BIOGRAFIE

Dee


DEEP BLUE SOMETHING

I Deep Blue Something si formarono all'University of North Texas, a Denton (Texas, USA), nel 1993. La formazione: Todd Pipes (basso e voce), il fratello Toby (chitarra e voce), Kirk Tatom (chitarra) e John Kirtland (batteria). Il gruppo pubblicò il primo album già nel 1993, 11th song, autoprodotto e venduto ai concerti, un lavoro che creerà non pochi problemi di copyright una volta raggiunto il successo. Il secondo album fu pubblicato dalla Rainmaker (Home, 1994), un buon successo che fece firmare i Deep Blue Something con la Interscope Records. La nuova etichetta pubblicò nuovamente Home, in versione leggermente modificata (1995) e a quel punto arrivò il singolo Breakfast at Tiffany's (la canzone presente nella raccolta Interscope Records), il disco che sbancò la classifica britannica (prima posizione) e fece tremare anche quella statunitense (entrò nei primi cinque). Tra Home e Deep Blue Something (2001) passarono sette anni, spesi per risolvere i problemi di diritti inerenti al primo album.

Todd Pipes, invece, ebbe dei problemi con il proprio lavoro d'insegnante di lingua inglese in una scuola cristiana, quando Breakfast at Tiffany's si cominciò a sentire ad ogni ora alla radio e i genitori dei suoi alunni, costernati, si resero conto che i loro bimbi avevano come educatore una star del rock: fu licenziato (così si fa, cazzo!). La lunga pausa dovuta ai problemi legali, fece sciogliere il contratto con la Interscope e il terzo album (il già citato Deep Blue Something) fu pubblicato dalla Aezra nel 2001. Un secondo album, Byzantium, fu pubblicato nel 1998, ma non negli Stati Uniti: dove? Non lo so. Che cos'è? Non si sa. Alcune fonti lo citano, altre lo dimenticano in toto, ma poi si scopre che cinque pezzi dell'album finiranno nel quarto e ultimo lavoro. Sembra che Byzantium sia stato pubblicato solo in Asia, ma la stessa fonte che reca la notizia, parla di una pubblicazione datata 1996 e a questo punto la confusione regna sovrana, per cui, mi fermo.


DEEP PURPLE

MARK I

Ritchie Blackmore (nato Richard Hugh Blackmore a Weston-super-Mare, Inghilterra, il 14 aprile 1945: chitarra elettrica), Jon Lord (nato Jon Douglas Lord a Leicester, Inghilterra, il 9 giugno 1941: organo), Ian Paice (nato Ian Anderson Paice a Nottingham, Inghilterra, 29 giugno 1948: batteria), Nick Simper (nato Nicholas John Simper a Norwood Green, Inghilterra, il 3 novembre 1945: basso), Rod Evans (nato 19 gennaio 1947 a Slough, Inghilterra: voce).

Ritchie Blackmore e Nick Simper si erano già incontrati nei Savages, il gruppo che accompagnava il bluesman Screaming Lord Sutch. Simper si era poi unito ad un nutrito ensemble chiamato The Flowerpot Men, nel quale militava anche Jon Lord, a sua volta proveniente dagli Artwoods (e con trascorsi musicali per niente peregrini, vedi il suo intervento al piano in You really got me dei Kinks). Ian Paice e Rod Evans militavano negli MI5, gruppo che cambierà nome in Maze.

L'idea iniziale che portò ai Deep Purple fu opera del batterista Chris Curtis, già nei Searchers e mente principale dei Flowerpot Men già nominati, intenzionato a formare un nuovo gruppo del quale essere il perno centrale sul quale ruota tutto il resto. Curtis chiese un aiuto finanziario a Anthony Edwards, uomo d'affari londinese, che a sua volta si rivolse ad altri due manager, John Colletta e Ron Hire. Ricevuta risposta positiva dai finanziatori, Curtis contattò Jon Lord e Ritchie Blackmore (a quel tempo in Germania) per formare i Roundabout, con la voce propria e del fratello Dave, il bassista Nick Simper e il batterista Bobby Woodman. Simper, oltre ai Flowerpot Men già nominati, aveva alle spalle un'altra esperienza in un gruppo famoso, Johnny Kidd & the Pirates, ma quando il leader Johnny Kidd morì in un incidente stradale, il bassista restò senza lavoro. I Curtis e Woodman se ne andarono ben presto e a sostituirli, a seguito di audizioni, arrivarono il cantante Rod Evans e il batterista Ian Paice. Tra i cantanti che parteciparono alle audizioni, anche Rod Stewart.

Nella primavera del 1968 nacquero ufficialmente i Deep Purple (Roundabout non andava bene e il primo nome pensato, Fire, all'epoca era già occupato). Sull'origine del nome le versioni che ho trovato sono due: titolo di una canzone di Joe South, autore molto apprezzato dai nostri o titolo di un pezzo che piaceva alla nonna di Blackmore, cover di un brano del 1939 e pubblicato su 45 giri nel 1963 da Nino Tempo & April Stevens. Il cosiddetto Mark I dei Deep Purple esordì su singolo con una cover dell'autore già citato, Joe South: il 45 giri Hush, pubblicato nel giugno del 1968 dalla Parlophone Records, fallì l'obiettivo della classifica britannica, ma ebbe un successo clamoroso in quella statunitense, guadagnando al gruppo un contratto con l'etichetta Tetragrammaton (di proprietà del famoso attore Bill Cosby). Il primo album, Shades of Deep Purple, fu pubblicato nel settembre del 1968 (prodotto da Derek Lawrence, come i due successivi), salito sino al numero 24 della classifica di Billboard.

L'esordio fu seguito in breve tempo da The book of Taliesyn (dicembre 1968 negli Stati Uniti e luglio 1969 in Gran Bretagna, dopo il cambio di etichetta, Harvest Records), successo da primi venti per Billboard e da Deep Purple (1969), dal gradimento decrescente (lontanissimo dai primi cento di Billboard e senza nessun singolo da classifica). Furono i concerti, in ogni caso, a creare la fama che il gruppo aveva negli Stati Uniti (mentre a casa propria, in terra inglese, i Deep Purple rimanevano quasi sconosciuti). Con l'album Deep Purple si era conclusa la prima fase del gruppo inglese: era arrivato il momento del Mark II.

MARK II

Ritchie Blackmore (chitarra elettrica), Jon Lord (organo), Ian Paice (batteria), Ian Gillan (nato a Hounslow, Inghilterra, il 19 agosto 1945: voce), Roger Glover (nato Roger David Glover a Brecon, Galles, il 30 novembre 1945: basso).

Ian Gillan, voce e Roger Glover, basso, sostituirono Rod Evans e Nick Simper, che furono messi alla porta senza tanti complimenti nell'estate del 1969. I due nuovi arrivati giunsero dagli Episode Six, un gruppo che aveva all'attivo alcuni singoli pubblicati dalla metà degli anni '60. La prima pubblicazione del Mark II fu un album dal vivo, registrato con la London Philharmonic Orchestra, il famigerato Concert for group and orchestra, fortemente voluto da Jon Lord (pubblicato alla fine del 1969, dopo il passaggio alla Warner Bros per le pubblicazioni statunitensi). I Deep Purple che tutti conoscono, in ogni caso, furono quelli del formidabile Deep Purple in rock (1970), una pietra miliare dell'hard-rock, contenente uno dei brani più famosi del gruppo inglese, Child in time. Nello stesso periodo, il singolo Black night conquistò la top ten britannica dei singoli.

Deep Purple in rock arrivò sino al numero quattro della classifica UK (negli Stati Uniti, invece, la band aveva perso l'appeal commerciale dei primi due album). Fireball (1971) consolidò le posizioni commerciali dei Deep Purple (primo posto in Gran Bretagna e un ritorno nelle zone alte in USA, al numero 32), Machine head (1972, dopo il passaggio alla EMI per le pubblicazioni britanniche), contenente uno dei riff storici dell'hard-rock, Smoke on the water, le aumentò considerevolmente: ancora un primo posto britannico e un settimo statunitense, il loro miglior risultato commerciale di sempre. Non solo: Smoke on the water, pubblicata su 45 giri, scalò la classifica dei singoli di Billboard sino al numero 5. Il momento magico dei Deep Purple fu immortalato da uno degli album dal vivo più famosi (e belli, diciamolo) della storia del rock: Made in Japan, doppio album dal vivo registrato a Tokyo e Osaka nell'estate del 1972. Nonostante il formato doppio, Made in Japan arrivò tra i primi venti in UK e al sesto posto in USA.

Il periodo straordinario si concluse con l'album pubblicato alla fine del 1972, Who do we think we are, ancora un buon successo commerciale. Ian Gillan e Roger Glover annunciarono contemporaneamente la loro intenzione di abbandonare la band, motivo principale, i rapporti tesi con Ritchie Blackmore. Gillan si darà alla macchia per circa tre anni e poi formerà la Ian Gillan Band (e le sue derivazioni temporali). Del Mark II resta anche una testimonianza live straordinaria, il doppio Deep Purple in concert, registrato durante una trasmissione radiofonica della BBC in due tranche, 1970 e 1972, pubblicato nel 1980 e poi ancora in doppio cd negli anni '90.

MARK III

Ritchie Blackmore (chitarra elettrica), Jon Lord (organo), Ian Paice (batteria), Glenn Hughes (nato a Cannock, Inghilterra, il 21 agosto 1951: basso), David Coverdale (nato il 22 settembre 1951 a Saltburn-by-the-Sea, Inghilterra: voce).

Glenn Hughes, bassista e cantante, proveniva dai Finders Keepers e soprattutto, dai Trapeze, gruppo di una certa notorietà. David Coverdale era un perfetto sconosciuto quando inviò un demotape ai Deep Purple in risposta ad un annuncio sul Melody Maker, ma la sua voce impressionò a tal punto il gruppo, che il posto lasciato vacante da Ian Gillan fu suo. Le precedenti esperienze musicali di Coverdale riguardavano la militanza come chitarrista in alcuni gruppi locali, ma al tempo del suo ingaggio nei Deep Purple non era altro che un commesso di boutique. L'esordio del Mark III fu Burn, pubblicato nel febbraio del 1974, ancora un buon successo nonostante i timori dovuti al cambiamento di formazione (numero 3 in UK e 9 in USA).

Il seguito di Burn, Stormbringer, pubblicato nel novembre dello stesso 1974, lasciò sconcertati pubblico e critica e creò frizioni tra Blackmore e il resto del gruppo: il chitarrista decise di andarsene per formare i propri Rainbow e lasciò il gruppo all'inizio del 1975, ponendo termine al Mark III. Live in Europe, registrato dalla formazione del Mark III, fu pubblicato nel 1976, a gruppo già dissolto.

MARK IV

Tommy Bolin (nato Thomas Richard Bolin a Sioux City, Iowa, USA, l'1 agosto 1951: chitarra elettrica), Jon Lord (organo), Ian Paice (batteria), Glenn Hughes (basso), David Coverdale (voce).

Il nome di Tommy Bolin, giovane chitarrista statunitense, fu suggerito da David Coverdale. Il sostituto di un mostro sacro come Ritchie Blackmore, aveva diverse esperienze musicali alle spalle, le più importanti delle quali furono Zephyr, James Gang e la band del batterista Billy Cobham. L'unico disco del Mark IV fu Come taste the band, pubblicato nell'ottobre del 1975 e prodotto, per la prima volta dopo anni, da un professionista esterno, Martin Birch. L'album si fermò lontano dalle vette alle quali erano abituati i Deep Purple in termini di classifica e non bastasse, i problemi di Bolin con la droga costrinsero la band ad annullare diversi concerti.

Alla fine del tour di Come taste the band, i Deep Purple si sciolsero. David Coverdale se ne andò a formare i propri Whitesnake e gli altri, chi più, chi meno, continuarono a incrociare e ad allontanare le proprie strade. Nel dicembre del 1976, dopo aver finito di registrare il secondo album solista e durante un tour come spalla di Jeff Beck, Tommy Bolin prese l'ultima dose e morì a venticinque anni.

MARK II (il ritorno)

Ritchie Blackmore (chitarra elettrica), Jon Lord (organo), Ian Paice (batteria), Roger Glover (basso), Ian Gillan (voce).

Fu non senza una certa sorpresa che le speranze dei fans si avverarono nel 1984: i Deep Purple del Mark II, i più famosi e amati, quelli di Made in Japan, di Machine head e di Deep Purple in rock, tornarono insieme con un nuovo album, Perfect strangers (Polydor in UK e Mercury in USA, prodotto da Roger Glover e Deep Purple). Spazzate d'un colpo le numerose esperienze dei singoli musicisti degli ultimi otto anni, i cinque rappresentanti dell'hard-rock più classico sorpresero anche i più restii verso le reunion del rock: Perfect strangers, senza essere chissà quale capolavoro epocale, è un ottimo disco e le vendite furono incoraggianti. Al ritorno del 1984 fece seguito il bis del 1987, The house of blue light e un album dal vivo del 1988, Nobody's perfect. Ian Gillan, a quel punto, annunciò ancora una volta che avrebbe lasciato i Deep Purple, a causa delle mai sopite tensioni con Ritchie Blackmore.

Per la cronaca, già nel 1980 ci fu un primo ritorno dei Deep Purple o meglio, di un gruppo con questo nome formato dal primo cantante della band, Rod Evans e altri quattro sconosciuti e pessimi (dicono le poche cronache) musicisti. La formazione suonò alcuni concerti negli Stati Uniti e in Messico, prima di essere fermata dalle azioni legali dei vecchi Deep Purple.

MARK V

Ritchie Blackmore (chitarra elettrica), Jon Lord (organo), Ian Paice (batteria), Roger Glover (basso), Joe Lynn Turner (nato Joseph Linquito il 2 agosto 1951 a Hackensack, New Jersey, USA: voce).

Blackmore reclutò uno dei tanti cantanti passati tra le fila dei suoi Rainbow, Joe Lynn Turner e con la nuova voce, i Deep Purple registrarono Slave and masters (1990, BMG UK e RCA USA), prodotto da Roger Glover, altro album sulla discendente china commerciale del gruppo (n° 45 UK e n° 87 USA).

MARK II (il ritorno del ritorno)

Ritchie Blackmore (chitarra elettrica), Jon Lord (organo), Ian Paice (batteria), Roger Glover (basso), Ian Gillan (voce).

Le pressioni dei fans e della casa discografica, costrinsero Blackmore a rivedere le sue posizioni e ad accettare il ritorno in pompa magna di Ian Gillan: il risultato fu l'album del 1993, The battle rages on (prodotto da Thom Panunzio e Roger Glover, con il cambio di etichetta statunitense, la Giant Records), arrivato al numero 21 in Gran Bretagna, ma apparso a malapena tra i primi duecento negli Stati Uniti (n° 193). La pace durò poco e già durante il tour successivo le scintille scoccarono nuovamente tra Gillan e Blackmore, ma in questo caso fu il chitarrista a fare le valigie a date ancora da completare.

MARK VI

Joe Satriani (nato Joseph Satriani il 15 luglio 1956 a Westbury, New York, USA: chitarra elettrica), Jon Lord (organo), Ian Paice (batteria), Roger Glover (basso), Ian Gillan (voce).

Per concludere il tour di The battle rages on, i Deep Purple reclutarono uno dei più famosi chitarristi solisti degli ultimi decenni, Joe Satriani, che suonò anche durante i concerti europei dell'estate 1994. A Satriani fu chiesto di rimanere in pianta stabile nel gruppo, ma il suo vincolante contratto discografico non lo permise. Il Mark VI morì senza alcuna registrazione di studio.

MARK VII

Steve Morse (nato Steven J. Morse il 28 luglio 1954 a Hamilton, Ohio, USA: chitarra elettrica), Jon Lord (organo), Ian Paice (batteria), Roger Glover (basso), Ian Gillan (voce).

Steve Morse aveva all'attivo una lunga carriera trascorsa tra diversi generi musicali e nell'ambito del rock, una militanza nei sudisti Dixie Dregs. Con il nuovo chitarrista i Deep Purple Mark VII pubblicarono l'album Purpendicular (1996), accolto positivamente dalla critica, ma rimasto lontano dai vertici della classifica UK (numero 58) e nemmeno entrato in quella statunitense, risultato ripetuto con il successivo Abandon (1998, numero 76 britannico). La dimensione di un gruppo come i Deep Purple, alla fine degli anni '90, era in ogni caso quella del concerto: non si contano le pubblicazioni di album dal vivo tra la fine dei '90 e l'inizio del nuovo millennio, per una band perennemente in tour.

MARK VIII

Steve Morse (chitarra elettrica), Don Airey (Donald Airey nato in Sunderland, Inghilterra, il 21 giugno 1948: organo), Ian Paice (batteria), Roger Glover (basso), Ian Gillan (voce).

Siamo alla fine, almeno sino ad ora: il Mark VIII è l'ultima incarnazione dei Deep Purple dopo l'abbandono di Jon Lord, desideroso di dedicarsi a progetti personali. Al posto del tastierista fondatore del gruppo, Don Airey, passato attraverso una decina di gruppi, compresi i Rainbow di Sua Maestà Blackmore. La formazione ha pubblicato un nuovo album nel 2003, Bananas (prodotto da Michael Bradford, come il successivo), completamente ignorato dalle classifiche e un secondo nel 2005, Rapture of the deep, a tutt'oggi l'ultimo titolo attribuito ai Deep Purple, seguito, ovviamente, da un tour mondiale. Si sta avvicinando il quarantennio dalla fondazione dei Deep Purple: non mi stupirei se si profilasse una bella riunione del Mark II. I Deep Purple compaiono nella raccolta Live and heavy.

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