BIOGRAFIE
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Il nome potrebbe sembrare uno scherzo, White Flag in contrapposizione a Black Flag, ma in realtà, il vocalist Pat Fear (vero nome Bill Bartell) ha davvero cantato con il gruppo di Greg Ginn e soci (in ogni caso, sembra che l'ironia e la presa per il culo siano elementi essenziali per i White Flag). Il gruppo nasce all'inizio degli anni '80 a Sunnymead, California, come reazione alla standardizzazione della scena musicale punk losangelena. Il primo album è datato 1982, S is for Space; da allora, la carriera dei White Flag si compone di numerosi tour e album (23, secondo una fonte), sempre all'insegna di un profilo underground e indipendente (l'ultimo lavoro è datato 2004, Eternally undone). Tra le numerose curiosità che contraddistinguono i White Flag, sono il solo gruppo statunitense ad aver suonato sulle isole Far Øer e in Groenlandia e in occasione della loro prima visita italiana, nel 2003, hanno inciso un 10 pollici nella lingua di Dante, Piangi con me.
Pat Fear, oltre a guidare da 25 anni i White Flag, è un produttore rinomato (tra le sue produzioni, le Hole di Courtney Love, NOFX, il compagno di tante battaglie, l'ex-Germs Pat Smear, le Go-Go's, le Bangles, i Redd Kross e via elencando). Ai White Flag si è unito Ken Stringfellow, alias King Crimson, una delle due menti dei Posies, oltre alle sue molte altre attività in campo musicale. Tra gli ultimi membri, Doug Graves (un surfista professionista), Chips Kiesbye, componente della band svedese Sator e produttore di numerosi lavori della sua terra (tra i quali, gli album solisti di Bjorn degli Abba!) e Victor M., ultimo batterista dei Christian Death. Di tutto un po' e non è che una parte del tutto... Tra parentesi, il loro ultimo album dovrebbe uscire (o è già uscito) nel 2006: Spy vs. spy vs. spy vs. spy vs. spy, registrato in Svezia dopo un tour nei paesi dell'est europeo, in Russia e Giappone... ma potrebbe essere uno scherzo... Nel 1996 i White Flag partecipano all'omaggio tributato a Darby Crash e ai suoi Germs, A small circle of friends.
Poche le informazioni su questo gruppo olandese e tutte nella lingua madre, idioma ostico da queste parti. Formati a Groningen nel 1978, i White Honey comprendevano Hanneke Kappen alla voce, Erwin Java e Robbie Elzinga alle chitarre, Derk Jolink al basso e Wessel Baptist alla batteria. La loro brevissima discografia comprende due 45 giri, entrambi con lo stesso lato A, Nothing going on in the city (e con Paradise e Slow and easy sui lati B) e l'album Some kinda woman, tutti pubblicati da CBS. Il gruppo si è sciolto nel 1981. Nel 2004 è uscito un cd dal vivo, White Honey live, registrato nell'ottobre del 1979. White Honey fanno parte della raccolta Steppin' into the '80s.
David Coverdale fu il sostituto di Ian Gillan nei Deep Purple del dopo Made in Japan (e del dopo Wo do we think we are, l'ultimo album di studio dei Deep Purple con la voce di Ian Gillan): Coverdale fu il cantante di Burn (1974), Stormbringer (1974), Come taste the band (1975) e del live che concluse la prima fase del gruppo inglese, Made in Europe (1976). Prima della grande occasione Deep Purple, Coverdale (nato nel 1951 a Saltburn-On-Sea, Yorkshire, Inghilterra) era stato chitarrista e/o cantante di gruppi locali come Denver Mule, Government, Skyliners, River's Invitation e Fabulosa Brothers (tra la fine degli anni '60 e l'inizio del decennio successivo). Con lo scioglimento dei Deep Purple, David Coverdale avviò la carriera solista con l'album White Snake (Purple 1977), anche se una fonte dice che il disco fu attribuito a David Coverdale's Focus (la copertina, però, ignora tutto questo: il nome David Coverdale campeggia tutto solo, in alto, sopra il titolo). Un secondo album solista, Northwinds (Purple 1978) e in quello stesso anno, riprendendo il titolo dell'esordio in proprio, ma unendo le due parole, Coverdale fondò i Whitesnake.
I due album solisti furono registrati con questa formazione: oltre alla voce del leader, la chitarra di Micky Moody, le tastiere di Tim Hinckley, il basso di De Lisle Harper e la batteria di Simon Phillips. I dischi furono prodotti dall'ex-bassista dei Deep Purple, Roger Glover. La prima formazione dei Whitesnake (più precisamente, David Coverdale's Whitesnake), che esordì con l'EP Snakebite (Sunburst 1978: il dischetto, però, comprende anche materiale tratto da Northwinds), comprendeva, oltre alla voce di Coverdale, le chitarre di Bernie Marsden (un globetrotter dell'hard-rock) e di Micky Moody, il basso di Neil Murray, la batteria di Dave Dowle e le tastiere dell'ospite Pete Solley (sostituto del tastierista iniziale Brian Johnston e presente in Snakebite, ma alcune fonti non citano alcun tastierista). Il secondo titolo, Trouble, fu pubblicato dalla EMI nel 1978 (n° 50 in UK), con l'unica differenza delle tastiere affidate a un ex-compagno del cantante nei Deep Purple, Jon Lord. La formazione è la stessa di Lovehunter (United Artists 1979, n° 29 in UK). Ready and willing, l'album del 1980 (United Artists), vide alla batteria un altro ex-Deep Purple, Ian Paice (già presente nel tour di Lovehunter: n° 6 in UK e 90 in USA).
L'album dal vivo Live... in the heart of the city (United Artists 1980), concluse la prima parte della nuova carriera di David Coverdale (n° 5 in UK), anche se i successivi Come and get it (Liberty 1981, n° 2 in UK, anche se qualcuno dice numero 1 e n° 151 in USA) e Saints and sinners (Liberty 1982, n° 9 in UK), presentarono la stessa identica formazione di Ready and willing (anche se, bisogna ammetterlo, è difficile mettere d'accordo tutte le diverse fonti). L'album del cambiamento fu Slide it in (Liberty 1984, n° 9 in UK e 40 in USA): con i vecchi Coverdale e Moody (e il solito Jon Lord), abbiamo i nuovi Mel Galley (chitarra), Colin Hodgkinson (basso) e Cozy Powell (batteria), una formazione durata il tempo di questo unico album. Ci vorranno tre anni per vedere sul mercato un nuovo album dei Whitesnake e come per significare un nuovo inizio, il lavoro del 1987 sarà senza titolo (Liberty Records), come fosse un esordio. Nessuna confusione con il primo album solista del cantante: quello s'intitolava White Snake, questo Whitesnake, anche se molti preferiscono marchiarlo come 1987 (l'anno di pubblicazione): l'album raggiunse il n° 8 in UK e addirittura, il n° 2 in USA, con due singoli dal successo stratosferico, Here I go again, numero 1 di Billboard e Is this love (numero 2).
La formazione fu completamente rivoluzionata: alla voce di Coverdale si aggiunsero il ritorno di Neil Murray al basso, la chitarra di John Sykes (reduce dai Tygers of Pan Tang e dai Thin Lizzy di Phil Lynott), la batteria storica di Aynsley Dunbar, l'altra chitarra di Adrian Vandenberg e le tastiere di Don Airey (anche se gli ultimi due potrebbero essere stati dei semplici ospiti). Ancora una volta, la formazione di Whitesnake durò lo spazio di un solo disco: il successivo Slip of the tongue (EMI 1989, n° 10 in UK e in USA) vedrà il solo Coverdale della precedente formazione, affiancato dalla chitarra di Steve Vai, dal basso di Rudy Sarzo, dalla batteria di Tommy Aldridge e dai cori di Glenn Hughes (altro ex-Deep Purple) e Richard Page. Per l'album successivo bisognerà aspettare il 1997 e la pubblicazione di Restless heart (EMI, n° 34 in UK), con una formazione quasi del tutto nuova: con Coverdale e Vandenberg, ci sono Guy Pratt (basso), Denny Carmassi (batteria) e Brett Tuggle (tastiere). Restless heart resta a tutt'oggi (16 luglio 2006) l'ultimo album di studio dei Whitesnake.
In questi ultimi dieci anni sono uscite alcune antologie, un album dal vivo registrato in Giappone (Starkers in Tokyo, EMI 1997) dal solo Coverdale con l'accompagnamento della chitarra acustica di Vandenberg e l'ultimo album di studio solista, Into the light (Dragonshead 2000), attribuito al solo David Coverdale e suonato da una formazione allargata (più di quindici i musicisti presenti). I Whitesnake fanno parte della piccola pattuglia della raccolta Live and heavy.
Rob Cummings nasce ad Haverhill, Massachusetts, la cittadina che lascia dopo l'high school per trasferirsi a New York, dove, tra le molte altre attività lavorative, dirige un magazine porno con la sua ragazza, Shauna Reynolds, originaria del North Carolina. I due formano i White Zombie nel 1985, quando il ragazzo (non so se subito o in seguito) diventa Rob Straker (cambierà ancora nome in Rob Zombie); la ragazza (stesso discorso temporale) diventa Sean Yseult. La prima formazione comprende, oltre a Rob, voce e Sean, basso (strumento che prende in mano per la prima volta), Tom Guay alla chitarra (rimpiazzato in seguito da John Ricci) e Ivan de Prume alla batteria. Nel 1989 anche John Ricci lascia la band, sostituito da Jay Noel Yuenger. Il nome del gruppo proviene dal titolo di un film horror del 1933, con protagonista Bela Lugosi (Rob è un grande appassionato di horror e di arte trash). Il loro esordio assoluto è del 1985, un 45 giri con 4 canzoni, Gods on voodoo Moon, pubblicato dalla Silent Explosion, l'etichetta che licenzierà anche l'EP Psycho-head blowout nel 1987.
Il primo album vero e proprio, Soul-crusher, esce nel 1988, mentre l'anno successivo è la volta di Make them die slowly, dopo il passaggio alla Caroline Records. La notorietà internazionale arriva con La sexorcisto: devil music volume one, pubblicato nel 1992 (ma registrato un paio d'anni prima) dalla Geffen, nello stesso anno in cui il gruppo si trasferisce a Los Angeles. Nel 1993 i White Zombie partecipano alla compilation-colonna sonora The Beavis and Butt-Head experience e nel 1996 finiscono in un'altra raccolta, Danger zone. Nel 1995 è la volta di Astro-creep: 2000, l'ultimo lavoro della band, che si scioglie nel 1998.
Brad Whitford, leggendario secondo chitarrista degli Aerosmith, lasciò la band madre nel 1980, unitamente all'altro chitarrista e co-leader, Joe Perry e si unì a Derek St. Holmes, passato meno illustre, chitarrista e vocalist per il gruppo di Ted Nugent. I due fondarono la Whitford/St. Holmes Band nel 1980, con Dave Hewitt al basso e Steve Pace alla batteria e registrarono un unico album senza titolo (1981), seguito da un tour, ma senza alcun riscontro di pubblico. Whitford se ne tornò negli Aerosmith e St. Holmes si riaggregò alla sua band precedente, i St. Paradise. Il gruppo compare nella raccolta Exposed II.
Interprete di musica country, molto popolare negli anni '40 e '50, Margaret Whiting faceva parte della nutrita schiera di artisti della Capitol Records (è presente nell'antologia Capitol Country music classics 1950's - vedi anche la traduzione dell'articolo che accompagna l'edizione cd - in coppia con Jimmy Wakely). Margaret cominciò a cantare all'età di sette anni per Johnny Mercer, il fondatore della Capitol Records presso la quale lavorava il padre. Le prime registrazioni sono datate 1942 e 1943, come voce di varie orchestre, mentre il primo disco a proprio nome è del 1945, All through day, un hit dell'anno successivo. A tree in the meadow fu numero uno statunitense nel 1948 e Slipping around, in coppia con Jimmy Wakely, ancora numero uno nel 1949. Terminato il periodo dei successi, Margaret Whiting passò alla Dot Records nel 1958 e alla Verve Records nel 1960, poi tornò alla Capitol fino al 1966, quando emigrò alla London Records; la sua carriera è continuata fino agli anni '90.
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