Big Black (1)

Big Black (2)

Butthole Surfers (1)

Butthole Surfers (2)

Happy Flowers (1)

Happy Flowers (2)

Hose (1)

Hose (2)

Killdozer (1)

Killdozer (2)

Scratch Acid (1)

Scratch Acid (2)

GOD'S FAVORITE DOG

Incubo musicale proveniente dalla Touch & Go di Chicago, album singolo in vinile (1986)

Qual è il disco preferito da Freddy Krueger? Cosa ascolta il pazzo di Halloween tra una strage e l'altra? E Hannibal Lecter, tra un pasto e l'altro, come facilita la digestione? Con questo incubo in vinile, ovviamente. Tolti gli Hose, tutto sommato abbastanza normali, gli altri cinque gruppi possono essere la reale colonna sonora dei vostri peggiori incubi. Una discesa all'inferno... e la risalita non sarà semplice. L'album è diviso in God side e Dog side: i più scafati tra voi, si saranno accorti che dog è la lettura all'incontrario di god... Qui sotto, la lista dei nomi presenti e le mini-vomitate sui brani inclusi, con un'avvertenza: la sequenza dei nomi nelle due facciate è esattamente la stessa, ma a nomi invertiti. In sostanza, si parte con Butthole Surfers sulla prima facciata e via via, sino ai Big Black, che cominciano la seconda facciata sino ad arrivare agli stessi Butthole Surfers. Le mini-recensioni seguiranno lo stesso ordine.


BUTTHOLE SURFERS

Eindhoven chicken masque

Biografia

Uno dei gruppi statunitensi che, negli anni '80, ha fatto del terrorismo musicale una ragione di vita, a partire dal nome, qualcosa come Quelli che Fanno il Surf nel Buco del Culo. Provenienti da San Antonio, Texas, la loro discografia è ormai lunga più di un ventennio, dall'esordio su EP del 1983 all'ultimo titolo, datato 2001. Il pezzo che apre la compilation e la God side, è uno strumentale di tipo apocalittico, una specie di avvertimento: 'Attenti voi che state entrando...'! Una lontana influenza morriconiana e un senso d'inquietudine che già comincia ad avvolgere l'ascoltatore.


KILLDOZER

Sweet home Alabama

Biografia

Gruppo del Wisconsin, i Killdozer di Sweet home Alabama, più che apocalittici, sembrano gli avventori del bar dell'inferno dopo una sonora bevuta di petrolio e una ruttata in allegria. Il classico dei Lynyrd Skynyrd viene strapazzato dalla voce cartavetrosa di Michael Gerald.


SCRATCH ACID

The final kiss

Biografia

Texani e attivi discograficamente dall'anno precedente l'uscita di questa compilation, Scratch Acid, in questa facciata Dio, sono coloro che più riportano il discorso musicale verso qualcosa che assomiglia al dark (gothic) britannico (mischiato alla no-wave newyorkese). The final kiss, meno di due minuti sparati via a gran velocità, inquieta sia per la voce dannata di David Yow, che per la musica.


HOSE

Down by the river

Biografia

Hose fu il gruppo di Rick Rubin, celeberrimo produttore che in questa esperienza si cimentava con la chitarra elettrica. Down by the river, secondo alcune fonti, sarebbe un furto a una canzone dimenticata dei Blue Cheer, alla quale furono aggiunte delle righe di testo e fu cambiato il titolo. Siamo dalle parti di un hard-rock abbastanza classico, anche se oscuro e maledetto per l'atmosfera opprimente che esce dalle casse.


HAPPY FLOWERS

Colors in the rain

Biografia

Cancro sonoro proveniente dalla Virginia, Happy Flowers descrissero con questi suoni gli incubi infantili. Primo incubo, Colors in the rain: rumori di sottofondo e una chitarra malata di satanismo che spazia con i feedback e poi le voci, le voci dei dannati che stanno bruciando e rosolando sulle fiamme dell'inferno. Tutto qua. Niente melodie, niente riff, niente rock dai Fiori Felici.


BIG BLACK

Every man for himself

Biografia

Altro produttore ed esperto di suoni tra i più celeberrimi in ambito indipendente (e non solo: In utero, Nirvana, ma anche Pixies, Fleshtones e molti altri): Steve Albini fu protagonista anche davanti al mixer, con i Big Black, i Rapeman e Shellac. Ai Big Black è affidata la chiusura della God side, con Every man for himself, dark strizzato e urlato e poi forgiato in una fonderia di Satana, dove nessuno sciopero è possibile.


BIG BLACK

Crack up

Biografia

Per l'apertura della Dog side, Steve Albini e soci ci propongono Crack up, un magniloquente conato di vomito offertoci direttamente dall'esofago di Belzebù. Realmente inquietante il lavoro di basso, le cui vibrazioni sembrano portare verso quelle teorie che mettono in relazione i suoni e la reazione del corpo umano.


HAPPY FLOWERS

All I got were clothes for Christmas

Biografia

Perché All I got were clothes for Christmas è ancora più inquietante del primo pezzo degli Happy Flowers? Il pus musicale della Dog side degli Happy Flowers, comincia su una musichetta natalizia in lontananza, in seguito sommersa, dopo pochi secondi, da un feedback pauroso e poi invasa dalle voci inquietanti di questi derelitti sovvertitori dei luoghi comuni della melodia. Un ringraziamento dall'Ade.


HOSE

How many more times

Biografia

How many more times è proprio quella che i Led Zeppelin rubarono a qualche bluesman e poi firmarono come propria per inserirla nel loro primo album. Gli Hose la riprendono in questo album che non ha i credits delle canzoni (cosa inspiegabile, ma siamo alla presenza di un disco commissionato da Satana, che su queste bazzecole ci sputa sopra), cosa che si configura come una specie di sberleffo verso la birichinata di Jimmy Page e soci. Alla fine di tutto questo discorso, non posso esimermi (lo fanno tutti oggi, perché non io?) dallo scrivere che gli Hose sono sicuramente i più normaloidi di questa accozzaglia di dannati. How many more times suona quasi come nella versione degli Zep.


SCRATCH ACID

Holes

Biografia

I Buchi degli Scratch Acid non mutano l'ambiente sonoro: i più inglesi della lista sono questi texani, anche se, in questo caso, si divertono a mischiare il tutto con un pezzo alla Link Wray bagnato in acido e commentato come potrebbe farlo un mal di testa di tre giorni.


KILLDOZER

Sonnet

Biografia

Il bis dei Killdozer è, ancor più della cover precedente, orientato verso le famose radici: un qualcosa come dei Leaving Trains incarogniti, il che è tutto dire. Da notare il co-produttore di queste fiatate alcoliche di roots-music, Butch Vig.


BUTTHOLE SURFERS

The legless eye

Biografia

In chiusura di compilation, ancora un pezzo strumentale per i Butthole Surfers, specie di San Pietro speculari. The legless eye, al primo ascolto, sembra meno inquietante del pezzo d'apertura, ma in sostanza i suoni penetrano come la ruggine che non si arresta di fronte a nulla. L'ultimo solco è circolare, per cui, se non ci pensate voi o un black-out, il suono finale continuerà in eterno, come le fiamme degli antri infernali...

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