BATTLE OF THE GARAGES

Serie della Voxx di Greg Shaw, comprendente, a quanto ne so, cinque volumi, quattro dei quali sono recensiti qui di seguito. Data la lunghezza della scheda, è possibile cliccare sui volumi citati qui di seguito per saltare direttamente al titolo corrispondente.

BATTLE OF THE GARAGES (volume 1)

BATTLE OF THE GARAGES - America's psychedelic underground (volume 2)

BATTLE OF THE GARAGES - The Paisley Underground (volume 3)

BATTLE OF THE GARAGES - Tomorrow the world (volume 4)


Eddy Best

Billy Synth & the Turn-Ups

Chesterfield Kings

Crawdaddys

Dark Side

Embarrassment

Brad Long

Pete Holly & the Looks

Plasticland

Slickee Boys

Stepmothers

Deniz Tek

Unclaimed

United States of Existence

Vertebrats

Wombats

BATTLE OF THE GARAGES

(volume 1)

Album singolo in vinile della Voxx Records (1981)

Se Nuggets è la bibbia del garage anni sessanta, il primo volume delle Battaglie dei Garages, curate da Greg Shaw della Voxx, dà la stura al fenomeno del garage revival degli anni ottanta. Non c'è niente di imperdibile in questo disco, ma abbiamo alcuni dei gruppi che più si faranno notare durante i pochi anni di vita dell'effimero movimento e il gruppo che della psichedelia farà una ragion di vita e che è qui presente con il brano più sconvolgente, i Plasticland.

Qui sotto, le mini-recensioni dei singoli brani.


UNITED STATES of EXISTENCE

Return to the psychedelic

Biografia

La prima facciata si apre con una specie di manifesto della Voxx e di quello che sarebbe diventato un movimento underground che avrebbe abbracciato gli Stati Uniti prima e l'Europa poi. Gli United States of Existence sembrano sbucare direttamente da un tunnel temporale collegato agli anni '60, con le loro chitarre fuzz, l'organo, gli echi e i tremolii psichedelici: è il ritorno all'era psichedelica.


VERTEBRATS

Left in the dark

Biografia

I Vertebrats, invece, si collegano più direttamente a un power-pop di tipo bostoniano, che non al psichedelismo riempito di effetti sonori e vocali. Piacevoli e grintosi.


STEPMOTHERS

Let her dance

Biografia

Con gli Stepmothers la navicella temporale non viaggia a lungo e atterra in pieno periodo pre-punk: sembra di sentire alcuni di quei gruppi inglesi che velocizzarono e indurirono il pub-rock, contribuendo alla nascita del punk. Anche in questo caso, brano piacevolissimo e grintoso.


PETE HOLLY & the LOOKS

Look out below

Biografia

Da questo nome sconosciuto, il contributo è più direttamente ascrivibile al garage e alla psichedelia anni '60. Registrazione mediocre, echi e un riff garage: normali.


EDDY BEST

Things I should've said

Biografia

Non so chi sia Eddy Best e cos'abbia fatto in seguito a questa partecipazione; so che la sua vena pop-hard in questo brano è buona, senza essere chissà cosa. Molto bella la voce.


BRAD LONG

Tell me

Biografia

In questo caso, siamo alle prese con una cover: Tell me fu l'unico brano originale, firmato Jagger-Richards, del primo album dei Rolling Stones, nel quale fu sommerso da undici cover. Brad Long fornisce una ripresa di Tell me ai limiti del compitino, con l'unica idea decente di sommergerla di chitarre byrdsiane. Trascurabile.


DENIZ TEK

RPM

Biografia

Signori, inchiniamoci di fronte a un protagonista di uno dei progetti imperdibili della storia del rock, i Radio Birdman. Deniz Tek, nativo di Detroit, diventò una delle menti e il chitarrista degli australiani Radio Birdman: la cinghia di trasmissione tra i canguri e i suoni della città dei motori (MC5 e Stooges, ovviamente). La canzone sembra uscire da un'antologia dei Radio Birdman, non fosse che manca la voce insostituibile di Rob Younger e per il fatto che RPM è una cover d'un pezzo d'inizio anni '60 dei Four Speeds.


DARK SIDE

In the dark

Biografia

Una mistura sferragliante di power-pop e psichedelia in questo brano dei Dark Side, disordinato, come forse dev'essere il genere, ma che da questo punto di vista, esagera un po'.


EMBARRASSMENT

Pushin' too hard

Biografia

Altra cover, in questo caso di Sky Sunlight Saxon, che con i suoi Seeds incise questo brano negli anni '60. Sky Saxon fu uno dei personaggi di quell'epoca che usufruirono della riscoperta garage-psichedelica degli anni '80, tanto che tornò a incidere e a sfruttare la fama derivante dall'adorazione dei nuovi garagers. Gli Embarrassment forniscono un'ottima versione di Pushin' too hard.


WOMBATS

The reason why

Biografia

Psichedelia leggiadra, leggermente indurita e fornita di buone dosi di 'veleno' Beatles, quel tanto che basta per far rizzare le orecchie.


CRAWDADDYS

You're gonna need my love somebody

Biografia

Uno dei gruppi più famosi a livello underground del movimento new-psichedelico. I Crawdaddys, di San Diego, contendevano il primato ai Gravedigger V da questo punto di vista, anche per le loro muse ispiratrici: Pretty Things, Them, Rolling Stones e il rock'n'roll primordiale. Il brano proposto è tutto questo: sgangherato, contrappuntato da un organo dilagante e contraddistinto da una progressione armonica (con tanto di armonica, quella a bocca) che doveva farne una canzone nucleare in versione live.


UNCLAIMED

Run from home

Biografia

Uno dei gruppi culto della scena nascente, gli Unclaimed di Shelley Ganz all'epoca comprendevano ancora in formazione Sid Griffin, il futuro fondatore dei Long Ryders. Psichedelia e garage, Byrds e la San Francisco degli anni '60. Run from home potrebbe rappresentare il manifesto dell'intero album.


CHESTERFIELD KINGS

Are you gonna be there (At the love-in)

Biografia

È il gruppo che riuscirà ad emergere dall'anonimato e dall'underground, a differenza della quasi totalità degli altri nomi qui presenti. Stupisce, dunque, che la loro versione del classico della Chocolate Watch Band sia uno dei punti deboli della raccolta (a parte la bella chitarra solista).


SLICKEE BOYS

Glendora/Going all the way

Biografia

Già veterani della scena punk di Washington DC, gli Slickee Boys fanno valere la loro caratura e la loro esperienza e forniscono una prova quasi entusiasmante, a metà strada tra il power-pop metallico (Going all the way) e la ballata elettrica corale (Glendora), il tutto unito in un medley originale e gustoso, con tanto di coretti alla Mothers of Invention. Grandi.


BILLY SYNTH & the TURN-UPS

I dig your mind

Biografia

Billy Synth e i Turn-Ups offrono l'unico brano di puro punk della raccolta, un momento che sembrerebbe non c'entrare una benemerita mazza con tutto il resto e così è. Bisogna dare atto al gruppo di possedere una buona vena in quanto a fantasia e capacità di arrangiamento.


PLASTICLAND

Office skills

Biografia

Il capolavoro assoluto uscito dalla prima battaglia dei garages, giunge a fine solchi: poco più di un minuto e mezzo di viaggio nelle menti malate di psichedelia dei Plasticland, originari di Milwaukee e dalla carriera ancora lunga. Pura psichedelia.


Sul retro-copertina c'è una breve presentazione dell'album non firmata, ma attribuibile a Greg Shaw (anche giornalista ed editore di un foglio musicale, per il quale scrisse anche l'immenso Lester Bangs). Traduzione.

Abbiamo suonato la chiamata e in centinaia si sono fatti avanti da ogni angolo della nazione, portando le loro chitarre Vox e i loro amplificatori Fender Showman ridotti a mal partito (pre-1966, naturalmente), vestiti di nero, pantaloni a tubo e velluto a coste, giacche Nehru imperlate, stivaletti Beatles e magliette, capelli ispidi e aspetto alla 'via-di-mezzo': questi sono i pionieri della nuova frontiera psichedelica.

Definiamoli 'coloro che hanno rinunciato', definiamoli la Nuova Stirpe, definiamoli come volete. Queste sono le voci protestanti della Giovane Generazione di oggi, parlano apertamente contro la depressione, una scena reazionaria guidata dalla loro vecchia new wave, disposta a sopportare gli insulti e a vivere come paria, duri e risoluti nella loro visione d'innocenza e purezza.

La vecchia generazione potrebbe farsi beffe di cotanto idealismo. Lasciamoli fare. Presto saranno sommersi dai suoni di questa nazione risorgente allo stesso modo di uno che abbraccia i nuovi valori espressi dagli adolescenti ribelli di questo album.

In basso a destra, sempre sul retro-copertina, un pezzetto dal titolo About the album. Traduzione.

Dati gli innumerevoli partecipanti, è stato con grande difficoltà che abbiamo ristretto la competizione a sedici gruppi che, secondo noi, sono i più rappresentativi della nuova scena psichedelica underground. Alcuni li avrete già sentiti, altri sono relativamente sconosciuti, ma noi crediamo che tutti questi gruppi diventeranno dei nomi importanti della scena musicale degli anni '80.

Tu puoi aiutare a determinare il corso della storia musicale! All'interno troverai una cartolina con la quale potrai votare e scegliere la tua garage-band preferita d'America!

La cartolina per votare, all'interno della mia copia, brilla per la sua mancanza.


Fezmen

Fuzztones

Impossible Years

Mad Violets

Miracle Workers

Mystic Eyes

Odds

Outnumbered

Plasticland

Prime Movers

Seen

Sharp Turn

Trip

True West

Vipers

Yard Trauma

BATTLE OF THE GARAGES

(volume 2)

America's psychedelic underground

Album singolo in vinile della Voxx Records (1984)

Volume secondo per i patiti dei garages degli anni ottanta. Parecchie battute a vuoto (penalizzate anche dalle registrazioni) e alcune perle: per l'elenco dettagliato, leggere qui sotto.


VIPERS

Nothing's from today

Biografia

Gruppo tra i più celebri della scena garage anni '80, anche per un fantomatico album continuamente rimandato, i Vipers non sono di certo sconvolgenti: chitarre alla Byrds (tratte quasi di peso), atmosfere anni '60 e una grande attenzione verso la voce.


MIRACLE WORKERS

Flashing red light

Biografia

Sconvolgenti lo sono e non poco, i Miracle Workers di Portland, Oregon. Ancora distanti di un anno i debutti su EP e album, i cinque sono tra i pochi in questa raccolta che riescono a esprimere una forza simile e con una canzone splendida, anche melodicamente. I migliori nettamente, con i Plasticland.


FUZZTONES

Green slime

Biografia

I cultori del fuzz, invece, si abbandonano alle atmosfere oscure e lente di una ripresa come Green slime, accostabile alla cover di Living sickness che chiuderà Lysergic emanations, l'anno successivo (ma con molta meno forza e fantasia). Un po' deludenti.


PRIME MOVERS

(Come to) Where it's at

Biografia

Garage-punk primordiale dai Prime Movers, grezzo, sporco, disordinato e non proprio memorabile.


MYSTIC EYES

Enough of what I need

Biografia

Non sarebbe male la canzone in sé (una cover di un gruppo oscuro degli anni '60, gli Stoics), ma i Mystic Eyes affondano nella convinzione che registrare e suonare male sia una qualità indispensabile per il genere (e qui abbiamo una bella miscela: beat anni '60, Bob Dylan e garage). Potrebbero ricordare i Wylde Mammoths di qualche anno successivi.


ODDS

I'll make you sorry

Biografia

Ancora garage-punk, sferragliante e noioso, del tipo Gruesomes, per intenderci. Davvero poco da dire.


TRIP

Stick like glue

Biografia

Ancora Gruesomes come riferimento (non intendo influenza): garage-punk senza pretese, voce censurabile e una canzone discreta.


OUTNUMBERED

Boy on a roof

Biografia

Una delle canzoni migliori del lotto, non fosse penalizzata da una registrazione indecente. Gli Outnumbered ricordano qualcosa del rock desertico dei Giant Sand, ma ripeto, una qualità sonora simile rende difficoltoso l'ascolto e fa anche girare le palle.


PLASTICLAND

Sipping the bitterness

Biografia

Come successe con il primo volume, anche in questa battaglia dei garages i Plasticland emergono nettamente sugli altri, in questo caso, alla pari con i Miracle Workers. Sipping in the bitterness sembra tratto di peso da Salon, il loro capolavoro di tre anni successivo. 'Solita' psichedelia personalissima, solita abilità, soliti grandi e immensi Plasticland.


MAD VIOLETS

Psilocybe

Biografia

Gruppo dell'area Fleshtones (nel senso che furono prodotti anche dal Fleshtones Keith Streng in qualche momento della loro carriera), i Mad Violets propongono una psichedelia notturna e abile nella costruzione, con un gran lavoro di basso. La voce femminile sembra non proprio al meglio, ma si faranno (vien da dire...).


IMPOSSIBLE YEARS

Attraction gear

Biografia

Uno dei tanti nomi totalmente sconosciuti della raccolta, alle prese con una nenia lentissima e neanche male, non fosse, ancora una volta, per la registrazione ai limiti del consentito (limiti superati, in realtà). Non so se le stonature siano volute (il genere lo permetterebbe), ma quando è troppo è troppo.


TRUE WEST

And then the rain

Biografia

I True West, gruppo dalla carriera aperta a vari album e a un discreto successo underground, potrebbero avvicinare i Miracle Workers e i Plasticland ai vertici di questa raccolta, ma quando si ascoltano canzoni così belle penalizzate da registrazioni così indecenti, ci s'incazza e basta. Mi accorgo che il tema registrazioni pessime sta interessando molte di queste mini-recensioni, ma non ci posso fare nulla. And then the rain è una signora canzone.


YARD TRAUMA

Some people

Biografia

Altro nome celeberrimo nel panorama garage-punk, gli Yard Trauma di Lee Joseph. Some people dovrebbe essere il loro primo singolo, pubblicato l'anno precedente l'uscita di questa raccolta. Come suoni e territorio, avrebbero fatto miglior figura nel terzo volume delle battaglie (dove Lee Joseph, da solo, è in effetti presente). Garage-punk alla Gravedigger V, ma senza la voce di Leighton (la voce del chitarrista Joe Dodge è facilmente censurabile, quasi pessima).


SEEN

Jealous girl

Biografia

Rocketto senza arte né parte questo dei Seen. Nel cestino.


FEZMEN

So easy baby

Biografia

Garage-rhythm'n'blues senza pretese dai Fezmen, tanto sgangherato da fare tenerezza.


SHARP TURN

Everybody knows but me

Biografia

Chiusura ancora all'insegna del dimenticabile con i Sharp Turn: ancora indecente la registrazione, ancora ai limiti dell'ascoltabile la voce, ancora i Pretty Things come ispirazione principale (non li ho citati in precedenza, ma sono tra i gruppi più ripresi a livello ispirativo). Da dimenticare.


Electric Peace

Eyes of Mind

Fourgiven

Gravedigger V

Hidden Peace

Lee Joseph

Mutts

Mystery Machine

Pandoras

SS-20

Tell-Tale Hearts

Things

Tories

Untold Fables

Young Lords

Zebra Stripes

BATTLE OF THE GARAGES

(volume 3)

The Paisley Underground

Album singolo in vinile della Voxx Records (1985)


La terza parte delle guerre dei garages è denominata Paisley Underground (per quale motivo?) e vede esibirsi gruppi della west-coast (a parte qualche eccezione) dediti alla psichedelia-rock più sognante e al garage-punk più sferragliante: la lista...


ZEBRA STRIPES

Intro '66

Biografia

Greg Shaw riusciva maledettamente bene nell'intento di piazzare al primo brano delle sue raccolte un manifesto delle stesse: c'era riuscito molto bene con la prima battaglia dei garages, con gli United States of Existence, meno con i Vipers della seconda. Zebra Stripes e Intro '66 (brano firmato Lee Joseph), in meno di due minuti spiega cosa ci si può aspettare da questa raccolta: psichedelia malata e garage-punk del più duro e sferragliante. Benvenuti.


FOURGIVEN

Yeah!

Biografia

I Fourgiven ribadiscono il concetto con una canzone ai limiti del basilare (cover degli Alarm Clocks, oscura band garage-punk dell'Ohio, attiva negli anni '60), registrata live in studio dal gruppo di Rich Coffee. Garage-punk sferragliante, duro e monotono, con i crismi giusti per il genere.


GRAVEDIGGER V

Spooky

Biografia

Uno dei gruppi più celebri della scena garage californiana, accostabili stilisticamente ai Fourgiven. La canzone non è tra le loro migliori, ma il piglio è di quelli buoni.


MUTTS

Anxious color

Biografia

Con i Mutts si cambia registro abbastanza nettamente e si approda verso le terre psichedeliche colorate di beat inglese anni '60. Una canzone bella e grintosa per un gruppo che non so collocare (in parole povere, non so chi cacchio siano).


UNTOLD FABLES

I try

Biografia

Uno tra i gruppi più celebri in ambito psychedelic-punk-rock, gli Untold Fables non stupiscono e anzi, si mantengono al di sotto delle aspettative: una canzone garage dimenticabile (cover degli Young Tyrants, dai soliti anni '60), una prestazione tecnica normale e niente di più. Il tutto totalizza un meno.


MYSTERY MACHINE

She's not mine

Biografia

Altro gruppo sconosciuto, accostabile ai Cheepskates newyorkesi, anche per la voce molto simile. Canzoncina leggera leggera e niente di che.


TELL-TALE HEARTS

My world is upside down

Biografia

Uno dei vertici della raccolta proviene dai Tell-Tale Hearts, concittadini dei Gravidigger V, se non ricordo male (San Diego). Arcigni, durissimi, ubriacanti nel loro garage-punk primitivo, eppure validissimi (ricordo come mi giocai il loro primo album: dopo l'acquisto, mi accorsi che il vinile era talmente imberlato da rendere ascoltabile una sola facciata su due; dovetti riportarlo al negozio, ma un'altra copia non c'era, come avevo sospettato...). Il brano è l'ennesima cover di un gruppo degli anni '60, gli Shames.


PANDORAS

Melvin

Biografia

Le cuginette delle Bangles (non è vero, ma l'ho sempre pensato), nel loro ambito garage-punk sfigurano rispetto al resto del lotto di maschietti. La loro versione di Gloria, dei Them di Van Morrison, ribattezzata Melvin (come dire sfigato negli States), è quanto di più stonato e sferragliante sappia offrire la raccolta, ma con ben altra qualità rispetto ai Tell-Tale Hearts. Pollice verso.


TORIES

Shout

Biografia

Difficile capirci qualcosa. Sembra che i Tories fossero una specie di mito locale, ma questa versione live del classico degli Isley Brothers, è talmente sgangherata da rasentare l'offesa. Per di più, è il pubblico a dominare sul gruppo. Incomprensibile.


HIDDEN PEACE

Summer of love

Biografia

Uno dei miei pezzi preferiti del terzo volume, tanto bello che ho sempre avuto il dubbio che fosse una cover dai soliti anni '60 (ricerca che non ha dato frutti; se mister Shaw si fosse degnato di dare qualche indicazione). Pop-psichedelico dei migliori, voce perfetta e registrazione più che buona: cosa volere di più? Anche il gruppo resta un mistero e insomma, ci si gode la canzone e morta lì.


EYES of MIND

Drama, drama

Biografia

Influenze californiane per gli Eyes of Mind (Music Machine e la psichedelia di Frisco): Drama drama non è sconvolgente, ma piace.


THINGS

Trip to my house

Biografia

Con i Things sembra di sentire una Chocolate Watch Band degli anni '80, ma con meno forza rispetto ai Chesterfield Kings (che quasi fotocopiarono la Chocolate nel loro primo album, ma dall'alto della loro grandezza, riuscirono a rendere propria la loro musica; discorso contorto, per cui mi fermo). È la voce a convincere meno in questo brano dei Things, ma per il resto, siamo nel più che buono.


YOUNG LORDS

Tearing up my hearts

Biografia

Cow-punk, musica campagnola più grezza di gruppi quali Beat Farmers e meno metallica di un macigno alla Jason & the Scorchers.


SS 20

No matter what

Biografia

Gli SS 20 si cimentano con una celebre canzone di Arthur Lee, il factotum dei Love e se la cavano bene.


LEE JOSEPH

Going out of my mind

Biografia

Uno dei protagonisti della scena garage californiana, alle prese con una cover degli Easybeats. Il mestiere è palese, ma Lee Joseph riesce a tradire una certa freddezza.


ELECTRIC PEACE

I think I'll die

Biografia

Difficile capire per quale motivo i nucleari Electric Peace siano finiti in questa compilation. Con il garage-punk e il Paisley Underground, il gruppo di Brian Kild c'entra come i cavoli a merenda. L'incubo di I think I'll die è tra i vertici dell'album, ma in questo caso, siamo su altri versanti rispetto alla totalità delle altre proposte: blues urbano, hard-rock degli inferi, elettricità che non dona luce, ma buio. Un tetro viaggio negli incubi metropolitani.


Bad Karma Beckons

Birdmen of Alkatraz

Cannibals

Flamingos

Green Telescope

Klepstones

Last Drive

Legendary Golden Vampires

Les Coronados

Les Thugs

Los Negativos

Otherside

Sex Museum

Sick Rose

Surfadelics

BATTLE OF THE GARAGES

(volume 4)

Tomorrow the world!

Album singolo in vinile della Voxx Records (1986)

Il capitolo quarto delle battaglie dei garages di Greg Shaw, fotografa la situazione europea della scena (dopo i vagiti del primo volume, la situazione della costa est USA del secondo e le band della costa ovest USA del terzo, anche se i paletti geografici non sono da prendere alla lettera). E la fotografa proprio bene questa situazione: un disastro! Non saprei chi salvare. Qui sotto, la situazione in dettaglio. Il disco ha un sottotitolo: Tomorrow the world!, auspicio un po' miope (Domani il mondo!), visto che il movimento neo-garage è scomparso di lì a qualche anno senza lasciare traccia (a parte qualche produzione di quei gruppi con un suono altamente personale e che con il garage dei '60 avevano in comune l'ispirazione, ma non lavoravano di carta-carbone; un nome per tutti, Miracle Workers). Un foglio interno contiene la presentazione generale, molto breve, le schede e le foto dei gruppi presenti, divisi per nazione. Seguirò la stessa logica: il pezzo generale sulle nazioni dei vari gruppi, la mia recensione e le schede dei gruppi.


GRAN BRETAGNA

Sino a tempi relativamente recenti, la Gran Bretagna è rimasta attardata rispetto al resto nel mondo nel campo della new punk wave, nonostante da quelle parti si continui a sfornare un cospicuo numero di bizzarri e terribili gruppi da discoteca formati da ragazzini-paludati. Allo stesso tempo, la Gran Bretagna ha prodotto un buon numero di gruppi di successo che affondano le loro radici negli anni '60 e questi suoni provengono dalla psichedelia più che da qualsiasi altro ambito. Eppure, pur con tutto il rispetto per Love & Rockets, Echo & the Bunnymen, Sisters of Mercy, Mission, Godfathers, Jesus & Mary Chain, Biff Bang Pow, Jasmine Minks e altre, non può non sorgere il sospetto che questi gruppi abbiano rovesciato le loro potenti influenze per finire astutamente nella moda (1).

La Gran Bretagna, in ogni caso, ha una propria scena underground. Per anni i pub londinesi hanno ospitato il suono rockato di Milkshakes, Prisoners, Cannibals, Vibes, Del-Monas, Barracudas, Sting-Rays e una manciata di altri. Questa scena prese l'avvio prima dell'esplosione del punk e ne fu, in effetti, un precursore. Nel 1975 la scena dei pub era dominata dai suoni garage onesti e selvaggi di Eddie & the Hot Rods, Count Bishop e Cannibals. Tutto quello che c'era fu spazzato via in un attimo, ma intorno al 1980, come il punk si fece crescere rapidamente i capelli e sotterrò le proprie chitarre, ci fu una rinascita dei gruppi calcolatori. I Cannibals erano ancora in giro, i Barracudas stavano emergendo e un'intera ondata di band psichedeliche popolarono il Groovy Cellar e l'Alice in Wonderland. Dopo un paio d'anni e un unico album raccolta (A splash of colour), questa scena scomparve, con i soli superstiti Mood Six, ma nel frattempo un'altra scena stava prendendo piede.

Ispirato dai Cramps, uno stile chiamato psychobilly creò dozzine di gruppi, per la maggior parte dimenticabili, ma i migliori di loro portarono nuova energia nello stile anni '60. Vibes, X-Men, Sting-Rays, Guana Batz, Tall Boys (2) e molti altri, mantennero vivo e vegeto il rock'n'roll, fino a quando finalmente, intorno al 1985, la scena pub accelerò improvvisamente sulla scia di ciò che stava succedendo nel resto del mondo e cominciò a produrre autentiche garage-bands.

Nonostante i Milkshakes, i Barracudas e i Prisoners si siano tristemente separati, a Londra c'è una scena ricchissima in questo ambito, che comprende nomi come Wild Thing, Bugs, Margin of Sanity. Mike Spenser, degli eterni Cannibals, è un crociato che il rock & roll non deve mai dimenticare e a parte la propria band, egli ha prodotto i due volumi di Garage goodies, compilation che raccolgono molti nuovi gruppi dalle indubbie capacità. Altra fonte per i nuovi gruppi, concentrati quasi esclusivamente sul lato psichedelico, è Alan Duffy, che per la sua Acid Tapes ha pubblicato un gran numero di affascinanti raccolte di band, non disponibili, però, su vinile. Recentemente, Alan ha fondato la Imaginary Records, per rettificare questa direzione. Un LP con cover di Syd Barrett è già pianificato e molti altri arriveranno.

Un paio di commenti a questo pezzo generale sulla Gran Bretagna. Il discorso sui gruppi che, guardando agli anni '60, sono poi caduti nella moda e nella maniera, non è nemmeno commentabile: Shaw era - sì, era: Greg Shaw è morto pochi anni fa, nel 2002 se non sbaglio - un maniaco come pochi dei suoni originali degli anni '60 e qualunque altra musica potesse macchiare il suo garage-punk, era per lui inconcepibile. Alan Duffy, come si legge al termine del pezzo, era ancora agli inizi della propria Imaginary Records, l'etichetta che diede la stura ad un fenomeno che da allora ha invaso il mercato, i tributi verso gli artisti più vari, morti o ancora in vita.


CANNIBALS

Good times

È la canzone che apre la prima facciata, una cover dei Nobody's Children: garage-punk corretto e senza particolari voli, ma anche senza cadute di tono, con una chitarra fuzz penetrante. Dalla scheda a loro riservata, in effetti, i Cannibals sono dipinti come i veterani dell'intero lotto, attivi sin dalla metà degli anni '70.

Biografia

A differenza della formazione che è cambiata più volte negli anni (per fare un esempio, gli Inmates sono una combinazione di ex-Cannibals), il leader Mike Spenser resta un grande crociato per la rozza e onesta garage-music britannica. Newyorkese trapiantato, egli è cresciuto cantando doo-wop e gravitando attorno a Murray del K's Show al Brooklyn Fox e così formò le proprie radici (3). Sulla strada da oltre dieci anni, i Cannibals si sono costruiti una reputazione come band travolgente e selvaggia, con un superbo sapore di ruvidezza. Infaticabile sostenitore di buona musica, Spenser si è anche guadagnato un grande rispetto aiutando molti nuovi gruppi con i suoi settimanali spettacoli Garage all'Hammersmith e le sue numerose compilation Garage goodies. Per il suo rifiuto di scendere a compromessi, i Cannibals sono rimasti una leggenda sotterranea in Gran Bretagna, mentre Spenser comincia a diventare un eroe da culto in tutta Europa. Questa versione di Good times era precedentemente inedita negli Stati Uniti.


GREEN TELESCOPE

Thinkin' about today

Una cover degli Outsiders, gruppo olandese attivo negli anni '60, per un nome tra i più celebri dell'intera raccolta, gli scozzesi Green Telescope. Ci si poteva aspettare di più, ma il loro rock chitarristico è comunque interessante e abbastanza lontano dal garage propriamente detto.

Biografia

Questo gruppo di Edinburgo è una delle più maestose garage-bands britanniche. In questo momento hanno in uscita un EP con quattro canzoni (dal quale è tratto la cover degli Outsiders presente in questa compilation) e altre pezzi nella raccolta Walking dream, inclusa una pazza versione di I'm living sickness dei Calico Walls.


SURFADELICS

Bad little girl

Già il nome del gruppo chiarisce l'ambiente sonoro: surf-music e Link Wray a manetta. Non proprio pessimi, ma quasi. Per trovare qualcosa di valido e ancora rintracciabile in questo genere, rivolgersi a Link Protrudi & the Jaymen (il primo album, Drive it home: lasciate perdere Missing links!).

Biografia

Nella tradizione dei Barracudas, questo gruppo di surfin'-punks emerse all'inizio del 1983; a quei tempi pubblicò un 45 giri, più recentemente un album (per la Hit Records di Mike Spenser). Essi fanno parte di un robusto movimento surf sotterraneo inglese, che include Surf Piranhas, Surfin' Lungs e qualche altro nome, ma di tutta la pattuglia, loro si fanno notare per la netta propensione a uno stile garage-punk.


BAD KARMA BECKONS

Listen

I Bad Karma Beckons, lungi dall'essere il 'prodigio del millennio' come raccontato nella scheda sottostante (non lo sono nemmeno dei pochi minuti della canzone), riescono nell'intento di scopiazzare malamente l'incipit di A real cool time degli Stooges e poi vivacchiano sino al termine dei solchi (è l'ultimo brano della prima facciata). Sconfortante.

Biografia

I Bad Karma Beckons fecero il loro debutto sotto le luci delle magnifiche nottate della Swingin' London, al club Alice in Wonderland, a Soho. Quel concerto del novembre 1984 è già passato nel regno della mitologia. Essi si godono ora la reputazione di una delle migliori, più impetuose e selvagge band circolanti. Dal vivo, essi entrano in uno stato di iper-velocità - tutti i sistemi sono incontrollabili! Il magazine Rumble li ha definiti "il prodigio del millennio" e ha paragonato il loro suono "all'ascoltare un qualsiasi disco di John Meek con la testa in un secchio di Jack Daniels" (4).


GRECIA

Chi si sarebbe aspettato che la Grecia potesse far sbucare dalle retrovie la propria testa, come una delle fonti principali del più valido new rock & roll del 1986? Tuttavia, è ciò che è successo, principalmente grazie ai Last Drive e al loro superbo album di debutto, Underworld shakedown. Ma questo è solo l'inizio. Atene ha più di qualche club che ospita musica degli anni '60 e nuove band stanno portando nuovo trambusto, alcune di queste già con produzioni discografiche alle loro spalle. Tra i nomi, troviamo Mushrooms, Villa 21, Jaywalkers e Human Grape. Per maggiori indicazioni, fate attenzione al prossimo futuro.

"Chi si sarebbe aspettato di trovare la Grecia tra le nazioni nelle quali si produce il più grande rock'n'roll del 1986?", si chiede Greg Shaw: nessuno, rispondo io e infatti non è successo. Il brano dei Last Drive, l'unico gruppo greco qui presente, è penoso e loro sono i migliori della piazza ellenica: figuriamoci gli altri!


LAST DRIVE

Every night

Dei Last Drive, in effetti, posseggo un altro brano, inserito in una compilation della Music Maniac e non è così vergognoso come questo, ma mi riesce difficile capire come potessero ricevere recensioni positive negli anni '80. Come al solito, sono io che non capisco. Con buona pace dell'altra canzone dei Last Drive in mio possesso, comunque, in questa Every night siamo dalle parti della pura cacofonia.

Biografia

I Last Drive iniziano nel 1983 come gruppo di trash-psychobilly, impegnato nella riproposizione di vecchi classici rockabilly e garage-punk e si è in breve tempo evoluto in una dinamica e giovane band rock & roll. Nell'estate 1985 i Last Drive pubblicano un ormai raro EP che li porta verso un contratto con la Hitch-Hike Records e verso il sorprendente album Underworld shakedown. Tutto ciò ha scatenato entusiastiche recensioni che hanno permesso l'importazione in tutto il mondo e hanno fatto piovere offerte di date dal vivo da tutta l'Europa. Mick Blood dei Lime Spiders vide la band suonare e si offrì di produrre il loro album successivo. Noi ci aspettiamo grandi cose da questo gruppo e dal resto della scena greca che loro stessi stanno aiutando ad emergere.


ITALIA

Un altro paese (5) che non ha contato molto, a livello creativo, fino all'avvento della neo-psichedelia, è la terra della pizza e della pasta (6). Da circa due o tre anni sta crescendo una scena vitale, guidata da gruppi come Sick Rose, Double Deck Five, Technicolour Dream, Birdmen of Alkatraz, Pression X, Out of Time e altri ancora. Molti di questi gruppi hanno ora degli album in uscita, alcuni di questi per l'eccellente etichetta Electric Eye, fondata da Claudio Sorge, un instancabile crociato della buona musica. Con il suo magazine Lost Trails e la sua attività di recensore per conto di grandi magazines rock, Sorge ha introdotto nel pubblico italiano gli esempi definitivi della nuova scena italiana.


BIRDMEN of ALKATRAZ

April dancer

I magnificati Birdmen of Alkatraz, psichedelici all'estremo, non sorprendono minimamente (e poi, la pronuncia inglese è quasi fastidiosa). Boh...

Biografia

Nel 1983 questo gruppo si chiamava The Useless Boys e fecero circolare un demo-tape che creò interesse in molte persone di diversi paesi. Dopo il cambio di nome e di formazione sul finire del 1984, i Birdmen of Alkatraz registrarono Song for the Convict Charlie, per la compilation Eighties Colours, seguita da un mini-LP per la Electric Eye. Sin da allora, essi hanno continuato a sviluppare il loro stile pop-psichedelico, richiamando l'attenzione anche per gli interessanti argomenti su cui sono costruite molte delle loro canzoni. April dancer, per esempio, è dedicata alla Ragazza dell'U.N.C.L.E., Stephanie Powers (7).


SICK ROSE

I want love

I Sick Rose, che ho avuto anche la (s)ventura di vedere dal vivo, erano praticamente i leader della scena garage italiana. In questo caso, si cimentano con una cover che più oscura non si può (il pezzo è degli australiani Sunsets) e la loro miscela di garage-punk e MC5. Sono tra i migliori della raccolta e questo dice tutto.

Biografia

I Sick Rose furono gli antesignani dell'attuale scena garage italiana. Originariamente influenzati dai suoni punk degli anni '60, in particolar modo dai gruppi texani, essi hanno creato velocemente uno stile più personale, senza dimenticare le radici. I Sick Rose sono apparsi su varie raccolte, incluse Eighties colours e Declaration of fuzz. Nel dicembre 1985 hanno pubblicato il loro primo singolo per la Electric Eye (ora fuori catalogo), dal quale è tratta I want love. È la cover di un vecchio disco australiano dei Sunsets, lo stesso gruppo che generò l'originale Hot generation delle Pandoras.


SPAGNA

La Spagna non ha mai vantato una vera e propria scena rock, ma per varie ragioni, l'arrivo del movimento garage-psichedelico ha acceso la miccia per l'esplosione di nuovi gruppi. Fanzines come Romilar-D, Fuzz, Garageland, Los 20 Lactea e anche patinate riviste nazionali di musica rock, come Ruta 66, parlano dell'espansione di tutte le nuove garage-band provenienti da Stati Uniti, Svezia e dal resto del mondo. È una vera scena in crescita. A Madrid c'è un club tutto-anni '60 con una delle più selvagge programmazioni del mondo. E poi ci sono i gruppi. I dischi sono rari, ma alcuni dei nomi sono Siniestro Total, Desperados, Mermelada, Ex-Crocodiles, Mestizos, Enimigos e le due qui incluse, Sex Museum e Los Negativos.


LOS NEGATIVOS

Viaje al norte

Viaggio nella notte del garage spagnolo, cantato in spagnolo. Più che garage, in effetti, siamo di fronte ad un gruppo di puro beat anni '60. Inconsistenti. Anche Greg Shaw, come si legge qui sotto, non se l'è sentita di dedicare al gruppo più di tre righe.

Biografia

Los Negativos si sono formati all'inizio del 1984 e sono noti come i dandies alla moda. Nel 1986 hanno pubblicato un mini-LP e in seguito hanno registrato il loro primo album.


SEX MUSEUM

Drugged personality

I limiti della decenza vengono quasi superati da questo gruppo spagnolo che canta in inglese. In miniera, a prescindere dalle loro regali influenze (come scritto nella scheda qui sotto riportata), anzi, proprio per essere così indecenti nonostante cotante muse ispiratrici.

Biografia

Con le loro influenze che comprendono nomi come Yardbirds, Small Faces, Troggs, Pretty Things e il punk degli anni '60, il soul e il R&B in generale, per arrivare alle band contemporanee come Prisoners, Chesterfield Kings, Tell Tale Hearts, etc., i Sex Museum si formarono nel settembre del 1985. È considerata una delle più selvagge band spagnole, soprattutto per i loro concerti dal vivo.


FRANCIA

La Francia ha la miglior reputazione come paese che preserva tradizioni musicali che il resto del mondo ha dimenticato e questo ha certamente giovato alla causa della garage-music e del rock & roll in generale. Quando la Francia ha incoronato i Flamin' Groovies come veri e propri eroi, tra l'inizio e la metà degli anni '70, questo ha preparato i palchi per la successiva generazione di rockers e la loro passione, immutata e continua, per i gruppi oscuri americani, la ristampa delle raccolte e alcuni, pochi gruppi britannici che portavano quella fiaccola (Barracudas, Cannibals e altri), ma che hanno dato un insufficiente supporto all'attuale pattuglia di band.

Tuttavia, questo paese incredibilmente raffinato non ha mai prodotto più che una manciata di proprie band che potessero misurarsi con i campioni del genere. Attualmente, ci sono molti gruppi in Francia che stanno formando lo spirito autentico degli anni '60 che trovammo solamente nei Playboys, nei Vietnam Veterans e nei Klepstones. L'ultimo gruppo è qui incluso, assieme ad altre tre bands che, senza essere puristi degli anni '60, posseggono lo spirito migliore della più selvaggia, rozza e potente musica pop.

Come non essere d'accordo con il discorso iniziale di Greg Shaw: vedi, per esempio, il discreto successo dei Barracudas, grande gruppo reietto nel resto del globo e senza dimenticare il grandissimo lavoro della New Rose, specializzata nel recupero di grandissimi nomi dimenticati, come i Remains.


FLAMINGOS

Let it shine

Dai Flamingos un compitino corretto, dalle parti dei Byrds e delle chitarre squillanti, registrate, una volta tanto, in maniera decente; peccato che Let it shine sia un brano che si dimentica in tre secondi (o anche meno).

Biografia

Flamingos (senza il The e nemmeno Les) si formarono nell'estate del 1982, ad opera dei fratelli Boisseau, provenienti da un gruppo di sole cover, dai primi rockers alla surf music (inclusa I want my woody back dei Barracudas). I Flamingos hanno suonato oltre cento concerti in tutti i locali francesi dov'è possibile esibirsi. Inizialmente, essi dipendevano dalle cover e le loro scelte rivelavano un gusto sopraffino: i Kinks di I took my baby home, i Seeds di Can't seem to make you mine e i Vertebrats di Left in the dark (dal primo volume di Battle of the garages). In breve tempo, comunque, cominciarono a scrivere canzoni proprie, che rivelarono uno stile evoluto dalle grandi possibilità. Nel 1984 ebbero due canzoni inserite in una raccolta, seguite da un EP 12" dal titolo Shining, sull'etichetta dalla breve vita Surfin' Bird. All'inizio del 1986, mentre questo album era ancora in preparazione, i Flamingos si sciolsero. In luogo delle loro splendide cover, abbiamo preferito un originale dal demo del 1984, Let it shine, una canzone che riregistrarono per Shining. Pensiamo che la vecchia versione riesca a catturare al meglio il rozzo potenziale di ciò che sarebbe potuta diventare questa grande band.


KLEPSTONES

She'll always be mine

Voce inascoltabile, strumenti in libertà che se ne vanno per conto loro e la cover di un gruppo sconosciuto, i Customs. Fetente.

Biografia

I Klepstones potrebbero passare alla storia per essere stata la band francese più vicina al genuino stile delle garage-band americane. Proclamando con orgoglio che loro furono l'unica band francese a suonare 'questo tipo di materiale' e l'unica ad usare l'organo Farfisa, essi si formarono nel gennaio del 1985 e suonarono il loro primo concerto al famoso club Le Zig Zag di Orleans, la città a circa 130 chilometri da Parigi dove vivono Johnny e Michael. Le due ragazze (sorelle di Karen Gomez, che pubblica l'eccellente fanzine Shadows & Reflections) vivono vicino a Parigi e la difficoltà di lavorare alla luce di queste lunghe distanze, ha portato inevitabilmente al loro allontamento. Senza le sorelle Gomez, essi continuano come Kleps. Dal loro solo e unico demo, registrato nel maggio 1985, presentiamo questa eccellente cover di una oscura canzone dei Customs, She'll always be mine.


LES CORONADOS

Free again

I Coronados ci provano con Alex Chilton e la sua Free again, un brano lontano dalle solite riprese in ambito garage. Registrazione inqualificabile, casino sonoro che niente ha della musica e un sonoro vaffanculo: quando ci vuole ci vuole. Greg Shaw, anche in questo caso, inzuppa la sua scheda con nomi altisonanti e in qualche caso, storici, paragonati ai quali, i Coronados risultano ancora più sconfortanti.

Biografia

Nota per il selvaggio show sul palco e per le magnifiche cover dei classici americani degli anni '60, questa band parigina è spesso paragonata ai Sonics, nonostante proponga anche cover di Bo Diddley, Troggs, Fleshtones, Flamin' Groovies, Chiffons (una grande versione di Nobody knows what's goin' on my mind but me può essere ascoltata sulla compilation Best on), Captain Beefheart, Tav Falco e naturalmente, Alex Chilton, autore della canzone qui presente. Les Coronados hanno pubblicato un paio di EP, un album e singoli pezzi su varie compilation e noi speriamo di sentire qualche loro novità al più presto.


LES THUGS

Femme fatale

Non so voi, ma io ci penserei due volte prima di titolare una canzone: Femme fatale è un titolo che appartiene ai Velvet Underground, mai lo userei per una cacchetta composta da me. I Les Thugs se ne fregano e forse hanno ragione, chissà. La canzone non è neanche malaccio, anche se più vicina al post-punk inglese che al garage statunitense. Non sento, invece, alcuna vicinanza con i Gun Club, come affermato da Greg Shaw nella scheda e il dubbio è palese e forse banale: risposta francese ai Gun Club? Forse non hanno capito bene la domanda.

Biografia

Les Thugs sono in giro dal 1983 e da allora si stanno costruendo una reputazione come risposta francese ai Gun Club e altro ancora. Lo stile frenetico e la loro energia da stregoni della giungla, non devono trarre in inganno sul fatto che la loro estrazione è ascrivibile alla stessa maniera verso il selvaggio garage-rock degli anni '60 e il maniacale suono punk del '77. Quando fu pubblicato il loro primo singolo, nel febbraio del 1985, tutti i magazines francesi uscirono con recensioni entusiastiche e cominciò a fluire con l'importazione anche verso la Gran Bretagna, l'Australia e l'America. Un anno più tardi fu pubblicato l'album Radical hystery, confermando l'impressione che questo gruppo verrà preso serimanete da tutti coloro che definiscono sé stessi appassionati della superba energia del rock & roll. Femme fatale (nessuna relazione con i Velvet Underground) è il lato B del loro primo singolo.


Supplemento di scheda al termine dei gruppi francesi

La scheda dei Les Thugs completa lo schieramento delle registrazioni francesi. Naturalmente, ci sono molti altri buoni gruppi in Francia che per una ragione o per l'altra, non sono stati qui inclusi. Il più importante fra questi, sono i Playboys, che noi speriamo di poter ospitare in un prossimo volume: suonano grandissime cover degli anni '60 fin dal 1981, nella loro Nizza e hanno pubblicato un paio di album. Tra gli altri che meritano la citazione, i Dogs, non propriamente una band orientata verso i '60, ma un gruppo dalla grande energia nella tradizione dei Plimsouls e poi Snipers, Surf Piranhas, Gamine, Scurs, Pharoahs, Fixed Up, Cherokees, Heretic Dreams, Bam Balaam, Psych-Out e la band al femminile Calamites.


OLANDA

Negli anni '60 i gruppi olandesi furono tra i più numerosi e validi che si potessero trovare in giro. Anche negli anni '70 ci fu una grande quantità di progressive blues band che tennero alta la bandiera olandese. Negli anni recenti la situazione è stranamente tranquilla, eccetto Hermann Brood e una manciata di band new wave. Ora tutto sta cambiando. La scena Mod, un potente mezzo di supporto e di collegamento per i gruppi basati sui suoni degli anni '60 di tutta Europa, ha raccolto un pubblico per una grande quantità di gruppi in Gran Bretagna, Olanda e Germania, con molti tour e raduni che hanno radunato molti giovani accanto alle nuove band e anche al di fuori di tutto questo, sta emergendo molta buona musica olandese. I Mods europei si distinguono per la loro passione, vicini in questo alle loro controparti statunitensi (Los Angeles, in special modo) e le loro fanzines ospitano regolarmente gruppi garage e psichedelici. L'eccellente etichetta di Amburgo Fab Records, propone dischi di Makin' Time, Backdoor Men (grandi garage-punkers svedesi), Chocolate Factory, Prisoners e la migliore delle nuove band olandesi, gli Otherside. Questa band ha contribuito allo sviluppo della scena olandese, che ora saluta gruppi che provengono anche da altri paesi e ha prodotto nomi conterranei come Landlords, Les Zazous e Comedown.


OTHERSIDE

Haunted house

Gli olandesi Otherside scimmiottano i Fleshtones con risultati a dir poco penosi (canzone su una casa dei fantasmi, con tanto di effetti sonori). Uno dei punti più bassi dell'intera raccolta, che in quanto a nefandezze già non scherza.

Biografia

Michel Terstegen è la forza principale che sta dietro alle novità della fanzine KELT e pure dell'etichetta KELT, che ha pubblicato alcuni EP di nuove band olandesi. Haunted house è tratta dal primo EP degli Otherside su KELT. È una delle più popolari canzoni del gruppo, un classico in questo ambito. Sin da quando fu registrata, nell'aprile 1985, il gruppo ha cambiato formazione più volte e da molto potrebbe non essere più assieme. Se così fosse, noi speriamo che la situazione sia temporanea.


GERMANIA

La Germania è stata più lenta nello sviluppo di una scena garage, sebbene fosse all'avanguardia sin dalla beat music dei primi anni '60. Concentrata quasi totalmente a Berlino, la scena prese il via all'incirca nel 1982 con i Beatitudes, un grande gruppo con un suono particolare che, sfortunatamente, si sciolse, facendo confluire i propri membri in vari altri gruppi, come i Black Carnation e i Subtones. Ma nel frattempo, più di una dozzina di altre band, cominciarono a suonare garage nelle feste underground di Berlino e dintorni. Le migliori tra queste furono i Multicoloured Shades (con due grandi album pubblicati) e i Legendary Golden Vampires (con i loro compagni di etichetta, la Exile Records, i Nirvana Devils). Più recentemente, altri gruppi hanno visto la luce del giorno. Il magazine Glitterhouse pubblicò una cassetta che ospitava nomi come Chud, Lovecraft, Chosen Monks, Die Sache, Hipsters, Fit & Limo, Surfs e i Chocolate Factory. Molte di queste band hanno pubblicato dei propri dischi. I Chud hanno pubblicato un eccellente 45 giri, Don't call me Batman e sono sulla compilation Sound of now (della Dyonisus Records). I Dizzy Satellites hanno un nuovo LP in uscita, i Blackberry Jug sono stati ospitati in un paio di album e molti altri stanno esplodendo. I gruppi tedeschi potrebbero diventare una delle forze principali degli anni a venire.


LEGENDARY GOLDEN VAMPIRES

Strychnine

Strychnine è un classico del garage di tutti i tempi, ripreso, oltre che dai Fuzztones, anche dai Cramps e da decine di altri gruppi. Questi tedeschi riescono nell'intento (nascosto?) di rendere una simile canzone una schifezza e l'impresa non è da poco.

Biografia

La selvaggia cover dei Sonics fu registrata nel luglio del 1983, per un album dal titolo Just for the hell of it che non vide mai la pubblicazione. Il giorno in cui fu registrata era il più caldo dell'anno e il gruppo sudava tantissimo. In giro sin dal 1981, suonando musica influenzata dagli anni '60, i Vampires hanno pubblicato un mini-LP nel 1982, Hinter Der Gruenen Tuer, prima di svoltare verso un disordinato suono psychobilly con i due singoli del 1985, Rebel woman e Train kept a-rollin'. Dopo un 10" pubblicato alla fine del 1986, il gruppo si è sciolto giustamente, ma stiamo aspettando coloro che li seguiranno.


C'è anche una presentazione generale dell'album; vediamo cosa dice.

Questo quarto volume della nostra serie ci ha portato ad attraversare l'oceano per il primo di un viaggio in due tappe (8), alla scoperta della scene emergenti del garage-psichedelico in ogni parte del mondo. L'unica scena garage originale è quella americana, naturalmente. Ma sarebbe un errore pensare ad un monopolio americano riguardo al movimento. Anzi, è il contrario (9). Noi abbiamo forse molte band, ma la crescita dei movimenti in Italia, Svezia, Francia, Spagna, Australia, Germania e Gran Bretagna, ci ha fatto allargare i nostri orizzonti: gli indizi sono così fenomenali, da tre anni a questa parte, che dobbiamo concedere la possibilità che l'Europa arrivi a guidare il movimento, come successe con il punk dieci anni fa (10). Uno degli intenti di questo album è di ripagare il favore presentando i migliori nuovi gruppi d'Europa (11). Alcune di queste band sono destinate ad una carriera internazionale (12) e noi speriamo che l'album aiuti questi ragazzi a raggiungere gli appassionati anche al di fuori dei loro paesi. Ci sono grandi gruppi garage e psichedelici da ogni parte di questi tempi (13); la nostra è una vera scena mondiale, con sufficiente energia creativa e personalità da ispirare un'intera generazione di giovani ribelli (14).

NOTE

(1) È la solita sindrome del 'se vende non può essere valido fino in fondo'.

(2) In realtà, Tallboys.

(3) Murray Kaufman era un celebre disc-jokey, conduttore di uno show e secondo una fonte, portavoce dei Beatles negli Stati Uniti.

(4) Joe Meek era un'artista e produttore inglese, morto nel 1967, una specie di innovatore nel campo della produzione musicale.

(5) Dopo la Grecia.

(6) Abbasso i luoghi comuni!

(7) Attrice californiana, famosa in Italia per la serie Cuore e batticuore.

(8) La seconda tappa non è entrata nella mia discografia e se si leggono i miei giudizi, si capisce bene perché.

(9) Mister Shaw, deciditi!

(10) Bel veggente...

(11) Non ho capito quale sarebbe il favore da ricambiare, forse l'ispirazione?

(12) Non una che sia arrivata al minimo livello di notorietà, a parte, forse, i francesi Les Thugs.

(13) Vero.

(14) Sbagliato.

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