HANGING OUT AT... MIDNIGHT

Album in vinile, edito dalla Midnight Records (1986)
Raccolta della newyorkese Midnight, etichetta specializzata nel proporre garage music, di quella più ruspante e sferragliante (e sfrigolante: il vinile targato Midnight, in molti casi, ha una resa indecente): in questo campo, negli anni '80, l'etichetta di J.D. Martignon era in prima linea come poche altre. Qui sotto, la lista dei nomi, le brevissime presentazioni tratte dal retro-copertina dell'album e le mini-recensioni.
Informazioni e credits sono sul retro della copertina (che non è firmata). Al centro, sotto i titoli delle canzoni, questa frase, quasi un sottotitolo: 'Il rock and roll non ha tempo, ma non può mai cominciare prima di mezzanotte'; sotto a questa, l'avvertimento che all'interno si trova un inserto con informazioni e foto sulle bands, ma è una piccola bugia, in quanto l'inserto ha le foto su un lato, questo è vero, ma sull'altro presenta semplicemente il catalogo della Midnight. Le informazioni sui brani e un piccolo commento, si trovano, ancora una volta, sul retro-copertina. Da segnalare un possibile errore, pure reiterato: l'autore di No, il pezzo eseguito dai Tryfles, è scritto come Flaubert e lo stesso per About you dei Cheepskates. Dato che il leader di questi ultimi si chiama Shane Faubert, è facile immaginare che l'ignoto responsabile dell'errore di battitura abbia anche ripetuto il suo 'peccato'.
I need you
Questi Minnesotani (1) hanno inciso dei grandi dischi come Hypstrz. Ascoltate l'energia di una band che è arrivata alla maturità. Nulla potrà fermarli.
'Questi bastardi (2) vengono da Minneapolis, ma non suonano come gli Hüsker Dü', scriveva qualcuno nel 1987. Grazie dell'informazione, ma ce n'eravamo accorti: è bastato un solo ascolto di I need you. Partenza in quarta, alla hard-rock anni '70, voce davvero tremenda e tutto il resto dispensabile. Pure il wah-wah ci hanno messo alla fine. A casa.
Good news, bad news
Due lp (Where its at with... & Guest of the staphs) e acclamatissimi anche da Village Voice e Billboard. Acquistate il loro 3° lp e primo per la Midnight (il loro video si è visto nella trasmissione di MTV Basement tapes il 12/1/1986 e si è piazzato secondo). Dov'eravate voi?
Un trio di Miami che, all'epoca di questa compilation, fiatò gli ultimi rantoli della propria breve vita artistica. Stupisce Good news, bad news per le sue alchimie vocali, soprattutto in una compilation che sembra invece un attentato alla bella e difficile arte del canto. Molto bella la canzone, l'arrangiamento e l'intreccio delle voci; tra i migliori della raccolta.
That won't make you love me
IL DELIRIO CRITICO 'Brillante! Orecchiabile! Che voce!' (Jim Testa, Jersey Beat). 'Profondo! Ti fa muovere! Amo questa chitarra!' (Mick London, Making Tyme). 'Friggin' pop (3) /rapsodie deliziose tra Big Star & MC5' (Howard Weelfing, Forced Exposure). 'Yeah!' (Jim DeRogatis, Reasons for Living).
Idea di duo nata dal giornalista Howard Weulfing e da certo Tim Lee. Al loro attivo dovrebbero avere un paio di dischi, ma in seguito Tim Lee sarà coinvolto nei Windbreakers, gruppo di una certa notorietà nell'ambito della musica delle radici, mentre Wuelfing aveva fatto parte degli storici Slickee Boys dal 1976 al 1978 (oltre a numerose comparsate in un numero notevole di altri gruppi, tra i quali, gli Half Japanese). Divertente la presentazione tradotta qui sopra, anche perché tutti i nomi citati fanno parte dello stesso "giro", pur se più o meno celebri (come Jim De Rogatis). That won't make you love è quasi sicuramente il punto più basso raggiunto dall'intera raccolta: pretese di non so cosa, voce che dir pessima è dir poco, garage-punk di pochezza imbarazzante e feedback inutili.
No man's land
Da Rochester, NY, il mini LP degli Absolute Grey, Green house, è stato acclamato dalla critica di tutto il mondo. Il loro primo LP adulto, su Midnight, è composto completamente di materiale originale e l'ascolto vi farà implorare per averne ancora!
Il disco d'imminente uscita di cui parla la mini-scheda dell'album, What remains, secondo Federico Guglielmi deluse parzialmente le aspettative, mentre Scaruffi lo definisce già il passo decisivo oltre il garage-rock. Garage-rock nettamente influenzato dal dark albionico per gli Absolute Grey, che infarciscono la loro No man's land di un basso alla Joy Division e puntano tutto sulla bella voce di Beth Brown. Nulla di così imperdibile, ma piacevole.
Girl next door
Da Rochester, NY, i Cookies sono specializzati in melodici, fluttuanti riff strumentali indimenticabili. Prodotti da Peter Buck dei R.E.M.
Ancora Rochester, New York, per il gruppo del chitarrista Len Vlahos, in seguito noto anche come direttore di un sito editoriale indipendente on line, BookSense.com; è il nome REM a increspare di ulteriori riferimenti la storia dei Woofing Cookies, ma in questo caso, Peter Buck, il chitarrista del gruppo di Athens, è addirittura il produttore del brano presente in questa compilation. Tralasciando la voce, nota negativa per parecchi dei gruppi presenti, bisogna riconoscere la grande abilità dei Woofing Cookies nella costruzione di Girl next door, soprattutto per quel giro di basso splendido che caratterizza la canzone. Garage-pop piacevole e riascoltabile.
About you
Dal loro secondo e ultimo LP, un'inquietante, fluttuante pop dai migliori costruttori di canzoni di New York.
Il gruppo di Shane Faubert era tra i più noti di quella fase del garage newyorkese e sinceramente, mi è difficile capirne il perché. Attivi sin dall'inizio degli anni '80 e autori della loro musica per tutto il decennio, i Cheepskates trovavano anche in Italia estimatori, come dire, insospettabili. Devo ammettere che la voce particolare e lamentosa di Shane Faubert, mi è insopportabile dopo un paio di minuti. Garage-psichedelico devoto ai Byrds e alle chitarre jingle-jangle e una canzone discreta.
No
La seconda ondata psichedelica di New York ha prodotto queste pesanti e selvagge chitarre di un'intensità che non può non rimandare al beat!
Secondo Claudio Sorge, tratto da un Rockerilla dell'epoca, l'album dei Tryfles allora in uscita per la Midnight Records (The Tryfles), sarebbe stato postumo. Il gruppo, in sostanza, si era già sciolto poco dopo la partecipazione a questa compilation (o forse ancora prima). Brano grintoso, che non sembrerebbe parto della penna di Shane Faubert (come da credit), anche se la psichedelia è l'elemento principale. Interessante.
Radio girl
Celebrità della scena di Hoboken, questa band ospita Mick London dei Mod Fun e Howard Wuelfing dei Paid Vacation.
Un gruppo che sembra una miscela, perché oltre ai due nomi citati nella mini-presentazione, alla batteria abbiamo il celeberrimo Jim De Rogatis, giornalista e autore della biografia di Lester Bangs e un critico musicale definito freelance, Jim Testa. Un gruppo estemporaneo, insomma. Poco garage e molto rock potenzialmente da classifica, non fosse così scalcagnato da rientrare tranquillamente in una produzione Midnight. Canzone orecchiabile e buona la voce di Jim Testa, anche autore del pezzo.
The witch
Questo demo del 1982 ospita il batterista originale Michael Phillips e non è mai stato pubblicato fino ad oggi, sebbene ne sia stato fatto un video (4).
Cosa dire dei Fuzztones, interpreti principali di quella scena garage e giunti a una celebrità underground da rasentare il mito? La curiosità, in questo caso, è la versione di The witch datata 1982 e proveniente da un demo, forse una delle prime cose in assoluto che registrarono Rudi Protrudi e soci (un demo tape che comprendeva diverse altre canzoni, come ci racconta la loro antologia Creatures that time forgot, alla quale si rimanda). Versione veloce, tellurica e altamente energica, anche se come sempre parlando dei primi Fuzztones, la registrazione fa letteralmente schifo.
The rain won't stop
Ospitando membri dei Senders, questo tipo di soul (in stile '60!) vi travolgerà letteralmente!
Una vecchia recensione di Rockerilla, più che parlare di membri dei Senders come ospiti nei Backbones, parlava di quest'ultima band come la prosecuzione della prima, da tempo ormai sciolta. Come stia la questione, passiamo oltre. The rain won't stop è un brano grintoso, registrato alla bell'è meglio, che potrebbe ricordare i Nazareth. Niente di che.
So good
Grande rock & roll con un ospite dei Flamin' Groovy.
I Kingsnakes furono formati da un ex-batterista dei Flamin' Groovies, Danny Mihm, ma non sono molte le notizie disponibili su questo quintetto. Rock/rhythm'n'blues pianistico corretto, che non sembrerebbe adatto a una compilation di questo tipo. Scivola via senza molti patimenti, di qualunque tipo.
Labor Day
Da Austin, Texas, questi ragazzi guidano la scena texana. Ascoltate perché.
Altro gruppo difficile da collocare, oltre al poco raccontato dalla compilation. Siamo nel garage-pop, quello delle chitarre arpeggiate, della psichedelia timida e inconsistente e del valore generale quasi nullo. Ancora una voce pessima.
NOTE
(1) È scritto così!
(2) O 'figli di puttana': 'motherfuckers'.
(3) Nel mio dizionario ho trovato la parola frig unicamente come termine slang per tempo perso - associata a time, tempo - e in altri casi, come termine per masturbazione, fare sesso o essere colti di sorpresa; insomma, di tutto di più.
(4) La canzone è attribuita a Rosalie, errore già riscontrato in altri dischi: l'autore, cantante e compositore dei Sonics, si chiama Gerry Roslie.