BIOGRAFIE

Wal


WALKABOUTS

Chris Eckman e Carla Torgerson s'incontrarono a Seattle nel 1983, provenendo da due strade a dir poco differenti: il primo arrivava da una serie di gruppi punk o simili, la seconda da un background folk ed essenzialmente acustico. I primi Walkabouts si formarono nel 1984, con i due nominati (voce e chitarra per entrambi) e i due fratelli di Eckman, Grant (batteria) e Curt (basso). L'esordio del gruppo è datato 1985, l'EP 22 disasters (Necessity Records), prodotto da Terry Date, seguito dal sette pollici Linda Evans (Necessity 1987, dopo l'arrivo di Michael Wells al basso, al posto di Curt Eckman). Il primo album, See beautiful rattlesnake gardens (PopLlama Records 1988), pose all'attenzione del mondo musicale un gruppo proveniente dalla nuova fucina metallica, Seattle, alle prese con suoni tutt'altro che simili a band come Green River, Soundgarden o Screaming Trees. Del disco successivo, l'album Weight and rivers, si sono perse le tracce: riferisce Scaruffi che il lavoro sarebbe stato registrato e mai pubblicato.

Ciò che fece dei Walkabouts un caso insolito, fu la loro firma per l'etichetta Sub Pop, la prima, a quanto se ne possa sapere, di un gruppo non etichettabile con il suono della maggioranza proveniente da Seattle. L'esordio per l'etichetta di Poneman e Pavitt fu l'album Cataract (1989), seguito, dopo l'arrivo del tastierista Glenn Slater, dall'EP Rag & bone (1990) e da Scavenger (1991). Con New West motel (1993) i Walkabouts persero Grant Eckman (sostituito da Terry Moeller) e aggiunsero alla formazione il violinista Bruce Wirth (solo per quest'ultimo lavoro), nello stesso anno della pubblicazione di un altro album, Satisfied mind. Setting the woods on fire (1994), secondo il sito ufficiale, fu reso disponibile solo per posta: fu l'ultimo prodotto pubblicato dalla Sub Pop (più precisamente, dalla Sub Pop Germany, come i due precedenti, in pratica, la Glitterhouse Records). I Walkabouts fecero armi e bagagli e passarono alla Virgin Records, per la quale esordirono con Devil's road (1996), nell'anno in cui la Glitterhouse pubblicò l'antologia di rarità e inediti Death Valleys days - Lost songs and rarities. Nighttown (1997) vide l'uscita di Michael Wells, sostituito da un certo John 'Baker' Saunders; l'album fu l'ultimo per la Virgin.

Il gruppo tornò alla Glitterhouse Records per il successivo Trail of stars (1999), senza Saunders (e vorrei vedere: John Baker Saunders è morto per overdose in quel periodo) e con Fred Chalenor al basso. Altri cambi per Trains leaves at eight (2000): Chalenor non c'è più, ma nella formazione troviamo due nuovi elementi, Joe Skyward (basso) e Brian Young (batteria), quest'ultimo al posto del dimissionario Terri Moeller. Arriviamo a Ended up a stranger (2001), con il ritorno di Terri Moeller e all'ultimo (oggi: 4 neovembre 2006) Acetylene, con il ritorno del bassista Michael Wells. Da segnalare anche un album dal vivo allegato al numero 9 de Il Mucchio Extra, Live in Ljubljana, 26/1/2002 e i lavori in coppia tra Chris Eckman e Carla Torgerson (attribuiti a Chris and Carla), Shelter for an evening (Sub Pop 1993, album dal vivo acustico), Life full of holes (Glitterhouse, come i due successivi, 1995), Nights between stations (1995, altro album dal vivo) e Swinger 500 (1998). I Walkabouts compaiono nella fondamentale raccolta Sub Pop 200 e nella compilation Il Mucchio Extra n° 4.

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WALL

I Wall si formarono all'inizio del 1978, nel Sunderland inglese, con questa formazione: Ian Lowery (voce e chitarra), Andy Griffits (basso), John Hammond (chitarra) e Bruce Archibald (batteria). I primi Wall registrarono l'EP New way (Small Wonder Records 1979), venduto in oltre diecimila copie e trasmesso più volte dalla trasmissione di John Peel. Lowery e Griffits si trasferirono a Londra, non seguiti dagli altri due membri, che furono sostituiti da Nick Ward (chitarra) e Rab Fae Beith (batteria) e con la nuova formazione, i Wall pubblicarono il singolo Exchange, prodotto dal chitarrista dei Sex Pistols, Steve Jones. L'abbandono di Lowery fu risolto con l'arrivo di Ivan Kelly, col quale i Wall pubblicarono l'EP Ghetto (estate 1980, prodotto da Jimmy Pursey dei Sham 69) e il primo album, Personal troubles & public issues (con il nuovo chitarrista aggiunto Andy Forbes). Con la partenza di Ward e Kelly i Wall si ridussero a trio, con Griffits che si prese l'incombenza della voce e subito dopo, firmarono un contratto con una major, la Polydor. Il debutto dei Wall per la nuova etichetta, fu l'EP Remembrance, seguito dal singolo Epitaph (entrambi 1981, quest'ultimo con la nuova bassista Claire Bidwell, ex-Passions).

Il 1982 fu l'anno dell'album targato Polydor, Dirges & anthems, ma il gruppo si sfaldò poco tempo dopo. Griffits e Rab Fae Beith incisero un ultimo EP come Wall, Day tripper, per l'etichetta No Future. Il batterista se ne andò tra le fila degli UK Subs e i Wall conobbero la parola fine. I Wall compaiono nella raccolta The Indie Scene, capitolo 1979.


WALLFLOWERS

I Wallflowers sono famosi per un ben noto motivo: sono il gruppo di uno dei figli di Bob Dylan, Jakob. La genesi del gruppo. Siamo a Los Angeles, California, alla fine degli anni '80, dove un gruppo di nome 45's si scioglie. Il chitarrista dei 45's, Tobi Miller, si unisce a Jakob Dylan (chitarrista, cantante e compositore) per suonare in una serie di gruppi, tra i quali il più noto sembra essere Boot Heels. Con il bassista Barry Maguire e il batterista Peter Yanowitz, i due formano gli Apples, ai quali si aggiunge il tastierista Rami Jaffee: nel 1990 gli Apples diventano Wallflowers, con già un manager all'attivo, Andy Slater. Nel dicembre del 1991 la band firma un contratto con la Virgin e nella primavera del 1992, registra il primo album (The Wallflowers), publicato nell'estate di quell'anno, qualcosa di più di un disastro commerciale (25.000 copie vendute). Nell'agosto di quell'anno il gruppo gira il primo videoclip, notizia non molto interessante, non fosse che la regia è di un altro figlio di Bob Dylan, Jesse. L'annata si conclude con i tour di supporto a Spin Doctors e 10,000 Maniacs. Barry Maguire lascia il gruppo all'inizio del 1993, sostituito da Jimmie Snider prima e poi, da Greg Richling.

Il gruppo, intanto, nonostante l'insuccesso dell'album (la Virgin, infatti, scioglie il contratto nel 1993), appare al David Letterman Show. Alla fine del 1993, ai Wallflowers si unisce il chitarrista steel Leo LeBlanc. All'inizio del 1994, Peter Yanowitz lascia il gruppo per accasarsi presso i 10,000 Maniacs di Natalie Merchant, mentre i Wallflowers trovano un nuovo contratto con la Interscope Records. Bringing down the horse è il secondo album del gruppo, registrato nel 1995 e pubblicato nel 1996, con un batterista session-man ad occupare il sellino (Matt Chamberlain). Prima della pubblicazione, Tobi Miller lascia la band e Leo LeBlanc muore. Il chitarrista Michael Ward e il batterista Mario Calire, si uniscono ai Wallflowers durante il 1995. Nel 1997 il gruppo riceve una nomination ai Grammy per la canzone 6th Avenue Heartache, mentre si susseguono i tour e i momenti di celebrità (Jakob sulla copertina di Rolling Stone, Bruce Springsteen che sale sul palco per unirsi a loro in un bis, il secondo album che sale sino al quarto posto di Billboard). All'inizio del 1998 i Wallflowers vincono ben due Grammy Awards.

Il terzo album è pubblicato nel 2000, (Branch), disco d'oro negli Stati Uniti. Michael Ward lascia i Wallflowers nel 2002, poco prima che il gruppo si accinga a registrare il quarto album, Red letter days, pubblicato alla fine di quell'anno. Nel 2003 Mario Calire lascia il gruppo, sostituito, per il tour in corso, da Malcolm Cross e poi, da Fred Eltringham. Per il tour d'inizio 2004 al gruppo si unisce come chitarrista Brendan O'Brien, produttore famoso (Pearl Jam e Bruce Springsteen) e futuro responsabile dietro al mixer del quinto album dei Wallflowers: Rebels, sweetheart è pubblicato nel maggio del 2005 e al momento (20 agosto 2006), è l'ultimo vagito della band. I Wallflowers compaiono nella raccolta Interscope Records.


WALL of VOODOO

L'occupazione di Stan Ridgway al momento di formare i Wall of Voodoo, la dice lunga sulla sua produzione musicale successiva: nel 1977 il futuro cantante era impegnato nella ACME Soundtracks, compagnia che avrebbe dovuto sfornare colonne sonore per film horror di serie B (o Z). La ACME fu un disastro commerciale, ma i musicisti coinvolti nell'impresa cominciarono a suonare dal vivo: Stan Ridgway (voce, armonica e tastiere), Marc Moreland (chitarra) e il fratello Bruce (basso), Charles T. Gray (tastiere) e Joe Nanini (batteria), costituirono la prima formazione dei Wall of Voodoo. La passione per le colonne sonore cinematografiche e in particolare, per la musica di Ennio Morricone, influenzò pesantemente la musica dei Wall of Voodoo, come quella dello Stan Ridgway solista. Il gruppo debuttò nel 1980 con l'EP omonimo (Index/IRS) e nel 1981, con l'album Dark continent (IRS, come tutti i successivi). Bruce Moreland lasciò il gruppo subito dopo la pubblicazione, senza un sostituto (sarà Gray ad occuparsi, oltre alle tastiere, anche del basso).

Il quartetto registrò a quel punto il capolavoro Call of the west (1982), contenente la strafamosa Mexican Radio (presente nella raccolta The Indie Scene, capitolo 1983). Il gruppo si sciolse per dissidi interni nel 1983, Stan Ridgway si diede alla carriera solista (cominciata con il singolo Don't box me in, registrato, in coppia con Stewart Copeland, per la colonna sonora di Rumble fish, film di Francis Ford Coppola) e la storia della band sembrò conclusa. Nel 1984, invece, il nome Wall of Voodoo tornò alla ribalta, con il nuovo cantante Andy Prieboy, il nuovo batterista Ned Leukhardt e il ritorno del basso di Bruce Moreland: i Wall of Voodoo rinati, pubblicarono i due album Seven days in Sammystown (1985) e Happy planet (1987). Mancherebbe solo il live The ugly american in Australia (1988) per concludere la storia, ma non è così, come facilmente intuibile di questi tempi: i Wall of Voodoo si sono riformati recentemente (un tour nel 2006), addirittura con la voce di Stan Ridgway, più la batteria di Joe Berardi, la chitarra di Rick King, le tastiere di Pietra Wexstun e il basso di David Sutton. Joe Nanini e Marc Moreland sono morti tra il 2000 e il 2002. I Wall of Voodoo, oltre alla raccolta già citata, compaiono anche in Urgh! A music war.

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Green River


Passions


Stan Ridgway


Screaming Trees - Sex Pistols - Sham 69 - Soundgarden - Bruce Springsteen


UK Subs

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