BIOGRAFIE
U(n)
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1976
Lawrence Joseph Mullen Jr. (nato il 31 ottobre 1961, a Artane, Dublino, Irlanda), studente quattordicenne alla Mount Temple Comprehensive School, appiccicò sulla bacheca della scuola un biglietto col quale ricercava musicisti per formare una band: i sei che risposero, più il leader, formarono la Larry Mullen Band il 25 settembre 1976. Non si sa quali strumenti suonassero Ivan McCormick e Peter Martin, ma gli altri cinque si posizionarono in questo modo: Larry Mullen alla batteria, Adam Charles Clayton (13 marzo 1960, nato a Chinnock, nell'Oxfordshire, Inghilterra) al basso, Paul David Hewson, 'Bono Vox' (10 maggio 1960, nato a Dublino, Irlanda) alla voce, Dave Howell Evans, 'The Edge' (8 agosto 1961, di Barking, East London, Inghilterra) alla chitarra elettrica e il fratello di quest'ultimo, Dick "Dik" Evans, alla chitarra elettrica. In breve tempo il gruppo cambiò nome in Feedback, Martin abbandonò dopo poche prove e McCormick fu escluso perché troppo giovane per suonare nei pub (questa fu la motivazione con la quale fu messo fuori dal gruppo).
1977/78
I Feedback cambiarono nome in The Hype e vinsero un concorso per giovani talenti a Limerick, Irlanda, che fruttò loro 500 sterline irlandesi. Uno dei giudici del concorso, Jackie Hayden della CBS, diede la possibilità agli Hype di registrare un demotape. Dik Evans abbandonò il gruppo in quel periodo, inizio primavera del 1978, quando i ragazzi cambiarono nome in U2. L'origine del nome è quantomai confusa e variabile. Steve Rapid (nome d'arte di Steve Averill, dei Radiators from Space) affermò che il nome fu scelto da una lista di dieci pensata a due cervelli con Adam Clayton e questa è la versione più accreditata. L'U2 è un famoso aereo spia statunitense, sconosciuto al mondo (non a tutto il mondo...) sino a quando un velivolo non fu costretto ad atterrare in Unione Sovietica, in seguito a un guasto. La pronuncia darebbe un'altra chiave di lettura, you too, 'anche tu', ma Bono ha detto recentemente di non aver mai pensato al nome in questi termini (e rivelando, inoltre, che il nome U2 non gli è mai piaciuto). Nel maggio del 1978 Paul McGuinness diventò il manager del gruppo.
1979
L'esordio discografico degli U2 fu pubblicato dalla CBS nel settembre del 1979, EP e 45 giri dal titolo di U2-Three (solo per il mercato irlandese). In dicembre gli U2 suonarono il loro primo concerto al di fuori dell'Irlanda, a Londra.
1980
Secondo singolo degli U2, Another day, pubblicato in febbraio dalla CBS, ancora per il solo mercato irlandese. Nel marzo di quell'anno, il gruppo firmò un contratto con la Island Records e pubblicò il primo 45 giri per il mercato internazionale, 11 o'clock tick tock (maggio). A ottobre fu la volta del primo album, Boy, prodotto da Steve Lillywhite e accolto da critiche generalmente entusiaste (ci fu chi parlò di uno dei migliori debutti della storia del rock). Il disco uscì con una copertina diversa nell'edizione statunitense, a causa del bambino fotografato sulla cover, molla per pruriti pedofili secondo i geni del marketing USA. Boy salì sino a un ragguardevole numero 63 della graduatoria di Billboard e 52 in Gran Bretagna. In totale, Boy ha venduto sino ad oggi tre milioni di copie.
1981
Secondo album del gruppo, October, prodotto ancora da Steve Lillywhite, un disco meno immediato del precedente, intriso di visioni bibliche, ma salutato da recensioni positive. Contrastanti furono le reazioni del pubblico: i britannici, che avevano fermato l'esordio al di là del 50° posto, fecero salire October sino all'undicesima casella, mentre gli statunitensi, che avevano accolto positivamente Boy, non fecero entrare il suo successore nemmeno tra i primi cento. Vendita complessiva, tre milioni di copie.
1983
Dopo un 1982 di stasi discografica, gli U2 tornarono sul mercato nel 1983 con War, l'album del passaggio dall'adolescenza alla maturità. I sibili ghiacciati di War fruttarono il primo numero uno britannico ai quattro irlandesi e un dodicesimo posto negli Stati Uniti. Le visioni bibliche di Bono si mischiarono all'impegno sociale e politico di una canzone come Sunday bloody sunday, forgiando quelle che saranno le caratteristiche principali degli album successivi. Tra gli ospiti di questo disco straordinario, il violino di Steve Wickham (Waterboys) nell'epica Sunday bloody sunday e in Drowning man e le voci delle Coconuts di August Darnell, alias Kid Creole, in Red light e Surrender (due interventi che fecero storcere il naso a più di qualcuno). L'album ha venduto in totale otto milioni di copie. Nel novembre dello stesso anno, fu pubblicato un mini-album dal vivo, Under a blood red sky, titolo preso da una riga di testo di New year's day e produzione di Jimmy Iovine: nonostante il formato, il disco conquistò un altro numero uno britannico (numero 28 in USA) e sino ad oggi, ha venduto otto milioni di copie.
New year's day, la versione di studio, pubblicata su singolo nel gennaio 1983 come traino dell'album War, fu il primo successo internazionale in piccolo formato del gruppo irlandese: 10° posto in Gran Bretagna, intorno al 50° in USA e importanti piazzamenti nelle classifiche di molti altri paesi.
1984
Il 1984 fu un anno di svolta e di consolidamento. Abbandonato Steve Lillywhite, gli U2 si rivolsero alle mani sapienti di Brian Eno e Daniel Lanois e imbastirono il loro quarto album, The unforgettable fire, ancora numero uno in UK e numero 12 in USA, ma fu il singolo Pride (In the name of love) a sfondare nelle classifiche di mezzo mondo, Italia compresa. L'album ha venduto un totale di otto milioni di copie, nonostante lo sperimentalismo di certe soluzioni non andasse a braccetto con le classifiche.
1985
Il 1985 fu l'anno della beneficenza pelosa e dei tributi ai poveri africani affamati, pagati dalle rockstar e non solo. Intento lodevole quello di Bob Geldof e compagni, ma quelle iniziative furono niente di più di una foglia di fico dell'occidente, 'indossata' per nascondere la vergogna della situazione in corso nell'Africa nera. Discorso lungo che tralasciamo. Ad iniziare il tutto fu una riunione di nomi noti dell'ambiente musicale britannico e irlandese, battezzata col nome di Band Aid, che incise e pubblicò un singolo dal titolo di Do they know it's Christmas?, a ridosso del Natale 1984. La canzone fu scritta da Bob Geldof (all'epoca nei Boomtown Rats) e Midge Ure (degli Ultravox) e cantata in coro da una cinquantina di personaggi più o meno famosi del music-business inglese, inclusi Bono e Adam Clayton degli U2: il singolo entrò in classifica britannica direttamente al numero uno, vendendo tre milioni di copie e diventando il 45 giri più venduto nella storia della musica britannica fino a Candle in the wind di Elton John (1997).
La canzone fu seguita da un uguale progetto statunitense, voluto da Harry Belafonte: Usa for Africa, con la canzone We are the world, scritta da Michael Jackson e Lionel Richie e prodotta da Quincy Jones, restò al primo posto dei singoli USA per quattro settimane, vendendo in totale sette milioni e mezzo di copie. Alle registrazioni parteciparono una ventina di cantanti, scelti tra i nomi di maggior successo della musica statunitense del periodo. Alle due iniziative benefiche ne seguirono molte altre, di ogni tipo, con quali scopi nascosti non vogliamo indagare, ma l'evento che diede un seguito ai due eventi a 45 giri del 1985, fu il Live Aid. Organizzatore principale Bob Geldof, due stadi a sparare i nomi sul pubblico in contemporanea, il Wembley di Londra e il JFK Stadium di Philadelphia e un miliardo e mezzo di persone, di oltre cento paesi, collegate in diretta televisiva. Tra i nomi prescindibili, i dinosauri e gli zombie, gli U2 brillarono di vivida luce e diedero ulteriore impulso a una notorietà già mondiale. Per concludere il 1985 e questo capitolo iniziative benefiche, non bisogna dimenticare il progetto Sun City, ideato e portato a termine da Little Steven, da poco fuoriuscito dalla E-Street Band di Bruce Springsteen.
Meno pelosa delle precedenti iniziative e coinvolgente personaggi poco inclini a simili esibizioni (come Miles Davis, ma non fu l'unico), Sun City, singolo e album attribuiti a Artists United Against Apartheid, tentò di aprire uno squarcio sulla vergogna dell'apartheid sudafricano, allora pienamente in voga e finanziato, oltre al resto (parlo dei paesi compiacenti, nonostante le risoluzioni dell'Onu e corre l'obbligo di citare un nome su tutti: Stati Uniti), anche dalla città dei divertimenti chiamata Sun City. Bono, oltre a partecipare alla canzone del singolo, in compagnia di un'altra cinquantina di partecipanti, collaborò con Ron Wood e Keith Richards per il pezzo Silver and gold (che poi finirà anche in Rattle and hum). Possiamo dire che la svolta successiva degli U2 cominciò da quella canzone? Diciamolo.
1986
Il 1986 degli U2 trascorse tra altre iniziative benefiche (il Conspiracy of Hope Tour per Amnesty International e il Self Aid, concerto dublinese dedicato ai cronici problemi di disoccupazione dell'Irlanda) e le registrazioni del nuovo album.
1987
Marzo 1987, The Joshua Tree, quinto album degli U2 e definitiva consacrazione commerciale e artistica. Dopo le sperimentazioni di The unforgettable fire, gli U2 tornarono tra le sapienti manopole dei due produttori Brian Eno e Daniel Lanois e registrarono il loro album 'americano'. Bono aveva scoperto improvvisamente le radici della musica che suonava da una decina di anni e l'azione-reazione fu l'album magnifico che portò gli U2 sulla bocca di tutti gli appassionati di musica del mondo: primo posto in Gran Bretagna e Stati Uniti, venticinque milioni di copie vendute a tutt'oggi (uno dei maggiori successi discografici di sempre), due singoli estratti e portati al numero uno della classifica di Billboard (I still haven't found what I'm looking for e With or without you) e le vette delle graduatorie di vendita in molti paesi occidentali. Un successo stratosferico che, unito all'unanimità della critica, incrinò l'immagine angelica di Bono, trasformandolo in una specie di predicatore invasato, sempre vestito di nero e perennemente imbronciato. Domanda: era solo marketing, una scelta dei responsabili del look (inorridisco al solo scriverlo) e il cantante irlandese è una persona gioviale e allegra che ama girare per casa in mutande?
Parafrasando il mai troppo rimpianto Cuore, chi se ne frega: quella era l'immagine offerta al mediacirco mondiale, quella era l'idea che si voleva dare di sé stessi, manovratori alle spalle o no. The Joshua Tree rimane un album magnifico, soprattutto se si pensa a quelle due canzoncine che restarono fuori dalla lista finale e che furono inserite come lato B del singolo With or without you: Walk to the water e Luminous times (Hold on to love) sono due piccoli capolavori.
1988
I concerti del The Joshua Tree Tour furono ripresi da Phil Joanou e nel 1988 uscì il film documentario Rattle and hum, accompagnato dalla colonna sonora in forma di doppio album (composto di registrazioni live e studio e prodotto, come il precedente mini-album dal vivo Under a blood red sky, da Jimmy Iovine). L'album fu venduto come il pane: quattrodici milioni di copie a tutt'oggi, primo posto dalle due parti dell'oceano e il singolo Desire ai vertici delle classifiche di mezzo mondo, ma per la prima volta spuntarono delle critiche negative: e vorrei ben vedere! Album e film sono due esempi illuminanti, a parere del sottoscritto, di dove possa arrivare la prosopopea di chi continua ad essere convinto di essere il salvatore del mondo. Il gruppo di An cat dubh non esisteva più.
1989
Un tour in Australia, Giappone e Nuova Zelanda, concluse gli straordinari anni '80 degli U2, datosi che nel 1990 il gruppo si chiuse in uno studio di registrazione per dare un seguito a The Joshua Tree (non considerando la parte di studio di Rattle and hum).
1991
Achtung baby fu pubblicato in novembre, prodotto da Daniel Lanois con la collaborazione di Brian Eno. Il disco risulta a tutt'oggi il secondo maggior successo degli U2, preceduto dal solo e imbattibile The Joshua Tree: diciassette milioni di copie vendute, ma per la prima volta dai tempi di October (1981), l'album non raggiunse la vetta della classifica britannica. Negli Stati Uniti ci riuscirà, ma per una sola settimana. Achtung baby fu un taglio netto con il passato, a confermare che i vecchi U2 non esistevano più.
1992
Il Zoo TV Tour sbalordì il pubblico delle platee di tutto il mondo nel 1992 e 1993, con uno spettacolo costosissimo e che ad alcuni ricordò le meraviglie, ma anche gli eccessi, dei concerti dei Pink Floyd.
1993
I temi del Zoo TV Tour furono sviluppati in studio di registrazione tra un concerto e l'altro. Inizialmente previsto come EP, Zooropa, il nuovo album degli U2, fu pubblicato nel luglio del 1993 e prodotto da Brian Eno, affiancato per la prima e unica volta da The Edge. L'album raggiunse la vetta delle classifiche britannica e statunitense e ha venduto a tutt'oggi otto milioni di copie. Come scrive giustamente Wikipedia, fonte per le informazioni e i dati di questa biografia, Zooropa fu un album molto popolare soprattutto presso chi non aveva mai seguito gli U2 prima di allora.
1995
La pausa che seguì la pubblicazione di Zooropa e la conclusione del Zoo TV Tour (dicembre 1993), fu occupata da un progetto prodotto da Brian Eno, i Passengers, un ensemble formato dagli U2 al completo e da una decina di personaggi intervenuti nei vari brani (tra questi, Luciano Pavarotti e Chuck D dei Public Enemy). Il disco raccoglie una manciata di composizioni scritte per commentare dei film immaginari e infatti, s'intitola Original soundtracks no. 1. La Island Records, data la natura prettamente sperimentale del lavoro, manifestò la propria contrarietà alla pubblicazione con il nome U2 e per questo l'album fu attribuito ai Passengers. L'album è di gran lunga il meno venduto del catalogo U2 (in classifica raggiunse il 12° posto in UK e il 76° in USA).
1997
Il nono album degli U2, Pop, prodotto da Flood (alias Mark Ellis) e pubblicato nel 1997, raggiunse la prima posizione nelle classifiche di ventotto paesi (è stato venduto a tutt'oggi in sette milioni di copie), comprese le due più importanti, da una parte e dall'altra dell'oceano, ricevendo le oramai consuete critiche di segno opposto (a quelle negative, a carte ormai ferme, si associarono anche gli stessi U2). Il Popmart Tour, seguito ideale del Zoo TV Tour, fu ancora più mastodontico e tecnologico del precedente.
1998
L'antologia The best of 1980-1990 totalizza, dalla sua uscita, sedici milioni di copie. La seconda parte, The best of 1990-2000, pubblicata nel 2002, è arrivata a cinque milioni di copie.
2000
All that you can't leave behind vide il ritorno alla produzione del duo Brian Eno e Daniel Lanois e il mantenimento delle posizioni commerciali del quartetto di Dublino: dodici milioni di copie vendute, primo posto in Gran Bretagna e terzo negli Stati Uniti. L'album fu considerato dalla critica come un ritorno a sonorità più semplici, meno elettroniche e meno danzerecce e produsse anche un singolo di successo, Beautiful day. Elevation Tour in giro per il mondo sino alla fine del 2001.
2004
La storia recente parla di un album, How to dismantle an atomic bomb, dal solito, grande successo (dieci milioni di copie vendute e primo posto in UK e USA), di un singolo, Vertigo, tormentone per mesi (e primo posto in UK e in molti altri paesi) e di una band ancora in forma per quanto riguarda l'impatto sulle classifiche. Per quanto riguarda il lato artistico (l'album è prodotto da una selva di nomi, tra i quali, il 'vecchio' Steve Lillywhite e l'insospettato Chris Thomas, Pretenders e Sex Pistols tra gli altri suoi lavori), lascio la palla ad altri. Si parla di un nuovo album previsto per il 2007.
U2 compaiono nella colonna sonora del film They call it an accident.
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