Captain Beefheart

Kevin Coyne

Fingerprintz

Flying Lizards

Gillan

Human League

Japan

Mike Oldfield

Professionals

Public Image Ltd.

Ruts

Skids

XTC

CASH COWS

Album in vinile singolo, edito dalla Virgin Records (1980)

Compilation senza alcuna apparente logica stilistica, se non quella di radunare alcuni gruppi inglesi dell'ondata new wave, un mostro sacro come Captain Beefheart e varie frattaglie più o meno digeribili. Ciò che unisce tutti i nomi presenti è l'etichetta discografica della raccolta, la Virgin. Da notizie raccattate per vie traverse, ho saputo che la raccolta, nelle intenzioni della Virgin, doveva presentare brani che sarebbero apparsi nei nuovi album dei rispettivi artisti entro l'estate dell'anno successivo (il 1981). In realtà, tutti i brani sono tratti da album usciti nel 1980 (e citati sul retro-copertina, quindi già sul mercato), tranne il caso Professionals (vedi mini-recensione) e il brano dei Flying Lizards, il cui album di riferimento doveva ancora uscire nei negozi.

Volontariamente ironica la copertina, anche se potrebbe sembrare un autogol: una mucca divisa per quarti e sezioni da macellare, con i nomi degli artisti a definire ogni sezione. Anche se l'animale è un bovino, viene in mente il detto: 'È come il maiale: non si butta nulla'. Il titolo parla di 'Vacche contanti' (nel senso di soldi, ovviamente) e dietro all'animale si intravvede una donna intenta a mungere le mammelle dalle quali escono monete. In primo piano una bella merdona di vacca (una boassa in linguaggio tecnico), anche questa intrisa di soldi. Ho sempre avuto il sospetto che anche Richard Branson, il boss della Virgin, cagasse soldi... Insomma, artisti da mungere, da spremere e da macellare, per ricavare il massimo profitto possibile. Nessuna sorpresa, ma la sincerità è da ammirare. Il titolo e finisco, in inglese è usato come espressione che significa 'operazione finanziaria conveniente', che frutta soldi e il tutto si conferma.


XTC

Respectable street (da Black Sea, 1980)

Biografia

Si comincia con il brano che apre il quarto album degli XTC, Black Sea, talmente ordinario nel campo della genialità degli allora quattro estatici di Swindon, da rasentare l'imbarazzo: vorrei anch'io imbarazzarmi in questo modo. Grande riff sprizzante elettricità da ogni nota, splendido ritornello e solita maestria strumentale. Respectable Street è anche la canzone che apre l'ultimo album della prima fase degli XTC e che chiuderà definitivamente la carriera concertistica del gruppo.


HUMAN LEAGUE

The black hit of space (da Travelogue, 1980)

Biografia

Sono gli Human League pre-esplosione mondiale di Dare, l'album che sfracellò le classifiche di ogni dove, dalla pochezza imbarazzante (qualcuno oggi lo fregia come il migliore del gruppo...). Musica elettronica che dimentica in cantina la chitarra e adora e venera i Kraftwerk. La canzone è proprio niente male, dura e cibernetica, poco a che fare con gli Human League di Don't you want me. Una curiosità: nei Future, il gruppo che precedette la denominazione Human League, militava anche Adi Newton, il fondatore dei pazzeschi Clock DVA.


MIKE OLDFIELD

Sheba (da Q. E. 2, 1980)

Biografia

Mike Oldfield è noto per quel suo Tubular bells che, se non ricordo male, fu anche il primo successo stratosferico della neonata etichetta Virgin (e addirittura, sempre se la memoria non fa cilecca, il primo album in assoluto del catalogo Virgin). Trovare qualcosa di memorabile nella sua nutrita produzione, a parer mio, non è semplice. Il pezzo in questione, riconoscibile per il segno distintivo delle canzoni di Oldfield, è noioso al punto giusto da riporre nel dimenticatoio e passare ad altro.


JAPAN

Ain't that peculiar (da Gentleman take polaroids, 1980)

Biografia

Nessun album dei Japan nella mia discoteca, un peccato che pagherò nel giorno dell'espiazione davanti a San Bo Diddley. Il ricordo corre a una cassetta antologica di vecchissima data che allietò i miei viaggi automobilistici a lungo. Questo pezzo mancava e non posso che esserne contento: musica ritmica a livello quasi maniacale (il lavoro del basso di Mick Karn è stakanovista), atmosfere e melodie particolarissime e la voce unica di David Sylvian. Splendidi Japan.


RUTS

West one (Shine on me) (da Grin and bear it, 1980)

Biografia

Dovrei organizzare cacce vere e proprie all'album d'esordio di questo gruppo, il magnificato The crack; per il momento sono fermo al lavoro successivo alla scomparsa di Malcolm Owen, l'eccellente Animal now (attribuito ai Ruts DC). West one (Shine on me) vede ancora in vita lo scomparso cantante, per l'ultima registrazione della sua vita prima della dose fatale che lo uccise a ventisei anni. Una miscela fulminante di punk, reggae e rock'n'roll classico, questo è West one. Un suono secco da sogno, una grande canzone e una vagonata di rimpianti.


SKIDS

Arena (da Absolute game, 1980)

Biografia

Gli Skids occupano un posto particolare nella mia memoria. Non ho nessun loro disco, questo è l'unico brano che posseggo, eppure quando me li ritrovo sulla strada non posso non pensare a un paio tra articoli e recensioni che lessi sul primo o secondo Rockstar che acquistai, nel lontano 1980. Nell'articoletto si raccontava di un concerto degli Skids finito a schifìo, con alcuni dementi ubriachi che salirono sul palco; la parte esilarante era il commento del giornalista inglese che raccontava l'episodio: uno dei ragazzi che rubò il microfono al cantante Richard Jobson, cantava molto meglio di lui. La recensione, invece, parlava proprio dell'album dal quale è tratta questa canzone, The absolute game e diceva, più o meno, che le facce dei quattro sulla copertina, stilizzati come bassorilievi di una lapide, non erano un buon augurio data la qualità indecente della musica. D'accordissimo e profetico, datosi che questo fu il penultimo album del gruppo. Degli Skids faceva parte Stuart Adamson, il chitarrista che formerà i Big Country.


PROFESSIONALS

Kick down the doors (da I didn't see it coming, del 1981)

Biografia

Il brano in questione portò i Professionals e la Virgin in tribunale: secondo il primo bassista cacciato dal gruppo, Andy Allen, la Virgin aveva usato illegalmente la canzone per la compilation, annunciandola, tra l'altro, come facente parte dell'album The Professionals, in realtà mai uscito (per i continui rinvii del gruppo stesso). La Virgin, dopo aver perso la causa, dovette ristampare l'antologia senza il brano dei Professionals, sostituiti dai Magazine. A quanto pare, insomma, la mia copia è l'originale del 1980. Kick down the doors fu poi inserita nell'album I didn't see it coming del 1981, l'unico prodotto sulla lunga distanza del duo Steve Jones e Paul Cook, chitarra e batteria dei Sex Pistols, con altri carneadi. Per arrivare alla canzone, sembra di ascoltare i Sex Pistols di alcune canzoni di The great rock'n'roll swindle e non è certo una sorpresa. Ciò che manca è la fantasia e un qualcosa di diverso da una chitarrona che si produce in un riffone che procura solo un grande sbadiglione (scusate gli accrescitivi reiterati). Roba da poco.


FLYING LIZARDS

Hands 2 take (da Flying Lizards, del 1980)

Biografia

Dei Flying Lizards di David Cunningham non conosco nulla, a parte questo brano e le poche notizie che leggevo tanti anni fa sui magazine musicali. Hands 2 take è l'unico brano del disco, con quello dei Professionals, che all'epoca dell'uscita della raccolta non compariva ancora su nessun album (il secondo lavoro del gruppo - o quello che era - "Fourth wall", uscirà di lì a poco). Classica new-wave elettronica, zeppa di effetti industriali e caratterizzata dalla voce interessante del leader David Cunningham.


FINGERPRINTZ

Yes eyes (da Distinguishing marks, 1980)

Biografia

Fautori di un rock leggero e veloce, dalla buona orecchiabilità, i Fingerprintz potrebbero essere interessanti anche sulla lunga distanza; ricordano i Ruts meno reggae, ma su un piano più vaporoso e leggero. La canzone è davvero piacevole.


CAPTAIN BEEFHEART and the MAGIC BAND

Dirty Blue Gene (da Doc at the radar station, 1980)

Biografia

Le scoregge sonore di Captain Beefheart rendevano meglio dieci anni prima (ok, sto parlando di un capolavoro come Trout mask replica, mi rendo conto). La schizofrenia è perfettamente riconoscibile, come anche gli stacchi e controstacchi, ma è difficile capirci qualcosa, soprattutto con un brano sommerso tra proposte con le quali non ha nulla da spartire.


GILLAN

Are you sure? (da Glory road, 1980)

Biografia

Vidi dal vivo questo uomo e la stessa band di questo brano, l'anno dopo, nel 1981, in occasione del tour promozionale dell'album successivo (Future shock: doveste vederlo, lasciatelo nei negozi, è un consiglio spassionato). Tanto mi sconvolse il Gillan live (ero un diciassettenne, cercate di capirmi), quanto mi sembra patetico il Gillan su album di quegli anni. Musica vecchia ancora prima di essere incisa e invecchiata di millenni da allora ad oggi.


KEVIN COYNE

Taking on the world (da Sanity stomp, 1980)

Biografia

Un personaggio particolare, psichiatra donato alla musica e dalla sterminata produzione discografica che affonda all'inizio degli anni '70. Da un noto giornalista viene accostato a Captain Beefheart, cosa impossibile da constatare ascoltando questo brano del 1980, somigliante più alle proposte cantautoriali dell'epoca (in questo momento mi viene in mente Lee Fardon, ma anche il John Hiatt di Two bit monsters). Una bella canzone, dura ed energica.


PUBLIC IMAGE LIMITED

Attack (da Paris au printemps, 1980)

Biografia

Il gruppo che confermò la caratura di John Lydon, l'ex-Rotten dei Sex Pistols: non solo la voce del più importante elemento fautore dello strappo del punk inglese, ma anche un artista capace e consapevole (forse troppo) delle proprie capacità. Siamo al terzo album e al primo live della creatura di Lydon, che ha già sfornato, dunque, anche quel Metal Box che ancora oggi delizia gli appassionati (fans del gruppo e collezionisti dell'edizione originale in forma di scatola metallica). La voce di John Lydon sembra quasi dimessa, stranamente, mentre la ritmica è ubriacante (ricordo che i PIL dell'epoca o di poco successivi, si esibivano anche con due batterie e tra i picchiatori di pelli coinvolti ci fu anche Ginger Baker!). Atmosfera paranoica e alla fin fine, brano non proprio memorabile.

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