BIOGRAFIE
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Prima di...
Una seria biografia di Frank Zappa occuperebbe uno spazio pari a quello di un libro, ad esempio, Frank Zappa - L'autobiografia (di Frank Zappa e Peter Occhiogrosso, prima edizione 1990, edizione italiana, Arcana 2003), del quale consiglio vivamente la lettura. In questo ambito cercherò di riassumere, brevemente e schematicamente, i dati principali di questo genio della musica del secolo scorso.
Frank Vincent Zappa nacque a Baltimora, Maryland, il 21 dicembre del 1940. Nel sangue del piccolo Frank si mescolarono geni greci, italiani, arabi e francesi (la nonna materna aveva origini francesi e siciliane, il nonno materno era napoletano; il padre nacque a Partinico, in Sicilia, da discendenze greco-arabe). I genitori del genio in nuce, quando non volevano farsi capire in casa, parlavano in italiano, per loro una sorta di codice segreto (e per questo, secondo lo stesso Frank, si premurarono di non insegnargli mai la lingua di Dante). Da Baltimora gli Zappa si spostarono in Florida prima e in California poi (inizialmente a Monterey e poi, a Pomona, El Cajon, San Diego e Lancaster). Nel periodo in cui visse a San Diego, Frank Zappa, sedicenne, fabbricò con un amico dei piccoli ordigni artigianali e appiccò diversi piccoli incendi alla scuola dove si stavano tenendo i consigli di classe. Scoperto il vandalismo e il vandalo, Frank riuscì ad evitare la prigione solo perché la madre convinse la polizia (in particolare, un poliziotto di origine italiana) che la famiglia sarebbe emigrata di lì a poco. La passione musicale nacque prima della passione per gli esplosivi e in particolare, il piccolo Frank fu colpito dalle percussioni. Nel 1956 Zappa entrò a far parte come batterista del suo primo gruppo, i Ramblers, coi quali suonò i primi concerti della sua vita, ma fu cacciato perché usava troppo i piatti.
Fu prima di quell'esperienza che Frank entrò in possesso dei primi vinili della sua vita e il disco che cambiò le visioni musicali del giovane, fu The complete works of Edgar Varese, volume 1. Nel frattempo impegnato in tutta la trafila di un giovane e imberbe statunitense, Frank riuscì a farsi cacciare dalla banda della scuola, beccato dall'insegnante di musica a fumare mentre indossava la divisa ("gliene sarò grato in eterno"). Il primo gruppo vero e proprio guidato da Zappa furono i Black-Outs, formati da Frank, due fratelli messicani, tre ragazzi neri e Terry Wimberly, rappresentante degli "altri popoli oppressi della terra", come racconta lo stesso pazzoide. Inutile dire (forse...) che i Black-Outs suscitarono molto scalpore e/o scandalo e non per la qualità della loro musica, ma per il miscuglio etnico-razziale. A San Diego Frank trovò una scena musicale enorme, con decine di gruppi che combattevano per la supremazia nel proprio quartiere e non solo a livello sonoro (tecnica musicale, scenografia, coregrafia, guardaroba). Fu a Lancaster, invece, che Frank conobbe Don Vliet, alias Don Van Vliet, alias il futuro Captain Beefheart. Sul nome d'arte di Don Van Vliet se ne leggono di tutti i colori, ma questo è quanto racconta Frank Zappa nella sua autobiografia.
Don abitava con i genitori, gli zii Ione e Alan e la sua ragazza, Laurie. Lo zio Alan, quando faceva pipì e nei dintorni c'era Laurie, lasciava aperta la porta del bagno e con il coso in mano, faceva commenti del tipo: "Ah, che bellezza! Sembra proprio un gran bel cuore di manzo [beefheart]". Con Don Vliet (il Van arrivò in seguito) Frank passò giornate intere ad ascoltare blues e rhythm'n'blues. A vent'anni Frank Zappa si sposò per la prima volta, con una compagna di scuola (si era reiscritto dopo aver finito il liceo con l'unica intenzione di conoscere delle ragazze). In quel periodo trovò e perse una serie di lavori (vetrinista, scrittore di messaggi pubblicitari, rappresentante di gioielli e venditore di enciclopedie) e suonò con Joe Perrino and the Mellotones (nome ripreso quasi alla lettera da Joe Perrino and the Mellowtones, gruppo sardo formato all'inizio degli anni '80). Fu in uno sputo di paese californiano, Cucamonga, che il nostro Frank entrò in contatto per la prima volta con uno studio di registrazione, il Pal Recording Studio di Paul Buff. Come racconta Zappa, lo studio dell'autodidatta Buff era qualcosa d'incredibile in quel periodo d'inizio anni '60, pur nella precarietà dilettantesca del tutto: in un panorama musicale che registrava ancora in mono, Buff si era costruito uno studio a cinque piste, l'unico al mondo a poter sovraincidere la musica, eccettuato l'inventore della tecnica, Les Paul (che si era costruito un otto piste).
In quello studio Paul Buff registrò diversi 45 giri, che poi affittava alle maggiori etichette di Los Angeles. Il retro di uno di questi, Tijuana surf (numero uno in Messico!), intitolato Grunion run, fu scritto da Frank Zappa, che prestò anche la propria opera alla chitarra. Il 45 giri, l'esordio discografico assoluto di Frank, uscì con il nome di Hollywood Persuaders. Nel 1963 i giovani coniugi Zappa divorziarono. Frank, date le difficoltà economiche di Paul Buff, rilevò la Pal Records e andò a vivere nello studio di registrazione (battezzato Studio Z), dove passò giornate intere a incidere e sovraincidere. Fu in quello studio che Frank e l'amico Don Vliet, con il nome di Soots, registrarono le prime cose in comune, che poi tentarono di vendere alla Dot Records, ottenendone un rifiuto. "Non possiamo pubblicare questa roba, la chitarra è distorta". In quello stesso periodo, Zappa e Don Vliet girarono un film fantascientifico in economia, Captain Beefheart vs. the Grunt People (Captain Beefheart contro la Gente Brontolona), prima che ai polsi del genio in nuce scattassero le manette con l'accusa di 'cospirazione per produrre pornografia'.
La storia è lunga e la lasciamo perdere, ma basti sapere che per Frank Zappa si aprirono le porte del carcere, dove rimase dieci giorni (la condanna fu di sei mesi, con pena sospesa tranne dieci giorni e tre anni di libertà vigilata, durante i quali non avrebbe dovuto violare alcun articolo del codice stradale o stare in compagnia di donne al di sotto dei ventuno anni; dopo un anno di buona condotta, la sentenza poteva essere cancellata dal casellario giudiziale). Dopo l'esperienza carceraria, Zappa abbandonò la metropoli di Cucamonga e si trasferì in una metropoli vera, Los Angeles (Echo Park, per la precisione). Nel 1964 Frank entrò a far parte dei Soul Giants, un gruppo da bar guidato da Davy Coronado, al quale suggerì di suonare canzoni nuove e non le solite cover. Il gruppo accettò l'idea, eccettuato Coronado, che se ne andò. Il cambiamento comportò l'esclusione della band dal circuito dei bar (o cover da ballare o nulla) e fu così che Zappa cercò un manager che potesse trovare degli ingaggi per i Soul Giants. Il manager a due teste fu trovato, una coppia formata da Mark Cheka, artista newyorkese in trasferta a Hollywood e Herb Cohen, esperto nel campo. Il giorno della festa della mamma del 1964, i Soul Giants diventarono The Mothers ed è a questo punto che per Frank Zappa cominciò un'altra storia.
... e dopo
Le Mothers suonarono in diversi locali di Hollywood in quel periodo, secondo uno schema che Frank racconta nei dettagli, ebbero un incontro-scontro con John Wayne e poi, grazie a un tour di Johnny Rivers, presenza fissa al Whisky A Go-Go, furono ingaggiati dal noto locale. Il manager del gruppo, Herb Cohen, convinse il produttore Tom Wilson della MGM (Bob Dylan tra i suoi lavori), che si recò a vedere il concerto e offrì alle Mothers un contratto di 2500 dollari, soldi non immediatamente disponibili. Con stratagemmi vari, Zappa riuscì a trovare uno studio di registrazione e qualche dollaro per mettere insieme un pranzo o una cena (raramente entrambe nello stesso giorno). Freak out! uscì da quell'atmosfera. Freak out! (Verve 1966) fu il primo album doppio della storia del rock, questo secondo Frank Zappa. La cronologia di Scaruffi e di altri, invece, afferma che Blonde on blonde di Bob Dylan uscì un mese prima. In tema di record, il disco, nonostante i diversi titoli che da sempre si dividono la primogenitura, sarebbe il primo concept-album della storia del rock. Con il disco da pubblicare già nelle proprie mani, la casa discografica disse ai ragazzi che un gruppo chiamato Mothers non sarebbe mai stato trasmesso alla radio dai dj: furono così insistenti, scrisse lo stesso Frank, che "per necessità diventammo Mothers of Invention"!
Il gruppo all'epoca era formato dal nucleo dei vecchi Soul Giants, composto dal batterista Jimmy Carl Black, dal bassista Roy Estrada e dal cantante Ray Collins, oltre alle chitarre di Frank Zappa e di Elliott Ingber, proveniente della Magic Band di Captain Beefheart. I primi contrasti in seno al gruppo furono di natura 'sostanziale': Zappa era malvisto dagli altri perché non faceva uso di droghe. Non bastasse, Cohen, il manager professionale, voleva far fuori Cheka, il manager artistico. Dopo il primo tour promozionale, Zappa conobbe quella che diventerà la sua seconda moglie, Adelaide Gail Sloatman (sposata nel 1967). Secondo i dati della MGM, la prima tiratura di Freak out! vendette trentamila copie, il che significò, a conti fatti, che il gruppo doveva dei soldi alla propria casa discografica! Al budget del secondo album, Absolutely free (1967), fu imposto un tetto di undicimila dollari (il primo ne aveva ingoiati tra i venticinque e i trentamila, cifra che secondo Zappa era già ridicola per l'epoca). In Absolutely free comparvero tre nuovi membri delle Mothers, il pianista Don Preston, il sassofonista Bunk Gardner e un secondo batterista, Billy Mundi.
Con un ulteriore nuovo membro, il polistrumentista Ian Underwood, le Mothers registrarono una parodia del Sgt. Pepper's beatlesiano, We're only in it for the money e nello stesso periodo (qualche mese prima, in verità), uscì anche un disco che radunava una cinquantina di musicisti sotto il nome di Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra & Chorus (Lumpy gravy, 1967). Molti di quei musicisti furono ingannati per l'album successivo, Cruising with the Ruben and the Jets!, attribuito erroneamente al gruppo del titolo e non alle Mothers, anche se sulla copertina l'inghippo era spiegato chiaramente, pur nello stile caustico del 'solito' Frank Zappa (un aneddoto raccontato da Zappa: un dj di Filadelfia mandò in onda numerose volte il disco e smise immediatamente quando seppe che quelle erano le Mothers of Invention). Zappa approfittò di quella che lui stesso definì una dimenticanza della casa discografica ("dimenticò di far valere la sua opzione") e con una contrattazione, fondò, in coppia con Herb Cohen, una sottoetichetta della MGM, la Bizarre Records. Il primo lavoro pubblicato dalla Bizarre fu il capolavoro riconosciuto del primo repertorio di Frank Zappa, il doppio album Uncle meat. Il disco fu anche l'ultimo album del connubio Zappa/Mothers of Invention, che si sciolse nel 1969.
Incontenibile, Frank Zappa, cinque mesi dopo Uncle meat, pubblicò un altro album, Hot rats, un lavoro quasi esclusivamente strumentale (l'unico contributo cantato è di Captain Beefheart) e poi si concesse un paio di pubblicazioni live condite con frattaglie varie di studio (Burnt weeny sandwich, 1969 e Weasels ripped my flesh, 1970). Chunga's revenge, 1970, secondo una fonte, segna il primo passo del dopo Mothers: alle voci arrivarono i due ex-Turtles Mark Volman e Howard Kaylan, meglio conosciuti come Flo & Eddie (anche se non conosco l'origine temporale del nome come duo). Il progetto successivo fu a dir poco ambizioso, anche se, a onor del vero, l'inizio della lavorazione precedette la pubblicazione di Chunga's revenge. 200 motels (United Artists 1971), un progetto che prevedeva l'esecuzione della musica orchestrale di Frank Zappa da parte della Los Angeles Philarmonic Orchestra assieme al gruppo dello stesso Zappa, nacque e si sviluppò tra una miriade di problemi di tutti i tipi, non ultimo, il fatto che Zappa non aveva più un gruppo rock: dettaglio non trascurabile. Zappa improvvisò quello che lui stesso definì una 'specie-di-gruppo-tipo-Mothers-of-Invention provvisorio, solo per quella volta' e fu durante un mini-tour di prova che Volman e Kaylan andarono a congratularsi con il baffo e gli dissero di essere liberi in seguito allo scioglimento dei Turtles.
Il progetto diventò un film e l'album la colonna sonora. Durante un tour europeo, Zappa e band suonarono per la prima di due giornate previste al Rainbow di Londra e tutto per preparare il GRANDE CONCERTO, come lo definisce lo stesso Zappa. Alla fine del primo concerto, dopo essere uscito per il bis, Zappa fu aggredito da un tizio che lo colpì e lo scaraventò nella buca dell'orchestra, un volo di quattro metri: risultato, una costola rotta, una gamba fratturata, escoriazioni varie ed eventuali ed una posizione dopo il volo, con la testa reclinata, che fece pensare a chi lo vide che l'artista fosse morto. Zappa passò un mese all'ospedale sotto scorta, anche perché il tizio, che si prese poi un anno per lesioni gravi, uscì su cauzione dopo l'arresto. Tra le conseguenze dell'incidente, Zappa se ne dovette rimanere un mese in silenzio, dato che quella strana posizione della testa dopo il tonfo significò la rottura della laringe, ciò che comportò pure la perdita di un terzo di estensione vocale. I problemi alla gamba fratturata spinsero i medici a proporre un intervento del tipo togliere il gesso, spezzare le ossa e poi riaggiustarle. Questo il commento di Zappa all'ipotesi: "No, grazie, lasciateci sopra quel cazzo di gesso".
Solo dopo un anno Zappa riacquistò una parvenza di mobilità normale, ma la gamba rimase deformata e più corta dell'altra, cosa che gli procurò un persistente dolore alla schiena. Quel tour fu segnato dalla sfortuna più nera, perché anche il concerto precedente il volo di Zappa ebbe una conclusione drammatica. Si era a Montreux, in Svizzera, quando durante il set qualcuno appiccò il fuoco al locale, distruggendo buona parte dell'equipaggiamento del gruppo e fornendo lo spunto per la più famosa canzone dei Deep Purple, Smoke on the water. L'immobilità dovuta all'incidente (un anno in sedia a rotelle), spinse Zappa verso un'iperattività compositiva che fruttò due album in pochi mesi, Waka/Jawaka e The Grand Wazoo (1972 entrambi). Con collaboratori del calibro di Jean-Luc Ponty e George Duke, nel 1973 uscì Over-nite sensation, mentre per il successivo Apostrophe (') (1974, DiscReet come il precedente e i successivi) i nomi furono quelli di Jack Bruce, Jim Gordon e Tony Duran. Il secondo della coppia ("semplicemente orrendi dischi di musica commerciale", Scaruffi) diventò il più grande successo di Frank Zappa. Dopo il live Roxy and elsewhere (1974), fu la volta di One size fits all (1975), Bongo fury (1975), l'album del riavvicinamento tra Zappa e Captain Beefheart e Zoot allures (1976, Warner Bros).
Il contrastato Live in New York, previsto per l'estate 1977, fu pubblicato solamente nel 1978, ma presenta una delle migliori formazioni che Zappa abbia portato su un palco. Oltre ai dischi pubblicati, in quegli anni Frank Zappa sarà impegnato su più fronti legali (con le case discografiche Warner Brothers e MGM, con la Royal Albert Hall di Londra e con l'ex-socio Herb Cohen, disputa che gl'impedirà per sempre di usare il nome Mothers of Invention). In nome della correttezza, la Warner Brothers, tramite la solita DiscReet, pubblicò tre album nel giro di pochi mesi, ricavati dai nastri già consegnati da Zappa (Studio tan, Sleep dirt e Orchestral favorites). L'artista firmò un contratto di distribuzione con la Polygram Records e fondò una propria etichetta, la Zappa Records. Prime opere a vedere la luce, un doppio album, Sheik Yerbouti (con la presenza di Adrian Belew) e un album singolo e un doppio facenti parte dello stesso progetto, Joe's Garage act I e Joe's Garage acts II & III. Sono i dischi che conclusero gli anni '70 zappiani. Il decennio orribile si aprì con una nuova etichetta, la Barking Pumpkin (distribuita dalla CBS) e una serie di album che, sulla scia di Sheik Yerbouti, riciclarono all'infinito le idee che Frank aveva già elargito agli appassionati (parere di un esperto zappiano).
Si cominciò nel 1981 con Tinseltown rebellion, doppio dal vivo e Shut up'n play yer guitar (e ancora, Shut up'n play yer guitar some more e Return of the son of shut up'n play yer guitar), tre album singoli venduti inizialmente solo per corrispondenza e poi raccolti in un cofanetto (trattasi di assoli di chitarra e brani strumentali provenienti da esibizioni della seconda metà degli anni '70: "Se volete sapere come non suonerete mai la chitarra, ascoltate questi dischi"). Non è ancora finita per il 1981: a settembre uscì il doppio You are what you is. La frenesia da pubblicazione continuò nel 1982 con Ship arriving too late to save a drowning witch e The man from Utopia, registrato contemporaneamente al precedente, ma uscito nel 1983, con una copertina che satireggia sugli enormi problemi che Zappa ebbe durante il tour italiano dell'anno prima. Ancora un doppio album nel 1984, Them or us, l'ultimo, se non sbaglio, al quale collaborò come chitarrista il giovanissimo Steve Vai (nella band di Zappa da You are what you is). L'inondazione non conobbe sosta: nel 1983 era uscito Baby snakes, colonna sonora del film omonimo e contenente brani registrati dal vivo nel 1977 (picture-disc acquistabile solo per corrispondenza e poi pubblicato su cd).
Nel 1984, oltre a Them or us, abbiamo London Symphony Orchestra, vol. 1 (partiture zappiane eseguite dall'orchestra del titolo), The perfect stranger (Boulez conducts Zappa) (composizioni zappiane eseguite dall'Ensemble Intercontemporain di Pierre Boulez), Francesco Zappa (esecuzione di Frank Zappa di partiture del quasi omonimo musicista italiano del XVIII° secolo) e infine (uff), Thing-fish, album triplo inizialmente concepito come colonna sonora di un'opera teatrale. Anche i più sfegatati zappologi del pianeta escono sfiancati da un simile tour-de-force di pubblicazioni (e senza contare i cofanetti antologici contenenti versioni rimasterizzate o rarità d'archivio!). Frank Zappa meets the Mothers of Prevention (1985), gioco di parole tra il vecchio gruppo di Zappa e il comitato delle siore bene (tra le quali, la signora Gore) nato per porre un freno alle sconcezze dei dischi rock, fu pubblicato in due edizioni differenti al di qua e al di là dell'Atlantico, per i troppi riferimenti specifici al quotidiano statunitense che un europeo non avrebbe capito. Per la cronaca, le siore bene vinsero la partita (non del tutto, ma come si sa, per ottenere 50 bisogna chiedere 100) e l'industria fu costretta ad applicare quegli adesivi sui dischi che gli appassionati conoscono molto bene (le avvertenze ai genitori o chi per loro, del contenuto esplicito dei testi).
Il primo titolo zappiano ad uscire su cd, Does humour belong in music? (1986), non fu autorizzato dall'autore e fu pubblicato inizialmente solo in Germania e Gran Bretagna. Jazz from hell (1986) contiene composizioni di Frank Zappa eseguite al synclavier, London Symphony Orchestra, vol II (1987) è la seconda parte del lavoro del 1984, Guitar (1988) è un doppio dal vivo contenente registrazioni del periodo 1979-1984. Con il 1988 iniziano pure le pubblicazioni dei sei volumi di You can't do that on stage anymore (il sesto e ultimo volume è del 1992). Nel 1988 Frank Zappa ritornò sulla strada per un tour mondiale, accompagnato da un gruppo di dodici elementi: sarà l'ultima occasione per ammirare Zappa dal vivo in un vero e proprio tour. Dai concerti furono tratti tre album, Broadway the hard way (1988), The best band you never heard in your life (1991) e Make a jazz noise here. Nel 1989 l'artista pubblicò l'autobiografia The real Frank Zappa book, scritta con l'assistenza di Peter Occhiogrosso (in Italia Frank Zappa - L'autobiografia). Nel 1990 a Frank Zappa fu diagnosticato il tumore che lo porterà nella tomba il 4 dicembre 1993, ma nemmeno durante gli ultimi anni la sua attività conoscerà soste. The yellow shark è la testimonianza della sua presenza come autore e arrangiatore al Festival di Francoforte del 1992, dove fu accolto (finalmente, avrà pensato lo stesso Zappa) come un compositore con tutti i crismi.
L'album fu l'ultimo pubblicato da Frank Zappa ancora vivo, preceduto da altre raccolte di incisioni più o meno antiche (Playground psychotics, del 1992, doppio cd comprendente materiale del 1971 e Ahead of their time, 1993, con registrazioni dal vivo targate 1968 delle Mothers of Invention). La morte di Frank Zappa non ha bloccato i progetti che giravano per la testa del nostro, seguiti dalla famiglia Zappa con cura certosina (compresa, a quanto ricordo, la rimasterizzazione su cd di tutta la discografia o quasi). È tutto. Frank Zappa è presente nella compilation Underground & psychedelic.
Sembra che Zebra Stripes (il cui vero nome è Zaida Gutierrez) fosse la ragazza di Lee Joseph all'epoca della sua partecipazione alla terza Battle of the garages (ebbe l'onore di aprire quella compilation). In quel 1984 la ragazza aveva 17 anni e cantò una canzone dal titolo di Intro '66: in pratica, commemorò, oltre all'epoca d'oro della musica che veniva omaggiata dai garagers anni '80, anche la propria nascita! Il brano era firmato Lee Joseph, che produsse e pubblicò anche il disco di Zebra datato 1989, Zebra is her name (tramite la propria Dionysus Records). Altro non si riesce a sapere.
Nata nel 1961 da padre lituano e madre tedesca, Thalia Zedek crebbe con la fama di maschiaccio nell'area metropolitana di Washington D.C. e alla Springbook High School (in Maryland), suonò il clarinetto nella banda della scuola. Sorella dell'attuale (luglio 2007) direttore editoriale del Boston Globe, Dan Zedek, Thalia girò il mondo con il fratello durante gli anni giovanili e a New York, ebbe l'opportunità di vedere un concerto di Patti Smith, rimanendone fulminata. Era il periodo in cui, quindicenne o poco più, Thalia cominciava a suonare la chitarra. Nel 1979, Thalia si trasferì a Boston e s'iscrisse all'università locale, dove restò per un semestre, preferendo, in seguito, seguire il miraggio di una carriera musicale. Il primo gruppo di Thalia si chiamava White Women, band tutta al femminile ("un gruppo davvero bizzarro"), nella quale fu coinvolta solo perché accompagnò una compagna di stanza ad un'audizione. Thalia diventò la batterista delle White Women e quando la compagna di stanza lasciò il gruppo, passò alla chitarra e al canto. La stessa Thalia ammette di non aver mai voluto cantare, ritenendo di non avere un granchè come voce.
Dopo le White Women, Thalia Zedek entrò in un altro gruppo al femminile, Dangerous Birds, formate nel 1981 con l'altra cantante e autrice Lori Green e responsabili di un 45 giri di discreto successo, Alpha Romeo/Smile on your face, pubblicato nel 1982 da Propeller Records (le due canzoni sono citate come lato A o B alternativamente dalle varie fonti, fate voi). I pochi che si occupano del singolo, non mancano di far notare la somiglianza della voce di Lori Green con quella di Belinda Carlisle, all'epoca ancora impegnata con le Go-Go's (dopo essere stata in forse come batterista dei Germs...) e in seguito, cantante solista di successo mondiale. Le Dangerous Birds incisero anche Catholic boy, comparsa in una raccolta della Propeller Records e Emergency, altro pezzo incluso in una compilation dell'etichetta (Laughing at the ground, 1982). Smile on your face, una delle due canzoni del 45 giri, fu inserita nella raccolta Sub Pop 100, pubblicata dall'etichetta di Seattle nel 1986, quando le Dangerous Birds si erano già sciolte da tempo. Nel 1983, infatti, Thalia Zedek aveva fondato gli Uzi, desiderosa di un suono più duro, in contrasto con le compagne Dangerous Birds.
Gli Uzi, con il batterista e programmatore Danny Lee, hanno all'attivo l'EP Sleep asylum, pubblicato postumo dalla Homestead Records nel 1986 (e ripubblicato nel 1993 dalla Matador Records), dopo che i contrasti tra Thalia e Lee erano giunti al punto di rottura. In quello stesso 1986 (o 1987), a Thalia fu chiesto di unirsi ai Live Skull di New York. Il gruppo, additato da molti come un clone inutile dei Sonic Youth, secondo una fonte fu trasformato dall'arrivo della Zedek. I Live Skull del 1987 erano composti da Thalia Zedek alla voce e chitarra, Marnie Greenholz al basso, Richard Hutchins alla batteria (arrivato nello stesso periodo di Thalia per sostituire il precedente James Lo), Mark C e Tom Paine alle chitarre. La nuova formazione dei Live Skull debuttò con l'album Dusted (Homestead Records 1988), seguito dall'EP Snuffer (Caroline Records 1988), dopo il quale Greenholz fu sostituito da Sonda Andersson per l'album Positraction (Caroline Records 1989). I problemi con l'eroina, uniti all'intesa problematica con i Live Skull, fecero abbandonare a Thalia sia il gruppo che New York, per fare ritorno a Boston, dove nel 1990, con il chitarrista Chris Brokaw, fondò i Come.
Brokaw, in effetti, nei Codeine, nei quali continuava a militare, suonava la batteria, lasciata in questa occasione ad Arthur Johnson, mentre il basso fu preda di Sean O'Brien. Johnson e O'Brien erano reduci entrambi da esperienze musicali in quel di Athens, Georgia, il primo con i Bar-B-Q-Killers, il secondo con i Kilkenny Cats e i Fashion Battery. Il debutto discografico dei Come fu un EP (Car) pubblicato dalla Sub Pop Records, seguito dall'album Eleven: eleven (o 11:11; Matador Records, come i seguenti, 1992). Rolling Stone definì Thalia Zedek, "la nuova grande sacerdotessa del noise-rock" e dei Come diventarono grandi fans personaggi come Bob Mould, Kurt Cobain e J. Mascis. Dopo 11:11, Brokaw lasciò i Codeine per stabilirsi definitivamente nei Come e lavorare al secondo album, Don't ask, don't tell (1994), al quale seguì Near life experience (1996, nell'anno in cui Thalia fece parte del gruppo di Steve Wynn per l'album Melting in the dark), inciso senza la sezione ritmica di Johnson e O'Brien, sostituiti in studio da Mac McNeilly (Jesus Lizard, batteria) e John McIntire (basso, dei Tortoise). L'atto finale dei Come fu l'album Gently, down the stream (1998), con Dan Coughlin alla batteria e percussioni e Wimstom Bramer al basso.
I Come cessarono di esistere nel 1999 (anche se qualcuno parla del 2001), con il progetto solista di Thalia Zedek già in corso. Il debutto solista fu pubblicato nel 2001, Been here and gone, con il fido Brokaw al basso e chitarra (elettrica e slide), seguito nel 2002 dall'EP You're a big girl now (pubblicato da Kimchee Records). Il secondo album, Trust not those in whom without some touch of madness, fu pubblicato nel 2004 dalla Thrill Jockey di Chicago. Da notare, a questo punto, come i dischi della nostra eroina - senza giochi di parole... - siano sempre meno interessanti per le pagine Internet che si occupano di lei, tanto che questi ultimi titoli sono a malapena citati, punto e basta. Non ci rimane che dare conto di un EP del 2005, The nature of drones, pubblicato solo in Australia in vista di un tour. Thalia Zedek fa parte della raccolta Il Mucchio Extra n° 3.
Il gruppo hardcore punk Zeke, si formò nel 1993 a Seattle (stato di Washington, USA), con Blind Marky Felchtone alla chitarra e voce, Mark Pierce al basso, Dizzy Lee Roth alla chitarra e Donny Paycheck alla batteria. L'esordio discografico del gruppo, un singolo pubblicato da Wrecking Ball Records nel 1993, West Seattle acid party, fu seguito da un secondo 45 giri, Holley 750 (IFA Records), ma la reputazione della band si consolidò grazie soprattutto a centinaia di torridi concerti. Dopo un tour europeo, Pierce lasciò la band, rimpiazzato da un certo Kurt. Secondo una fonte, nel 1994 il gruppo registrò quello che viene definito un intero album, The dutchman's coffin' (undici canzoni per sedici minuti...), per la Wrecking Ball Records, ma da quanto si può intuire, il disco rimase nel cassetto dell'etichetta e solo recentemente è diventato disponibile (ma forse, solo per posta). Nel 1994 o 1995, il gruppo pubblicò il singolo Zeke, per la Scooch Pooch Records, seguito dalla defezione di Dizzy Lee Roth, sostituito da un certo Sonny. Il primo album vero e proprio, arrivò nel 1995, Super sound racing, pubblicato da Scooch Pooch Records, anche se una fonte data il disco al 1994 e cambia l'etichetta, IFA Records (ristampato nel 1995 da Scooch Pooch Records).
Il secondo album, Flat tracker (Scooch Pooch Records 1996), fu seguito dal ritorno di Mark Pierce in seno alla band e dal live PIG (Man's Ruin Records 1997). Tra parentesi (o anche no...), non è chiaro quando se ne sia andato il secondo chitarrista, Sonny, ma sopravviveremo. Nel 1998 arrivò la firma su un contratto della Epitaph Records e il nuovo album, Kicked in teeth (al mixer e come ingegnere del suono, Jack Endino). Ancora divergenze: una fonte reclama un album pubblicato da Pop Llama Records, Love gun, un titolo ignorato da tutti gli altri (e prodotto da Stephen Egerton, chitarrista di Descendents e ALL). L'album successivo, sul quale sono tutti d'accordo, fu Dirty Sanchez (Epitaph 2000), prodotto da Kurt Bloch dei Fastbacks. Sentendosi troppo vecchio per un gruppo punk, Mark Pierce abbandonò nuovamente gli Zeke per unirsi a un gruppo bluegrass (non è uno scherzo...) per essere rimpiazzato da Jeff 'The Kid' Matz, proveniente dai Wrench Like Me di Fort Collins, Colorado. L'album fu seguito dalla solita cura intensiva a base di concerti, accanto a ALL, DOA, Voodoo Glow Skulls, Supersuckers e Pearl Jam, in Europa, Asia, Australia e America, passando dalle folle degli stadi da cinquantamila persone, ai bar con dieci avventori ubriachi. La Dropkick Records pubblicò (forse nel 2000) True crime, una raccolta dei primi singoli integrata con registrazioni dal vivo, seguita da un singolo ad opera della Hard-On Records, Evil woman.
Il nuovo album, invece, arrivò nel 2002, Death Alley (Epitaph Records o Aces and Eights, a seconda della fonte), dopo il quale, alla fine del tour statunitense, la band cancellò il successivo viaggio europeo. Blind Marky Felchtone, dopo undici anni di stanze d'albergo condivise, di centinaia di giorni passati lontano da casa e di tutto ciò che si accompagna solitamente a un tour (droghe, litigi, sesso da un colpo e via, debiti e via discorrendo...), stava letteralmente impazzendo, "volevo uccidere chiunque". Zeke si presero una pausa, durante la quale fu pubblicato Live and uncensored (2003), seguito dalla firma per la Relapse Records e dal nuovo album, 'Til the living end (2004), registrato, forse, con la seconda chitarra di Abe Zanuel Riggs 3. Attualmente (6 luglio 2007), in ogni caso, Zeke è un trio formato da Felchtone, Matz e Paycheck. Non manca che un titolo per concludere, un album split, condiviso con Peter Pan Speedrock, Split (ho il sospetto che la fonte abbia confuso il titolo con la natura del disco, ma forse no...), pubblicato da Bitzcore nel 2005. Zeke compaiono nella raccolta Punk-o-rama III.
Duo inglese di ingegneri musicali, composto da Henry Binns e Sam Hardaker. La coppia cominciò a lavorare nell'industria discografica nel 1990, agli studi RAK di Londra, di proprietà di Mickie Most. Gli artisti passati sotto le manopole dei nostri, furono, tra gli altri, Young Disciples, Pet Shop Boys e Robert Plant. Tramite una vecchia conoscenza di college, il produttore dei Radiohead Nigel Godrich, Binns e Hardaker ebbero l'opportunità di remixare Climbing up the walls, lato B di un 45 giri del gruppo di Yorke, Karma police. Dopo altri lavori simili (per Lenny Kravitz, Sneaker Pimps e Lambchop), i due debuttarono in proprio, come Zero 7, con l'EP EP1 (autoprodotto, forse...). Il nome del duo proviene da un locale honduregno, lo Zero Siete. Dopo un secondo EP (EP2, Ultimate Dilemma, marzo 2001), il duo debuttò con l'album Simple things (aprile 2001, Ultimate Dilemma/Palm Pictures), con le voci di Mozez, Sia Furler e Sophie Barker: l'album raggiunse il numero 28 della classifica britannica e il disco d'oro. Gli Zero 7 (considerati alla stregua di un gruppo come il francese Air) portarono l'album anche in tour, con i tre cantanti del disco e uno stuolo di musicisti session-men, arrivando a radunare sui palchi sino a venti persone.
Nel 2003 la Palm Pictures pubblicò Simple things remixes e nel 2004, arrivò il secondo album della coppia, When it falls (Ultimate Dilemma/Elektra Records), numero 3 della classifica UK, con i tre cantanti del primo album e l'aggiunta di Tina Dico. Il terzo e ultimo album a tutt'oggi (20 luglio 2007), The garden (Atlantic Records), è stato pubblicato nel maggio del 2006 e ha raggiunto il numero 4 della classifica britannica. Le voci, in questo caso, si sono ridotte a Sia Furler e José González. Tra i numerosi singoli, da citare Destiny (Settembre 2001), numero 30 in UK. Zero 7 fanno parte della raccolta Il Mucchio Extra n° 3.
Compositore, sassofonista (e polistrumentista), John Zorn nasce nel 1953 a New York e sin da bambino inizia a suonare pianoforte, chitarra e flauto. Ispirato da un universo infinito di musicisti e stili musicali, John Zorn è sicuramente tra gli artisti che più hanno sconvolto le visioni dei critici musicali di genere. Le sue prime composizioni risalgono all'adolescenza, quando fu preso dalla passione per la musica classica contemporanea, ma negli anni successivi, s'innamorò del free-jazz prima e delle contaminazioni di generi poi. Le prime registrazioni di Zorn datano all'inizio degli anni '70 e da allora è un'autentica marea di prodotti discografici di ogni tipo. Nel 1995 l'artista fonda la propria etichetta discografica, la Tzadik Records. Ritenendo impossibile seguire una carriera simile disco per disco, cercherò di dare una veloce occhiata ai più importanti progetti del nostro. Nel 1989 nasce il progetto Naked City, uno dei più sconvolgenti dell'epoca: accanto a John Zorn e al suo sax, una formazione straordinaria, composta da Wayne Horwitz alle tastiere, Bill Frisell alla chitarra, Fred Frith al basso e Joey Baron alla batteria.
In quattro dei numerosi album dei Naked City, compare pure la voce di Yamatsuka Eye. Il debutto è Naked City (Nonesuch 1990), seguito da numerosi altri titoli, esempi di contaminazione di generi che sconfinano nella musica più dura e veloce che si possa immaginare. Nel 1993 Zorn scrive la colonna sonora di un film a basso costo, Thieves Quartet e per l'occasione raduna accanto al proprio sassofono questa formazione: Dave Douglas (tromba), Joey Baron (batteria) e Greg Cohen (basso). Il gruppo, denominato Masada, pubblicherà una decina di album influenzati dalla tradizione musicale ebraica filtrata dal jazz. La passione per il cinema si è tradotta in una lunga serie di colonne sonore di film (solitamente a basso costo), documentari, cartoni animati e quant'altro, passione influenzata principalmente da Ennio Morricone e Carl Stalling. I Painkiller sono un trio jazz-hardcore, formato da John Zorn, Mick Harris (batterista dei Napalm Death) e Bill Laswell, celeberrimo produttore e musicista statunitense. I Painkiller hanno prodotto due EP (Guts of a virgin e Buried secrets, entrambi del 1991), un album (Execution ground, 1994) e un live (Live in Osaka, 1997). Inoltre, album solisti, musica da camera e altri gruppi da una botta e via (News for Lulu, Previte Sharp Horwitz Zorn, The Mystic Fugu Orchestra), oltre a numerose partecipazioni a compilation e raccolte, compresa la straordinaria Lost in the stars, dedicata all'arte di Kurt Weill.
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