The best of & the rest of British psychedelia

Cd singolo, edito dalla Action Replay Records (1988 l'edizione originale, 1991 il cd)
Che questa antologia rappresenti il meglio della psichedelia inglese è alquanto dubbio, ma che tra le 14 canzoni ci sia qualcosa d'interessante è altrettanto sicuro. Salta subito all'orecchio la differenza tra la psichedelia 'media' inglese (se questa lo è) e la collega d'oltreoceano: molta più leggerezza, meno effetti onirici o simili e di conseguenza, meno pathos. Qui sotto la lista delle canzoni.
Morning Morgan town
La canzone interpretata da Jude è tratta da un celebre album di Joni Mitchell, Ladies of the canyon (1970) ed è resa in una versione leggera come una foglia d'autunno (registrata in quello stesso 1970).
Keep hold of what you've got
Altro nome sconosciuto, alle prese con una reinterpretazione sonora degli Yardbirds (non so la canzone: tra le note del cd - che non esistono - mancano anche i credits dei pezzi; ho comunque scoperto che la canzone potrebbe risalire al 1965, contemporanea, praticamente, all'esordio degli Yardbirds!).
Shirley e Look at me I've fallen into a teapot
Sembra che Cliff Wade abbia ottenuto un buon successo con la sua Shirley, una discreta canzone beat echeggiante i Beatles (1969). Wade è anche l'unico artista della raccolta ad essere presente con due brani: Look at me I've fallen into a teapot, la canzone che chiude la raccolta, sembra rifarsi alla risposta d'oltreoceano ai baronetti di Liverpool, i Byrds (1969 anche in questo caso). Difficile strapparsi i capelli.
House of many windows
I Motherlight sono una derivazione degli Orange Bycicle, un gruppo presente in questa stessa raccolta e attivo alla fine degli '60 (la canzone è del 1970). Grande uso delle tastiere per un pezzo molto arioso e che non può che essere riconducibile a quel periodo storico della musica.
Peru
Peru delle Chimera, due ragazze che si facevano accompagnare da turnisti, è una delle canzoni più interessanti della raccolta, giocata sul basso, su un liquido riff di chitarra e sulle voci. Anche leggermente inquietante, a differenza delle altre canzoni qui presenti (pezzo pubblicato nel 1970).
Saga of a Wrinkled man
Siamo dalle parti delle influenze classicheggianti che interessarono i quattro quarti a partire dalla fine degli anni '60, il rock da cattedrale che in quel periodo (siamo nel 1968) cominciava a dare segni di vita e che con nomi come Emerson, Lake & Palmer e altri, arriveranno a vette impensabili (verso l'alto o verso il basso, dipende dai gusti).
Babe you've gotta stay
Gli Angel Pavement di questa canzone barocca e zeppa di archi, non sono male, ma si rifanno troppo ai campioni di casa propria (i Beatles, per intenderci), ma con ben altra classe e con intromissioni 'classiche' che sfiorano il troppo (canzone pubblicata nel 1969).
My friend Jack
Con questa canzone sull'amico Jack, pubblicata all'inizio del 1967, gli Smoke si guadagnano il titolo di vero e proprio pezzo psichedelico della raccolta, per merito di una chitarra tremolante e acida da protagonista e anche se la voce non è paragonabile a quella di altri campioni del periodo, il pezzo è proprio niente male (qualche debito verso gli Who di Happy Jack e il jungle-rock di Bo Diddley).
Laura's garden
Altra canzone del 1967 dagli Orange Bicycle, sognante, leggera leggera e non molto interessante.
It never stays the same
Un misto di Rolling Stones e influenze psichedeliche della Bay Area di San Francisco. Echi di Jefferson Airplane, echi sonori veri e propri e un incrocio vocale che ricorda Crosby, Stills, Nash & Young.
All my life
Un nome impegnativo questo che ci giunge dal 1969 (certo, pussy significa gattino, micio, ma negli States identifica più spesso l'organo sessuale femminile: provate a fare una ricerca in Internet!). Rimandi garage nell'uso della chitarra, psichedelia tenue e leggera e una canzone discreta.
Green Mello hill
Di questa canzone è impossibile anche trovare l'anno di pubblicazione, come una qualunque informazione sul gruppo (dal nome genuinamente psichedelico, acido e tossico). La canzone, folkeggiante e orchestrale, non è tra le più interessanti.
Leilla
Breve pezzo strumentale dalle influenze indiane (dell'India), con tanto di sitar, pubblicato nel 1968, l'anno dopo la marcia del Sergente Pepper dei Beatles. Poco più che un coriandolo.