BIOGRAFIE
Dan
I Dance Hall Crashers, da Berkeley, California, furono generati da un gruppo leggendario (così definito da molte fonti), gli Operation Ivy, base anche per i futuri Rancid (con gli stessi Dance Hall Crashers: nella prima formazione del gruppo militavano il chitarrista e cantante Tim 'Lint' Armstrong e il bassista Matt Freeman, che lasciarono i Dance Hall Crashers dopo poche settimane dalla formazione e fondarono, nel 1991, i Rancid). La formazione, attiva dal 1989 ed estremamente ballerina, si focalizzò sui membri stabili Elyse Rogers (voce) e Jason Hammon (chitarra). Con la coppia, l'altra cantante Karina Deniké Schwartz, il chitarrista Scott Goodell, il batterista Gavin Hammon e il bassista Mikey Weiss (ma potrebbero non essere gli unici componenti di una formazione numerosa). Il primo batterista della band, nel breve spazio temporale di Armstrong e Freeman, fu Erik Larsen, colui che ideò il nome Dance Hall Crashers, nel periodo in cui il bassista era Joel Wing. Il gruppo durò pochissimo, pubblicò un demotape autofinanziato (Say cheese, 1989), un album senza titolo (Moon Records 1990) e si sciolse nello stesso anno del debutto, ma spinto dai fans (così dicono le fonti), si riformò nel 1992.
La formazione del primo album comprendeva Elyse Rogers, Karina Deniké Schwartz, Jason Hammon, Joel Wing, Jamie McCormick (chitarra), Erik Larsen, Mat Snyder (trombone), Harvey Hawks (tromba) e Jason Bermak (sassofono). Dopo un'antologia comprendente tutto il primo album e altre canzoni sparse del primo periodo (1989/1992, Moon Records 1993), ristampato nel 1996 dalla Hardly Used Recordings come The old record (1989-1992), Dance Hall Crashers arrivarono al secondo album, Lockjaw, 1995, pubblicato dalla (510) Records, del gruppo MCA, seguito da Honey I'm homely del 1997 (MCA Records) e Purr del 1998 (Pink and Black Records). Il lavoro dal vivo The live record: Witless Banter & 25 mildly antagonist songs about love (Pink and Black Records) conclude, nel 2000, la loro lista discografica (senza contare la loro presenza in innumerevoli compilation, compresa, per quanto mi riguarda, Danger zone).
Danny & Dusty è un progetto temporaneo dei due leader di Green On Red e Dream Syndicate, Danny Dan Stuart e Dusty Steve Wynn, rispettivamente. Gli altri partecipanti all'esordio del duo, The lost weekend (1985): Dennis Duck e Paul Cutler (anche produttore), dai Dream Syndicate (Cutler, ma vado a memoria, sarebbe arrivato nei Dream Syndicate più tardi rispetto al 1985, anno della pubblicazione dell'album), Chris Cacavas dai Green On Red e Sid Griffin, Stephen McCarthy e Tom Stevens dai Long Ryders. Il gruppo suonò solamente alcuni concerti a Los Angeles e non ebbe un futuro (il disco, tra l'altro, come racconta Steve Wynn, non fu nemmeno registrato in un weekend, ma in un sabato). Una delle poche canzoni rimaste fuori dall'unico disco del duo, finì nella compilation Acres for cent. Wynn e Stuart si sono ritrovati nel nome di Danny & Dusty nel 2006, a New York, hanno scritto una seconda manciata di canzoni in coppia (più di vent'anni dopo la prima) e hanno registrato il tutto in uno studio di Richmond, Virginia. La nuova formazione comprenderebbe Johnny Hott (percussionista degli House of Freaks), Bob Rupe (basso, Silos e Cracker nei suo carnet) e i vecchi amici Stephen McCarty e Chris Cacavas; il risultato delle nuove registrazioni è un nuovo album, Cast iron soul, pubblicato da Blue Rose nell'aprile del 2007.
→DANZIG←
I Samhain di Glenn Danzig suonarono il loro ultimo concerto nell'estate del 1986, di fronte a un attento Rick Rubin. Il proprietario della Def Jam era interessato al solo Glenn Danzig, ma questi si rifiutò di firmare un contratto senza portare con sé il bassista dei Samhain, Eerie Von. Con l'arrivo di John Christ alla chitarra e Chuck Biscuits (ex-Black Flag) alla batteria, nacque la nuova band di Glenn Danzig: Danzig. Il primo album del gruppo (senza titolo) fu pubblicato nel 1988 dalla Def American, la nuova denominazione della vecchia Def Jam. Il secondo lavoro, Danzig II: Lucifuge, fu pubblicato nel 1990 (entrambi i dischi prodotti da Rick Rubin). Con il terzo lavoro, Danzig III: How the gods kill (1992), la produzione passò nelle mani del solo Glenn Danzig. Dopo un album solista di Glenn (Black aria, 1992), i Danzig arrivarono all'album dal vivo Thrall - Demonsweatlive EP (1993), seguito da Danzig 4 (1994).
Dopo il tour di Danzig 4, la formazione originale si sfaldò e Glenn Danzig incise l'album successivo, l'incredibile Blackacidevil (1996), come un album solista con il contributo di ospiti esterni e tra questi, il chitarrista di Alice In Chains, Jerry Cantrell e il batterista Joey Castillo, in seguito nei Queens of the Stone Age. In Blackacidevil Glenn Danzig canta e suona la chitarra, il basso e le tastiere. Oltre a Castillo e Cantrell (presente in tre canzoni), gli altri ospiti sono Joseph Bishara (tastiere e programmazione), Josh Lazie (basso in una canzone) e Mark Chaussee (seconda chitarra in una canzone). Negli anni successivi Glenn Danzig ebbe una contesa legale con Rick Rubin, per il possesso del materiale registrato per la American Recordings, l'ennesima e ultima denominazione dell'etichetta nata come Def Jam. Vinta la tenzone, Danzig ritornò nel 1999 con il sesto album, 6:66 Satan's child (pubblicato da E-Magine Records), con una formazione comprendente Glenn Danzig (voce e chitarra), Joey Castillo, Josh Lazie e la chitarra di Jeff Chambers.
Un doppio cd dal vivo, Live on the black hand side (2001), precedette il settimo album, registrato con una nuova formazione composta da Glenn Danzig (voce, tastiere e chitarra), Joey Castillo e i nuovi Todd Youth (chitarra, già con gli Agnostic Front e non solo) e Howie Pyro (basso, già con i D-Generation). L'album è I Luciferi, pubblicato da Spitfire (2002). L'ultimo titolo del gruppo, gravitante come sempre intorno a Glenn Danzig, è datato 2004, Circle of snakes, con l'ennesima formazione rivoluzionata: Glenn Danzig (voce, tastiere e chitarra), Bevan Davies (batteria), Jerry Montano (basso) e Tommy Victor, fondatore dei Prong, alla chitarra. Nel 2006 è arrivato il secondo capitolo solista di Glenn Danzig, Black aria II. Danzig compaaiono in due raccolte della Def Jam, Til Def us do part e Til Def us do part II.
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