BIOGRAFIE
Dea
Tre amici di Cleveland, Ohio, fanatici di Iggy Pop, anno di grazia 1975: Stiv Bators (Steven John Bator), cantante, Jimmy Zero, chitarrista e Jeff Magnum, bassista. In un antro adiacente, Johnny Blitz (Johnny Madansky), batterista e Cheetah Chrome (Gene O'Connor), chitarrista, si dilettavano in un gruppo chiamato Rocket From the Tombs, assieme a David Thomas e Peter Laughner. La storia dei Rocket From the Tombs farà parte di un'altra galassia, ma basti sapere che da qui partirono le fiammate cerebrali che daranno vita ai Pere Ubu: davvero troppo cerebrali quelle fiammate per i nostri Cheetah Chrome e Johnny Blitz, che lasceranno perdere il rumore intellettuale e si avvicineranno al punk stoogesiano bramato dai tre stilati all'inizio. L'incontro tra la coppia e il trio avvenne nell'estate del 1975 e datosi il fatto che il loro primo concerto si concretizzò la notte di Halloween di quell'anno, decisero di chiamarsi Frankenstein. Dopo soli quattro concerti, i Frankenstein incisero un demotape con quattro canzoni, tra le quali l'inno dei futuri Dead Boys, Sonic reducer.
La scena locale di Cleveland fu a dir poco ostica per i nostri cinque eroi, col risultato che i locali chiusero loro le porte in faccia una sera dopo l'altra. Il sodalizio si sciolse alla fine del 1975. Nel 1976 Stiv Bators fu invitato a New York dal leggendario chitarrista delle defunte New York Dolls, Johnny Thunders, allora alle prese con la sua nuova creatura, gli Heartbreakers. A Bators piacque non poco l'atmosfera newyorkese e fu così che tornò a Cleveland, fece armi e bagagli per trasferirsi nella Grande Mela e portò con sé i vecchi Frankenstein. Una volta a New York i cinque cambiarono nome in Dead Boys, da una riga di testo di una canzone dei Frankenstein, Down in flames. Con l'aiuto di Joey Ramone (cantante dei Ramones), i Dead Boys ottennero il primo ingaggio al CBGB's nell'agosto del 1976 e ancora grazie al lungagnone cantante dei finti fratellini portoricani, conobbero il boss della Sire, Seymour Stein e firmarono un contratto discografico nel gennaio del 1977. Il loro motto del periodo spiega alla perfezione il motivo per cui Cheetah Chrome e Johnny Blitz lasciarono i Rocket From the Tombs e di conseguenza, l'intesa che trovarono con gli altri compagni: "Fuck art, let's rock!".
I nostri esordirono direttamente su album, nell'ottobre del 1977, con Young loud & snotty, prodotto da Genya Ravan, seguito da un tour inglese in coppia con i Damned. Alla fine del 1977 uscì il singolo Sonic reducer, mentre il secondo e ultimo album del gruppo, registrato a Miami, fu pubblicato nel 1978 (We have come for your children, prodotto da Felix Pappalardi). Il tour successivo fu interrotto per problemi finanziari e alla fine, solo per completare gli obblighi contrattuali con la Sire, i Dead Boys suonarono per un'ultima volta al CBGB's, con l'intento di registrare un live. La Sire non pubblicò mai quell'album dal vivo, perché, secondo una fonte, Stiv Bators cantò volutamente lontano dal microfono per danneggiare la registrazione e la casa discografica. L'album fu pubblicato nel 1981 dalla Bomp (Night of the living Dead Boys), dopo che Bators ricantò tutte le parti vocali. Il gusto della provocazione portò il batterista Johnny Blitz vicino alla morte e i Dead Boys allo scioglimento (anticipato): una sera Blitz fu pugnalato e quando arrivò al pronto soccorso, il medico di turno si rifiutò di prestargli le prime cure, perché il batterista indossava una maglietta con delle svastiche.
Nel periodo in cui Blitz rimase all'ospedale, la Sire decise di non rinnovare il contratto e nel 1979 il gruppo si sciolse. Le riunioni future saranno numerose, con formazioni sempre differenti e con una serie di pubblicazioni live, licenziate solitamente dalla Bomp, scaturite dai concerti dei reduci. I nastri originali del primo album usciranno nel 1997, con il titolo di Younger louder & snottier, pubblicati ancora una volta dalla Bomp. In seguito, per iniziativa principalmente di Cheetah Chrome, i vecchi Dead Boys provarono ad acquistare i diritti del secondo album, We have come for your children, che così tanto li aveva insoddisfatti a livello di produzione e proprio per tentare un rimissaggio, ma il progetto non riuscì. Il dopo Dead Boys di Stiv Bators. Bators pubblicò il primo album solista nel 1980 (Disconnected, Bomp) e in seguito, si unì agli ex-Sham 69 Dave Parsons e Dave Treganna per formare i Wanderers (un album all'attivo, Only lovers left alive); in realtà, sembra che l'intento di Parsons e Treganna fosse quello di sostituire Jimmy Pursey con Stiv Bators negli Sham 69.
Dallo scioglimento dei Wanderers (1981) nacquero i Lords of the New Church, autori di tre album di un certo successo, anche commerciale. Dopo lo scioglimento dei Lords of the New Church, Bators s'impegnò in numerosi progetti e nel 1990 si trovò a vivere a Parigi per portare a termine il secondo album solista. Nel giugno del 1990 Stiv Bators fu investito da un'auto mentre stava comminando sul marciapiede: gli sembrò di stare bene, tanto che s'incamminò verso casa, ma morì nel sonno durante la notte. I Dead Boys compaiono nella raccolta The Indie Scene, capitolo 1977.
Eric Boucher, nativo del Colorado, lasciò la zona natìa nel 1978 per spostarsi all'Università di California di Santa Cruz e in seguito, a San Francisco, impressionato dalla scena punk di quella città. In particolar modo, Boucher fu colpito dai Negative Trend di Will Shatter (in seguito componente dei Flipper). Eric rispose ad un annuncio pubblicato su una fanzine da Raymond Pepperell Jr., riguardante la ricerca di un cantante. Il primo nucleo dei Dead Kennedys si formò in seguito a quell'annuncio: Eric Boucher, mutato il proprio nome in Jello Biafra, alla voce, Raymond Pepperell Jr., ora East Bay Ray, alla chitarra, Geoffrey Lyall (nome kennedyano Klaus Flouride) al basso e Carlos Cadona (col nome d'arte di 6025) alla batteria. Dopo aver registrato un primo demotape con questa formazione, i Dead Kennedys sostituirono 6025 (che rimase come secondo chitarrista) con Bruce Slesinger (ora Ted). Il primo concerto del gruppo è datato 19 luglio 1978, al Mabuhay Gardens di San Francisco.
Nel marzo del 1979, 6025 lasciò il gruppo e subito dopo, i Dead Kennedys pubblicarono il loro esordio su singolo, California Über Alles (pubblicato dall'etichetta di Jello Biafra, la Alternative Tentacles), un micidiale attacco al governatore californiano dell'epoca, Jerry Brown. Come spesso succede nel mondo della musica, il testo fu mal interpretato da un numero consistente d'imbecilli e diventò l'inno di molti giovani fascisti. Lo stesso accadrà per il titolo di Kill the poor (uccidi il povero), interpretato letteralmente, in particolar modo, in molti paesi stranieri: la mamma dei cretini, eccetera. In quello stesso 1979, Jello Biafra si candidò come sindaco di San Francisco, raccogliendo quasi seimila voti! La giunta comunale, subito dopo le elezioni, emanò una legge che da allora impedisce a persone con nomi faceti o scherzosi di candidarsi. Dopo il secondo singolo, Holiday in Cambodia (un altro capolavoro), nella primavera del 1980 i Dead Kennedys pubblicarono il loro esordio su album, Fresh fruit for rotting vegetables (IRS per gli USA e Cherry Red per UK), raggiungendo un ragguardevole numero 33 nella classifica statunitense.
Dopo l'abbandono di Ted, la batteria passò nelle mani di D.H. Peligro (al secolo Darren Henley) e nel 1981, i Dead Kennedys tornarono con il singolo Too drunk to fuck, titolo gentile che fu censurato dalla BBC (Peligro forse arrivò dopo il singolo). Nel 1981 Biafra pubblicò, tramite la sua Alternative Tentacles, anche uno dei suoi progetti più interessanti, la raccolta Let them eat Jellybeans, panorama straordinario del sottobosco punk e non solo, della California (e non solo). Scorrendo i nomi della prima facciata, quella dedicata espressamente al punk, vengono i brividi, soprattutto pensando al loro status di esordienti o quasi, nel mondo discografico: Black Flag, Circle Jerks, Bad Brains, gli stessi Dead Kennedys, Flipper, D.O.A.! Instancabili, Biafra e i Dead Kennedys realizzarono, ancora nel 1981, l'EP di otto canzoni In God we trust inc. e nel 1982, il secondo album, Plastic surgery disasters, pubblicato dalla Alternative Tentacles in binomio con la Faulty Products, ma il fallimento di quest'ultima costò non poco ai Dead Kennedys, all'etichetta di Jello Biafra e ad altre piccole case discografiche.
L'episodio spinse Biafra ad affrancarsi completamente dalle altre etichette e dopo un altro breve periodo con la Subterranean, la Alternative Tentacles diventò completamente indipendente (in quel periodo uscirono con il loro primo disco, pubblicato dall'Alternative Tentacles, i Butthole Surfers). Per arrivare al terzo album del gruppo, Frankenchrist (1985), i Dead Kennedys passarono attraverso vicissitudini varie, un album dal vivo registrato in Germania nel 1982 (A scateboard party, Starving Missile Records e Alternative Tentacles, 1983) e un lavoro già con un titolo, ma mai pubblicato (Cancer cures everything). Frankenchrist, però, a livello problemi superò tutto e tutti. Nella busta di Frankenchrist, oltre al vinile, gli acquirenti trovarono un poster riproducente un'opera dell'artista svizzero H.R. Giger (l'autore del mostro di Alien), dal titolo Landscape No. 20: Where are we coming from (Panorama numero 20: da dove veniamo), ribattezzato da qualcuno (o dallo stesso Giger, non lo so) Paesaggio di cazzi, perché di quello si trattava. L'opera era già apparsa in diversi libri e riviste d'arte, ma il suo inserimento in un album dei Dead Kennedys provocò un putiferio. Biafra, tra l'altro, voleva l'opera come copertina del disco, ma le proteste degli altri Dead Kennedys lo fecero recedere sino al poster.
Sulla copertina venne applicato un adesivo del tipo 'Attenzione: testi espliciti all'interno', con un avviso parodistico e sarcastico verso il famigerato Parents Music Resource Center, fondato dalla moglie di Al Gore e da qualche altra signora senatoriale annoiata: 'ATTENZIONE: all'interno di questa busta, ripiegata in un poster, c'è un opera artistica di H.R. Giger che qualche persona potrebbe trovare scioccante, repellente o offensiva. La vita qualche volta riserva queste sorprese'. I Dead Kennedys furono denunciati dalla madre di un ragazzino di tredici anni che aveva comprato l'album e Jello Biafra si vide piombare in casa, mentre stava dormendo, attraverso le finestre infrante, una muta di poliziotti e funzionari alla ricerca delle prove. I poliziotti sequestrarono effetti personali di Biafra e il necessario per la continuazione dell'attività dell'Alternative Tentacles, oltre ad alcune copie di Frankenchrist, rendendo di fatto impossibile il lavoro dell'etichetta. A pagarne le spese furono Jello Biafra e altri quattro uomini, oltre al sessantasettenne proprietario della fabbrica che stampò l'album. Stranamente, la Wherehouse Records, il negozio che aveva venduto l'album al ragazzino, non ebbe nessun problema, se non l'impegno di non vendere il disco e qualunque altro prodotto dei Dead Kennedys, sino al termine delle indagini e dell'eventuale sentenza.
Biafra fondò il No More Censorship Defense Fund, un comitato sorto per aiutare i Dead Kennedys e la Alternative Tentacles per le spese legali e l'inattività forzata. Tra le figure popolari che aderirono al comitato, possiamo ricordare uno dei più assidui, Frank Zappa e poi, Little Steven, Paul Kantner e molti altri ancora (mi sembra di ricordare anche un insospettabile John Denver, ma potrei sbagliarmi). Durante il lungo periodo d'inattività, Jello Biafra girò di città in città tenendo comizi sul problema della censura, una raccolta dei quali fu pubblicata nel 1988 con un doppio album, No more Cocoons. Durante l'attesa del processo, i Dead Kennedys si sciolsero. L'ultimo album del gruppo uscì alla fine del 1986, Bedtime for democracy. Nel giugno del 1987, a cura dell'Alternative Tentacles, uscì una raccolta d'inediti e brani dal vivo dei Dead Kennedys, intitolata Give me convenience or give me death. Alla fine degli anni '90 ci fu una coda legale tra Jello Biafra e gli altri componenti del gruppo, per una questione di diritti non pagati. Guidati da East Bay Ray, i Dead Kennedys senza Jello Biafra rivendicarono anche il diritto di usare il nome del gruppo, cosa che vide Jello nettamente contrario, ma perdente in tribunale.
East Bay Ray, D.H. Peligro, Klaus Flouride e la voce di Brandon Cruz, intrapresero un tour mondiale nel 2001. In seguito, Cruz fu sostituito da Jeff Penalty. Del 2004 è la pubblicazione di un album dal vivo registrato nel marzo del 1979, Live at the Deaf Club, pubblicato da Manifesto. I Dead Kennedys compaiono nelle seguenti raccolte della mia discoteca: The Indie Scene, capitolo 1980, Let them eat Jellybeans, Loud, proud & punk e Play New Rose for me - Rose 100.
Kimberly Ann Deal, nata nel 1961 a Dayton, Ohio (Stati Uniti), è una delle donne del rock e non bisognerebbe aggiungere altro, ma datosi che questa è una sezione biografica, aggiungiamo qualche notizia. Dopo essere cresciuta a Dayton con la gemella Kelley, Kim si sposò con tale John Murphy e si trasferì a Boston. Nel 1986 diventò la bassista dei Pixies di Black Francis, reclutata con un annuncio che recitava, più o meno, 'cerchiamo una bassista che spazi dagli Hüsker Dü a Peter, Paul & Mary'. Nei Pixies Kim si firmava come Mrs. John Murphy. Allo scioglimento del gruppo, dopo quattro album e un mini-LP, nel 1991, Kim aveva già in piedi un progetto parallelo, Breeders, formato con Tanya Donnelly delle cugine dei Pixies, le Throwing Muses, Josephine Wiggs, bassista, già nei britannici Perfect Disaster e la violinista Carrie Bradley. Il primo album delle Breeders, Pod (1990, 4AD, come tutti i seguenti), fu registrato da Kim Deal, Tanya Donnelly, Josephine Wiggs, Shannon Doughton (batteria) e Carrie Bradley. Il disco fu inciso a Edimburgo, in Scozia, con la produzione di Steve Albini.
La misteriosa Shannon Doughton, accreditata alla voce e batteria, non è altri che Britt Walford, un maschietto, in quel periodo già coinvolto negli Slint e accreditato nell'album con uno pseudonimo, proprio per non interferire nelle attività dell'altro gruppo (e forse, per non rovinare l'immagine di gruppo completamente femminile). Britt Walford, tra l'altro, fu colui che fece rinascere l'idea delle Breeders a Kim Deal, dopo un loro incontro a Chicago, prima ancora dello scioglimento dei Pixies. Kim Deal, infatti, aveva già formato un duo dal nome Breeders all'inizio degli anni '80, con la gemella Kelley e nel 1989, con il progetto in formazione, non aveva ancora una batterista. Con la dipartita dei Pixies, dopo la pubblicazione dell'esordio delle Breeders, al gruppo si unì anche la gemella di Kim, Kelley, con la quale le ragazze registrarono gli EP Safari (1992, con le due gemelle Deal, Wiggs, Donnelly e i due batteristi Mike Hunt e John Mattock, quest'ultimo in una canzone; Mike Hunt, ancora una volta, è uno pseudonimo di Britt Walford) e Cannonball (con le due gemelle Deal, Josephine Wiggs, Carrie Bradley e il batterista Jim McPherson) e il secondo album, Last Splash (1993, con la stessa formazione dell'ultimo EP), raccogliendo consensi straordinari di critica e di pubblico.
Il tour con i Nirvana del 1993, portò le Breeders verso una fama insospettata, complice anche il singolo A-woooo-ah (e il video relativo, diretto da Kim Gordon dei Sonic Youth e Spike Jonze). L'ennesimo EP, Divine hammer (1993), registrato dalla stessa formazione del secondo album, vide come ospite, in Do you love me now jr., l'ubiquo J. Mascis. Il gruppo, ridotto a un quartetto (le due Deal, Josephine Wiggs e Jim McPherson), pubblicò un ulteriore EP, Head to toe (1994) e in quello stesso anno, si sciolse, frantumato dalla tossicodipendenza di Kelley Deal e dalla voglia di tranquillità di Josephine Wiggs. Negli anni di iato, Kim Deal si dedicò agli Amps, un gruppo formato nella natìa Dayton, produsse i Guided By Voices (altro gruppo di Dayton) e nel 1999, cominciò a lavorare alle canzoni di un eventuale ritorno delle Breeders, con la gemella Kelley. Chiusa in uno studio di Austin, Texas (con altre session registrate a Chicago), Kim Deal faticò a trovare dei musicisti con cui lavorare, e alla fine, incise le tracce di quasi tutti gli strumenti. Nell'inverno del 1999/2000, Kim incontrò gli immarcescibili Fear, gruppo punk di Los Angeles, in un bar di New York e con loro suonò un concerto in un piccolo locale.
L'incontro spinse la donna a trasferirsi a Los Angeles, dove nel 2000 prese forma la nuova incarnazione delle Breeders. In verità, sarebbe più corretto definire il gruppo i Breeders, datosi che a Kim Deal si unirono tre maschi, il chitarrista Richard Presley (lontano parente di Elvis e nipote di Hope Sandoval dei Mazzy Star), il bassista Mando Lopez e il batterista Andrew Jaimez, ma quest'ultimo, già impegnato con i Fear e con altri progetti musicali, fu sostituito da Jose Medeles. Con l'arrivo di Kelley Deal, le Breeders ripresero vita e dopo alcune session registrate a Los Angeles, che si aggiunsero alle precedenti di Austin e Chicago, il gruppo portò a termine l'album Title TK (2002). Nel 2004 Kim Deal si ritrovò nella stessa situazione di fine anni '80, inizio anni '90, coinvolta sia nei Pixies riformati, che nelle Breeders ritornate in vita. Tra i lavori incisi come solista (se esistono, non ne ho trovato traccia nelle varie fonti), la canzone registrata in tandem con Bob Pollard per la colonna sonora del film Love & a .45.
Riepilogo biografie della e nella pagina
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►Bad Brains - ►Black Flag - ►Butthole Surfers |
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►Dead Boys - ►Dead Kennedys - ►Kim Deal |
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►J. Mascis - ►Mazzy Star ►Pere Ubu - ►Pixies - ►Bob Pollard ►Sham 69 - ►Sonic Youth ►Johnny Thunders - ►Throwing Muses |