BIOGRAFIE
Do
Gruppo canadese, di Vancouver, fondato nel 1978 da Joey 'Shithead' Keithley dopo un'esperienza negli Skulls. Questi ultimi si divisero, con Brian Gable e Ken 'Dimwit' Montgomery che fondarono i Subhumans, da una parte e dall'altra, Keithley (chitarra e voce) diede vita ai D.O.A., con Chuck Biscuits (batteria, allora quattordicenne) e Randy Rampage (basso, reclutato perché un giorno, all'uscita dalla scuola, fu visto indossare una maglietta con la scritta Destroy). D.O.A. è l'acronimo burocratico di Dead On Arrival, Arrivata Morta, intendendo con questo la persona giunta in ospedale già cadavere. L'esordio su vinile fu con un EP pubblicato dalla Sudden Death nel 1978, Disco sucks, seguito da diversi altri piccoli formati, tra i quali l'EP dal vivo Triumph of ignoroids (1979). Dopo l'aggiunta della seconda chitarra di Dave Gregg, i D.O.A. esordirono su album con Something better change (Friend's, 1980), seguito da Hardcore 81 (1981), il lavoro che conclude la fase canadese del gruppo.
Con il trasferimento in California, Randy Rampage lasciò il gruppo e l'EP War on 45 fu registrato con l'aiuto dei vecchi amici Subhumans (e pubblicato dalla Alternative Tentacles di Jello Biafra, che li ospitò anche nella raccolta Let them eat Jellybeans). Le fonti sono quanto mai discordi e non chiare sulla sequenza delle pubblicazioni e sulle formazioni, delle quali poco si sa di sicuro, a parte l'onnipresenza di Joe Keithley. Un'antologia pubblicata nel 1984, Bloodied but unbowed (The damage to date 1978-1983), riepilogò i primi anni della band canadese. Nel 1985 l'Alternative Tentacles pubblicò altri due prodotti, l'EP Don't turn yer back (On desperate times) e l'album Let's wreck the party. Si arriva al 1987 per trovare un nuovo album, True (North) strong & free, pubblicato da Rock Hotel e poi si salta al 1990 per Murder (Restless), l'album che vide un nuovo chitarrista in formazione, Chris Prohom, dopo l'allontanamento di Dave Gregg. La pubblicazione del live Talk minus action equals zero, registrato a Vancouver (Restless 1990), sembrò preannunciare lo scioglimento dei D.O.A. e la seguente nascita di un progetto di Keithley, gli Istinct, sembrò confermarlo. Il gruppo, invece, continuò, con il solito Joe Shithead Keithley, il vecchio Subhumans Brian Goble al basso e il nuovo batterista Ken Jensen.
Il primo album della nuova formazione fu 13 flavours of doom (Alternative Tentacles 1992), seguito da Loggerheads (1993). Ken Jensen morì nel 1995 nell'incendio della propria casa: l'album The black spot (Essential Noise 1995) fu dedicato a Jensen, con una formazione che comprendeva Keithley, Goble, il nuovo chitarrista e tastierista Ford Pier e il produttore John Wright (dei NoMeansNo) alla batteria. Il gruppo ritornerà nel 2002 con Win the battle (Sudden Death), con Keithley, il batterista The Great Baldini e il bassista Dan Yaremko. Nel 2003 Joe Keithley ha pubblicato l'autobiografia I Shithead, a life in punk e il sindaco di Vancouver, Larry Campbell, in occasione del venticinquennale dalla formazione, ha dichiarato il 21 dicembre D.O.A. Day.
Sulla data, il luogo e il vero nome di nascita di Jimmie Dolan circolano parecchie versioni; prenderemo per buona una fonte autorevole come l'Encyclopedia of Country Music, di Barry McCloud (Perigee Books). Lee Roy Petit nacque nel 1916 a Gardenia, California e dall'età di quattordici anni cominciò ad appassionarsi alla chitarra e alla musica country. Lee Roy cominciò la carriera lavorando alla radio KWK di Saint Louis, Missouri. Durante i quattro anni di servizio militare - una bazzecola chiamata seconda guerra mondiale - il futuro Jimmie Dolan continuò con la sua attività di intrattenitore e cantante, trascorrendo gli ultimi mesi a Los Angeles, dove riallacciò i rapporti per la sua futura carriera musicale. Nel 1946 Petit firmò il suo primo contratto discografico, con la Four Star Records. Dopo un altro paio di passaggi e le prime incisioni discografiche, nel 1949 l'artista approdò alla Capitol Records, dove registrò esempi, ritenuti sublimi, di musica country senza orpelli o eccessive smancerie sonore per coinvolgere il grande pubblico.
Il primo successo di Jimmie Dolan è datato 1950, una versione di I'll sail my ship alone di Moon Mullican, ma il grande botto fu conseguito con Hot Rod Race, singolo del 1951: non fu un successo stratosferico come altri del periodo, ma la versione del pezzo di George Wilson fu uno dei tasselli fondamentali per la futura nascita del rock'n'roll (la versione di Jimmie Dolan è presente nella raccolta Capitol Country classics 1950's; vedi anche la traduzione dell'articolo che accompagna l'edizione cd). La carriera del cantante continuò, negli anni '50, tra incursioni nel country più puro, nello swing, nell'honky tonk e nel rockabilly, di cui era stato tra gli interpreti primordiali. Secondo alcuni, non gli fossero mancati ambizione e coraggio, oggi Jimmie Dolan sarebbe ricordato più di un Bill Haley o di altri pallidi cantori del primissimo rock'n'roll proveniente dall'hillbilly. Senza aver trovato nessuna spiegazione in merito, Jimmie Dolan registrò l'ultima session nel 1955, una canzone di Leiber & Stoller e poi scomparve dal mondo della musica e dello spettacolo: per i successivi 39 anni, fino alla morte che lo colse nel 1994, di Jimmie Dolan si sono perse completamente le tracce.
Gruppo inglese fondato nel 1977 e guidato dalla chitarrista, cantante e compositrice Marion Valentino, ritratta in molte foto in mise leopardata e truccatissima. Le Doll ebbero un successo, tanto sorprendente quanto effimero, con il loro secondo singolo, Desire me (la canzone presente nella raccolta The Indie Scene, capitolo 1978), che portò il gruppo a Top of the Pops. Il gruppo si sciolse nel 1979.
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Una biografia del genere potrebbe occupare qualche giga di spazio, ragion per cui, mi porrò l'obiettivo di essere schematico al massimo e di utilizzare principalmente un'unica fonte, un lungo articolo retrospettivo de Il Mucchio Extra, proprio per non incorrere nei confronti tra le varie sorgenti informative che allungherebbero all'infinito una semplice scheda di questo tipo. Argomento: The Doors. James Douglas Morrison (classe 1943, nato in Florida) e Raymond Daniel Manzarek (classe 1939, di Chicago) si conobbero frequentando l'University of California di Los Angeles, poco prima dello scoccare della metà dei favolosi anni '60. Il secondo militava in un gruppo a dir poco familiare (nel senso di parenti...), Rick & the Ravens, composto da Ray e dai fratelli Rick e Jim, quando ritrovò quel ragazzo stralunato passeggiando sulla spiaggia di Venice (torna in mente la scena del film di Oliver Stone?). In quell'occasione, Jim rivelò a Ray di aver scritto qualche canzone, pur essendo totalmente digiuno di musica, di strumenti e di concerti e accennò alcuni versi di Moonlight drive.
Ray propose a Jim di formare un gruppo rock e di fare i soldi, quelli veri e Jim fu d'accordo, tanto che si unì ai Ravens. La canzone, durante una prova dei Ravens, fu ascoltata da un batterista appassionato di jazz, John Paul Densmore, classe 1944, di Los Angeles, in quel periodo in un gruppo di nome Psychedelic Rangers. I tre, con una ragazza al basso di cui si è persa la memoria, registrarono sei canzoni ai World Pacific Studios di Los Angeles, con il produttore Dick Bock. Per la cronaca, queste furono le sei canzoni: Moonlight drive, Hello I love you, Summer's almost gone, My eyes have seen you, End of the night e A little game. Le registrazioni non piacquero per niente alla Aura Records, l'etichetta che aveva già pubblicato un singolo di Rick & the Ravens e un interessamento della Columbia si rivelò, alla fine, un nulla di fatto. Il gruppo, nel frattempo, aveva perso i fratelli di Ray e la bassista misteriosa e aveva trovato un chitarrista che militava nei Psychedelic Rangers con Densmore, Robert Alan Krieger, classe 1946, di Los Angeles.
Da qualche parte, nella mente dei nostri, fu trovato anche il nome da dare alla band, The Doors, le porte della percezione di un libro di Aldous Huxley, mutuate da un poema di William Blake del diciottesimo secolo. Ai Doors mancava un bassista, ma ai suoni di quel tipo riusciva a pensare Ray Manzarek con i pedali del suo organo, per cui, ne fecero a meno. Dopo una breve gavetta nei locali più scalcinati di Los Angeles e dintorni, i nostri approdarono al già ben noto Whisky A Go-Go e la leggenda dei loro concerti dilagò sempre più velocemente. Fu su suggerimento di Arthur Lee, il padre-padrone dei Love, che il fondatore della Elektra Records, Jac Holzman, andò a vedere i quattro su un palco e dopo qualche tentennamento e qualche serata, offrì ai Doors un contratto per tre album. In una serata più maledetta delle altre, il gruppo riuscì a farsi licenziare dal Whisky A Go-Go per il testo di The end: la versione che finirà nel primo album verrà purgata di quell'inaccettabile blasfemia. Eppure, con un'espressione sicuramente più cruda, la sintesi di Morrison è esattamente quella dell'Edipo mitologico: 'Padre? Voglio ucciderti. Madre? Voglio fotterti' e senza tanti giri di parole. Freud avrebbe approvato.
I Doors entrarono nei Sunset Sun Recording Studios per registrare il primo album, con la produzione di Paul A. Rothchild e la presenza di un bassista sul quale le fonti non concordano (alcuni dicono fosse Larry Knetchel, altri parlano di Douglas Lubahn, il bassista di supporto che accompagnerà i lavori di studio dei Doors sino a The soft parade). The Doors verrà pubblicato nel gennaio del 1967 (numero due nella classifica di Billboard), seguito dal primo singolo Break on through (To the other side), dal secondo Alabama song (Whiskey Bar), una cover tratta dal repertorio di Kurt Weill e infine, da Light my fire, numero uno nella classifica dei 45 giri statunitense e primo brano scritto da Robby Krieger. Nell'ottobre dello stesso 1967, l'Elektra pubblicò il seguito, Strange days, numero tre in classifica. I 45 giri estratti dall'album non avranno lo stesso successo di Light my fire. Il 9 dicembre 1967 Jim Morrison segnò un record: fu la prima rockstar ad essere arrestata su un palco, durante un'esibizione a New Haven, nel Connecticut. Il successivo Waiting for the sun (luglio 1968) e il 45 giri estratto, Hello I love you, raggiungeranno il numero uno delle classifiche rispettive: a livello di album, sarà la prima e unica volta.
Da ricordare che durante le prove di Unknown soldier (un centinaio, secondo le fonti), il batterista John Densmore se ne andò con l'intenzione di abbandonare il gruppo, decisione poi ritirata, alla maniera di Ringo Starr durante le registrazioni del doppio album bianco dei Beatles. The soft parade, pubblicato nel luglio del 1969, peggiorò notevolmente le quotazioni commerciali del gruppo: l'album arrivò sino al sesto posto e si fermò, mentre i singoli, a parte il terzo posto di Touch me, restarono lontani dalla vetta della classifica. Quattro mesi prima, Jim Morrison era stato arrestato per la seconda volta sul palco, accusato di atti osceni ed è inutile ricordare come questi episodi contribuirono non poco ad alimentare la fama di artista maledetto che l'artista già si portava appresso. Il 1970 fu l'anno di Morrison Hotel (febbraio), del doppio album dal vivo Absolutely live (luglio) e dell'antologia 13 (novembre), che raggiunse il secondo posto in classifica. La parabola dei Doors di Jim Morrison si concluse con l'epitaffio di L.A. woman (aprile 1971), per la prima volta prodotto da mani diversi da quelle usuali di Paul A. Rothchild (e precisamente, quelle di Bruce Botnick e degli stessi Doors). L'album raggiungerà un deludente nono posto in classifica e i singoli non faranno meglio.
Il 12 dicembre 1970 i Doors avevano suonato il loro ultimo concerto, a New Orleans e nel marzo successivo, Jim Morrison lasciò gli Stati Uniti per Parigi, dove morirà il 3 luglio del 1971 in circostanze non proprio chiare, aspetto che alimenterà le speculazioni su una morte presunta e architettata ad arte per poter scomparire dal palcoscenico. La vera storia dei Doors si concluse quel giorno. Solamente quattro mesi passarono dalla morte di Jim Morrison al primo album dei Doors orfani della loro icona insostituibile, con la voce solista divisa tra Krieger e Manzarek. Other voices si fermerà al trentunesimo posto della classifica USA, pur sull'onda emozionale dovuta alla morte di Jim Morrison. Nemmeno un anno dopo, i tre superstiti pubblicarono il secondo e ultimo prodotto dell'era post-Morrison, Full circle, album che si fermerà alla posizione numero 68 di Billboard. A quel punto, anche Krieger, Manzarek e Densmore capirono l'antifona e dato che l'unico motivo per continuare con quel nome, strettamente e puramente monetario, venne a mancare, si sciolsero.
Ci fu pure un tentativo da accanimento terapeutico prima dello scioglimento definitivo: i tre provarono a cercare un sostituto di Jim Morrison, tentativo che si commenta da sé. Tra i nomi contattati, Iggy Pop e l'inglese Kevin Coyne (del primo non conosco la reazione, ma del secondo posso dire che declinò gentilmente l'invito e per questo avrà sempre la nostra stima). Da quel 1972 di Full circle sono passati trentaquattro anni (oggi, 23 luglio 2006), ma la figura di Jim Morrison non ha ancora perso del tutto la capacità di calamitare l'interesse, anche grazie, naturalmente, a coloro che ne hanno sfruttato l'immagine e il conseguente circo mediatico e commerciale, in questi decenni. Sul nome Doors, crederci o meno, c'è stato un altro tentativo di riesumazione, molto recente, per la cronaca del quale, non posso che rimandare alla parte finale della scheda dei Cult (perché la scheda dei Cult? Leggere per capire). I Doors sono tra i nomi della raccolta Underground & psychedelic.
I Double Deck Five, torinesi, nacquero nel 1983 ed esordirono all'interno della compilation Eighties colours (pubblicata dalla Electric Eye nel 1985). L'esordio casalingo del gruppo, invece, arrivò l'anno successivo, 1986, con il 45 giri Have God!, ma per arrivare al primo album bisognerà attendere il 1989 e la pubblicazione di Umbilicus (Cobra Records). La primissima formazione comprendeva Alberto Serra, Ursus (proprio quello dei No Strange), Maurizio Rubinetti e Massimo Aluffi (gli ultimi due componenti anche dei Sick Rose). Alberto Serra era il leader del gruppo e fu anche l'unico, presente dalla nascita, che arrivò all'incisione di Umbilicus (una fonte nega anche questa eventualità: i Double Deck Five di Umbilicus erano un altro gruppo rispetto a coloro che si unirono nel 1983). Double Deck Five, secondo varie fonti, ebbero una ventina di formazione diverse, impossibili da elencare (qualche tempo fa esisteva una paginetta Internet che parlava dei ragazzi, ora scomparsa... e il deficiente che sta scrivendo non prese nota).
I fatti nudi e crudi, come scrive il sito della band. Era il 1991, negli Stati Uniti e più precisamente, in California, quando Dave Smalley (voce e chitarra ritmica, reduce da un buon numero di combi, quali Dag Nasty, DYS e ALL) si unì a un paio di Chemical People, Dave Naz (batteria) e Ed Urlik (basso) e al Claw Hammer Chris Bagarozzi (chitarra solista), il tutto per registrare un album omonimo del nuovo gruppo, Down By Law, pubblicato dalla Epitaph come il successivo Blue (1992). Down By Law sembrava un progetto temporaneo, ma nel 1993 Smalley registrò un doppio 45 giri (D.C. guns) con una formazione completamente nuova: Mark Phillips (chitarra solista), Pat Hoed (basso) e Hunter Oswald (batteria). Per l'album del 1994, punkrockacademyfightsong, a Smalley e Oswald si unirono Sam Williams III (chitarra solista) e Angry John DiMambro (basso). Per l'album del 1996, All scretched up, a cambiare fu il batterista, con l'arrivo di Danny Westman. La formazione di Last of the sharpshooters (1997) non comprende un batterista, ma un session-man, Chris Lagerborg.
Altro giro, altra corsa: Fly the flag (1999) vede i soliti Smalley e Williams III affiancati da una nuova sezione ritmica, Milo Todesco (batteria) e Keith Davies (basso) e l'abbandono della Epitaph, l'etichetta di tutti gli album sino a questo punto, per la Go-Kart Records. L'album del 2000, in coabitazione con gli Pseudo Heroes e pubblicato da Theologian Records, non vede alcun cambiamento nella formazione, e questa è una sorpresa, che si ripete per l'ultimo titolo della formazione, windwardtiesandwaywardsails (a ramengo!), pubblicato nel 2003 da Union Label Group. Come scrive il sito, i fatti nudi e crudi sono davvero noiosi, ma queste pagine biografiche sono state pensate proprio per i fatti. Down By Law compaiono nelle due compilation della Epitaph Punk-o-rama vol. 2 e Punk-o-rama III.
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