CAPITOL COUNTRY MUSIC CLASSICS 1950's

Cd singolo edito dalla EMI (1991)
Un'interessante compilation che raduna alcuni degli artisti dell'etichetta Capitol Records, limitatamente alla country music. Una lunga sequenza di 26 canzoni che testimonia del periodo in cui il country diventò un fenomeno di massa, all'inizio degli anni '50, contemporaneamente all'esplosione di un'altra rivoluzione, ben più importante dal punto di vista sociale e del costume, il rock'n'roll. Alcuni degli artisti qui presenti non disdegnano di bagnare le proprie canzoni o interpretazioni, di piccole gocce di musica nera, commistione che è alla base del rock'n'roll; altri affondano nella musica country più popolare e bianca. Qui di seguito, subito dopo la lista delle canzoni, la traduzione del lungo articolo che traccia la storia dei brani e degli interpreti dell'antologia.
MARGARET WHITING & JIMMY WAKELY
Broken down merry-go-round (1950)
posizione più alta nelle classifiche country: 2
posizione più alta nelle classifiche pop: 12
Classica canzone di coppia con botta e risposta, molto melodica e suadente e caratterizzata dall'organo. Ben riconoscibile la voce da cow-boy di Jimmy Wakely, attore di buon successo all'epoca.
TENNESSEE ERNIE FORD & KAY STARR
I'll never be free (1950)
posizione più alta nelle classifiche country: 2
posizione più alta nelle classifiche pop: 3
Altro duetto tra la voce squillante di Kay Ford e le corde vocali da basso di Tennessee Ernie Ford. I'll never be free è una canzone melodica nel cantato, ma caratterizzata da un'interessante andatura bluesata e da un'insolita (per quanto mi riguarda) presenza da protagonista della chitarra elettrica. Il country è presente nelle parti di steel guitar e nel cantato, ma per il resto, I'll never be free, a partire dal titolo, è un pezzo intensamente 'nero'.
The shot gun boogie (1950)
posizione più alta nelle classifiche country: 2
posizione più alta nelle classifiche pop: 12
Tennessee Ernie Ford in versione boogie-rock'n'roll (notare la data: siamo nel 1950!). The shot gun boogie è sorprendente per la carica sprigionata, per il piano alla Fats Domino, per la struttura delle strofe, che diventerà un motivo irrinunciabile del rock'n'roll a venire. Il country, come sempre, caratterizza la canzone con la steel guitar e con dei timidi interventi di violino in sottofondo. Una sorpresa per gli ignoranti come il sottoscritto.
Hot Rod Race (1951)
posizione più alta nelle classifiche country: 7
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Hot Rod Race è un perfetto esempio del passaggio dall'hillbilly al rockabilly (e poi al rock'n'roll): una chitarra insinuante che farcisce l'intero pezzo di scale di note, un'armonica allegra che compare per un breve assolo, la slide guitar che mantiene il contatto con il country e la voce di Dolan, che declama velocemente, più che cantare, un testo lunghissimo, una sorta di rap bianco archeologico. Da mandare a memoria.
Mockin' Bird Hill (1951)
posizione più alta nelle classifiche country: 7
posizione più alta nelle classifiche pop: 2
Valzerino leggero come una foglia, Mockin' bird hill non è un granchè, non fosse per la notizia che Les Paul cominciò con canzoni come questa a sperimentare le prime sovraincisioni nella storia del mondo discografico. In questo caso, andando a sensazione, potrei individuare come sovraincisione il controcanto elegante, che sembra opera della stessa voce principale, Mary Ford. Insomma, non mancano i motivi d'interesse nemmeno in questo caso.
The wild side of life (1952)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: 27
Uno dei grandi successi di Hank Thompson questa The wild side of life, una canzone che, nonostante il titolo, ha il sapore del country più mieloso e per di più, lentissimo, uno dei pezzi meno interessanti di questa raccolta. Nessuno stupore, sia chiaro, dato che Thompson è conosciuto come 'il re del western swing', la musica country & western sfrondata da ogni asprezza e confezionata per piacere un po' a tutti.
High noon (Do not forsake me) (1952)
posizione più alta nelle classifiche country: -
posizione più alta nelle classifiche pop: 12
Voce profondissima quella di Tex Ritter, addirittura esagerata sulle note basse. High noon è una classica canzone countrycheggiante, lenta e melodica, con un intermezzo vocale bizzarro e l'immancabile steel guitar.
Dont' let the stars gets in your eyes (1952)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Un piano honky tonk, da saloon, un violino da bivacco nella prateria, una voce, quella di Skeets McDonald, semplice, piacevole e senza le inflessioni 'liriche' di molti cantanti country dell'epoca; e una canzone appiccicosa, impossibile da dimenticare anche dopo un solo ascolto. E senza dimenticare la chitarra elettrica, che ricama alcuni accordi che non si possono che definire rock'n'roll.
Goin' steady (1953)
posizione più alta nelle classifiche country: 2
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Country classico e senza voli particolari, ma la voce di Faron Young è davvero interessante, molto più vicina ai rockers che ai cantanti cowboys. Anche la canzone, tra le pieghe delle note e dell'arrangiamento, presenta una vicinanza di umore verso il rock'n'roll nascente proprio in quel periodo.
That's me without you (1953)
posizione più alta nelle classifiche country: 9
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Una suadente canzone country, da intonare intorno a un falò, melodica, con una chitarra più hawaiana che cowboy e la voce quasi lacrimevole di Sonny James.
A dear John letter (1953)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: 4
La voce miagolante di Jean Shepard, non contribuisce alla fruizione di questo lacrimevole esempio di musica country. Jean Shepard canta, Ferlin Huskey parla e in sottofondo, un timido tappeto musicale contraddistinto dal pianoforte honky tonk e dalla slide guitar. Noioso dopo tre ascolti.
Forgive me, John (1953)
posizione più alta nelle classifiche country: 4
posizione più alta nelle classifiche pop: 24
Dopo il grande successo di A dear John letter, la coppia Shepard/Huskey registra a tempo di record la seconda puntata della saga: la canzone è praticamente la stessa, con qualche minima variazione melodica, la stessa tonalità di voce di Jean Shepard e la stessa voce parlata di Ferlin Huskey. Anche il tappeto musicale, per logica, è esattamente lo stesso. Due palle così, se posso permettermi.
Wake up Irene (1953)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Country veloce e allegro per una canzone che, interpretata da Hank Thompson, ha raggiunto il numero uno nella classifica country di Billboard. Divertente e scacciapensieri.
JIMMY HEAP and the MELODY MASTERS
Release me (1954)
posizione più alta nelle classifiche country: 5
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Country del più puro, senza alcun brivido particolare, nemmeno per la voce del cantante, ma interessante per un pianoforte stile honky tonk che a un certo punto della canzone prende il sopravvento, sostituito in seguito dalla slide guitar. In ogni caso, niente di che.
You better not do that (1954)
posizione più alta nelle classifiche country: 2
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Ballata country di squisito spessore, priva di orpelli inutili e cantata dalla voce nasale di Tommy Collins. Sembra di sentire i Creedence Clearwater Revival più ruspanti e campagnoli.
Watcha gonna do (1954)
posizione più alta nelle classifiche country: 4
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Molto simile alla canzone precedente (You better not do that) questa Watcha gonna do, ballata country solo un po' più veloce.
A satisfied mind (1955)
posizione più alta nelle classifiche country: 4
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Una splendida canzone cantata dall'altrettanto splendida voce di Jean Shepard, che in questo caso abbandona in parte il tono miagolante di A dear John letter; peccato che la base musicale non sia all'altezza delle corde vocali. La canzone fu ripresa anche dai Byrds di Turn! Turn! Turn!.
When I stop dreaming (1955)
posizione più alta nelle classifiche country: 8
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Splendido esempio di duetto country maschile, mandato a memoria sicuramente anche dai campioni della West Coast degli anni '70: musicalmente, il brano è melodico e leggero, con un assolo al mandolino di Ira, ma sono le voci combinate a creare l'atmosfera perfetta di questa canzone.
Sixteen tons (1955)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: 1
Non è esagerato affermare che questa è una delle canzoni più famose di sempre a livello popolare. Al di là delle centinaia di versioni registrate da quel 1955 (anche se la canzone è del 1947, di Merle Travis), Sixteen tons è saccheggiata ancora oggi da colonne sonore, spot pubblicitari e quant'altro. L'andatura è quasi da colonna sonora di un film noir, il ritmo è scatenato, ma trattenuto, le idee melodiche disarmanti per la loro capacità di attirare qualcunque tipo di ascoltatore: a partire dagli schiocchi di dita che dettano il ritmo, all'oboe (presumo) che disegna la fine di ogni ritornello e la melodia principale, fino alla voce di Ford, concentrata sui toni bassi. Una piccola perla di musica popolare.
Waltz of the angels (1956)
posizione più alta nelle classifiche country: 14
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Accostabile a Tommy Collins, Wynn Stewart fece la sua parte nello sviluppo del Bakersfield Sound, il country essenziale e non contaminato dal pop da classifica. La ballata Waltz of the angels, lenta e melodica, ma semplice ed asciutta, è un perfetto esempio di tutto ciò.
I gotta know (1956)
posizione più alta nelle classifiche country: 15
posizione più alta nelle classifiche pop: -
I gotta know inizia come un semplice pezzo country, con tanto di violini campagnoli, ma con l'entrata in campo della ritmica e della voce, si trasforma in uno scatenato rockabilly che si placa durante il ritornello. Chitarra elettrica nettamente rock'n'roll (sembra di sentire Chuck Berry), sezione ritmica precisa e potente e la voce squillante di Wanda Jackson: un pezzo di storia del rock'n'roll.
I don't believe you've met my baby (1956)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: -
È il mandolino che apre questo secondo contributo dei Louvin Brothers, lo strumento che i due non vollero abbandonare nonostante le insistenze del produttore Ken Nelson. Un pezzo breve, dove sono le voci, ancora una volta, a fare la parte del leone.
Young love (1956)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: 1
Un classico del pop di ogni tempo, melodico a livello melassa, leggero quanto serve, mieloso quanto basta e musicalmente quasi minimale; sono i cori e la voce di Sonny James a sorreggere l'intera canzone. Come esempio di incrocio tra country e pop, come affermato da alcuni, non mi sembra azzeccato per niente.
Gone (1957)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: 4
Il country come potrebbe essere interpretato da un cantante lirico. Ferlin Husky si circonda di cori, memori dei Platters e degli angeli della bibbia secondo l'iconografia tradizionale e si produce in una canzone melassosa e pallosa come poche. Fu uno dei più grandi successi di Ferlin Husky (qui con il suo vero cognome, senza la 'e' di Huskey), registrato già cinque anni prima come Terry Preston e passato inosservato in quell'occasione.
Alone with you (1958)
posizione più alta nelle classifiche country: 1
posizione più alta nelle classifiche pop: 51
Alone with you, co-firmata da Young con altri due autori, sembra una canzone dei Beatles! Ecco, l'ho scritto senza tanti giri di parole inutili. Un abisso sembra separare questo Faron Young da quello, comunque interessante, di Goin' steady. Chitarra acustica a disegnare un tappeto intensissimo, una melodia pop splendida e la magnifica voce di Faron Young: che arrivassero dischi d'importazione di Faron Young a Liverpool nel 1958?
Country music is here to stay (1958)
posizione più alta nelle classifiche country: 2
posizione più alta nelle classifiche pop: -
Il cantante country meno interessante della raccolta (secondo il mio parere), Ferlin Husky (o Huskey), cambia faccia, voce e repertorio, trasformandosi nell'alter ego Simon Crum. Non ho trovato pezze d'appoggio, ma sembra che le varie voci di questo pezzo siano tutte dello stesso Ferlin Husky/Simon Crum. Country scherzoso con tanto di voce in falsetto (un tentativo, a dire il vero) in alcuni passaggi; e un grande successo.
CAPITOL COUNTRY MUSIC CLASSICS - The 1950's
Anche se gli anni '40 annunziavano l'inizio delle carriere di molti grandi artisti della musica country, non c'era ancora una vera e propria industria del country. Nashville rimaneva il cuore della musica spirituale, grazie al successo della Grand Ole Opry (1), ma la città si gloriava ancora del proprio ruolo di principiante dell'industria musicale. In effetti, essa non era ancora nota come capitale del country in quei giorni - piuttosto dell'hillbilly, vale a dire la musica originata nelle terre del Sud degli Stati Uniti, anche se i cowboys cantanti di Hollywood e i loro successori del western swing, avevano creato un nuovo termine, country and western.
Nel 1950 la piccola industria in crescita di Nashville cominciava ad espandersi seriamente con grandi etichette come Columbia, Decca e RCA, che stabilizzarono la loro presenza nell'area cittadina di Music Row e cominciarono ad ingaggiare artisti che incontravano una grande popolarità. Al di fuori di Nashville, era la Costa Ovest la più grande area di successo per le registrazioni di musica country, con la Capitol Records che faceva di questa attività la ragione della propria esistenza. Il settore musicale della Capitol, inizialmente, fu lanciato e sviluppato da Lee Gillette. Nel 1951 l'incombenza fu presa da Ken Nelson, un uomo il cui nome fu in seguito presente in numerose sessioni di registrazione come produttore, permettendo alla Capitol di assumere un importante ruolo come la più grande fonte di country music registrata al di fuori di Nashville.
L'appello 'supera la barriera' e il conseguente successo della musica country, non poteva riuscire meglio, se non con le registrazioni di un paio di duetti che diedero il via alla nuova decade - ospitanti entrambi cantanti uomini, principalmente noti come cantanti country, accomunati con donne meglio conosciute nei circoli della pop music. Simili combinazioni sommarono vendite presso i negozi sia di country music che di pop. Jimmy Wakely, che registrò album solisti ed ebbe successo anche come attore, fece coppia con Margaret Whiting per il loro quarto duetto di successo in quasi altrettanti mesi, Broken down merry-go-round, mentre il nuovo arrivato Tennessee Ernie Ford unì le forze con la cantante della Glenn Miller Band, Kay Starr, in I'll never be free. Nel frattempo Ford, il cui soprannome era The Tennesse Peapicker, arrotondò nel 1950 con Shot gun boogie, che non solo gli diede il secondo successo country (dopo Mule train) e un altro incrocio-scambio con il pop, ma lastricò pure la via per ulteriori registrazioni boogie. Cinque anni più tardi egli raggiunse il suo più grande successo con Sixteen tons, un successo internazionale milionario, composto da Merle Travis della Capitol.
Jimmie Dolan, conosciuto come America's Country Troubadour (2), raggiunse il proprio successo nella classifica nazionale nel 1951, con un classico di culto come Hot Rod Race, nello stesso anno in cui Les Paul e Mary Ford conseguirono il loro unico successo country con Mockin' Bird Hill. Questo duetto composto di marito e moglie, naturalmente, incontrò grande successo nelle classifiche pop (totalizzando quasi due dozzine di successi solamente nei primi anni '50), mentre Paul diede anche un considerevole tributo alla scena musicale, progettando la prima chitarra amplificata elettricamente e sviluppando le tecniche di registrazione.
Nel marzo del 1952, quando The wild side of life fece la sua prima apparizione, Hank Thompson aveva già totalizzato una dozzina di successi ed era diventato uno dei più significativi artisti da concerto della country music. The wild side of life fu registrato da Hank Thompson durante la prima sessione con il produttore Ken Nelson e non solo diede al cantante un successo da un milione di copie, ma lanciò anche la carriera di Kitty Wells della Decca, quando ella intervenne con la propria voce femminile in It wasn't God who made honky tonk angels. Thompson rimase una delle attrazioni principali per tutta la decade, raccogliendo trenta successi da top ten (incluso un altro numero uno con Wake up, Irene, pure memorabile, perché segnò l'inizio della collaborazione con il chitarrista Merle Travis e un marcato uso di un'insidiosa batteria), mentre la sua band, Brazos Valley Boys, dimostrò di meritare il soprannome di America's Number One Western Band per tredici anni consecutivi (1953-65). Hank Thompson conseguì altri record: nel dicembre del 1958 diventò il primo artista country a registrare un album stereo (Songs for rounders) e tre anni più tardi, il primo artista country a registrare un album dal vivo (Live at the Golden Nugget).
Altra grande stella della musica country della Capitol fu Tex Ritter (il primo artista country ad entrare nella compagnia), che nel 1952 ebbe il suo più grande successo con High noon, la canzone di Ned Washington e Dimitri Tiomkin vincitrice di un Oscar come tema di un classico western con Gary Cooper. Con l'indebolirsi della popolarità dei cantanti cowboys di Hollywood, Ritter tentò con successo di costruirsi una carriera di artista da concerto e da dischi, uscendo dalla sua prolifica attività cinematografica che comprese 85 western nel periodo 1936-45 (durante questo periodo fu una delle dieci migliori attrazioni western ai botteghini). In seguito, dal 1953 al 1960, incrementò la sua reputazione nella country music come ospite dello spettacolo radiofonico Town Hall Party e in serie televisive.
Un favorito per lungo tempo delle programmazioni di Town Hall Party, fu il nativo dell'Arkansas Skeets McDonald, che conseguì il suo successo con la Capitol nel 1952 con Don't let the stars get in your eyes, una canzone che diventò un successo da un milione di copie quando fu registrata in versione pop da Perry Como. McDonald tornò nelle classifiche durante gli anni '50 con la Columbia Records, ma poi morì di attacco cardiaco nel marzo del 1968.
Il 1953 fu un'annata particolarmente buona per la Capitol, contribuendo alla reputazione futura dell'etichetta presso i circoli della country music, soprattutto per l'azione di quattro stelle in formazione - Faron Young, Sonny James, Ferlin Huskey e Jean Shepard.
Faron Young nacque a Shreveport, Louisiana e suscitò la prima attenzione a livello nazionale con uno spettacolo radiofonico di fama della propria città, The Louisiana Hayride, probabilmente il più grande rivale del Grand Ole Opry di Nashville. Tale attenzione lo portò presto a firmare un contratto con la Capitol e ad ottenere il suo primo successo di classifica, Goin' steady, aprendo una collaborazione con l'etichetta durata dieci anni e oltre 40 successi. Il suo più grande successo durante gli anni '50, fu Alone with you, che non solo rimase per tredici settimane al numero uno delle classifiche country, ma si conquistò anche il favore degli appassionati della pop music. Come molti altri artisti country del periodo, Young apparve anche in un gran numero di film a basso costo e uno di questi, Hidden guns, gli procurò il soprannome di The Young Sheriff.
Il cantante/chitarrista/compositore Sonny James - nato come James Loden e conosciuto in seguito come The Southern Gentleman - era un veterano del mondo dello spettacolo che iniziò la propria carriera all'età di quattro anni, cantando con le quattro sorelle nel Loden Family Group. Condusse anche uno spettacolo radiofonico a Birmingham, Alabama, sebbene fosse ancora un adolescente e conquistò il suo primo successo in classifica, That's me without you, poco dopo i vent'anni. Tre anni più tardi, come artista country conquistato e combattuto dal rock'n'roll, James attraversò i confini musicali per guadagnarsi una posizione nelle classifiche pop, a fianco delle sue quattro dozzine di successi country con la Capitol.
Ferlin Huskey, del Missouri, fu noto con diversi nomi, cominciò la sua carriera come Terry Preston e più tardi registrò canzoni umoristiche come Simon Crum. Anche il suo soprannome (Huskey) ebbe differenti pronunce durante i primi due anni alla Capitol Records! Dopo cinque anni passati nella Marina Mercantile degli Stati Uniti, egli lavorò come dj e come cantante nei locali dell'area di Bakersfield, spesso in compagnia di Tennessee Ernie Ford. Il suo primo successo - A dear John Letter, del 1953 - fu un duetto in compagnia di una nuova entrata, Jean Shepard, un successo tale da richiedere un veloce seguito, Forgive me John. Quattro anni più tardi Husky conseguì il suo più grande successo country-pop con Gone (già registrato durante la prima fase della sua carriera come Terry Preston), riconosciuta come la prima registrazione country a fare uso di un moderno gruppo vocale. Nel 1958 l'alter ego Simon Crum conseguì il suo più grande successo in classifica con la novità Country music is here to stay.
Nonostante la saga di Dear John avesse posto Jean Shepard al vertice, ci vollero un altro paio d'anni per questa cantautrice nativa dell'Oklahoma e cresciuta in California, per arrivare ad un proprio successo. Membro fondatore del gruppo vocale Melody Ranch Girls (una band di western swing al femminile), ella attirò l'attenzione della Capitol Records grazie all'entusiastica raccomandazione di Hank Thompson. Il successo solista fu raggiunto con A satisfied mind, il classico di Red Hayes e Jack Rhodes che cominciò una fila di successi con la Capitol che si allungò fino all'inizio degli anni '70. Nello stesso periodo in cui cominciò la sua fortuna presso il pubblico di acquirenti, partecipò brevemente allo spettacolo radiofonico di Red Foley, prima di trasferirsi a Nashville e al Grand Ole Opry.
Mentre le carriere di molti grandi artisti sbocciavano, altre ebbero breve vita. Texan Jimmy Heap - la cui band, The Melody Masters, comprendeva il cantante Perk Williams, registrò la versione originale di Release me, in seguito ripresa da moltissimi altri artisti, incluso il successo internazionale pop di Engelbert Humperdinck. Allo stesso modo, Tommy Collins, il più sottovalutato cantante e compositore, che contribuì a far riconoscere Bakersfield sulle mappe (e fece entrare Buck Owens nella sua band), cominciò una breve serie di sei successi per la Capitol in dieci anni, con gli esordi umoristici di You better not do that e Watcha gonna do now.
Le tradizionali e rigorose armonie vocali, difficilmente suonavano meglio di quando venivano cantate dai Louvin Brothers dell'Alabama, Charlie e Ira. Essi totalizzarono una dozzina di successi in classifica durante i sette anni della loro comunione artistica con la Capitol, il primo dei quali fu When I stop dreaming, nel 1955. Esso fu seguito velocemente da un numero uno, I don't believe you've met my baby. Egualmente eccellenti sia tra il repertorio secolare che tra quello religioso, successivamente si costruirono un seguito con le apparizioni al Grand Ole Opry. Un quarto di secolo più tardi la musica dei Luovins tornava ancora di moda, grazie alle imprese di artisti come Emmylou Harris.
Il successo di Kitty Wells della Decca, aiutò ad aprire le strade della country music alle donne, sino a quel momento dominato (apparentemente) dagli uomini. Jean Shepard aprì la via della Capitol, in breve tempo affiancata da un altra scoperta di Hank Thompson, Wanda Jackson, nativa dell'Oklahoma. Già bambina prodigio (suonava chitarra e piano dall'età di dieci anni e aveva un proprio spettacolo radiofonico già da tre anni!), il coinvolgimento iniziale di Wanda nella country music fu discreto e di breve durata, anche perché il suo talento si sviluppò come rocker al femminile. Il suo primo successo su Capitol, I gotta know, diede alcune indicazioni sulle direzioni che ella avrebbe intrapreso. Wanda Jackson non tornò alla country music propriamente detta fino ai primi anni '60.
Wynn Stewart fu un altro artista scoperto tra la ricchezza di talenti californiani. Era nativo del Missouri, da dove si spostò con la sua famiglia nell'ovest; qui registrò la sua prima sessione all'età di 15 anni. Eglì firmò subito per la Capitol nel 1950, azzeccando un successo con Waltz of the angels, prima di partire per Las Vegas dove avrebbe diretto un proprio club e condotto trasmissioni televisive per molti anni. Nel frattempo, tornando a Bakersfield, la più grande stella di tutti loro e l'intrattenitore che aveva mantenuto un proprio passo durante gli anni '60, ruppe gli indugi e si mise in moto. Il suo nome, naturalmente, era Buck Owens... un texano che emigrò a Bakersfield nel 1951 e che pagò i propri debiti con la prima registrazione per la Pep Records sotto il nome di Corky Jones, lavorando come musicista di Wanda Jackson, Sonny James e Faron Young e suonando la chitarra solista nella Tommy Collins' Band. Owens si arrampicò in classifica con Second fiddle nella metà del 1959, ma un anno più tardi egli era proprio sulla cima, con Above and beyond. L'Era Owens era solo agli inizi.
NOTE
(1) La più grande e famosa sala da concerti di Nashville, ospitante l'omonimo spettacolo radiofonico.
(2) Il Trovatore Country d'America.