BIOGRAFIE

Wil


WILD SEEDS

Gruppo fondato dallo scrittore e giornalista musicale Michael Hall (già negli Eugene Ripper and the North) a Austin, Texas, nel 1984. I Wild Seeds nascono con Michael Hall (voce e chitarra), French Acres (batteria), Bo Solomon (chitarra; verrà sostituito da Randy Franklin) e Russell Sanchez (basso, rimpiazzato in seguito da Julia Austin). Il debutto su vinile è un mini-LP, Life is grand (Life in Soul City), datato 1984 (su etichetta Aznut Music). Nel 1986 i Wild Seeds incidono il primo album canonico, Brave, clean + reverent, accolto con grande favore dalla critica (nell'album la chitarra solista è di Bo Solomon, musicista che rifiuta le esibizioni dal vivo, ma che si diletta con gli studi di registrazione; il basso, in questa girandola di nomi, è passato a Steve McCracken). Con l'aggiunta della voce di Kris McKay e il nuovo avvicendamento alla chitarra solista (il già citato Randy Franklin al posto di Bo Solomon), il gruppo di Michael Hall incide il terzo lavoro, Mud, lies + shame (1987).

Secondo una fonte, grazie al piccolo successo radiofonico di I'm sorry, I can't rock you all night long, l'album arriva a vendere 25.000 copie, successo considerevole per un gruppo indie degli anni '80. Dopo un tour, i Wild Seeds si scioglieranno nel 1989, non prima di essere stati tra i partecipanti ad Acres for cent, la compilation della musica del deserto pubblicata dalla Zippo Records nel 1987.

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DENIECE WILLIAMS

June Deniece Chandler nacque nel 1951 a Gary, Indiana (USA) e cominciò la propria carriera come corista di un coro pentecostale. Tramite un cugino che aveva lavorato durante un suo tour, Deniece Williams (il cognome da sposata) conobbe Stevie Wonder e dopo un'audizione, fu scelta con altre due ragazze per formare le Wonderlove (siamo all'inizio degli anni '70 o giù di lì). Il primo tour delle Wonderlove con l'ex-fenomeno Stevie, fu come apertura dei Rolling Stones, in un periodo non semplice per la cantante (due figli già in saccoccia, di quattro e diciotto mesi). Lasciato Stevie Wonder nel 1975, Deniece Williams si unì come corista agli Earth, Wind & Fire e grazie alle conoscenze del leader Maurice White, firmò un contratto con la Columbia e pubblicò il suo primo album solista, This is Niecy (1976). Il singolo Free, tratto dall'album, raggiunse il numero 25 di Billboard. Il lavoro successivo, Song bird (1977), ospitò un altro singolo di successo, Baby, baby my love's all for you (numero 13). La cantante riuscì a fare ancor meglio nel 1978, quando incise un album in coppia con Johnny Mathis (That's what friends are for) e raggiunse il numero uno con il singolo You're all need to get by.

In seguito, Deniece Williams passò all'etichetta di Maurice White, la American Recording Company (ARC) e registrò gli album When love comes calling (1979), My melody (1981) e Niecy (1982), raccogliendo ancora un paio di singoli da top ten. Dopo essere ritornata alla Columbia, la Williams partecipò alla colonna sonora del film Footloose (1984), con una canzone che aveva già raggiunto il numero uno, Let's hear hit for the boy (titolo anche dell'album del 1984, preceduto da I'm so proud, 1983 e seguito da Hot on the trail, 1986, Water under the bridge, 1987, So glad I know, 1988, pubblicato dall'etichetta Sparrow e As good as it gets, 1989). L'interesse della cantante verso la musica gospel non entusiasmò la Columbia e Deniece Williams passò così alla Sparrow (per la quale aveva già inciso un album) e pubblicò Special love (1989) e From the beginning (1990). Degli anni '90 si conoscono altri tre album, Lullabies to Dreamland (Word 1991), Love solves it all (P.A.R. 1996) e This is my song (Harmony 1998). Deniece Williams compare nella raccolta In harmony 2.


VICTORIA WILLIAMS

Nata in Louisiana nel 1959, Victoria Williams è una chitarrista autodidatta che entra a far parte della sua prima band frequentando il college (per la cronaca, trattasi dei G.W. Korners). Ventenne, si trasferisce a Los Angeles, dove suona regolarmente dal vivo e dopo qualche vicissitudine, firma un contratto discografico. Nello stesso periodo conosce Peter Case, leader dei Plimsouls, col quale si unirà in un gruppo (Incredible Strung Out Band) e in matrimonio. Il debutto solista esce nel 1987 (Happy come out, per la Geffen) e il bis nel 1990 (Swing the statue!), subito dopo il divorzio da Peter Case. Nel 1989 partecipa al disco benefico-tributo The bridge, macabra premonizione sul prosieguo della sua vita. Nel 1992, mentre sta aprendo un concerto di Neil Young, Victoria Williams scopre di avere difficoltà nel tenere in mano la chitarra: le viene diagnosticata la sclerosi multipla, diagnosi aggravata dal fatto che, come scrive una fonte, come molti musicisti l'artista non ha una copertura assicurativa in caso di malattia.

La vicenda spinge fans e amici musicisti ad imbastire un album benefico in suo favore: Sweet relief, pubblicato nel 1993, vede la partecipazione di Lou Reed, Pearl Jam, Matthew Sweet, Jayhawks, Soul Asylum e altri ancora. Per l'occasione, viene creata la Sweet Relief Fund, un'associazione che si occupa dei musicisti in difficoltà a causa di problemi di salute. La carriera della Williams continua tra duetti (con Dave Pirner dei Soul Asylum e con Mark Olson dei Jayhawks, suo secondo marito), lavori solisti (il terzo album, Loose, 1994 e il quarto, Musings of a Creek Dipper, 1998) e concerti dal vivo con il proprio gruppo (Loose Band: un album dal vivo nel 1995, This moment in Toronto). Gli anni duemila vedono Victoria Williams ancora sulle scene, con il quinto album Water to drink (2000) e con un lavoro di classici reinterpretati, Sings some 'ol songs (2002).


WILMER X

Il gruppo svedese nacque come Wilmer Pitt nel 1977, per opera di Nisse Hellberg (voce e chitarra) e Clas Rosenberg (voce e basso), con Jalle Lorensson (armonica) e Mats Thorin (batteria). Debutto dal vivo il 7 aprile 1978 a Malmö, ma al momento di incidere il primo singolo (Sov min älskling, Larm 1980), i ragazzi mutarono ragione sociale in Wilmer X. Autori di numerosi album (il primo mini-LP è del 1980, Wilmer X, pubblicato da Amigo), oltre al nome originale mutarono la loro musica nel corso del tempo: dal ruvido e grezzo rock'n'roll, influenzato dal punk e da Bo Diddley, passarono a una musica più anemica e anonima (come successe, tra gli altri, ai connazionali Wayward Souls e Creeps), ma è difficile dare un quadro generale di un gruppo attivo ancora oggi (12 gennaio 2007) e che in Svezia sta raccogliendo un successo straordinario. Mi è impossibile dare conto delle varie formazioni che si sono succedute nel corso degli anni, in quanto l'eccellente sito ufficiale della band è in lingua svedese (a differenza di quello dei Sator, altrettanto eccellente, ma in inglese), cosa che ne inficia non poco il gradimento e la comprensione.

Aspettando il traduttore universale di Dune, per ora posso dare conto dell'ultima formazione dei Wilmer X (a tutt'oggi, 12 gennaio 2007): ai vecchi Hellberg e Lorensson (contando i Wilmer Pitt, i due festeggeranno quest'anno i trent'anni di musica nello stesso gruppo!), si affiancano Sticky Bomb (batteria), Thomas Holt (basso) e Janne Lindén (chitarra). Dopo il primo mini-LP citato, l'esordio su album è ancora senza titolo, Wilmer X (1981, pubblicato da MNW come tutti i successivi, salvo diversa indicazione), ma è con il successivo Fula Fula Ord che il gruppo può disporre di mezzi e risorse sufficienti per un lavoro dignitoso (1982). Dopo Djungelliv (1983), con Under hot (1985) i Wilmer X scelgono l'inglese come lingua musicale, a differenze dello svedese dei primi lavori. I dischi si susseguono: W.I.L.D. (1986), Tungt watten (1986) e Downward bound (terzo titolo datato 1986...), dopo il quale l'orizzonte musicale dei Wilmer X cambia in maniera netta, includendo country, blues e ballate, una scelta che scontenta i vecchi fans e non ne recluta di nuovi.

Si continua con Not glamorous (1987), l'antologia Blod eller guld 1982-1987 (1988), Klubb Bongo (1989, dopo il passaggio alla EMI - come tutti i successivi, salvo diversa indicazione - che sembra segnare un ritorno allo svedese), Mambo feber (1991), En speciell kväll med Wilmer X (1991), Pontiac till himlen (1993), Snakeshow (1994, in inglese), Hallâ världen (1995, ancora svedese); altre antologie, Târar av guld 1981-1986 (Carlton 1996) e Radio Wilmer X hits! 1988-1996 (1996) e si continua senza soste: Den blâ vägen hem (1997), Primitiv (1998), Silver (2000), il box di quattro cd Arkiv X (2001), Totalt Wilmer X (2001), Lyckliga undar (2003), un'altra antologia delle primissime incisioni, Vägen till klippan - Outgivna och sällsynta inspelningar 1979-1982 (Box 2003), Diamanter (2003: antologia?) e l'ultimo, per ora, 13 vâningar upp (Amigo 2005), che ha raggiunto il numero uno della classifica svedese.

Dall'album Primitiv, pubblicato dalla EMI nel 1998, i Wilmer X dovrebbero aver segnato un ritorno alle antiche atmosfere bollenti dei loro primi lavori. Nel 1985 i Wilmer X partecipano alla compilation A real cool time, l'eccellente riassunto di quella stagione del garage svedese.


Riepilogo biografie della e nella pagina

Creeps


Earth, Wind & Fire


Jayhawks


Lou Reed


Sator - Soul Asylum - Matthew Sweet


Wayward Souls

Wild Seeds - Deniece Williams - Victoria Williams - Wilmer X

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