BIOGRAFIE
Wai
Le radici dei Wailing Souls si possono rintracciare nella Giamaica del 1965, in un gruppo di nome Renegades. La prima formazione comprendeva Lloyd 'Bread' McDonald, George 'Buddy' Haye e Winston 'Pipe' Matthews. Il trio partecipò alle registrazioni di un album del chitarrista Ernest Ranglin (alle dipendenze come coristi) e poi si sciolse. Matthews, facendo un ulteriore passo indietro, aveva iniziato accanto a Joe Higgs nei primi anni '60: Joe Higgs, seppure anche lui poco più che adolescente, come Matthews, era già un veterano della scena musicale giamaicana, avendo lavorato come manager per i nomi più in vista dell'epoca (tra i più famosi passati sotto le mani di Higgs, i primi Wailers). Il primo gruppo di Matthews, gli Schoolboys, di cui era il cantante, furono prodotti da Prince Buster in un paio di 45 giri. Fu a questo punto che Matthews sciolse gli Schoolboys e formò i Renegades, che debuttarono in proprio con il 45 giri Lost love. Con il loro arrivo allo Studio One di Coxsone Dodd, i Renegades iniziarono a raccogliere i frutti del loro lavoro, registrando il proprio materiale per circa tre anni e raggiungendo una certa notorietà locale.
Nel 1968 Haye abbandonò il gruppo e al suo posto arrivarono altri due cantanti, Oswald Downer e Norman Davis: il gruppo tagliò con il passato e cambiò nome in Wailing Souls. In quel periodo, da qualche parte in senso cronologico, i Wailing Souls registrarono delle canzoni come Pipe and the Pipers, per l'etichetta Tuff Gong di Bob Marley e apparvero sul mercato anche come Atarra e Classics. Nel 1974 gli ultimi arrivati, Davis e Downer, lasciarono i Wailing Souls, ai quali si unì il vecchio Haye e per un breve periodo, il maestro Joe Higgs, che lasciò poco dopo per unirsi al gruppo di Jimmy Cliff. Nel 1976 fu la volta di Rudolph 'Garth' Dennis ad unirsi al gruppo, proveniente dai Black Uhuru. In quel periodo, i Wailing Souls fondarono una propria etichetta, la Massive Records. Con le prime produzioni del catalogo Massive, i Wailing Souls sfondarono commercialmente: Bredda Gravalicious, 1977 e Feel the spirit, 1978. Il successo dei due singoli spinse la Island Records ad assicurarsi i diritti del loro album di debutto, Wild suspense, pubblicato nel 1979. Tre anni prima era uscito Wailing Souls, ma trattavasi di una raccolta dei loro brani sparsi su singolo.
Con il passaggio all'etichetta Taxi, del duo ritmico e produttivo Sly & Robbie, i Wailing Souls collezionarono altri successi, come Old brum e Sugar plum plum (inizio anni '80), singoli che furono inseriti nel secondo album del gruppo, Firehouse rock (1980). Dal 1981 i Wailing Souls passarono tre anni negli Stati Uniti, complice un riuscito tour californiano. Durante il periodo statunitense, il gruppo registrò due album, On the rocks (1983) e Stranded (1984). A quel punto Dennis fu richiamato dai vecchi compagni Black Uhuru, mentre Haye si rifiutò di lasciare Los Angeles. Matthews e McDonald tornarono in Giamaica e continuarono come duo. Dal 1986 la coppia registrò una serie di successi su 45 giri e nel 1988, con Sly & Robbie alle spalle, lavorò a un nuovo album che non conobbe la pubblicazione in quel periodo. Un altro lavoro, Stormy night, fu pubblicato invece nel 1989, ma non in Giamaica, creando non poco sconcerto nei due Wailing Souls. Nel 1991 i due tornarono negli Stati Uniti e poco dopo, l'album rimasto nel cassetto fu pubblicato (Reggae in a firehouse).
Con la nuova voce di Maisha e un contratto con la Chaos, un'etichetta sussidiaria della Sony, i Wailing Souls continuarono il loro lungo percorso: All over the world fu pubblicato nel 1992, guadagnando ai Wailing Souls una nomination al Grammy. Dopo l'album dal vivo Live on, che non incontrò i favori del pubblico, la Sony diede il benservito ai nostri, che se ne tornarono nell'ambito indipendente. Tension (1997), Psychedelic souls (1998, con Sly & Robbie) e Equality (2000), chiusero il vecchio millennio. Concludiamo con gli ultimi due titoli: Souvenir from Jamaica (2003) e Live in San Francisco: classic Jamaican Flava (2006). I Wailing Souls compaiono nella raccolta Feel the reggae.
Gruppo di Moncalieri, Torino, del quale è disponibile unicamente la scheda tratta dal libretto dell'edizione cd di Arezzo wave '90.
Nascono nel settembre dell'87, e ben presto, al loro repertorio di covers, aggiungono brani propri in inglese e in italiano, oltre a pezzi strumentali. Suonano in locali e all'interno di manifestazioni come Non solo nero a Nichelino, in favore delle minoranze residenti in Italia. Ascoltandoli, si potrebbe incorrere nel rischio di definire la loro musica psichedelica. Niente di più sbagliato: in realtà, una musica suonata da individui che vi trasferiscono le proprie nevrosi, va definita psicopatica, ovvero la musica degli anni '90. Tenuto conto che una terapia psicanalitica correttamente condotta dura dai 3 ai 5 anni, sono a posto fino al 1995: poi passeranno al liscio.
Le Waitresses (le Cameriere) furono fondate da Chris Cutler e Patty Donahue, originari di Akron, Ohio, patria di Chrissie Hynde (Pretenders) e dei Devo. Cutler, in particolare, fu tra i numerosi musicisti in nuce che parteciparono alle manifestazioni della primavera 1970, alla Kent State University e che si conclusero con la morte di quattro studenti e il ferimento di altri nove per mano della Guardia Nazionale dell'Ohio. Le prime esperienze musicali portarono Cutler a formare il gruppo Tin Huey, autore di un album nel 1979 (Contents dislodged during shipment, pubblicato dalla Warner Brothers). Nel periodo Tin Huey (1977), Cutler registrò, suonando tutti gli strumenti, I know what boys like, il più grande successo delle future Waitresses, chiamando la sola Patty Donahue per la voce (citata come Patty Darling). Un'altra canzone accreditata alla finta band Waitresses, Astronettes, fu registrata da Cutler e Donahue e un singolo, registrato dal solo Cutler, fu pubblicato dalla Clone Records. Queste prime canzoni attribuite alle Waitresses saranno rese disponibili tramite tre raccolte, The Akron compilation (della Stiff) e Bowling balls e Hell sampler, entrambe della Clone.
Con lo scioglimento dei Tin Huey, Cutler si trasferì a New York e cominciò a proporre I know what boys like alle case discografiche e alla fine fu scritturato dalla Ze Records, una sussidiaria della Island/Polygram. Cutler, che aveva taciuto sull'inesistenza effettiva delle Waitresses, tornò in Ohio per mettere insieme al più presto un gruppo, ricontattò Patty Donahue e reclutò Mars Williams (sassofono), l'ex batterista dei Television Billy Ficca, Dan Klayman (tastiere), Dave Hofstra (basso) e un'amica di Patty, la cantante Ariel Warner. Il primo concerto delle Waitresses si tenne il primo gennaio del 1980, mentre il debutto discografico fu all'interno di una raccolta della Ze Records, Christmas wrapping (1981). Durante la lavorazione del primo album, Hofstra lasciò il gruppo, sostituito da Tracy Wormworth. Pubblicato all'inizio del 1982, il singolo I know what boys like diventò un successo da culto sia in patria che in Gran Bretagna, scalando sino ai primi dieci posti la classifica australiana. Wasn't tomorrow wonderful? fu il titolo del primo album (1982), ma già durante la lavorazione del secondo, Patty Donahue, in seguito a contrasti con Cutler, lasciò la band. Cutler cercò di rimpiazzarla con Holly Bett Vincent, leader di Holly & the Italians, ma Donahue tornò in seno alla formazione.
Bruiseology, secondo e ultimo album delle Waitresses, fu pubblicato nel 1983, ma Patty Donahue lasciò il gruppo nuovamente e questa volta per sempre. Le Waitresses si dissolsero subito dopo. Dopo aver intrapreso la carriera di manager discografica, Patty Donahue morì nel 1996 per un cancro ai polmoni, all'età di 40 anni. Le Waitresses compaiono nella colonna sonora del film I was a teenage zombie.
Thomas Alan Waits nasce il 7 dicembre 1949 a Ponoma, California, da genitori con discendenze scozzesi, irlandesi e norvegesi. Lavorando come portiere in un locale di San Diego, Waits ebbe la possibilità di vedere all'opera ogni sorta di musicisti e in seguito, sviluppò un proprio stile peculiare. Dopo essersi trasferito a Los Angeles, nel 1971 Waits iniziò la sua carriera firmando un contratto con la Asylum Records e con il manager Herb Cohen. Nel 1973 l'artista pubblicò il suo album d'esordio, Closing time, un lavoro che suscitò recensioni più che positive, ma poca attenzione da parte del pubblico, sino alla cover di Ol' 55 inserita dagli Eagles nel loro album del 1974, On the border. Dopo alcune tournée al fianco di artisti come Frank Zappa (che condivideva lo stesso manager), nel 1974 Waits pubblicò il secondo album, The heart of saturday night. Nighthawks at the diner (1975) fu registrato in studio con un pubblico, per ricreare l'atmosfera del palco. Seguirono Small change (1976) e Foreign affairs (1977), album che aumentarono la reputazione dell'artista. Blue Valentine (1978) fu registrato nel periodo della storia d'amore di Waits con la cantautrice Rickie Lee Jones.
Heartattack and wine (1980) chiuse gli anni '70 e la prima fase della carriera di Tom Waits, che da quel momento svilupperà in più direzioni le proprie doti artistiche. Già nel 1978 Waits aveva esordito nel mondo della celluloide con il pessimo Paradise Alley, di Sylvester Stallone (in Italia Taverna Paradiso), ma negli anni '80 la sua carriera di attore prenderà quasi il sopravvento sul musicista. Il matrimonio con Kathleen Brennan, incontrata sul set di One from the heart (di Francis Ford Coppola, in Italia Un sogno lungo un giorno), lo introdusse alla musica di Captain Beefheart (la moglie aveva condiviso il manager con il pazzoide musicale negli anni '70), una circostanza che Waits avrebbe sempre ricordato come una delle più importanti nella sua evoluzione musicale. E che la musica di Tom Waits fosse cambiata, rispetto agli album degli anni '70, lo si scoprì con lo straordinario Swordfishtrombones, pubblicato nel 1983 dopo il passaggio dalla Asylum alla Island Records. Molti preferiscono il successivo Rain dogs (1985), ritenuto il suo capolavoro assoluto da più di qualche testa pensante. Il ciclo si concluse con Frankie wild years (1987), colonna sonora della commedia omonima (e titolo tratto da una canzone di Swordfishtrombones).
Nel 1988 Waits pubblicò la colonna sonora di un documentario/concerto, Big time, la prima collaborazione, da quanto mi risulta, con la moglie Kathleen Brennan. Prima di un nuovo album vero e proprio (che mancava dal 1985 di Rain dogs), Waits si concesse un cammeo straordinario in Tommy the Cat, canzone simbolo del capolavoro dei Primus, Sailing the seas of cheese (1991). Bone machine (1992) fu il nuovo album atteso da sette anni e dopo un'altra attesa di sette anni, arrivò Mule variations (1999, pubblicato dall'etichetta Anti, dipendente dalla Epitaph, come tutti gli album successivi), vincitore di un Grammy come miglior album di folk contemporaneo e nominato tra le migliori voci rock, a confermare lo straordinario miscuglio di musiche popolari iniziato con Swordfishtrombones. Tra i due album, la colonna sonora di un lavoro teatrale di Robert Wilson, The black rider, un nome, quello di Wilson, che ritornerà nel 2002, anno della pubblicazione di due lavori, Alice e Blood money, entrambi nati dalla collaborazione con lo scrittore e con la moglie (onnipresente dalla fine degli anni '80 come collaboratrice artistica di Waits).
L'ultimo album a tutt'oggi (20 agosto 2006) è Real gone (2004), dopo il quale è uscito un box di tre cd contenente canzoni rare e inediti (Orphans: brawlers, bowlers & bastards, 2006). Tom Waits compare nella raccolta Lost in the stars, dedicata all'arte di Kurt Weill.
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