Blackberry Jug

Blacklight Chameleons

Boys from Nowhere

Broken Jug

Cornflake Zoo

Crimson Shadows

Cynics

Green Telescope

Miracle Workers

Mystic Eyes

Not Quite

Otherside

Preachers

Running Stream

Seen

Sick Rose

Stepford Husbands

Stomach Mouths

DECLARATION OF FUZZ

Album singolo in vinile edito dalla tedesca Glitterhouse Records (1986)

Il pavese della raccolta è ampio (Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, Italia, Svezia e altre bandiere ancora), ma il suono è talmente standardizzato da far fatica a distinguere tra di loro alcuni dei gruppi qui presenti. Di seguito, le mini-recensioni dei singoli brani, seguite dalle presentazioni tradotte dal foglio interno (le imprecisioni e gli errori sono riportati letteralmente). Per cominciare, la traduzione della presentazione generale del disco, a cura dei responsabili della raccolta, tali Reinhard e Rembert.

Salve gente, speriamo che i primi accordi di Jungle boy escano con un rimbombo dai vostri diffusori mentre state leggendo questo foglio informativo. Ciò che resta del nostro intento originale, pubblicare un secondo volume della serie iniziata con la cassetta German Garage Band, si è presto evoluto e dal formato cassetta è diventato un vinile.

Abbiamo raccolto canzoni da garage-bands di molti diversi paesi,  gruppi che per la maggior parte sono entrati in sala di registrazione appositamente per noi. La maggior parte di questi gruppi sono statunitensi o svedesi, per il semplice fatto che in quei paesi la scena new-sixties è davvero nutritissima. I contributi dagli altri paesi europei, comunque, dimostrano in maniera impressionante come il FUZZ sia in ogni dove. Sono spiacente per la mancanza di gruppi australiani per il momento, ma potrebbe esserci un volume II.

Vorrei ringraziare tutti i gruppi che sono stati così gentili da inviarci i loro demo-tape e le seguenti persone ed etichette che ci hanno aiutato a far uscire questa compilation: Reinhardt e Christian della Ton Um Ton di Vienna, Lee Joseph della Dionysus Records, Alan Duffy della Acid/Imaginary e Jörgen della migliore etichetta svedese, la Tracks-On-Wax.

E allora, mettete questo album sul giradischi, alzate la manopola del volume al massimo e scuotete il vostro corpo con questi suoni pazzeschi. Speriamo vi piacciano!!!!


BOYS FROM NOWHERE

Jungle boy (USA)

Garage-punk grintoso dai Boys from Nowhere, da apprezzare per la parte vocale (spesso un punto debole dei gruppi garage) e per il bel riff.

Biografia

Questi 4 ragazzi vivono a Columbus, Ohio e hanno fatto la loro prima apparizione sulla cassetta Garage Sale con un tellurico pezzo punk intitolato Beg.

La canzone offerta per la nostra compilation doveva uscire come loro primo singolo, ma poi i Boys scelsero Beg e sul retro una cover di Richard Young & the Young Lions, You can make it. Il singolo uscì per la loro etichetta personale, la Young Lion.

Un'altra loro canzone si può rintracciare su un flexi allegato alla fanzine 99th Floor, mentre su un altro singolo i ragazzi stanno attualmente lavorando e dunque, potrete aspettarvi molto presto altro frenetico suono punk da Mick Divvens (voce, organo), Charlie McNeil (chitarra), Ted Nagel (basso) e John Bernardo (batteria).


NOT QUITE

Wars of hand of time (USA)

Garage sgangherato che sembra provenire direttamente da Nuggets. Voce non male, canzone (una cover degli anni '60) bella senza essere irresistibile. Per chiarire, lo sgangheramento di cui si parla, non inficia l'ascolto, rimanendo esso entro certi confini. Fosse sempre così nel garage...

Biografia

Sul foglio il titolo del pezzo è War of hand of time, mentre sul retro-copertina e sull'etichetta diventa Wars of hand of time; da altre informazioni sembra che il titolo esatto sia War or hands of time. Insomma, i curatori non ne hanno indovinata una che sia una.

Questo gruppo di cinque componenti proveniente dal Connecticut, è apparso sulla cassetta della ROIR Garage Sale e il loro contributo su questa compilation è il debutto su vinile. Abbiamo scelto la cover di un pezzo dei Masters Apprentices, perché è una grande e dimenticata canzone dei primi anni '60, in una versione buona e potente. I membri sono cambiati assai spesso durante gli otto anni di esistenza del gruppo, anche se questa attuale sembra una formazione stabile: Joe Guidone (chitarra, voce), Tom Dcnelly (batteria), Mike Zapulla (tastiere, voce), Morrie McCarthy (chitarra) e Rob McKenzie (basso, voce).

In questo periodo stanno lavorando alle canzoni per un album, che dovrebbe essere sensazionale.


BLACKLIGHT CHAMELEONS

Door (USA)

Gruppo che ha conosciuto una certa notorietà, i Blacklight Chameleons di Door indugiano sulle atmosfere alla Halloween, sulle tastiere e sui tipici effetti sonori della psichedelia. La voce (del leader Dino Sorbello) fa quasi schifo... Anche senza quasi.

Biografia

Sbucati dalle ceneri della prima ondata di gruppi psichedelici e new garage di New York, i Blacklight Chameleons continuano a rinnovarsi aggiornando il loro suono con vere e proprie visioni retrospettive della scena underground.

Tutto il loro repertorio originale gravita intorno a splendenti viaggi sonici inzuppati di feedback e orecchiabili ritornelli pop.

L'ex-Mad Violets Dino Sorbello vi porta la chitarra e la voce, Andrea Matthews (ex-Outta Place) la batteria, Bill Ebauer le tastiere e la voce e Noreen Lewis il basso.


SICK ROSE

Don't come with me (Italia)

I 'soliti' Sick Rose si propongono con la 'solita' canzone di garage-punk costipato. Continuo a pensare ancora oggi che questo gruppo sia stato sopravvalutato, soprattutto in Italia, anche se non mancavano loro estimatori al di fuori dei confini nazionali. Canzone tutta tastiere, Don't come with me è un originale che si fa notare per la voce inascoltabile e per un discreto assolo di chitarra.

Biografia

Sick Rose nascono a Torino, Italia, nel novembre del 1983. Il nome è ispirato a un poema di William Blake. Luca Re, il cantante, incontrò Diego Mese (chitarra) in un negozio di dischi e subito scoprirono che ad entrambi piacevano i gruppi neopsichedelici come Chesterfield Kings e Unclaimed e meglio ancora, i vecchi come Chocolate Watch Band, Electric Prunes e Music Machine.

Due mesi più tardi trovarono un batterista in Maurizio Rubinetti che portò nella band l'organista Massimo Smeriglio. Maurizio Campisi (basso) fu l'ultimo ad unirsi. Dopo un cambio di organista, è ora Rinaldo Doro a suonare in Don't come with me.

La loro prima proposta su vinile fu con una canzone sulla compilation psichedelica italiana Eighties colours, seguita da una facciata di un flexi-disc 7" allegato alla fanzine Lost Trails. Un 7" con tre canzoni è stato appena licenziato dalla Electric Eye. Vai così!!!


THE CYNICS

Nowhere to run (USA)

Ricordo dei Cynics vicini stilisticamente agli svedesi Stomach Mouths e praticamente inascoltabili per il sottoscritto, ma in questo brano la loro musica è tutt'altro che indecente: un bel riff chitarristico e una voce che, senza essere trascendentale, si merita il diritto di entrare tra le corde vocali ascoltabili di questa raccolta.

Biografia

Sebbene originari di Pittsburgh, Pennsylvania, i Cynics hanno realizzato il loro debutto per un'etichetta californiana. Lee Joseph, della Dyonisus Records, rimase così impressionato dal demo con due pezzi che gli era stato inviato, che decise di pubblicarlo immediatamente. Sia l'originale di Painted my heart, che la cover di Sweet young thing, sono grandi prestazioni, ma il loro contributo per Declaration of fuzz è di gran lunga la loro miglior prova di sempre.

I Cynics si formarono circa due anni or sono, con la presente formazione comprendente Mark Keresman (voce), Gregg Kostelich (chitarra), Richard Schnap (chitarra, organo), Amy Mathesius (basso) e Bill von Hagen alla batteria.


THE SEEN

Hey Joe (USA)

Già presenti nel secondo volume delle battaglie dei garages di Greg Shaw, i Seen propongono per la milionesima volta la cover di Hey Joe, forse il brano più coverato in assoluto della storia del rock. A parte la chitarra fuzz che riempie lo sfondo, sembra una versione molto simile a quella che ne diedero i Leaves in Nuggets (ma con bel altro risultato finale, sia chiaro: la versione dei Leaves è un capolavoro!). Niente di che.

Biografia

Dallo State College e Boalsburg, Pennsylvania, arriva un eccellente e promettente trio. Glenn Sadin (voce, chitarra), Jeff Edmunds (basso, voce) e Doug Edmunds (batteria, voce), hanno contribuito con un pezzo al secondo volume di Battle of the garages ed hanno appena completato il loro album di debutto.

Sono influenzati dalle bands inglesi di Beat degli anni '60, come Kinks, Yardbirds e Who e ancora oggi, continuano a suonare le loro canzoni per puro divertimento, ma queste cover hanno da tempo ceduto il posto ad un incredibile numero di originali, anche perché tutti i tre componenti sono dei compositori prolifici.

Nonostante abbiano registrato questa cover di Hey Joe per il nostro disco su un 4 piste portatile, nella mia modesta opinione, è una delle migliori versioni mai pubblicate. Godete!!


STOMACH MOUTHS

Something weird (Svezia)

Inascoltabili! Stomach Mouths (che dovrebbero chiamarsi Stomachmouths, senza spazio tra le due parole) si erano costruiti un nome in quel periodo, riprendendo la formula degli eccellenti Gravedigger V, ma il risultato, in questo pezzo originale, è imbarazzante per la sua pochezza. Un velo pietoso sulla voce.

Biografia

Gli Stomach Mouths sono Stefan Kéry (chitarra, voce, armonica), Lars Kjellen (chitarra), Martin Skeppholm (batteria) e Peter Stalnurg (basso).

Questi ragazzi svedesi hanno all'attivo un delirante debutto su 7 pollici, che può già essere considerato un classico. Le canzoni per un altro singolo e un album sono già registrate e vedranno la luce del sole molto presto (forse su Voxx Records). Il loro contributo Something weird è un altra ventata di Stomach Mouths-mania e raramente il titolo di una canzone è stato più appropriato. Se avete perso il loro debutto su 7", assicuratevi fin da ora il loro album che uscirà a breve.


MYSTIC EYES

I'm glad I walked out the door (USA)

I Mystic Eyes spostano leggermente il peso delle influenze verso territori più leggiadri, dalle parti dei Byrds, ripetendo la loro prestazione di Battle of the garages, vol. II. Beat anni '60 e jingle-jangle velocizzato.

Biografia

Dall'oscurità proveniva un rumore... un rumore da un garage... un rumore selvaggio, I Mystic Eyes iniziarono un paio d'anni or sono per iniziativa di Bernie Kugel, che cantava sui ritmi del suono anni '60 che più gli piaceva ascoltare.

In breve, giunse Craig Davison, che aggiunse la magia del proprio lavoro al basso alla voce di Bernie e alla sua chitarra e non mancò di portare con sé il fratello Scott, che si sedette alla batteria. Eric Lubstorf, un fan dei Byrds, giunse in seguito.

I Mystic Eyes sono già apparsi in due compilation prima di questa, Battle of the garages II della Voxx e Garage sale, la cassetta della ROIR. Nel 1986 essi sperano di poter uscire con un singolo e un album. I Mystic Eyes ringraziano tutti coloro che amano questi suoni!!!!


BLACKBERRY JUG

Blackberry Jug (Germania Federale)

Tanta confusione per questi tedeschi di Bamberg: fuzz a quintali, tastiere, la solita voce penosa e una canzone di esaltante pochezza.

Biografia

Sbucata dalle umide cantine di Bamberg, nella Germania del sud, ulula questa canzone da incubo. Sino ad ora Bamberg era famosa per i suoi castelli e per le 350 birrerie del suo territorio, ma Blackberry Jug cambierà questi luoghi comuni molto presto. Prima del loro scioglimento, hanno registrato un paio di promettenti canzoni.

Christine (organo), Jimmy (basso) e Blacky (batteria), hanno formato in seguito i Broken Jug, i quali, con Harry alla voce e Peter alla chitarra, continuono per la strada già tracciata. I Blackberry Jug lasciano in testamento un paio di rozzi demo-tape e gli eccitanti concerti dal vivo, durante i quali celebravano MC5, Stooges e le cover dei gruppi garage-punk degli anni '60, più una cospicua manciata di canzoni originali di enorme potenza. Un concerto-riunione, tenutosi nel Natale del 1985, fu un grande insuccesso. R.I.P.! (1).


MIRACLE WORKERS

L.O.V.E. (USA)

Non date retta all'estensore delle note, qui sotto: L.O.V.E. non è la migliore tra le canzoni di quel vecchio demo-tape. Sono dei Miracle Workers apprezzabili, ma ancora acerbi e lontani dalle loro migliori prove.

Biografia

Portland, Oregon, è la patria dei Miracle Workers, ragazzi che amano gli anni '60, cosa lampante ascoltando la loro musica. Formati all'inizio del 1982 da Gerry Mohr (voce) e Joel Barnett (basso), hanno presto coinvolto Matt Rogers (chitarra) e Ron Sheridan (batteria).

Nel novembre del 1982 registrarono un demo-tape con tre canzoni; due di esse compaiono in altre due compilation, L.O.V.E. è la terza e migliore.

I membri nel frattempo sono cambiati e la formazione al momento è: Mohr, Barnett, Rogers più Danny Demiankov (organo, chitarra) e Gene Trautman (batteria). In breve tempo hanno pubblicato tre dischi, diventati imperdibili per ogni appassionato di garage-music: un 7" con quattro canzoni su Moxie, 1000 micrograms of... (12" con sei canzoni, su Sound Interesting) e un album dal titolo Inside out su Voxx. Un nuovo 12 pollici è già stato registrato, ma la sua uscita presenta delle difficoltà per problemi contrattuali.


CORNFLAKE ZOO

13 stations (Svezia)

Con gli svedesi Cornflake Zoo si sprofonda: una canzone brutta, ispirata (malamente) a Question Mark, voce pessima e nient'altro da segnalare.

Biografia

I Cornflake Zoo sono quattro giovani ragazzi nostalgici da Stoccolma, Svezia. Suonano in uno stile musicale che essi stessi definiscono folk-fuzz, influenzato da gruppi come Byrds, Electric Prunes, Seeds, Buffalo Springfield etc.

Il loro primo 7" dominato dall'organo, che sembrò sbucare dall'era freak, staziona a lungo ancora oggi sul mio giradischi. Hey Conductor/I see you fu pubblicato dalla favolosa etichetta svedese Tracks-On-Wax, ma entrambe le edizioni (la seconda in vinile rosa) sono ormai esaurite.

Un nuovo singolo, probabilmente un EP, dovrebbe già essere uscito su Tracks-On-Wax nel momento in cui leggerete queste note.

Questi ragazzi dicono che il loro più grande sogno sarebbe quello di fare da supporto ai Seeds a Hippy Hill, in una calda sera d'estate.


THE STEPFORD HUSBANDS

Why aren't you there? (USA)

Leggendo la scheda riservata agli Stepford Husbands, ci si potrebbe aspettare chissà cosa da Why aren't you there?, ma si sa come i compilatori debbano tirare l'acqua al proprio mulino. Grande lavoro delle tastiere (alle quali è riservato anche l'assolo) e un brano rock senza voli particolari. Da notare, invece, come la canzone sia stranamente lunghissima (quattro minuti e mezzo).

Biografia

Quando ascoltai per la prima volta il singolo di debutto degli Stepford Husbands, pensai subito ad un capolavoro. Sono più che felice di avere la possibilità di ospitare Why I aren't you there? sul nostro LP, così da avere un'altra opportunità di penetrare le orecchie dei prigionieri del garage.

La canzone fu registrata alla fine del 1983, quando il gruppo comprendeva solamente Gary Thomas (chitarra e voce) e Dave Amels (tastiere e voce) e fu pubblicata dall'etichetta newyorkese Cryptovision.

Il problema degli Husbands è che Gary vive in Inghilterra e Dave a New York. In seguito trovarono dei membri aggiuntivi in Bill Harper (chitarra) e Rick Martinez (batteria), che però vivono a Berkeley (!).

Nel frattempo, un secondo singolo uscì su Cryptovision, mentre la band si è impegnata in una grande quantità di concerti.

Nei loro piani c'è l'intenzione a breve di vivere nella stessa parte del mondo, il solo problema è decidere dove.


CRIMSON SHADOWS

Gonna make you mine (Svezia)

Ancora Svezia: impossibile non notare lo scarto qualitativo tra tutti i gruppi svedesi qui presenti e la compilation (pure svedese) A real cool time, di ben altra qualità sonora (l'unico nome in comune, i Preachers, è tra i peggiori di quella raccolta). La voce è inqualificabile, la canzone trascurabile e per fortuna, brevissima.

Biografia

I Crimson Shadows sono originari della parte nord di Stoccolma, Svezia. Sono assieme da soli quindici mesi, ma hanno già pubblicato due 7" per la loro etichetta personale.

Il loro singolo di debutto è sfortunatamente esaurito e voi sarete costretti ad acciuffare la loro seconda offerta finché è ancora disponibile.

Mans P. Mansson (voce, chitarra), Peter Maniette (organo, voce), Jens Lindberg (basso, voce), Johan Maniette (batteria) e Henrik Orje (armonica, percussioni), passano il loro tempo guardando film horror e suonando in quanti più concerti possibile, preferibilmente con i loro amici Cornflake Zoo e Stomach Mouths.


THE OTHERSIDE

Say those magic words (Olanda)

Gli olandesi Otherside hanno scelto una cover davvero bella per la loro prestazione e devo dire che non sfigurano, tra suggestioni alla Music Machine e una bella chitarra fuzz.

Biografia

Gli Otherside ci salutano da Amsterdam, Olanda. Nei due anni e mezzo della loro esistenza, hanno pubblicato due meravigliosi 7" pollici da quattro canzoni ciascuno per la loro etichetta Kelt.

Ispirati inizialmente dalla psichedelia britannica e dalla musica di Arthur Lee dei Love, in seguito indietreggiarono con gli ascolti verso gli anni '60.

Sfortunatamente, il gruppo decise di sciogliersi all'inizio del 1985 per diverse ragioni. Un profondo dispiacere per chiunque abbia ascoltato i loro dischi o abbia assistito a un loro concerto.

Sebbene un paio di altre canzoni siano state pubblicate su altri dischi, flexi e cassette anche dopo il loro scioglimento, è triste vedere gli Otherside svanire.


THE BROKEN JUG

2120 South Michigan Avenue (Germania Federale)

A quanto ne so io, il pezzo 2120 South Michigan Avenue appare su 12 x 5 dei Rolling Stones, a firma Nanker - Phelge, i due pseudonimi che Jagger e Richards usavano spesso agli inizi della loro storia musicale (più propriamente, era il gruppo intero a usare quello pseudonimo). I Broken Jug attribuiscono il pezzo a 9th Street Bridge e capirne il perché mi è francamente impossibile.

La seconda fase Blackberry Jug, denominata Broken Jug, a giudicare da questa versione è nettamente migliore della precedente: un grande lavoro di basso, effetti sonori e una ficcante chitarra fuzz, acida fino al midollo. La voce è ancora ai limiti della scandalo, ma in questo caso è difficile accorgersene, in quanto per tutta la prima parte non fa che parlare più che cantare.

Biografia

Subito dopo lo scioglimento dei Blackberry Jug, Jimmy comprò una bellissima chitarra Vox Phantom da un musicista di un gruppo dance, per soli 100 dollari. È questa chitarra che dà il sorprendente suono alle cinque canzoni del 7 pollici pubblicato da poco per la Glitterhouse.

2120 South Michigan Avenue s'intitolava Weird sounds sul nostro EP, semplicemente perché a quel tempo Jimmy non sapeva quale fosse il titolo del pezzo e quale fosse la band originale.

Jimmy, Christine e Blacky registrarono queste canzoni su un impianto a quattro piste nella loro sala prove.

All'inizio di quest'anno si sono riuniti con il chitarrista originale dei Blackberry Jug, Peter e stanno considerando seriamente l'ipotesi di un nuovo nome.


THE PREACHERS

Cryin' shame (Svezia)

L'unico nome in comune con la compilation di gruppi svedesi della Amigo A real cool time (pubblicata nel 1985). Da notare che la scheda sembra invertire i brani di quella e di questa compilation in quanto a stile: il distorto pezzo thrash (tralascio il grande) è questo Cryin' shame, mentre 39 steps era un pezzo leggerino. Quasi nulla da segnalare.

Biografia

Dalla città di Uppsala, in Svezia, proviene un altro favoloso esponente della giovane scena garage svedese.

I Preachers si formano intorno all'83/'84 e dopo un paio di cambi di formazione, ora consistono in: Michael Wallin (voce, chitarra), Per Vesterlund (chitarra solista), Anton Malmberg (basso), Clemens Lindström (organo farfisa) e Erik Holmblad (batteria, percussioni).

Sono presenti con una canzone sulla compilation svedese A real cool time, un grande e distorto pezzo trash, ma esso non rappresenta i Preachers di oggi.

Al di là delle loro varie influenze (citano 50 nomi di 3 decadi di rock'n'roll), hanno creato un suono originale e unico influenzato dai sixties.

I Preachers sono in contatto con l'eccellente etichetta svedese Tracks-On-Wax e alcuni vinili potrebbe presto arrivare.


THE GREEN TELESCOPE

Make me stay (Scozia)

Gli scozzesi Green Telescope, già presenti nel quarto volume delle Battle of the garages (pubblicato in quello stesso 1986), convincono abbastanza con questo brano di loro composizione, caratterizzato da una tastiera onnipresente. Psichedelia-garage godibile.

Biografia

Edinburgh, Scozia, è la patria dei Green Telescope. Sono rimasti in circolazione per un paio di anni, ma solo nel 1985 hanno registrato la loro prima canzone per la compilation in cassetta Acid tapes.

Il loro debutto su vinile è rappresentato dalle tre canzoni presenti nella compilation Waking dreams, pubblicata dall'etichetta britannica Psycho.

Lenny Helsing (voce, chitarra), Bruce Lyall (organo), Alan MacLean (basso), Gavin Henderson (batteria) hanno registrato recentemente un 7" con quattro canzoni per l'etichetta Imaginary di Alan Duffy e per la Glitterhouse Records.

Make me stay compare anche sul loro disco e mostra ciò che di meglio hanno imparato dalla lezione delle band degli anni '60.

Indiscutibilmente la miglior sixties-band britannica.


RUNNING STREAM

I never loved a girl (Italia)

Mi ricordo che lessi dei dubbi sull'identità austriaca di questo gruppo, proprio per il fatto di essere una band fantasma; ci cascò anche Federico Guglielmi recensendo il loro esordio. Running Stream erano italianissimi, ma incisero quel primo album (o mini?) per l'austriaca Ton Um Ton e tanto bastò.

Davvero grintosi gli italiani Running Stream, interessanti a livello arrangiamento e autori di una bella canzone (anche se troppo simile, nella parte ritmica, a un mito come Seven and seven is dei Love). Bravi.

Biografia

Running Stream è una band di quattro elementi che preferisce suonare in festini hippie nei dintorni della loro città, Vienna. Non ci sono foto di questi ragazzi e non sono soliti dire il loro nome, anzi, vogliono rimanere anonimi.

Il loro album di debutto fu pubblicato nell'autunno del 1985 dall'eccellente etichetta Ton Um Ton. Nonostante essi riprendano alcune delle canzoni più famose, come Everybody Else e Gloria, la loro abilità nel maneggiare queste vecchie e gustose glorie, è tale da infondere loro nuova vita. Sono noti anche per per i loro emozionanti originali - ascoltate I never loved a girl per una prova esauriente.

NOTE

(1) È la scritta che di solito compare sulle lapidi o sulle croci delle tombe: Rest In Peace, riposa in pace.

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