Smith sta ancora Cadendo (5) (questa versione fu registrata dal vivo nel 1984 ed è precedentemente inedita, mentre la versione di studio non era disponibile per ragione contrattuali).

Molto meglio Rowche Rumble, ancora dal vivo, ma registrata in maniera più che decente e dimostrazione della scrittura particolarissima di Smith: arrangiamento non canonico, riff di basso e bridge che si ripetono per tutto il tempo a ritmo indiavolato.

Totally wired (Rough Trade '80)

È il periodo degli esordi per i Fall, ma il gruppo aveva già espresso dei 45 giri da culto e Totally wired, un'altra cavalcata sull'angoscia da cantare in coro, fu il massimo di quella serie. Riflettendo sui massimi sistemi e sulla voglia di ognuno di cambiare il mondo, i Fall furono sempre in trincea.

Totally wired (1980) ripete in qualche modo la stessa formula precedente, ma dall'alto di una tale forza espressiva, da lasciare a bocca aperta (impressionante, ancora una volta, il lavoro del basso), soprattutto quando è la voce di Smith a dominare.

Kicker conspiracy (Rough Trade '83)

Un altro capitolo dalle visioni sulla vita inglese di Mark E. Smith. Essendo stati corteggiati, in pratica, da ogni etichetta indipendente, l'elasticità dei Fall è qualcosa di ammirevole e lo sguardo di Kicker conspiracy alla vita e ai tempi della folla del calcio, è garanzia, come minimo, di un premio commemorativo 'Quando viene il sabato' (6).

Dal capitolo 1983 abbiamo Kicker conspiracy, incursione smithiana nel mondo del calcio (gli argomenti di Mark E. Smith comprendono, probabilmente, il globo terracqueo: ricordo un EP dei Fall dedicato alla morte di papa Luciani). Solito tappeto ritmico durissimo per una canzone meno interessante delle due precedenti.

Cruisers creek (Beggars Banquet '85)

Un'altra etichetta un altro giorno, è il metodo con cui Mark E. Smith da Manchester ha costruito il vero e proprio successo commerciale, con questa acuta e acida ode alla vita moderna - sostenuta da un grandioso riff di chitarra. Notare anche il tipico ringhio Smithsoniano insolente.

A concludere questo lungo spazio dedicato ai Fall, Cruisers Creek (1985), ennesima genialata del nostro: un riff di chitarra che definire intrigante è dir poco e una canzone lunghissima (più di sei minuti) e coinvolgente, soprattutto a livello ritmico (che sommerge anche la voce di Smith, in questo caso). Anche dal 'rapporto' di queste cinque canzoni, insomma, è chiara una cosa: se non ci fosse, Mark E. Smith bisognerebbe inventarlo.

Biografia


TV PERSONALITIES

Part time punks(Kings Road Records '78)

Tratta dall'EP Bill Grundy, Part time punks è una canzone sull'abuso della moda-spazzatura che gravitava attorno al carrozzone del punk e aggiungeva un tocco di humour a una scena così meticolosamente radiografata dai mass media. I TVPs furono un'eclettica accozzaglia che, purtroppo, non riuscì mai a bissare del tutto il carico d'umorismo di questo periodo, abbondonando le canzoni per i riff.

Where's Bill Grundy now? (Kings Road Records '78)

La title-track dell'EP di debutto dei Television Personalities, si chiedeva dove fosse scomparso il presentatore TV Bill Grundy dopo la sua lite a parole di quattro lettere con i Sex Pistols durante uno spettacolo televisivo. Il mondo ancora non lo sa... ma in fondo possiamo sorriderne!

Biografia

Definire sgangherati i Television Personalities, è come fargli un complimento, ma in un certo senso lo spirito punk, quello vero e genuino, vive anche, se non soprattutto, tra queste note gentili e stonate. Entrambe le canzoni, tratte dall'EP Where's Bill Grundy now?, parlano la stessa lingua sarcastica: pop minimale, leggero, cori in massima parte fuori tono e stonati e una dimostrazione magistrale di 'me ne fotto e canto ciò che voglio' da rimarcare. La seconda canzone soprattutto, riflessione su un personaggio assunto agli onori della cronaca (Bill Grundy, il conduttore che si fece insultare in diretta televisiva dai Sex Pistols, che provocò dunque il primo, vero e proprio scandalo del punk inglese e che in questo modo si troncò la carriera, a quanto ne so), è una specie di filastrocca commentata da una timida chitarrina. Punk!


SNATCH

All I want (Lightning '78)

Un duo di New York formato da Patti Palladin e Judy Nylon, famoso per le collaborazioni con Johnny Thunders (Patti più tardi avrebbe registrato un album con lui) e i Sex Pistols, le Snatch erano allegramente anarchiche. Questo loro secondo singolo, provocò un'agitazione di grandi case discografiche interessate, ma loro furono lontane dal capitalizzare. In seguito il duo registrò un singolo con Brian Eno e Judy licenziò l'album Pal Judy per l'etichetta di Adrian Sherwood, On-U Sound.

Biografia

Il terribile duo femminile dispiega le proprie grazie vocali su un tappeto ritmico indiavolato e su un picchiettìo di piano irresistibile.


WAYNE COUNTY & the ELECTRIC CHAIRS

Eddie and Sheena (Safari '78)

Registrato nel febbraio del 1978, nel tentativo di porre un freno alla violenza tra Teds (Eddie) e Punks (Sheena), il, ehm, multisessuato County prese il suo punk da cabaret dal remoto e leggendario Roxy Club e ne fece un quasi successo da classifica. Wayne, che più tardi cambierà sesso e diventerà Jayne, veniva da New York e fu, ehm, una cosa mai più vista.

Biografia

La storia di Eddie e Sheena è raccontata da Wayne County, in futuro Jayne, grazie a un'operazione che toglierà il superfluo e restituirà alla nostra/ex-nostro la sua vera natura. Canzone dai due volti nettamente distinti: prima parte in piena atmosfera anni '60, adagiata su una ballata tenue e gentile ed esplosione, a tre quarti circa, per un finale punk veloce e violento, come l'amore che nasce e sconvolge gli ormoni.


KLARK KENT

Don't care (Krypton '78)

Pubblicato su vinile grigio da una sussidiaria della A&M, KK era in effetti il batterista dei Police Stewart Copeland. Questo insolente inno punk ha un potenziale pop, con le sue spacconerie da 'esci dal garage' e il testo adolescenziale, nel quale Copeland suona tutti gli strumenti. Un album successivo, purtroppo, fallì le vive promesse di questa canzone, ma fu divertente finchè durò.

Biografia

Il lungagnone Stewart Copeland alle prese con un tentativo di avventura solista. Ai tempi, 1978, i Police erano sul nastro di partenza e se non ricordo male, il nostro proveniva dall'esperienza Curved Air. Pop-rock abbastanza personale e duro per una canzone interessante e un titolo che s'inseriva perfettamente nell'atmosfera già morente del punk primordiale.


JILTED JOHN

Jilted John (Rabid Tosh '78)

Improvvisamente Manchester risorge! Oltre a Slaughter and the Dogs, The Wors e Buzzcocks, Jilted John - anche un po' attore, con una parte in Coronation Street - produsse un 45 giri radicale per semi-bambini che la EMI non si lasciò sfuggire. Il singolo funzionò, ma l'album successivo parlava di pubertà e allattamento. Comunque, egli creò una frase, Gordon is a moron (7), per la quale tutti noi dobbiamo ringraziarlo sinceramente.

Biografia

Come canzone per semi-bambini, come recita la scheda, Jilted John è un po' eccessiva e dura; se per semi-bambini s'intende 'deficienti' (cosa che i bambini non sono) o minorati (imbecilli sani che lo diventano nella nostra società), allora ci siamo. Una sezione ritmica dura ed efficace e i coretti stranianti e soprattutto, quel 'Gordon è un imbecille', per cui, come il redattore della scheda, non posso che ringraziare lo sconosciuto Jilted John (in realtà, l'attore Graham Fellows, interprete di un'operazione di recita reale di sopraffina ideazione e qualità: un'ovazione da parte mia).


LENE LOVICH

I think we're alone now (Stiff '78)

Secondo quanto si dice, questa canzone, non pubblicata dalla stessa etichetta per alcuni motivi - e accompagnata dal lato B Lucky number - annunziò la Nuova Ondata della Stiff (8), durante la quale furono scoperti Devo, Rachel Sweet e molti altri. Lene era originaria di Detroit, emigrò nello Yorkshire, passò del tempo nei Diversions e poi urlò su uno stridore accessibile come questo. Le trecce e gli zigomi espressivi vinsero!

Lucky number (Stiff '79)

La nativa di Detroit Lene Lovich si trasferì nello Yorkshire, si unì ai Diversions, che firmarono per la Polydor, poi restò da sola, durante una rinnovata ondata di interesse per la Stiff Records. Il suo secondo singolo per l'etichetta ripetè il successo della sua versione di I think we're alone now (9).

Biografia

Il breve momento di notorietà di Lene Lovich, coincise con l'interpretazione della cover di I think we're alone now. Nativa di Detroit, da padre iugoslavo e madre inglese, Lene Lovich esordì con un 45 giri che comprendeva entrambi i brani presenti in questa serie (incomprensibile come Lucky number, retro del singolo, faccia parte del capitolo 1979). I think we're alone now è una cover di Tommy James & the Shondells, band degli anni '60, alla quale la Lovich aggiunge poco, se non qualche effetto sonoro e la propria voce particolare e un po' miagolante (che sommerge anche i cori). Lucky number usa in maniera ancora più preponderante la voce particolare di Lene Lovich, che si prodiga con urletti e minutaglia varia, ma la canzone non è niente male, sorta di pop-rock-new wave glaciale.


RUDI

Big time (Good Vibrations '78)

Il primo vinile della Good Vibrations - inizialmente stanziata in un negozio di dischi di Belfast - ospitava questo combo attivo già da tre anni, che sviluppava il proprio stile pop chitarristico allegro. Purtroppo, Big time doveva rappresentare il loro miglior momento e anche se restarono assieme ancora per diverso tempo, non riuscirono più a pulire la retina del pubblico.

Biografia

Si torna al punk, anche se intriso di power-pop energico, con questa canzone di Rudi, gruppo di Belfast nato nel 1975: Big time è immediata e coinvolgente come può esserlo una fulminante canzone degli Undertones, ma fu anche il loro unico asso nella manica.


NIPS

All the time in the world (Soho Records '78)

Con il futuro Pogues Shane McGowan, i Nips, inizialmente The Nipple Erectors (10), suonarono moltissimi concerti a Londra, nell'area dei gruppi della Chiswick, prima della sbandata che portò al loro disfacimento. All the time in the world fu uno dei loro migliori episodi, catturato in tre semplici minuti centellinati.

Biografia

Dai Nips un garage-rock in anticipo sui tempi del revival del genere, grintoso, suonato coi controperi obbligatori del caso e sferragliante come una produzione Midnight (ma registrata molto meglio) di qualche anno successiva. Sudore.


DOLL

Desire me (Beggars Banquet '78)

Il secondo singolo delle Doll giunse in due formati relativamente nuovi per il periodo: il singolo a 12 pollici e il doppio sette pollici - meglio della solita copertina colorata del 45 giri. Desire me fu indubitabilmente il miglior momento di un gruppo che non ha mai saputo gestire la pressione delle buone recensioni iniziali, ma sapeva indossare dei pantoloni interessanti.

Biografia

Il peggio del capitolo 1978 arriva dalle Doll, inglesi e poco a che fare in tutti i sensi (genere, umano e musicale) con le colleghe di New York. Una canzoncina new wave, con un synth fastidioso.


PROTEX

Don't ring me up (Good Vibrations '78)

Un'altra fresca proposta da Belfast! I Protex furono una ventata d'aria fresca con il loro pop puro e compiuto. Sfortunatamente, non seppero mai ripetere la limpida poesia di questo pezzo nei loro dischi successivi... ma Don't ring me up è di sicuro la canzone per la quale vorrebbero essere ricordati.

Biografia

I nord-irlandesi sembravano sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda in quel 1978: i Protex suonano sulla falsariga del pop-punk degli Undertones, solo meno grintoso e con molta meno classe dei loro colleghi immortali.


TEARDROP EXPLODES

Sleeping gas (Zoo Records '78)

Il primo EP con tre canzoni dei Teardrop Explodes fu accolto con un'eccitazione incredibile dai media. Uno sfasato Julian Cope e alleati (che in seguito sarebbero diventati i KLF, gruppo di punta della Food Records, etc.), circondarono il cantante di un mito maggiore che non il gruppo stesso, ma la leggenda nacque molto più tardi. In quei primi tempi, i Teardrop Explodes ebbero i loro momenti e Sleeping gas è psichedelicamente uno di quelli.

Bouncing babies (Zoo Records '79)

Il primo EP del gruppo su Zoo Records, creò abbastanza interesse presso i media musicali da permettere l'invio di corrispondenti di NME e Sounds a Liverpool, alla ricerca di una nuova scena. Essi trovarono un pazzo Julian Cope e i suoi compagni d'etichetta Echo & the Bunnymen. Nel periodo della pubblicazione di Bouncing babes, le voci si propagarono, l'edizione limitata del 45 giri si esaurì e finalmente, il gruppo firmò per la Mercury e il disco divenne una rarità come poche.

Biografia

I Teardrop Explodes di Julian Cope sono tra i migliori in assoluto delle due compilation in cui compaiono ('78 e '79), che ammantano con la loro psichedelia aggiornata, piena di profumi e profluvi. Sleeping gas è un viaggio psicotico di quattro minuti e mezzo a dir poco entusiasmante, guidato da un basso martellante e dalla voce implorante di Cope. Bouncing babies, la canzone che apre il capitolo 1979, è forse più classica, ma non meno ficcante e psichedelica. Due meraviglie.


JOY DIVISION

Glass (Factory Records '78)

Della raccolta Sample della Factory facevano parte quattro gruppi divisi in due EP - gli altri erano Cabaret Voltaire, Durutti Column e John Dowie. Glass fu la prima canzone registrata dei Joy Division, con la quale provocarono nuove ondate di eccitazione nei circoli new wave e in seguito svilupparono uno schiamazzo di ragazzi entusiasti vestiti di lungo (11). Una serie di concerti dal vivo conquistò un seguito da culto al gruppo e questa rarità conferma il loro prestigio.

Novelty (Factory Records '79)

Il lato B del singolo Transmission, Novelty, segnò un ritorno alle radici musicali dei Joy Division, quando la band si chiamava Warsaw, mentre rimanevano intatti gli echi del suono ritmico che aveva caratterizzato il loro monumentale debutto su album, Unknown pleasure, pubblicato quello stesso anno. Il successo del quartetto Mancuniano fu confermato da alcuni memorabili concerti e dal singolo che creò un vero seguito da culto, Love will tear us apart, al quale, infine, seguì la tragica morte del cantante Ian Curtis, nel 1980.

These days (Factory Records '80)

Lato B del mega successo Love will tear us apart, These days era uno stridente pezzo di musica muscolosa in ambito Joy Division, un suono che fu distillato con il loro album di debutto, Unknown pleasure, al quale seguì troppo presto la morte di Ian Curtis. Riascoltandolo ancora una volta ci si rende conto di quanto validi fossero.

Biografia

L'esordio assoluto dei Joy Division (Glass, 1978) è all'insegna degli incubi e come dubitarne? È la voce di Ian Curtis a creare l'atmosfera oppressiva, più che la musica (con il primo album i due fattori collimeranno perfettamente). È solo l'inizio. Novelty (1979) è un fantastico viaggio tra l'arte buia dei Joy Division: chitarra e basso che vanno a braccetto della voce di Ian Curtis, a seguire le sei corde anche nella melodia che si lascia trasportare leggera e quasi sfrondata dalla cupezza solita. Un piccolo capolavoro, risalente, in quanto a scrittura, secondo la scheda, ai Warsaw, la band che precedette la denominazione Joy Division. These days conclude le presenze del gruppo in queste compilation e anche la carriera dei Joy Division (uscì come lato B di un singolo poco prima della morte di Ian Curtis): opprimente come può esserlo l'intero Closer (l'album che uscirà di lì a poco), dura a livello ritmico (come gran parte delle canzoni del gruppo) e triste epitaffio, in definitiva, di un grande nome della musica di quegli anni.


NORMAL

Warm leatherette (Mute Records '78)

Un lato del singolo di debutto per la Mute Records - sull'altro TVOD - Leatherette fu un episodio da un colpo e via per l'etichetta del capo supremo Daniel Miller, che determinò la tendenza della musica elettronica a discapito del mare di chitarre. Gli scettici potrebbero dire che Daniel Miller introdusse i New Romantics al mondo, ma egli aprì la porta a chiunque, dai Depeche Mode agli Einsturzende Neubauten.

Biografia

Esercizio kraftwerkiano (sintetizzatori a manetta e ritmo robotico, in sostanza) di poco interesse, a mio avviso, Warm leatherette, di Normal, raggiunge sul fondo della raccolta 1978 le Doll. Tanto basta.


SPIZZ

Cold City (Spizzoil) (Rough Trade '79)

Il secondo singolo della prima incarnazione di Spizz (che in seguito diventerà Spizz Energi, Athletico Spizz '80, Spizzles, etc.), vede il suo sbraitante e ingegnoso stile suonato dalla minimale chitarra a tre accordi di Pete Petrol. Sorprendentemente presente ad ogni concerto e festa alla fine degli anni '70 e all'inizio degli '80, Spizz ebbe un grande successo all'inizio del 1980 con Where's Captain Kirk?, come Spizzenergi.

Where's Captain Kirk? (Spizzenergi) (Rough Trade '80)

Spizz cambiò il suo semplice riff e sbraitò un nuovo nome e una formazione rimaneggiata, con la quale aggiunse melodia alla propria pazza eccentricità. Questa ode al vulcaniano dalle grandi orecchie colpì le radio e le classifiche come un tornado e fornì a Spizz il propellente per nuove sfide (12). Egli rimase comunque fedele ai suoi ideali e cambiando nome ancora (e ancora), probabilmente fece del male a sé stesso nel processo.

Biografia

Il sensazionale Spizz degli esordi: voce, chitarra elettrica (di Pete Petrol) e qualche effetto sonoro, null'altro. Spi(a)zz(ante) e nondimeno interessante e Cold City è un perfetto esempio di tutto ciò. Il nostro saprà fare ancora meglio, con sezione ritmica al completo in questo caso, nel 1979, con l'immortale e stupenda Where's Captain Kirk?, primo capitolo di una saga dedicata ai personaggi di Star Trek. Fulminante, veloce, costruita magnificamente, la canzone inserisce anche il celeberrimo canto di sirene della colonna sonora del telefilm. Mai più così in alto mister Spizz: là, dove nessuno è mai giunto prima!


BIG in JAPAN

Suicide a go go/Nothing special (Zoo Records '79)

Il leggendario supergruppo pre-successo di molte stelle future di Liverpool, ospitava Holly Johnson (poi con Frankie Goes to Hollywood), Bill Drummond (JAMMS, KLF), Dave Balfe (Teardrop Explodes, fondatore della FOOD Records), Ian Broudie (Lightning Seeds) e la canzone SUICIDE... prodotta da Rob Dickens (ora presidente della WEA Records). Entrambe le canzoni furono la prima pubblicazione in assoluto della Zoo Records, incluse nell'EP FROM Y to Z, una raccolta di demo di questo gruppo defunto troppo presto.

Biografia

Due canzoni tratte dall'unico EP (1979) dei Big in Japan, questa specie di supergruppo in nuce: Suicide a go go è un esercizio punk dominato dalla voce davvero particolare di Jayne Casey, quasi stridula nei toni alti, ma estremamente interessante e in un certo senso, angosciante. Il concetto è ancora più chiaro con Nothing special, sorta di blues-new wave lentissimo e malsano, che la voce della Casey potrebbe rendere ridicolo, ma che invece, per suo merito, acquista ancora più forza. È in questi casi che mi rendo conto di quanto sia difficile rendere un'idea musicale con le parole.


COMSAT ANGELS

Red planet (Junta Records '79)

I Comsat Angels da Sheffield iniziarono come Radio Earth e poi debuttarono con l'EP di tre canzoni Red Planet, dal vinile rosso stampato in 2000 copie e con la loro new wave melodica, carpirono il cuore della nazione tramite i molti passaggi nella trasmissione radiofonica di John Peel. Quelle Peel session del 1979 li legarono a un accordo con la Polydor, che poi fruttò l'eccezionale singolo Independence Day e un paio di album.

Biografia

L'interessante idea melodica dei Comsat Angels conobbe il suo momento migliore in questo esordio (ricordo un episodio successivo nettamente inferiore). Il punk era morto e sepolto come idea rivoluzionaria e i frutti cadevano maturi in ogni direzione.


CABARET VOLTAIRE

Nag nag nag (Rough Trade '79)

Gli iniziatori della scena industriale di Sheffield, cercarono di mantenersi suonando soul music, ma non ci riuscirono del tutto. Questo è il loro primo singolo ri-allineato ai rumori che fecero parte di un precedente EP-raccolta della Factory, Sample e diede loro un seguito da culto globale. Rozzo, potente e assolutamente unico.

Silent command (Rough Trade '80)

I Cabaret Voltaire di Sheffield passarono anni nel tentativo di affilare la loro miscela industriale di radici soul ed elettronica, all'interno di formidabili canzoni da tre minuti, ma essi aggiunsero sempre quel piccolo inganno che li faceva sforare con il ritmo e con i tempi. Qualcun'altro ha prodotto una fetta così epocale di reggae elettronico?

Yashar (Rough Trade '83)

Una speciale registrazione per il mercato europeo della Factory, fusione del suono industriale di Sheffield dei Cabaret Voltaire, con i remixes di una coppia di dj newyorkesi. Yashar, che diventerà il punto di partenza dei Cabs per la casa discografica Virgin e più tardi Parlophone, sul fronte dance, mantiene ancora il suo taglio grezzo e aspro.

Biografia

Incubi industriali dai Cabaret Voltaire, forse uno dei gruppi più influenti e allo stesso tempo, più sconosciuti della storia della musica (fatemi passare le iperbole, ogni tanto ci vogliono). Voci dall'oltretomba, ritmica elettronica serrata e suoni deliranti e angoscianti da Nag nag nag, compendio sonoro di Sheffield, la città natale dei nostri e capitale inglese dell'acciaio (i conti tornano?). Silent command (1980) comincia da un pianoforte scordato e distorto e da un dialogo in francese e poi si sviluppa su un ritmo reggae mai così lontano dalle spiagge caraibiche. Un esercizio dub davvero diverso dal solito. Epocale? Chissà, bisognerebbe chiederlo agli esperti del settore. Yashar, da quel che ho raccolto in Internet (sì, perché il mio cd rovinato non mi permette l'ascolto dell'ultima canzone...), dovrebbe essere un pezzo di dance durissima, ma ciò che si raccatta on line sono solamente versioni remixate successivamente.


FAD GADGET

Back to nature (Mute Records '79)

La seconda pubblicazione della Mute di Daniel Miller, ospitava gli svolazzanti, indefinibili suoni elettronici levigati dei Fad Gadget. Il leader Frank Tovey fu incline agli epici concerti dal vivo, dove in genere abusava del proprio corpo e dove spesso finiva vestito solamente di un tanga. Back to nature, in retrospettiva, fu un titolo davvero adatto al soggetto.

Ricky's hand (Mute Records '80)

Gli eccentrici spettacoli dal vivo di Frank Tovey furono sempre un rito violento, ma egli trovò sempre arduo ricreare la stessa energia sul vinile. Ricky's hand fu probabilmente il miglior prodotto tra i suoi primi vinili, contenendo potenza, melodia e un classico copione basato sul mistero.

Biografia

Back to nature ci sprofonda nella musica completamente elettronica, leggermente inquietante, ma con chiari segnali inviati alle discoteche. Non è pura plastica, ma ci siamo vicini e la vicinanza si fa contatto con Ricky's hand, dalla raccolta del 1980: ritmica nettamente da discoteca, tastiere spudoratamente da discoteca, qualche effetto sonoro a condire il tutto e una canzone di pochezza imbarazzante. Tra le peggiori canzoni in assoluto delle raccolte Indie scene in mio possesso.


DAMNED

Love song (Chiswick '79)

Come la scena indie può far risorgere la complessità della musica. I Damned cambiarono i loro atteggiamenti e il loro suono. Dopo aver lasciato la Stiff con il rischioso Music for pleasure, ritornarono alle origini e scalarono le classifiche con Love song, che fu pubblicato con quattro copertine diverse e in vinile rosso o nero.

Biografia

Love song fu pubblicata su singolo e inclusa nell'album Machine gun etiquette, il loro terzo. Un ritorno alle antiche atmosfere casiniste del primo album, secondo i più esperti recensori (sino ad ora io mi sono accontentato del primo album). Un pezzo punk furioso a livello ritmico e ingentilito dal ritornello pop. Non al livello delle prime produzioni, questo è sicuro.


WALL

New way (Small Wonder '79)

Il suono personale di New way dimostrava che i Wall potevano usare le basi del punk e della new wave per sfornare una nuova musica sfavillante. In ogni caso, le altre due canzoni del loro EP di debutto, fallirono la ripetizione della formula. Alla fine firmarono per la Polydor nel 1982, ma non seppero mai ripetere la formula di New way.

Biografia

I Wall si formarono nel 1978 e vissero poco meno di un lustro, non so a quali livelli artistici e commerciali, probabilmente senza mai riuscire a pareggiare la qualità di questa sensazionale New way: una canzone divisa tra new wave e reggae, ma nulla a che vedere con Police o Ruts, un muro (Wall, appunto) chitarristico memorabile e un pezzo d'intensità incredibile. Nonostante i passaggi continui, la New way non riesce a stancare e s'incastra in testa come due pezzi di un puzzle sconosciuto.


MONOCHROME SET

He's Frank (Disquo Bleu '79)

Il punk fu visto in maniera totalmente differente dai Monochrome Set, che con le loro canzoni spiritose si conquistarono un seguito da culto a Londra. Vestendo di nero e suonando atmosfere vicine ai Velvet Underground, ma aggiungendo ironia e delle grandi linee melodiche, i Set pubblicarono una serie di singoli su Rough Trade e Dindisc; questa canzone fu pubblicata dalla propria etichetta personale, la Disquo Blue e fu uno dei punti forti dei loro concerti.

Jet set Junta (Cherry Red '83)

In maniera simile, i Monochrome Set furono qualcosa di più di quegli eroi sconosciuti. Un'eccentrica miscela di Velvet Underground, Shadows e appassionato pop degli anni '60, essi giunsero a diluire il loro materiale con il debutto discografico presso la major Dindisc, dopo aver pubblicato precedentemente per la Rough Trade. Dal 1983 tornarono nel settore indies e suonarono molto più onestamente.

Biografia

He's Frank è l'esordio assoluto su singolo dei Monochrome Set, un brano davvero divertente e lontanissimo dai Velvet Underground di cui parla il redattore della scheda qui sopra: sembra rockabilly passato in un tritacarne e accelerato; preparati a livello tecnico e stilisticamente personali. Jet set Junta, di quattro anni successiva, tradisce immediatamente la sua influenza principale, Ennio Morricone ed è altrettanto coinvolgente. Un gruppo, i Monochrome Set, che potrebbe risultare pesante sulla lunga distanza, ma dalle molte carte da giocare. Bravi.


PASSIONS

Hunted (Fiction Records '79)

Il singolo di debutto dei londinesi Passions fece conoscere al mondo l'affascinante voce di Barbara Grogan. Il gruppo pubblicò anche un album di debutto con la Fiction, ma poi firmò per la Polydor per la loro più memorabile uscita, il successo del 1981 I'm in love with a German film star.

Biografia

Due piccoli appunti alla scheda: la cantante si dovrebbe chiamare Barbara Cogan e non Grogan e Hunted non fu il singolo di debutto dei Passions (fu il secondo, preceduto da Needles and pills). Ancora una mistura rock bianco-reggae di glaciale freddezza e cantato dalla voce di Barbara Cogan, che io non trovo così affascinante come il redattore della scheda. Una canzone così così, una prestazione strumentale quasi maiuscola.


REGENTS

7 teen (Rialto '79)

Il gruppo, formato su un precedente insuccesso della Go! Discs, The Bic, ebbe vita breve, ma seppe comunque creare un po' di attenzione nelle classifiche con questo pezzo di pop adolescenziale.

Biografia

Più che Bic, da quel che ho scoperto, i Regents avevano una cantante dal nome (o nomignolo) di Bic Brac, ancora adolescente all'epoca di questo disco, che uscito come singolo, raggiunse le prime venti posizioni della classifica UK. In effetti, 7 teen, al di là dell'aria di libertà e della costruzione leggermente sgangherata, ha tutte le carte per poter sfondare: un riff secco di chitarra, immediatamente memorizzabile, un tormentone all'inizio di ogni strofa (il titolo della canzone) e un coro femminile, se non irresistibile (non voglio esagerare), altamente coinvolgente.


KIRSTY MacCOLL

They don't know (Stiff '79)

La cantautrice Kirsty McColl, dall'inizio della carriera nel settore indipendente con i suoi primi singoli, suscitò immediato scalpore e They don't know non fu da meno; passò alla Polydor e poi tornò alla Stiff per il suo primo successo, New England. Da quel momento, ebbe un altro successo con There's a guy works down the chip shop swears he's Elvis e lavorò con chiunque, dai Pogues ai French and Saunders.

Biografia

They don't know sembra un successo anni '60 di un gruppo vocale alla Mamas and Papas; anche la melodia sembra già conosciuta, sebbene sia totalmente farina del sacco della nostra Kirsty (nel senso della firma...). Una canzone leggera e liquida, piacevole e rilassante.


RUMOUR

Emotional traffic (Stiff '79)

La band accompagnatrice dello stagionato cantante Graham Parker, si formò nel 1975 e seguì un proprio percorso con diversi singoli pubblicati per la Stiff, aprendo l'etichetta alle suggestioni della scena pub rock che avrebbe portato loro Nick Lowe e Ian Dury. L'intensa campagna radiofonica di Emotional traffic, non fornì ai Rumour lo squarcio che si sarebbero aspettati.

Biografia

Sulle loro capacità non possono esserci dubbi e anche la canzone è proprio niente male. Orfani di Graham Parker, che all'epoca accompagnavano ancora nelle sue incursioni discografiche, i Rumour di questo pop-rock alla Graham Parker, sono orecchiabili, energici e immediati. Come dice la scheda, non incontrarono il favore del pubblico, ma questo non deve sorprendere.


MADNESS

The Prince (Two-Tone '79)

Strappati dalla Two Tone al contratto che avevano con la Stiff, i Madness di Camden Town pagarono il loro tributo a Prince Buster con The Prince e fecero una cover della sua Madness sul lato B del loro singolo di debutto. Apparvero anche a Top of the Pops.

Biografia

I Madness degli esordi, genuinamente ska e divertenti, omaggiano uno dei 'principi' del genere, Prince Buster e non mancano il bersaglio, come sempre succedeva all'inizio della loro storia. Un bel ripasso di quella stagione effimera, lo ska-revival, che continua con le altre due canzoni che chiudono il capitolo 1979.


BEAT

Tears of a clown (Two-Tone '79)

Scoperti con un demo tape spedito alla Two-Tone e ruotanti attorno al tastierista di studio degli Specials Jerry Dammers, i Beat ripresero una canzone di Smokey Robinson and the Miracles, Tears of a clown e ci aggiunsero un'intelligente sezione toasting (13), merito del proprio Ranking Roger.

Biografia

Il miglior gruppo della stagione ska inglese di fine anni '70? Dei Beat ho un paio di album, del resto della pattuglia ska-revival ho qualche titolo e dunque, per quanto mi riguarda, è questo il miglior gruppo uscito da quella breve stagione. La canzone di Smokey Robinson subisce un trattamento velocizzante e rivitalizzante: splendida!


SELECTER

On my radio (Two-Tone '79)

I Selecter nacquero dal lato B degli Specials di Gangsters, per progettare e pubblicare con il proprio nome lo stravagante inno pop/ska. Il gruppo originariamente era partito come band di roots reggae nella loro città, Brum, mentre la cantante Pauline Black tentò in seguito un'infruttuosa carriera solista.

Biografia

Il capitolo 1979 si chiude con questa canzone dei Selecter, una propaggine degli altrettanto campioni dello ska, forse i maggiori (ma forse no...), Specials. La splendida voce di Pauline Black, una grande canzone, il ritmo ska da ballare: detto tutto e mi sembra abbastanza.


ECHO & the BUNNYMEN

Pictures on my wall (Zoo Records '80)

I Bunnymen cominciarono con una drum machine (Echo), suonando con i Teardrop Explodes all'Eric di Liverpool. Una Peel session e un viaggio a Londra per suonare alla YMCA, assicurarono loro un'ottima reputazione e la fama - un contratto con una major e un batterista - fu giusto dietro l'angolo. L'introduzione delle tastiere sulle lande desolate delle chitarre, rendono il suono di Pictures on my wall emozionante e fresco come nessun altro.

Biografia

Una delle meraviglie crepuscolari del primo album degli Echo & the Bunnymen e debutto assoluto del gruppo di Ian McCulloch, pischello dalla voce magnifica: è l'apertura del capitolo 1980. Psichedelia aggiornata della Liverpool di fine anni '70, che tra Echo & the Bunnymen e Teardrop Explodes (più qualche altro nome), produsse musica eccellente e in qualche caso indimenticabile.


WAH!

Seven minutes to midnight (Inevitable Records '80)

Come parte dei leggendari Crucial Three, con Julian Cope e Ian McCulloch (Teardrop Explodes e Echo & the Bunnymen), Pete Wylie cambiò nome al progetto Wah! disco dopo disco. Egli non fu mai alla ricerca sfrenata di quel successo che sarebbe giunto qualche anno più tardi, ma Seven minutes to midnight è una potente gemma lucente di ondate chitarristiche che non si dovrebbe dimenticare.

Biografia

Più orientati verso un certo tipo di power-pop chitarristico i Wah! di Pete Wylie, a differenza dei suoi amici e colleghi Ian McCulloch e Julian Cope (e dei gruppi capitanati, rispettivamente Echo & the Bunnymen e Teardrop Explodes). Senza alcun dubbio, molto meno interessante delle canzoni dei due ex colleghi inserite in questa serie.


BAUHAUS

Dark entries (Axis Records '80)

I Bauhaus 1919, da Northamptom, avevano già creato le desolanti immagini gotiche di Bela Lugosi's dead, alle quale seguì la similmente caustica Dark entries. Non scalarono mai le classifiche nazionali fino a quando ripresero David Bowie, ma queste prime facciate furono senza dubbio dei classici da culto e i loro concerti furono sempre un evento.

Biografia

Dark entries è il secondo singolo dei Bauhaus, dark music della più pura, tenebrosa e oscura, fortemente ritmica e guidata dalla coppia chitarra e basso che procede di concerto. Uno splendido esempio di quella scena vestita di nero che dominò i pensieri e i giradischi, di molti appassionati e ossessionati del periodo.


NIGHTMARES in WAX

Birth of a nation (Inevitable Records '80)

La prima incarnazione dei Dead Or Alive di Pete Burns. Nighmares In Wax pubblicò solamente questo EP con tre pezzi, prima di barattare il potente suono punky con uno più orientato verso la dance androgina, con alcuni occasionali riff di chitarra lanciati con buona mira. È in ogni caso una prestazione rara e rarefatta.

Biografia

Sottofondo funky, rumori vari, la voce dinamica di Pete Burns e un tormentone che si dilunga per cinque minuti. Molto più interessanti questi Nightmares in Wax dei successivi Dead Or Alive.


WOODHEAD MUNRO

Mumbo jumbo (Oval Records '80)

Un galoppante gruppo pop che, attraverso la radio, predicava il potere positivo di Mumbo Jumbo, la canzone che diventò una delle favorite di Capital Radio, ma che non riuscì ad ammaccare le classifiche. Ed Sirrs, l'uomo che si nascondeva dietro la maschera, dal suo lavoro di portiere del cinema locale, attraverso Woodhead Munro diventò un rispettato fotografo del New Musical Express.

Biografia

Con Woodhead Munro tocchiamo con mano i prodromi della mania caraibica, della musica salsa, delle canzoni zeppe di fiati e quant'altro, che qualche anno più tardi avrebbero dominato le classifiche britanniche e non solo. Mumbo Jumbo non è inconsistente come la maggior parte di quella scena futura, avendo al proprio arco un tocco personale non indifferente e una buona dose di fantasia. Per tre minuti divertenti.


HOLLY and the ITALIANS

Tell that girl to shut up (Oval Records '80)

Pop punk americano con un'acuta voce femminile e in questo caso, con un insidioso 'gancetto' insito nel pezzo di Jackie Charlton Tell that girl to shut up, una canzone che aprì le porte del diluvio a molte altre band US dello stesso tipo. Per di più, fu un'altra canzone che aggredì le classifiche nazionali.

Biografia

Una canzone immediata, un ritornello fulminante, le chitarre che picchiano, un singolo perfetto per scalare le classifiche: Tell that girl to shut up è tutto questo ed è anche l'unico momento degno di nota di Holly e dei suoi italiani. Una botta e via.


ASSOCIATES

Affectionate punch (Fiction Records '80)

La facciata poppy della testa matta scozzese Billy McKenzie: questa fu la title-track dell'album di debutto del duo, che dovette, però, aspettare un paio d'anni prima di entrare nelle classifiche, con un'immagine diversa e un cantato più celtico. Gli Associates, in ogni caso, furono sempre molto 'caldi' nelle loro canzoni.

Biografia

Uno dei nomi più incensati dalla critica italiana d'inizio anni '80: per il duo scozzese Associates, si scomodavano aggettivi magniloquenti e alla luce di Affectionate punch, l'eccitazione aveva una ragione d'essere. Una musica altamente personale e difficilmente definibile, pop senza essere triviale, rock senza esserlo, pianistica, ritmica, attenta maniacalmente alle alchimie vocali. A dir poco interessante.


IT'S IMMATERIAL

Young man (Hit Machine '80)

I primi giorni della lunga e confusa carriera degli It's Immaterial, con il tastierista dei Christians Henry Priestman in pole position e un racconto sui disoccupati del Nord, meglio conosciuto come Young man (Seeks an interesting job). New wave pop perfetta.

Biografia

Ritorna quell'Henry Priestman già militante negli Yachts, il nome meno interessante del capitolo 1977. Young man è una canzonetta fiatistica che difficilmente può lasciare un segno, anche se può bastare per qualche minuto di piacere sonoro.


FRANTIC ELEVATORS

You know what you told me (Erics '80)

Gli esordi dell'ora super famoso Mick Hucknall, cantante dei Simply Red; il pezzo, You know what you told me, fu uno dei tanti che gli permise di farsi notare, ma la natura limitata della registrazione non dette mai ai Frantic la possibilità di giungere al successo.

Biografia

Un pezzo che definire sgangherato è davvero limitante: stonato, a ruota libera, brevissimo, può ricordare la versione di Barbara Ann dei Beach Boys come casino, anche se mancano i cori (è solo per rendere l'idea). Boh.


Q TIPS

SYSLJFM (Shotgun '80)

Mentre molti si scervellavano per reinventare la musica, i Q-Tips emersero dal circuito dei pub suonando covers di R&B con la supplicante voce soul di Paul Young. Questo vecchio classico del periodo d'oro del soul, si guadagnò dei buoni passaggi radio, ma Young alla fine li lasciò per lanciare la sua carriera solista tra le stelle.

Biografia

Dinamitardo questo pezzo rhythm'n'blues registrato dal vivo dai Q-Tips di Paul Young, che riprendono una canzone firmata Joe Tex. Energica ai limiti dell'esplosione atomica, piena, eseguita con forza insospettata. Bella.


D.A.F.

Kebabtraume (Mute Records '80)

La seminale etichetta Mute era stata fondata su una base elettronica e fu veloce nell'assicurarsi questo quartetto della Germania Ovest che suonava alla Kraftwerk, ma aveva una chitarra metallica per potenziare i propri pezzi. Uno dei loro migliori momenti prima di snaturare il suono e perdere la loro versatilità.

Biografia

Altro duo, in questo caso di stampo elettronico e proveniente dalla Germania. I due Deutsch-Amerikanische Freundschaft mischiavano l'elettronica di casa, alla Kraftwerk e non solo, con il rock e le chitarre elettriche, cantando al limite del robotico. La scena indipendente, come si può evincere da queste ultime schede del capitolo 1980, si stava dividendo tra i fiati  - e le musiche caraibiche - e l'elettronica più o meno radicale e da discoteca.


MODERN ENGLISH

Gathering dust (4AD '80)

Una delle primissime formazioni 4AD che hanno ispirato un'intera generazione, attirando un buon seguito da culto, ma mai vendendo in misura apprezzabile. Registrarono diversi album, ma non cambiarono mai i loro ritmi. Gathering dust sottolinea solamente quanto validi potessero essere.

Biografia

Il capolavoro del capitolo 1980, sta tutto in questi quattro minuti e venti secondi, vergati e suonati dai Modern English per il loro album d'esordio, Mesh and lace: Gathering dust è una lunga, estenuante progressione senza fine, affascinante, chitarristica, ma che non assomiglia a nulla di chitarristico dell'epoca, infarcita di rumori, commovente nella melodia e nella voce quasi disperata... Non mi fermerei mai. Una meraviglia assoluta.


TEA SET

Parry Thomas (Waldo's '80)

Un singolo bizzarro e molto raro, Parry Thomas è un'anticaglia psichedelica con un tema conduttore e un ritmo pulsante. Molto intenso e prova che passarono del tempo in uno studio, il popolo Inglese potrebbe essere effettivamente molto strano (14). Un classico, ma quale inferno si nasconde dietro tutto questo?

Biografia

Una musica equalizzata che potrebbe ricordare la Grace Jones di Nightclubbing (uscito l'anno successivo...), ma che a differenza di quella, infarcisce di chitarre, anche dure, la canzone. Divisa nettamente tra le due anime raccontate qui sopra e con un finale impazzito, Parry Thomas è uno dei tanti esempi della vitalità della musica inglese di quel periodo.


SWELL MAPS

Let's build a car (Mute Records '80)

Ingaggiati velocemente dalla Rough Trade, in seguito alla pubblicazione di un'edizione molto limitata licenziata per la propria etichetta, questo singolo fu una delle radici del caotico suono chitarristico delle indies negli anni a venire. Al di là del mercato e dei negozi, ogni cosa nel posto sbagliato, ma in qualche modo essenziale.

Biografia

La creatura di Nikki Sudden, attiva sin dall'inizio degli anni '70, arrivò sul mercato discografico non prima del 1977. Let's build a car è una specie di garage-rock filtrato dall'esperienza punk, con una chitarra distorta a più non posso che conduce le danze e reso inquietante da interventi pianistici minimali. Potrebbe sorprendere...


DEAD KENNEDYS

California uber alles (Cherry Red '80)

Costruiti attorno all'esplicito cantante Jello Biafra, i Dead Kennedys furono la dimostrazione che l'America aveva preso dal punk rock il cuore e aveva lo spirito ribelle incastrato negli stivali. Politicizzati, selvaggi e aggressivi, suonano ancora oggi come qualcuno che mena fendenti immaginari.

Biografia

Uno dei capolavori dell'album d'esordio dei Dead Kennedys di Jello Biafra e una delle loro canzoni più famose, dedicata al famigerato governatore della California Jerry Brown. Commovente nella sua foga, il punk estremo di Jello Biafra resta tra gli esempi più interessanti e coinvolgenti del genere. Impossibile non cedere alla tentazione di cantare con Jello il ritornello irresistibile.


ADICTS

Easy way out (Fall Out '80)

Vidi gli Adicts a Londra, erano stati ingaggiati perché il proprietario del pub pensava fosse una band di R&B. Da Ipswich, scrivevano delle grandi canzoni punk ed autentiche caratterizzazioni, registrammo un EP con quattro canzoni e ne stampammo mille copie. Costò 300 sterline e fu esaurito in una settimana. E perché no?

Biografia

Sono gli Adicts, strano gruppo punk che a livello d'immagine si rifaceva ai drughi di Arancia meccanica, come molti altri in quel periodo. Easy way out è una splendida canzone punk giunta, forse, fuori tempo massimo, ma coinvolgente e maledettamente valida.


NORMIL HAWAIIANS

The beat goes on (Dining Out '80)

C'erano nove Hawaiians sul palco quando suonavano il loro punk new wave pop con violini e coro femminile. Erano intelligentemente bilanciati, anche quando si trovavano ad esibirsi al completo, ma questo fu il loro inno e il motivo che li fece continuare. Scrissero delle grandi canzoni.

Biografia

Un pizzico di free-jazz a condire una canzone incasinata, dalla base funky e dal marasma di voci, cori e fiati in superficie. Strana.


YAZOO

Nobody's diary (Mute Records '83)

Dopo aver lasciato i Depeche Mode, apparentemente perché non voleva essere intrappolato in un gruppo, Vince Clarke si unì alla cantante R&B Alison Moyet e produsse una serie di successi da discoteca su entrambe le sponde dell'Atlantico. Nell'83 le differenze musicali sembravano già profilarsi chiaramente e Nobody's diary fu uno dei loro definitivi pezzi di pop allegro.

Biografia

Un tormentone dell'estate, anche italiana, del 1983: Nobody's diary è una ballata elettronica che stanca dopo qualche ascolto. Il duo Yazoo incise anche qualcosa di meglio.


ASSEMBLY

Never never (Mute Records '83)

A seguire gli Yazoo e prima degli Erasure, Vince Clark formò un gruppo improvvisato con il boss dei Blackwing Studios, Eric Radcliffe e il coinvolgimento di un numero di cantanti selezionati. L'ex voce degli Undertones, Feargal Sharkey, dalla carriera solista tentennante, ricevette una spinta con Never never, dopo alcuni risultati deludenti, uno di quei successi sorprendenti e che mai potranno essere ripetuti.

Biografia

Un progetto temporaneo per l'ex-Depeche Mode Vince Clarke, dopo lo scioglimento del sodalizio con Alison Moyet (Yazoo) e prima dei suoi Erasure. Una lenta ballata elettronica che dice poco, non fosse per la splendida voce di Feargal Sharkey, all'epoca alla fine della sua avventura Undertones e impegnato nelle prove generali del suo futuro numero uno (A good heart, 1985).


JANE

It's a fine day (Cherry Red '83)

Un altro successo strano e da un colpo e via, ripreso recentemente dai techno Opus III, It's a fine day era caratterizzata dal canto a cappella di Jane, dai monosillabici strozzati. Le parole stesse del poema furono scritte da un eccentrico mancuniano, Barton, che tempo dopo massacrò e distrusse il proprio Me and my Mini su The Tube. Un infallibile Terry Thomas della scena indipendente e un inno confacente a taluni egomaniaci.

Biografia

Un esercizio a cappella di Jane, fidanzata dell'autore della canzone, Edward Barton. Affascinante, ma fino a un certo punto e anche troppo lunga: It's a fine day rimane nient'altro che una curiosità.


WALL of VOODOO

Mexican Radio (Illuminated '83)

Il rock tendente al pop, con un pizzico di sospetto e di mistero, fu affilato al meglio per Mexican Radio, una storia sublime di iguane arrostite e di attraversamenti di frontiera. Il basso borbottio vocale di Stanard Ridgway preannunziò quello che sarebbe stato l'affresco bellico di Camouflage, ma questo fu uno dei suoi migliori momenti.

Biografia

Mexican Radio è la canzone più famosa dei Wall of Voodoo, il gruppo dominato dalla fantastica voce di Stan Ridgway, una delle più belle di sempre in ambito rock. Dark-rock-roots: Mexican Radio è classica nella costruzione, ma la sua particolarità è fuor di dubbio, come le influenze morriconiane. Un classico, appunto.


PREFAB SPROUT

The devil has all the best tunes (Kitchenware '83)

Dal profondo nord, i Prefab Sprout si affannarono con la loro serie di 45 giri di pop elegante, prima di agguantare il successo con l'ennesima ristampa di When love breaks down. Strano, invece, che The devil..., come potenzialmente tutte le loro canzoni, sia un classico più compiuto.

Biografia

I Prefab Sprout degli esordi (questo è il loro secondo singolo), leggeri, inconsistenti, quasi da pianobar e per di più lunghissimi (quasi cinque minuti!). Non so come potesse piacermi questo gruppo e il loro album Steve McQueen, di un paio d'anni successivo a questa canzone. Misteri. Non si fossero persi dopo un album fantastico (Tell God: I'm here, 1987), molto meglio i conterranei e amici Hurrah!


RED GUITARS

Good technology (Self Drive '83)

I Red Guitars di Hull furono risolutamente indie e con una serie di eccellenti 45 giri, pubblicati con la propria etichetta, la Self-Drive, si crearono un seguito da culto. Good technology suona ancora vivace e personale come non mai, un triste ricordo, in un certo senso, di come si disintegrarono non appena firmarono per la Virgin Records.

Be with me (Red Guitars '85)

Da Hull con il loro pop dalle inclinazioni tracotanti, chitarre multistratificate e una selva di pose, i Red Guitars precedenti la loro firma con la Virgin, con un altro classico di musica pop anticonvenzionale. Che le loro pubblicazioni Virgin vadano dallo scialbo all'insignificante, è triste, ma questo è un autentico classico.

Biografia

I Red Guitars furono tra i protagonisti di una scena che provò a far ritornare le chitarre tra la musica inglese, dopo anni di classifiche dominate dai sintetizzatori; il loro nome parlava chiaro da questo punto di vista. Provenienti da Hull, la stessa città degli Everything But the Girl e degli Housemartins, i Red Guitars del singolo d'esordio (Good technology, 1983) sono mediamente interessanti: una bella canzone che pone le chitarre in primo piano, ma che riempie ogni solco di suoni, echi e ritmica pompata e leggermente plasticosa. Da quanto ho potuto scoprire, i Red Guitars pubblicarono due album, Slow fade, per la Indie Self Drive e Tales of the expected per la Virgin. Be with me (la canzone tratta dal capitolo 1985) precede la firma per la Virgin ed è una delle canzoni più insopportabili dell'intera serie, eterna (sette minuti!), disturbante e fastidiosa, finta e brutta e via discorrendo. La scheda parla di un peggioramento netto dopo la firma con la Virgin: non riesco nemmeno a immaginare come sia possibile.


TRACEY THORN

Plain sailing (Cherry Red '83)

BEN WATT

Some things don't matter (Cherry Red '83)

Il primo materiale solista dei due membri degli Everything But the Girl. Entrambi hanno raccolto un buon successo con gli album solisti su Cherry Red, ai quali è seguita la pubblicazione di Night and day, il debutto su 45 giri come EBTG. Ed entrambi mettono in mostra un personale fiuto vocale e un amore per le storie dolci/amare e per le emozioni che imbrigliano l'ascoltatore.

Biografia Tracey Thorn

Biografia Ben Watt

Tracey Thorn e Ben Watt sono accomunati nella stessa scheda dall'estensore: di lì a poco, esordiranno come duo con l'album Eden, attribuito a Everything But the Girl, uno dei nomi principali della nuova corrente cool che interessò la musica inglese verso la metà degli anni '80. Plain sailing è una breve canzone acustica di Tracey Thorn, dominata dalla sua splendida ancorchè malinconica voce. Ben Watt, dal canto suo, s'immerge in un pezzo jazzato, un po' troppo lungo, cantanto con la sua voce miagolante. Molto fuori dalle mie corde.


GO-BETWEENS

Cattle and cane (Rough Trade '83) e People say ('79)

Recentemente ripresa dai Wedding Present come lato B di uno dei loro 45 giri mensili durante il 1992, questa canzone dei Go-Betweens (15) rimane un compendio del loro suono arioso, affascinante e per nulla grossolano. Uno dei grandi misteri della musica è perché non siano mai riusciti a raggiungere il grande successo che queste canzoni annunciavano.

Biografia

La sorpresa della raccolta 1979 si chiama People say e loro si chiamano Go-Betweens, australiani: non perché la canzone sia memorabile o particolare (trattasi di rock influenzato dai sixties, dominato dalle tastiere e molto carino), ma perché canzone e gruppo sono stati dimenticati sia dalla scaletta dei titoli che dalle schede (e in entrambi i casi, al posto dei Go-Betweens compaiono tali Fatal Microbes, con la misteriosa Violence grows: canzone e gruppo destinati a rimanere oscuri per sempre... o quasi, ma non è questo il luogo). I Go-Bewteens tornano con tutti i crismi nella raccolta del 1983, come confermato dalla scheda riportata qui sopra e la sorpresa, in questo caso, è autenticamente musicale: Cattle and cane è uno dei brani più deliziosi che mi sia mai capitato di ascoltare. Esagerato forse, ma come trovare una chitarra più leggera e leggiadra di questa, senza essere melliflua? Come scoprire un gruppo ispirato dai Byrds, nome obbligatorio come nume tutelare negli anni '80 e allo stesso tempo così personale, aereo e sognante? Una piccola meraviglia che si ripete ad ogni ascolto e ormai siamo a qualche migliaio.


NEW MODEL ARMY

Great expectations (Abstract '83)

Mentre il punk dei tre-accordi segnava il passo, lo spirito aggressivo rivisse in gruppi creativi e cerebrali come New Model Army. Ingaggiati alla fine dalla EMI, continuarono a digrignare i denti e a lanciare i loro messaggi per otto anni e solo recentemente si sono separati dalla major.

Biografia

Tra gli inglesi più grintosi di questo capitolo 1983, i New Model Army riuscivano a mischiare abilmente certe suggestioni dark (il lavoro di basso) e la durezza del punk ormai morto e sepolto. Grande capacità melodica e una grande canzone.


NIGHTINGALES

Crafty fag (Ink '83)

Il suono della danzante Brum, per gentile concessione di Robert Lloyd e dei suoi amici, ha già mietuto molti elogi attraverso le pubblicazioni su Cherry Red. Nervoso, convulso suono pop nello stile dei Fall, ma con uno stile personale di irriverenza spiritosa, Crafty fag sono tre minuti per nulla facili da ascoltare.

Biografia

Dice bene la scheda: il fantasma dei Fall è visibile in ogni nota di questa canzone dei Nightingales, anche se il gruppo non lavora di carta carbone. Sembra più una curiosità che altro.


THREE JOHNS

AWOL (Abstract '83)

Formati dal leader dei Mekons Jon Langford, i Three Johns presentavano un più che distorto suono chitarristico, adeguatamente privo di toni zuccherosi tramite proclami politici e posizioni aggressive. Sicuramente, i Johns ebbero un seguito da culto, ma non seppero mai trovare il modo di convertire le masse, il che grida vergogna.

Biografia

Ricordo come i Three Johns creassero attese e recensioni specializzate di non poco conto a quei tempi. AWOL è il loro esordio su Abstract, ma già due 7 pollici e un 12 pollici avevano visto la pubblicazione per un'altra etichetta indipendente (la CNT). Post-punk di squisita durezza, che si potrebbe affiancare ai New Model Army. Il Mekons Jon Langford, responsabile del progetto Three Johns, sarà anche uno dei due protagonisti dei Killer Shrews, negli anni '90.


ICICLE WORKS

Birds fly (Whisper to a scream) (Situation Two '83)

Jingle-jangle pop muscoloso da un combo di Liverpool, la cui carriera è stata confusa e distorta come la loro musica. Con un'adorazione per Neil Young, quando non era di moda e i capelli lunghi prima che diventassero tendenza, gli Icicle Works hanno sempre lottato per raggiungere il successo, tranne quando fu il loro momento.

When it all comes down (Beggars Banquet '85)

Gli Icicle Works erano destinati al successo da grandi stadi, ma in effetti avrebbero dovuto sudarselo nel circuito dei club. Suonando un personale rock chitarristico, ispirato a Neil Young, hanno sempre mantenuto una loro personalità. In ogni caso, suonano gagliardi ancora oggi.

Biografia

Icicle Works erano tra i nomi che cercarono di resuscitare le chitarre elettriche in quel periodo storico della musica inglese, con Red Guitars, Blue Aeroplanes e altri, ma dall'alto (o dal basso...) di un pop-rock in gran parte anemico e sovraprodotto (può sembrare una contraddizione, ma non lo è). Misteriose le fantomatiche influenze younghiane di cui parlano le schede, mentre per il jingle-jangle siamo d'accordo e i tappeti chitarristici lo dimostrano. Peccato che Birds fly (titolo a caso parlando di jingle-jangle?) non vada al di là di un compitino corretto. When it all comes down è ancora più prodotta della precedente e ancora più banale e trascurabile.


GENE LOVES JEZEBEL

Bruises (Situation Two '83)

L'EP con sei canzoni Bruises fu registrato per il mercato americano, quando il gruppo di Welsh, formato dai fratelli Aston, firmò per la Vertigo d'oltreoceano. Colti dall'album di debutto Promise, essi dispiegano il loro rock studiato, come degli U2 che vanno verso il glam scegliendo una strada gotica.

Desire (Situation Two '85)

Oltre alle pose gotiche e al colpo d'occhio, Gene Loves Jezebel possedevano veramente uno squisito stile di scrittori di canzoni. Desire non esita mai nel suo avvicinarsi emozionalmente alla routine addolorata.

Biografia

Il dark non proprio nerissimo dei fratelli Aston e dei loro Gene Loves Jezebel, è affascinante nelle costruzioni barocche dei suoni e quasi disperato nelle parti vocali. Bruises è un ottimo esempio di tutto questo, senza dimenticare le influenze U2, come giustamente mette in risalto anche la scheda. Di due anni successiva, Desire indugia ancor più nelle parti ritmiche metronomiche e eccessivamente dure, anche se la canzone colpisce per la capacità di attirare l'attenzione (per il ritornello, per i suoni, per le voci particolari).


BIRTHDAY PARTY

Sonny's burning (4AD '83)

Da Bad Seeds, uno dei quattro EP registrati nel 1983, Sonny's burning mostra il suono claustrofobico e le liriche taglienti di Nick Cave. Probabilmente il gruppo nel momento più allucinante, al climax della loro breve carriera, prima che Nick Cave formasse i Bad Seeds.

Biografia

Cos'altro dire dei Birthday Party di Sonny's burning? Devastanti non rende l'idea, travolgenti nemmeno, incredibili forse, ma nemmeno in questo caso la descrizione può avvicinarsi al massacro sonoro di un pezzo allucinante come questo. Ritmica fluttuante e durissima come tappeto, chitarre punk-dark e la voce spaventosa di Nick Cave in superficie, per poco più di due minuti di una musica sconvolgente ancora oggi, dopo più di vent'anni.


NEW ORDER

Blue Monday (Factory Records '83)

Dopo la dipartita dei Joy Division, New Order suonarono qualcosa come elettronica-incontra-rock e alla fine, levigarono il proprio suono per le discoteche con l'affabile Blue monday. Un classico ancora oggi, presente nelle classifiche per anni, aprì la scena indipendente a qualcosa di diverso che l'ultima generazione di punkers.

Biografia

Elettronica d'accordo, ma dove sia il rock nelle costruzioni dei New Order non saprei dire e non capisco perché tirarlo in ballo comunque e a tutti i costi, anche quando non serve. Gli ex-Joy Division hanno imboccato una strada del tutto diversa dal loro vecchio suono, oscura come quella forse, ma nettamente differente come punto d'arrivo e per arrivarci, i New Order usano il grimaldello delle discoteche. Tutto qua. Giusto o sbagliato che sia, che piaccia o non piaccia (a me non piace).


COLOURBOX

Breakdown (Factory Records '83)

I fratelli Martin e Steve Young, avevano fatto il loro tempo con i Bollock Brothers, prima di esplicare la loro creatività in una miscela di dance, dub e rock, utilizzando una serie di cori femminili per supportare le note alte. Breakdown fu il loro debutto a 45 giri, pratica che culminerà con il successo da numero uno Pump up the volume come MARRS qualche anno dopo.

Biografia

La musica sintetica, orientata alla conquista delle discoteche, in un certo qual modo domina la raccolta del 1983, come dominava la musica da classifica dell'epoca. Io odiavo queste tipo di proposte allora e il tasso di gradimento non è minimamente cambiato in questi vent'anni e più. Colourbox è un nome che faceva sbiellare molti recensori al tempo e oggi, al sottoscritto, risultano irritanti come lo erano allora. Musica da discoteca, forse più fine e fantasiosa di certa paccottiglia che girava, ma per quanto mi riguarda, il giudizio è il medesimo: bleah!


DEPECHE MODE

Everything counts (Mute Records '83)

La versione 1983 dei Depeche Mode li vide alle prese con grandi scorrerie in tutto il mondo e con la conquista delle discoteche e fu il successo, meglio che con il pop. Sicuramente una delle loro migliori canzoni, Everything counts miscela un'austera semplicità con una selezione di suoni sample di sapore inedito.

Biografia

I Depeche Mode possono vantare una carriera quasi infinita, a differenza degli altri gruppi consimili che emersero dal pop elettronico e sintetizzato d'inizio anni '80. Non ho mai seguito fino in fondo proposte simili, essendo un amante eterno della chitarra elettrica. Everything counts potrebbe essere un loro manifesto, a quanto ne so, canzone abilissima nell'agganciare l'ascoltatore. Detto questo, passo la mano.


SHRIEKBACK

Lined up (Kaz Records '83)

Iniziatori dell'irritante movimento hippie, prima ancora che questo esistesse, gli Shriekback sviluppavano il tappeto dance in uno stile mantra con i loro slogan ripetitivi. Lined up fu ripresa anche dagli Yello.

Biografia

Barry Andrews e il suo progetto più importante dopo la dipartita dagli XTC, gli Shriekback. Lined up è una strana canzone corale, che a un certo punto si fa anche coinvolgente per merito dell'accumulo di voci. Siamo in un campo (di fiori) hippie, come dice la scheda? L'atmosfera rilassata e tranquilla di gran parte del pezzo (timidamente ritmico), potrebbe suggerire di sì.


ROBERT WYATT

The wind of change (Rough Trade '85)

Il fondatore e batterista dei Soft Machine, rinacque come cantante, alla ricerca di nuove vette espressive, attaccando l'apartheid del Sud Africa in crisi con questo struggente e triste successo indipendente. La carriera vocale di Wyatt non ha mai attecchito sulle masse, ma attraverso questi singoli ha aperto gli occhi e le orecchie di molti su una situazione internazionale che stava esplodendo.

Biografia

Uno dei tanti prodotti musicali della carriera di Robert Wyatt. Avevo il sospetto che la caratura del personaggio e il suo essere paraplegico (in seguito a un volo dal terzo piano durante una festicciola alcolica), incidesse non poco sulle recensioni dei suoi dischi, invariabilmente accolti come capolavori. The wind of change, il vento del cambiamento africano, esce sul mercato nel 1985 (e apre la raccolta di quell'anno, l'ultima della mia serie), un lustro prima della liberazione di Nelson Mandela, quando l'apartheid era vivo e vegeto per merito di nazioni che in tema di segregazione razziale conoscevano il fatto loro (Stati Uniti e Israele principalmente), ma non voglio sforare. Canzone solare a dispetto dell'argomento, piacevole e da ascoltare e riascoltare.


LOVE & ROCKETS

Ball of confusion (Beggars Banquet '85)

L'ex seconda linea dei Bauhaus, che supportò abilmente il pallido front-man Peter Murphy per anni, uscì dalle caverne per prendere il nome di un fumetto culto dei fratelli Hernandez e riproponendo una canzone psichedelica dei Temptations.

Biografia

Gli ex-Bauhaus abbandonano il dark e si gettano a capofitto in un metal-dance-soul d'indubbio interesse, coinvolgente e metallico (trattasi della cover di un brano dei Temptations). Bella.


BILLY BRAGG

A new England (Billy Bragg/Sincere Management '85)

Resa famosa da Kirsty McColl (16), questa istantanea dei tempi moderni di Billy Bragg suona ancora oggi perfetta e caustica. La voce di Bragg potrebbe non avere alcun sapore, ma nessuno potrebbe raccontare meglio una storia.

Biografia

1985, è tempo della canzone di protesta di Billy Bragg, folker emerso durante il regno di Maggie Thatcher. A new England è uno dei suoi inni più noti, lo sguardo impietoso di un giovane verso i sentimenti dei coetanei ('Io non voglio cambiare il mondo/non sto cercando una nuova Inghilterra/sto solo cercando un'altra ragazza').


WOODENTOPS

It will come (Rough Trade '85)

Questo fu il gruppo che creò sé stesso innumerevoli volte. I Woodentops scrissero grandi canzoni, esibendosi con pretese artistiche, tranne che nei video e impressionarono un gran numero di persone. Per una ragione o per un'altra, i loro dischi non vendettero mai abbastanza, ma in retrospettiva il loro pop aggressivo merita ben altra attenzione.

Biografia

Il pop riempito di troppe cose, come funzionava in quel periodo. Woodentops rientravano in quella pattuglia che accomunava Billy Bragg, Paul Weller e altri, in un movimento che poi si diede anche un nome, Red Wedge. It will come è uno dei loro primi brani a conoscere la pubblicazione e sarebbe interessante e particolare, non strabordasse di tutto: suoni, echi, strumenti.


MEN THEY COULDN'T HANG

Ironmasters (Imp Records '85)

Nel boom del folk che fece emergere consensi per i Pogues, Men They Couldn't Hang svilupparono velocemente un suono individuale e proprio. Disponibili e consapevoli della loro educazione tradizionale, i Men produssero un angolo pop unico, esclusivamente per sé stessi.

Biografia

Ironmasters è il secondo singolo di questo gruppo inglese ed è il capolavoro del capitolo 1985. Per un amante dei suoni Irish tradizionali come il sottoscritto, la fusione passato-presente di Men They Couldn't Hang è un colpo al cuore non da poco: un ritmo indiavolato, una canzone splendida, un'energia incontrollabile... Un capolavoro e questo nonostante io abbia scritto di suoni irlandesi: il gruppo è inglese, ma questa è solo aneddotica.


BLUE AEROPLANES

Action paintings (Fire Records '85)

Gruppo che ospitava fino a otto, nove membri sul palco, abili esecutori nei concerti dal vivo, che agli esordi spaziavano dal folk, al jazz, al rock metallico, ai poemi recitati e alle danze piroettanti. Tutto questo, a quei tempi, fu etichettato come bop art.

Biografia

Bop Art (vedi scheda qui sopra) fu anche l'esordio del gruppo... Action paintings è il tentativo di un altro di quei nomi che provarono a riportare in auge le chitarre nell'asfittico panorama musicale inglese d'inizio anni '80, dominato da synths ed esangui ritmi caraibici o da discoteca. La canzone sembra un incrocio garage-punk-Byrds, filtrato dall'inglesità e suonato a ruota libera, con un sapore di strumenti in libertà. Interessante.


LOFT

Up the hill and down the slop (Creation Records '85)

Questo gruppo raccoglieva parti dei Wishing Stones, dei Weather Prophets e altre bands ancora. Guidati dal leader dei Weather Prophets Peter Astor, i Loft del secondo singolo segnarono un'epoca per i dischi Creation, aggiungendo potenti riff all'iniziale stridore metallico. Raro come l'inferno!

Biografia

Ancora le chitarre che risorgono, ancora una buona proposta dopo i Blue Aeroplanes: i Loft non esagerano con le spezie e i contorni e suonano in maniera secca, tanto da non far storcere il naso (anzi...). Sapore di garages statunitensi, di rock'n'roll di vecchia data e pure un assolo di chitarra distorta per una delle prime band della Creation di Alan McGee. N.B. La scheda tradotta qui sopra sembra proprio fuori strada rispetto alla vera storia dei Loft, o quantomeno, quella rintracciata dal sottoscritto è completamente diversa (cliccare su biografia, qui sopra).


RAIN PARADE

You are my friend (Enigma Records '85)

Componenti dell'invasione dei gruppi chitarristici americani, come Dream Syndicate e Long Ryders, i Rain Parade suonavano un rock psichedelico preciso e tagliato con l'accetta, che viveva attraverso le loro strane composizioni e alcune emozionanti linee melodiche. Fama e soddisfazione dovrebbero stare con loro.

Biografia

I Rain Parade del secondo album, Explosion in a glass palace, non riservano sorprese ai possessori dell'esordio: se penso a quell'espressione che andava in quel periodo, Paisley Underground, penso principalmente ai Rain Parade. Chitarre leggere e psichedeliche, qualche inserto più duro, ma senza esagerare e una musica leggera e leggiadra.


MILKSHAKES

Ambassadors of love (Ace Records '85)

Promuovendo il suono della danzante Canvey Island, i Milkshakes si sono evoluti dai Pop Rivets sin dal lontano 1977. Più recentemente redivivi come Thee Headcoats, i Milkshakes produssero qualcosa come una cinquantina di album di garage music beatlesiana nella loro breve storia e Ambassadors of love è un esempio perfetto del loro pop asciutto.

Biografia

Rockabilly-surf dai Milkshakes, gruppo dall'attività frenetica, come racconta la scheda. Un divertissment passeggero e piacevole.


PASTELS

I'm alright with you (Creation Records '85)

La risposta scozzese alla rivoluzione jingle jangle alzava il volume, ma manteneva l'attitudine pop, come parte della loro lunga carriera. I Pastels sono destinati ad essere una band di culto per sempre e I'm alright with you è un tipico e oscuro esempio del loro suono.

Biografia

Siamo ancora dalle parti della Creation, l'etichetta scozzese che in quel periodo dominava il mercato indipendente. L'atmosfera è quella tipica dei Jesus and Mary Chain: ritmica metronomica, chitarre distorte e in primo piano e una voce indolente che canticchia un pezzo pop di semplicità inusitata. I fratelli Reid, però, sapevano fare (e dare) di più.


JASMINE MINKS

What's happening (Creation Records '85)

Mentre si affacciavano i Jasmine Minks, la Creation si stava creando la reputazione di produttrice di suoni uniformi, non importava come si chiamasse la band. Seguendo le orme dei corridori del fuzz Mary Chain, mentre il resto del mondo cominciava a fare le bolle di sapone e a vestire giacche a vento, i Minks iniziavano un nuovo capitolo; un ascolto e li troverai differenti.

Biografia

Ancora Creation e ancora un gruppo parzialmente sulla scia dei fratelli Reid, anche se potrebbero essere accostati più ai Loft come attitudine sonora. Suono chitarristico-garage e una canzone che non sconvolge.


MEAT WHIPLASH

Don't slip up (Creation Records '85)

Dalla stessa città dei Mary Chain, chiamati così da una canzone dei Fire Engines e probabilmente la parte sbagliata della montagna feedback, i Meat Whiplash scomparvero più rapidamente del tempo di ascoltare questa canzone. Comunque, suonano ancora potenti e mincacciosi e il disco è più raro dell'inferno.

Biografia

Gruppo nato e scomparso nel giro di poche note, i Meat Whiplash rimangono i peggiori di quella pattuglia Creation che infarcisce la raccolta del 1985. Don't slip up sembra quasi una cover dei Jesus and Mary Chain, non fosse che la classe non è acqua e senza tener conto che i Meat Whiplash furono contemporanei del gruppo dei fratelli Reid: per giudicare la qualità basta ascoltare, comparare e ricordare (e non è un dato di poco conto) che l'unico 45 giri del gruppo fu prodotto proprio dai fratelli Reid dei Jesus and Mary Chain.


THAT PETROL EMOTION

V2 (That Petrol Emotion '85)

Prima che il NME acclamasse il movimento C86 e i That Petrol Emotion lanciassero la loro ondata di ragionevoli successi e grandi cose, il gruppo produsse dell'ottima pop music che abbracciava gli stessi riff del loro passato Undertones.

Biografia

È il secondo vagito su vinile dei That Petrol Emotion, dopo l'esordio assoluto Keen (parliamo sempre di singoli). V2 è una canzone inquietante, di presa difficile (più somigliante alle atmosfere del secondo album dei nostri, Babble, che non del primo, imminente e straordinario Manic pop thrill), ritmato, splendido: un taglio netto con il passato Undertones dei fratelli O'Neill.


SONIC YOUTH

Death Valley '69 (Twinklefield '85)

Con l'artista di New York Lydia Lunch, ospite per un urlo, i Sonics lottano con la storia dell'omicida Manson su suoni discordanti, epici e turbolenti, quale collocazione dei toni per lo schiamazzo in puro stile Sonic da amanuensi, che stanno ancora strisciando dalla falegnameria (17).

Biografia

Lydia Lunch, oltre a partecipare con le sue urla, ha anche scritto il pezzo con i Sonici, da quanto ne sa il sottoscritto. Trattasi di Death Valley '69, il capolavoro che sferzava Bad Moon rising, l'album 1985 dei Sonic Youth. Un riff di basso maestoso e semplice, un riff di chitarra maestoso e semplice come può esserlo il punk, un lungo intermezzo rumoristico, nella migliore tradizione dei primi Sonic Youth e un finale in crescendo, da sciogliere qualunque cosa. Eterni, anche se è banale affermarlo.


JOHNNY THUNDERS & PATTI PALLADIN

Crawfish (Jungle Records '85)

Unito a Patti Palladin, fondatrice del duo punk Snatch, il catalogo del Thunders post-Heartbreakers e New York Dolls si arricchisce con questa cover cruda e coraggiosa.

Biografia Johnny Thunders

Biografia Patti Palladin

Crawfish è un classico del 1958, scritto da una prolifica coppia di compositori dell'epoca, Ben Weisman e Fred Wise, autori di canzoni interpretate anche da Elvis Presley (a questo proposito, i credits sono errati, attribuendo il pezzo a Ben Wise e Fred Wise). Crawfish è divertente, cantata dalla voce squillante di Patti Palladin e parlata da Johnny Thunders. Rhythm'n'blues/rock'n'roll con armonica.


1000 MEXICANS

Diving for pearls (Fire Records '85)

Il titolo della canzone deriva dal testo di Shipbuilding, il singolo di Elvis Costello che lanciò l'etichetta Fire, la quale, con l'etichetta sorella Paperhouse, si sta confermando come una delle indies inglesi leader.

Biografia

Pop music sofisticata, piacevole e zeppa di fiati (di sapore messicano... come esserne sorpresi?). È anche il brano che chiude la raccolta del 1985 e questo lunghissimo excursus nella musica indipendente di marca inglese.

NOTE

(1) Qualcosa di travolgente, di Jonathan Demme, con Jeff Daniels e Melanie Griffith.

(2) Errore: i Dead Boys erano originari di Cleveland, Ohio, attivi sin dal 1975 ed emigrati nel 1976 a New York.

(3) Uno e via.

(4) Rock Contro il Razzismo.

(5) Gioco di parole con il nome del gruppo: Fall, Falling.

(6) Il campionato inglese di calcio si gioca il sabato.

(7) 'Gordon è un imbecille'.

(8) Nuova Ondata, gioco di parole nell'originale con il genere New Wave.

(9) Nel pezzo precedente si era detto che Lucky number era il lato B del primo singolo.

(10) Gli Erettori di Capezzoli.

(11) Penso si riferisca agli impermeabili.

(12) Il testo parla di ode al vulcaniano dalle grandi orecchie, sbagliando personaggio, a meno che il testo della canzone non parli solo di Spock e non del protagonista del titolo, il Capitano Kirk: Spizz dedicò un'altra canzone a Spock, Spock's missing, che non ebbe di sicuro il successo di questa.

(13) Tecnica giamaicana, che costituisce praticamente l'antenata del rap, usata dai toasters, i dj che parlavano velocemente sulla musica che proponevano.

(14) Presumo si riferisca al gruppo, che con il suo nome, Tea Set, potrebbe rappresentare il popolo inglese.

(15) Si sta parlando di Cattle and cane.

(16) Il vero cognome è MacColl.

(17) Davvero difficile tradurre questo periodo, come si sarà capito dalla pessima resa della frase.

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