BIOGRAFIE
Sl
Il gruppo si formò nel 1975 a Wythenshave, sobborgo di Manchester (Inghilterra), con il cantante Wayne Barrett, il chitarrista Mick Rossi, il bassista Howard 'Zip' Bates e il batterista Brian 'Mad Muffet' Grantham. All'inizio della storia c'era anche un secondo chitarrista, Mike Day. Slaughter & the Dogs suonarono un concerto divenuto storico, il 20 luglio del 1976, alla Free Trade Hall di Manchester, con Sex Pistols e Buzzcocks. Il loro primo singolo, Cranked up really high (Rabid 1977), fu il primo 45 giri indipendente del punk inglese ad essere pubblicato al di fuori della capitale. Dopo la firma con la Decca, il gruppo pubblicò altri tre singoli, Where have all the boot boys gone?, Dame to blame e Quick Joey small, 1977 i primi due e 1978 il terzo, con la partecipazione di un eroe di Rossi, Mick Ronson (e proprio dall'album solista di debutto del chitarrista, Slaughter on 10th Avenue, i ragazzi presero l'idea del nome). In seguito i quattro parteciparono al film Punk rock movie e alla raccolta Live at the Roxy, con due brani. Il gruppo si sciolse dopo la pubblicazione dell'album Do it dog style (1978).
Dopo la pubblicazione di Slaughter & the Dogs EP, il gruppo tentò di ripartire come Studio Sweethearts, con la chitarra di Billy Duffy, proveniente dai Nosebleeds e più tardi protagonista con i Cult, i vecchi Rossi e Bates e l'ex-batterista degli Eater Phil Rowland. Il risultato della ricostituzione (anche se con un altro nome) fu il singolo I believe (DJM 1979), ignorato totalmente da pubblico e critica (da notare che il 45 giri uscì in Germania con il nome di Slaughter & the Dogs). In quel periodo, dice una fonte, nel gruppo entrò brevemente anche Steven Morrissey, il futuro cantante degli Smiths (notizia citata, ripeto, da un'unica fonte tra quelle consultate dal sottoscritto), componente anch'egli dei Nosebleeds di Billy Duffy. Nel luglio del 1979, Slaughter & the Dogs si riformarono, con il ritorno alla voce di Barrett e i soliti Rossi, Bates e Rowland. Un concerto di quel periodo, alla Factory di Manchester, sarà pubblicato come Live at the Factory e subito dopo l'uscita del singolo You're ready now, Barrett abbandonò il gruppo e fu rimpiazzato da Ed 'Banger' Garrity (proveniente dai soliti Nosebleeds). La nuova formazione debuttò con il 45 giri East side of town (1980) e pubblicò il secondo album della band, Bite back (DJM 1980), per poi sciogliersi definitivamente all'inizio del 1981. Slaughterhouse tapes, pubblicato da Link nel 1989, comprende brani dal vivo, inediti e rarità. Slaughter & the Dogs compaiono in tre dei quattro volumi della raccolta The punk generation (Punk rock will never die, Heat on the street e Live and loud).
Gli Slayer nacquero nel 1982 ad Huntington Park, California, dalle ceneri dei Dragonslayer. La prima formazione era composta da Kerry King (chitarra), Tom Araya (basso e voce), Jeff Hanneman (chitarra) e Dave Lombardo (batteria). Show no mercy, il primo album del gruppo, fu pubblicato da Metal Blade nel 1983 e fu seguito dall'EP Haunting the chapel e dal secondo lavoro, Hell awaits (1984). Il passaggio alla Def Jam Recordings, portò Rick Rubin al banco di produzione per il terzo album (e per tutti i successivi), Reign of blood (1986), considerato un capolavoro assoluto del thrash-metal: la rivista Kerrang! nominò l'album come il più heavy di sempre, mentre un'altra rivista, Metal Hammer, lo pose in testa alla lista dei migliori venti dischi thrash di ogni tempo. Il successivo South of heaven fu pubblicato nel 1988, seguito dalla cover di In-a-gadda-da-vida, degli Iron Butterfly, registrata per la colonna sonora del film Less than zero. Gli anni '80 si chiusero con Seasons in the abyss (1990). La prima fase della carriera degli Slayer fu incorniciata dal doppio live Decade of aggression (1991).
Silenzio sino al 1994 di Divine intervention (a parte un brano registrato per la colonna sonora di Judgement night), con il nuovo batterista Paul Bostaph al posto di Dave Lombardo (che aveva già lasciato brevemente gli Slayer durante il tour di Reign of blood, sostituito da Tony Scaglione dei Whitplash). Undisputed attitude (1996) raccolse cover e inediti scritti da Hanneman verso la metà degli anni '80. A quel periodo (1996) risale la prima causa intentata al gruppo, avanzata dai genitori di una ragazza uccisa, secondo gli avvocati della famiglia, da persone spinte dai testi degli Slayer: il gruppo fu assolto nel 2001. Una seconda causa contro gli Slayer, la loro etichetta e altre dello stesso settore, fu anch'essa respinta. Dopo Diabolus in musica (1998), gli Slayer realizzarono il successivo God hates us all (Dio ci odia tutti), ma alcune catene di negozi rifiutarono la copertina e il titolo. La pubblicazione fu posticipata di qualche tempo e programmata l'11 settembre 2001: potenza delle coincidenze... Nel 2002 il gruppo ricevette il primo Grammy per la migliore performance metal. La band è ritornata nei negozi in questo 2006 (oggi: 1 ottobre 2006), con il nuovo album Christ illusion. Il lavoro, pubblicato in agosto, sarebbe dovuto uscire il 6 giugno 2006 (6-6-2006), per farlo coincidere con i tre 6 del numero della bestia.
L'album ha visto il ritorno di Dave Lombardo alla batteria e ha confermato il successo straordinario del gruppo a livello commerciale (numero 5 di Billboard e piazzamenti nei primi cinque in molti altri paesi). Dave Lombardo è stato il batterista dei Fantômas, il gruppo sperimentale di Mike Patton. Gli Slayer compaiono nelle raccolte Til Def us do part, Til Def us do part II e The metal machine.
Gruppo di Washington DC, formato nel 1976 e guidato dai chitarristi Kim Kane e Marshall Keith. La prima formazione, comprendente la cantante Martha Hull (e - forse - il bassista Thomas Kane e il batterista Chris Rounds), pubblicò l'esordio su EP nel 1976, Hot and cool (Dacoit), seguito nel 1977 dal primo album, Separated vegetables (come l'esordio, autoprodotto per la propria etichetta, la Dacoit Records). L'EP Mersey Mersey me fu pubblicato nel 1978 dalla Limp Records (in questo primo periodo dovrebbe inseririsi anche Howard Wuelfing, come bassista). L'etichetta tedesca Line Records raccolse quasi tutte le canzoni degli EP del gruppo (compreso Third EP, 1979) in una raccolta pubblicata nel 1982, Here to stay. In Third EP era già apparso il cantante Mark Noone, che caratterizzò un periodo in cui la formazione comprendeva i soliti Kane e Keith, il basso di Emory Oxela e la batteria di Dan Palenski; Martha Hull, secondo alcune fonti, lasciò a quel punto il gruppo, ma secondo altri la sua partenza non avvenne prima del 1988 (ipotesi da scartare).
Nel 1983 il gruppo firmò un contratto con la Twin Tone e pubblicò l'album Cybernetic dreams of Pi (con il nuovo bassista John Chumbris); per valutare le difficoltà di un gruppo di nicchia come Slickee Boys, basti sapere che l'album fu venduto alla fine in settemila copie! Altro album nel 1985, Uh oh... no breaks!, ospitante solo delle nuove versioni delle prime canzoni degli Slickee Boys e altra vendita finale al di sotto delle diecimila copie (novemila per la precisione). Il gruppo continuò a suonare dal vivo, ma un nuovo prodotto non arrivò prima del 1988, quando fu la francese New Rose ad interessarsi degli Slickee Boys: l'album uscì come Fashionable late e fu l'ultimo disco con Palenski alla batteria, già sostituito in alcune canzoni da Giles Cook. In quell'estate 1988, gli Slickee Boys intrapresero il loro primo tour europeo e dall'evento (o qualcosa di meno...), scaturì Live at last (New Rose 1989). Kim Kane lasciò il gruppo subito dopo la pubblicazione, seguito in breve tempo da John Chumbris. I restanti membri tentarono di continuare con i nuovi Mike Maxwell (basso) e John Hansen (chitarra), ma la cosa non funzionò e gli Slickee Boys si sciolsero all'inizio degli anni '90. Nel 1981 il gruppo partecipò alla prima battaglia dei garages della Voxx, Battle of the garages e nel 1986, alla doppia raccolta Play New Rose for me - Rose 100.
Provenienti da Helsingborg, una piccola cittadina svedese, gli Slobster rimpinguarono la pattuglia del paese scandinavo dedita ai suoni lancinanti di provenienza garage-punk/Stooges. Dalle pochissime informazioni raccolte, il gruppo era formato da Tomas Hedström (voce), Pelle Ossler (chitarra), Benny Andersson (basso) e Micke Holst (batteria) e pubblicò un solo EP (No way home, per l'etichetta Flashbox, 1986). Slobster parteciparono, inoltre, a un paio di compilation, tra le quali l'eccellente A real cool time (e con uno dei pezzi migliori, Sudden death).
Il gruppo formato da Sylvester Stewart, texano emigrato a San Francisco, fu indubbiamente uno schiaffo a molte delle convenzioni musicali esistenti in quel periodo di metà anni '60: col nomignolo di Sly Stone, Stewart creò un gruppo che fondeva bianchi e neri, donne e uomini (e le prime anche come strumentiste e non solo come cantanti), funky e soul con psichedelia e rock e mischiò il tutto con messaggi politici senza peli sulla lingua. Nato nel 1944 a Dallas, Texas, Stewart emigrò con la famiglia a Vallejo, California, nelle vicinanze di San Francisco. Gli Stewart Four furono formati da Sylvester con il fratello Freddie e le sorelle Rose e Vaetta, un gruppo che si esibiva in gospel religiosi nelle chiese e che realizzò anche un singolo nel 1952. I quattro fratelli e sorelle, adottato il nome Stone, diventeranno membri dei futuri Sly & the Family Stone (restò fuori solo la sorella maggiore, Loretta). Stewart imparò a suonare diversi strumenti ed entrò a far parte di numerosi gruppi durante la frequentazione scolastica, come i Viscaynes, un combo formato da bianchi e neri che ispirò la futura formazione multirazziale della famiglia Stone.
In quel periodo l'artista registrò pure un singolo solista, come Danny Stewart. Negli anni '60 Sylvester Stewart lavorò sia come dee-jay che come produttore, per gruppi come Beau Brummels, Mojo Men e Great Society. Dopo aver adottato il nomignolo Sly Stone, Stewart fondò gli Stoners (1966), che diventarono Sly & the Family Stone nel 1967, con Freddie Stone (chitarra), Larry Graham (basso), Greg Errico (batteria), Jerry Martini (sassofono) e Rosie Stone (piano) e il coro formato dalle Little Sister, Vet Stone, Mary McCreary e Elva Mouton. Il debutto discografico fu pubblicato dall'etichetta Loadstone, I ain't got nobody, un singolo che ebbe un discreto successo locale e attirò l'attenzione della Epic. Il primo album fu pubblicato nel 1967, A whole new thing, seguito dal primo vero successo del gruppo, il singolo Dance to the music, titolo anche del secondo album (1968). Il terzo album, Life (1968), non ebbe buoni riscontri commerciali, a differenza del successivo Stand! (1969), venduto in tre milioni di copie e comprendente il successo straordinario del singolo Everyday people, numero uno in classifica. In quello stesso 1969, Sly & the Family Stone parteciparono al festival di Woodstock, offrendo una delle poche esibizioni realmente ascoltabili (e il film è chiaro da questo punto di vista).
Sly Stone si spostò a Los Angeles in quel periodo di fine anni '60, diventò un militante attivo del Black Panther Party e continuò l'attività di produttore (oltre ad essere sempre più invischiato nelle sostanze). Il quinto album del gruppo, There's a riot goin' on (1971), riflette tutto questo, presentando una band sfilacciata e uno Sly Stone padre-padrone che suonò buona parte degli strumenti (a differenza dei dischi precedenti, registrati in massima parte in presa diretta da tutto il gruppo). Errico lasciò il gruppo nel 1971, rimpiazzato da Andy Newmark, ma le fila si stavano rompendo e nel 1972 anche Larry Graham abbandonò, sostituito da Rusty Allen. Gli ultimi due album del gruppo furono Fresh (1973) e Small talk (1974), ma i successi erano ormai lontani: dopo un disastroso concerto al Radio City Music Hall di New York, all'inizio del 1975, la Family Stone si sciolse. Dopo quattro album solisti (tre dei quali, in verità, registrati come Sly & the Family Stone), Sylvester Stewart scomparve a poco a poco dalla scena musicale. Alcune sporadiche comparsate, qualche singolo solista e un'apparizione alla Rock'n'Roll Hall of Fame nel 1993 e poi, l'oblio totale per più di un decennio.
Nel 2003 i sei membri originali della Family Stone chiesero a Sly di unirsi a loro per registrare un nuovo album, ma costui declinò l'offerta. In questo 2006 (oggi: 28 settembre 2006), invece, una riunione degli Stone potrebbe concretizzarsi o essersi già concretizzata. Una buona occasione per ascoltare il gruppo, è data dalla doppia antologia in cd The essential. Sly & the Family Stone compaiono nella raccolta Here comes summer.
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