BIOGRAFIE
Sk
Jim Skafish (è il suo vero nome? Pare di sì...) dovrebbe essere nato nel 1957 a East Chicago, Indiana (USA). La sua infanzia fu segnata dalle angherie subite in una scuola cattolica: chiunque, studenti, suore, preti e insegnanti, sembrava avercela con lui (e perché dubitarne?). Il padre, Peter, era un musicista di big-bands, mentre la madre (oscurato il nome...) aveva una voce da soprano, ragion per cui, il figlio fu a contatto con la musica sin dalla più tenera infanzia. All'età di sei anni, Jim cominciò a prendere lezioni di pianoforte da un insegnante cieco e fu subito riconosciuto come un talento unico e genuino. Il talento fu sfruttato, sin da quella tenera età, per accompagnare il coro della chiesa cattolica di St. Mary. L'imberbe Jim cominciò a suonare le tastiere in gruppi rock dall'età di nove anni e di questi si conosce anche un nome, gli Stoned Fox. A dodici anni Jim iniziò la carriera di compositore e in quello stesso periodo, registrò il suo primo pezzo, in uno studio di Gary, Indiana. Poco dopo la morte del padre (Jim aveva quindici anni), il nostro formò il primo gruppo, Jim Skafish Group, con il futuro chitarrista e bassista di Skafish (la band) Larry Mazalan.
Il gruppo successivo, Sway, incluse il compagno di scuola e cantante, Andy Prieboy, futuro Wall of Voodoo. Nel 1974, Jim formò Toast and the Understandables, un gruppo più estremo dei precedenti (definito dalla fonte glitter/punk), con il bassista 14enne Greg Sarchet (in futuro in Skafish, la band). Alla fine di tutte queste esperienze scolastiche (e alla fine dell'high-school), Jim entrò all'American Conservatory of Music di Chicago, ma riuscì a resistere per una sola settimana. Dalla metà del 1974, Jim accompagnò in concerto le Goodrich Sisters, un gruppo vocale di quattro donne (due di loro sarebbero state coinvolte, in futuro, in Skafish, la band). Nel 1975, il nostro lavorò alle session di un album dei White Lightnin', composti da Ralph Kinsey alla batteria, il fratello Donald alla chitarra (in futuro chitarrista di Bob Marley e Peter Tosh) e Busta Jones al basso. Il disco non fu mai pubblicato, ma Jim suonò anche con il gruppo del padre dei fratelli Kinsey, Big Daddy Kinsey. Nel 1976 Jim Skafish assemblò la sua band, Skafish: Larry Mazalan alla chitarra, Greg Sarchet al basso e sé stesso alle tastiere e voce. Il primo concerto, tenuto nel febbraio del 1976, vide alla batteria Roger Jones e al basso Dennis McCissick, ma soprattutto, Jim Skafish vestito e truccato come una vecchia puttanona d'alto bordo: le scorie dell'educazione cattolica cominciavano a fare il loro lavoro.
Larry Mysliwiec sostituì Jones alla batteria, David Prochazka si aggiunse con le sue tastiere e gli Skafish registrarono quattro canzoni, ascoltate dal leggendario manager Scott Cameron (Muddy Waters, Willie Dixon e Scott Kenton). Con Cameron come manager, gli Skafish cominciano a girare l'area di Chicago suonando dal vivo, interessando sia gli altri musicisti che i media (meno il pubblico) e a proposito di questi ultimi (i media), Jim si rifiutò di rispondere a qualunque domanda gli fosse rivolta da un giornalista. E a proposito del pubblico, la reazione delle platee variava dall'indifferenza all'indignazione, sino a scoppi di violenza e ostilità (con i classici lanci di oggetti sul palco). Durante un concerto di supporto alle Sha Na Na, in un teatro di Chicago, la fonte racconta che le madri coprirono gli occhi dei figli alla vista della band e il tutto, dopo i primi tumulti, fu fermato dalla polizia per paura di una vera e propria rivolta. All'inizio del 1977, al gruppo si aggiunse la chitarrista e cantante Karen Winner. In quell'anno, gli Skafish supportarono gruppi più consoni delle Sha Na Na, come Ramones e Dead Boys e fu così che Jim cominciò a trovare un pubblico disposto ad ascoltare le sue canzoni e a vedere le sue provocazioni.
Nell'ottobre del 1977, Robin McBride, produttore della Mercury Records, produsse un nastro con quattro canzoni degli Skafish, un guazzabuglio, secondo la fonte, di punk, metal, jazz e pop: quando McBride portò il nastro alla Mercury, i responsabili A&R sghignazzarono e dissero che mai avrebbero pubblicato qualcosa di simile. Il nastro scomparve per un paio di decenni, fino a quando, nel 1999, fu trovato nel garage (o qualcosa di simile) di Scott Cameron. I debutti al CBGB's di New York e al Rat di Boston, diedero altra notorietà al nostro Jim, indefesso, in ogni caso, nel non concedere interviste, nonostante gli articoli e le notizie sparse dai magazine musicali sulla sua creatura sonora. All'inizio del 1978, Prochazka lasciò la band, sostituito dal fratello minore di Karen Winner, Mark. Un concerto degli Skafish al Whisky A Go-Go di Los Angeles, fu aperto da Doug Fieger, colui che poco tempo dopo fondò la meteora Knack. Fieger, tra l'altro, s'innamorò di una roadie degli Skafish, Tara e scrisse la canzone Oh Tara che comparirà nell'album di debutto dei Knack. Secondo un giornalista del New Musical Express, gli Skafish erano così in anticipo per quei tempi, che i media ci avrebbero impiegato anni per riconoscere la loro grandezza.
Dettagli: Jim veniva scansato come un lebbroso nei luoghi pubblici, mentre, stante la pratica comune del lancio di oggetti sul palco da parte delle platee, il gruppo ideò una specie di danza tutta propria, nata per evitare gli oggetti stessi. Il 16 luglio 1978 furono registrate le due canzoni che avrebbero costituito l'esordio discografico degli Skafish, il singolo Disgracing the family name (pubblicato dalla IRS Records nel novembre del 1979). Concerto al Club Hurrah di New York, dicembre 1978 (facciamo un po' di gossip): presenti Ian Copeland, fratello di Miles e sbirro dell'FBI (d'altronde, il padre e la madre di Miles erano agenti della CIA il primo e dei servizi segreti britannici la seconda e il fratello Stewart faceva parte dei Police...) e Sid Vicious, infatuatosi anch'egli della solita Tara, occupata, però, con Todd Smith, fratello di Patti (sì, proprio quella Patti...). Sid fece delle avances a Tara, Todd gli disse di aspettare la fine del concerto, Sid gli ruppe una bottiglia di birra in testa, ferita in modo tale (la testa) da richiedere dei punti di sutura, Jimi Sohns, road manager degli Skafish (e cantante degli Shadows of Knight negli anni '60), fece un fagotto di Sid e lo scaraventò fuori dal locale, gli Skafish continuarono il loro concerto nonostante la bolgia, Sid morirà due mesi più tardi e vissero tutti felici e contenti.
Il gruppo, nonostante tutto questo (...), continuava a rimanere senza un contratto discografico. I Cheap Trick, tra i loro primissimi fans, provarono a convincere la Epic, la loro casa discografica, ad ingaggiare Jim e i suoi e il risultato fu lo stesso di casa Mercury: risolini soffocati e sghignazzi. I dirigenti delle major sono fatti con lo stampo, nessun dubbio. Inizio del 1979 e consueto restyling della formazione (sempre a inizio anno, da bravo ragazzo): Sarchet e i due Winner lasciarono Jim, Mazalan passò dalla chitarra al basso, il batterista Mysliwiec procurò il chitarrista Ken Bronowski e Javier Cruz si aggiunse con le sue tastiere. Barbie Goodrich e Gayle Crowder, infine, aggiunsero le loro voci ai cori. Miles Copeland, boss della IRS Records, forse su soffiata del fratello Ian, offrì un contratto agli Skafish. Nell'estate del 1979 il gruppo lavorò al primo album e ad agosto, Gayle Crowder lasciò i compagni, subito dopo un concerto come apertura dei metallari Scorpions. In novembre uscì il primo singolo già citato, disponibile negli Stati Uniti d'importazione tramite la Wax Trax Records di Chicago. Nell'aprile del 1980, Larry Mazalan lasciò gli Skafish, rimpiazzato da Lee Gatlin.
Il 7 maggio del 1980, alle 4 e trenta del pomeriggio, il mondo fu invaso dal primo album degli Skafish, ricevendo grandi critiche dai critici (è il loro lavoro) e qualche mugugno, comprese le radio statunitensi, che si rifiutarono di trasmettere i brani del disco per la disturbante copertina: Jim visto di spalle a mezzobusto o anche meno, a pelle nuda, con il naso enorme in evidenza e il taglio di capelli da monaco. Scusate, sono io che non capisco (ipotesi plausibile) o c'è qualcosa che non funziona nella psiche di questa gente? L'immagine androgina (casta come lo è una spalla nuda) sarebbe stata sconvolgente, sgradevole e disturbante (era forse il naso?). Sta di fatto che, saputa la cosa, fu presa in considerazione l'ipotesi di pubblicare una nuova edizione dell'album con una copertina nera (e perché non una bella scritta Coglioni!...?) o una giacca di pelle a coprire le spalle scandalose, ma in quel caso, il naso sarebbe rimasto visibile: l'ipotesi fu scartata. Tutto questo, sommato alla particolarità sonora degli Skafish, rese il disco di difficile fruizione e non ultimo, reperibilità. Obsession of you fu il primo singolo tratto dall'esordio (maggio 1980), mentre l'album raggiungeva il secondo posto della classifica indie britannica e la band partiva per un tour europeo estivo a fianco di Police, U2, XTC, Beat, UB40 e Squeeze.
Al debutto al Milton Keynes Festival, il 26 luglio, davanti a quarantamila persone estasiate dall'ingresso della corista Barbie Goodrich, l'arrivo sul palco di Jim Skafish provocò la reazione opposta e il palco fu travolto da una pioggia di lattine di birra, obiettivo il leader. Il gruppo continuò a suonare, cercando di ignorare il tiro al bersaglio, ma alla settima canzone, Jim fu colpito dritto in fronte e il set fu interrotto. Al festival successivo, a Dublino, l'equipaggiamento non arrivò in tempo per il set degli Skafish e gli Squeeze si rifiutarono di concedere il proprio, per la paura che rimanesse danneggiato dagli eventuali e probabili, lanci di oggetti. L'arrivo del gruppo provocò una sommossa da parte del pubblico, che travolse le barriere di fronte al palco e causò anche alcuni feriti. Tornati a Londra, gli Skafish vissero per qualche tempo in un appartamento, in attesa di riprendere il tour, accarezzando l'idea di tornare in patria e mollare tutto. Jim prese un taxi per l'aeroporto, dove fu raggiunto da una responsabile della IRS, che lo convinse a rimanere in Inghilterra. Il bagaglio, però, era già passato per il check-in e caricato in aereo, provocando un allarme bomba, mancando il passeggero. Jim fu rintracciato e costretto a salire sull'aereo. Arrivato a New York, Jim incontrò un responsabile della IRS, che lo rispedì prontamente a Londra.
I concerti in Belgio e Francia crearono meno violenza del solito e in agosto, la IRS pubblicò il secondo 45 giri tratto dall'album, Maybe one time. Il concerto del 28 agosto a Frejus, in Francia, fu filmato e registrato per il film Urgh! A music war e relativa colonna sonora (degli Skafish è presente la canzone Sign of the cross). Le recensioni entusiaste dei concerti e dei dischi, fanno scrivere alla biografia fonte di questo pezzo, che all'alba del nuovo decennio il gruppo di Jim Skafish poteva rappresentare la classica next big thing. Il film Urgh! A music war uscì all'inizio del 1981, prodotto da Michael White: la pellicola vinse la Palma d'Oro al Festival di Cannes come miglior film musicale. La next big thing Skafish fu congelata per circa un anno e mezzo dal disinteresse di Miles Copeland, al punto che Jim chiamò il boss al telefono e gli chiese se avesse intenzione di fargli incidere un secondo album: Miles accettò e i lavori iniziarono nel novembre del 1982. Quando Copeland ascoltò i nastri registrati, definì la musica "la peggiore e più offensiva che avesse mai sentito, assolutamente non pubblicabile". Della decina di canzoni incise, la IRS considerò ascoltabili tre o quattro di esse e le rimanenti finirono in un cassetto per una quindicina di anni.
Con l'attività degli Skafish virtualmente bloccata, Jim e Javier Cruz si aggregarono ai Life per suonare concerti nella zona sud di Chicago, mentre la IRS informò il nostro che avrebbe potuto completare il secondo album se avesse reso la sua musica e i suoi testi più accettabili e ascoltabili. Jim decise di tentare e il secondo album, Conversation, fu pubblicato nel settembre del 1983, ricevendo meno attenzione del precedente da parte dei media. Il video di Wild night tonight fu trasmesso una sola volta da MTV e poi rimosso, perché in una scena si vedeva una sparatoria (sembra fantascienza...). Senza un tour promozionale, il disco fu un fiasco assoluto e forse, era proprio questo che voleva la IRS. Nel 1984, oltre a mantenere il suo ruolo di insegnante di musica, Jim Skafish scrisse e incise (secondo la fonte) qualcosa come 60 o 70 nuove canzoni, suonando tutti gli strumenti, con la speranza di riuscire a venderle ad altri artisti. Nel 1985, stante la perdurante situazione di disinteresse da parte della IRS, Skafish (la band) tornarono a suonare dal vivo, con la speranza di raccattare da qualche parte un nuovo contratto discografico. Con Larry Mysliwiec, Ken Bronowski, Javier Cruz e la bassista californiana Share Howe, il gruppo suonò sulla West Coast, senza che alcuna etichetta si facesse viva.
Amichevolmente, il gruppo decise di sciogliersi. Jim cominciò ad esibirsi da solo in tutti i peggiori locali della zona di Chicago, accompagnato in qualche caso dalle Gloria Girls, un gruppo di cinque danzatrici e cantanti, "una è una prostituta", come specifica la fonte. Nel 1986, Jim cominciò a produrre gruppi locali, a lavorare come session-man (tastierista, chitarrista e percussionista) e a pensare a un nuovo gruppo, ma diciamo pure che questa è un'altra storia rispetto a Skafish (la band).
Il gruppo nacque nel 1982 sulle ceneri degli Elements (autori di un album: Elementary by the Elements, Look Records 1981), a Keighley, Inghilterra. Con un nome che richiama il titolo di una canzone di David Bowie, pezzo che restò escluso da Diamond dogs, gli Skeletal Family furono fondati con questa formazione: Anne-Marie Hurst (voce), Stan Greenwood (chitarra), Roger 'Trotwood' Nowell (basso), Steve Crane (batteria) e Ian 'Karl Heinz' Taylor (tastiere). Il debutto (autoprodotto) fu un singolo pubblicato nel 1983 da Luggage Records (Trees). Grazie al solito John Peel, il singolo fu ascoltato durante il programma di Radio One e lanciato verso la classifica indie britannica. Gli Skeletal Family, grazie al successo ottenuto radiofonicamente, poterono debuttare dal vivo a Londra, al Fulham Greyhound e con il supporto del magazine Sounds, supportare in tour nomi come Sex Gang Children e Play Dead. Un secondo singolo giunse entro il 1983, The night, pubblicato dalla Red Rhino e con il nuovo batterista Howard Daniels. Anche Karl Heinz Taylor lasciò il gruppo in quel periodo.
Le vendite del secondo singolo lasciarono delusi i componenti degli Skeletal Family, che continuarono con un terzo, She cries alone (1984), con il nuovo batterista Martin Henderson. Le buone vendite del singolo incoraggiarono i nostri ad involarsi verso la strada del primo album, Burning oil (Red Rhino 1984). L'esordio su album arrivò ai vertici della classifica indie britannica (davanti a nomi come, per fare un paio di esempi, Smiths e New Order), anche grazie al tour come supporto dei Sisters of Mercy. Le cose procedettero velocemente e positivamente per gli Skeletal Family, ma come sempre accade in questi casi, le tensioni cominciarono ad avvertirsi nei rapporti interpersonali: dopo la pubblicazione del secondo album, Futile combat (1985), Anne-Marie Hurst e Martin Henderson lasciarono il gruppo (quest'ultimo si unirà al cantante dei March Violets per formare i Batfish Boys). Anne-Marie Hurst accettò di cantare nel tour britannico già programmato (con il nuovo batterista Dik, proveniente dai Gene Loves Jezebel), ma al termine abbandonò definitivamente per unirsi a Gary Marx (Sisters of Mercy) e formare i Ghost Dance. Il gruppo decise di continuare, essendo, tra l'altro, nel periodo di maggior successo della loro breve storia.
Oltre alla ricerca di una nuova voce, gli Skeletal Family rimpinguarono anche il campo strumentale, aggiungendo il chitarrista John Clarke e assumendo l'ennesimo batterista, Kevin Hunter. La nuova voce arrivò dai Colourfield dell'ex-Specials Terry Hall, Katrina Phillips. La formazione pubblicò il singolo "Restless" (1986), inizialmente programmato per la pubblicazione con la solita Red Rhino. Il gruppo, alla fine, decise di affrontare il grande e infido campo delle major e si affidò alle cure della Chrysalis Records. Il singolo, già registrato, fu rimixato e (secondo una fonte) svilito rispetto al suono Skeletal Family e forse grazie proprio a questa normalizzazione, il disco ebbe un buon successo, ma anche il successivo Just a minute (1986) scalò la classifica britannica, pur con un ritorno alle classiche sonorità (sempre secondo la solita fonte). Con la produzione dell'ex-Sweet Andy Scott, il gruppo entrò in studio per registrare il terzo album, ma la Chrysalis si sbarazzò di loro prima di cominciare le incisioni e gli Skeletal Family si sciolsero. La Onsala pubblicò nel 1986 una raccolta di inediti, rarità e brani dal vivo (Ghosts), mentre nel 1994 uscì una raccolta dei primi singoli del gruppo (The singles plus 1983-85, Cherry Red).
Un concerto reunion del 2002 ebbe un buon successo, tanto da spingere gli Skeletal Family a continuare, sino alla pubblicazione dell'album Sakura (2005), ma di quest'ultima fase mancano informazioni precise. L'ultima formazione dovrebbe essere composta da Claire (voce), Stan Greenwood (chitarra), Roger Trotwood Nowell (basso), Martin Henderson (batteria) e Ian Karl Heinz 'Spud' Taylor (tastiere e sax). Skeletal Family compaiono nella raccolta Flesheaters - The return of the undead (volume 1).
Gli Skids nacquero a Dunfermline, Scozia, nel 1977, con una formazione che comprendeva il cantante e autore Richard Jobson (classe 1960), il chitarrista Stuart Adamson (classe 1958), il bassista William Simpson (coetaneo di Adamson) e il batterista Tom Kellichan. Il gruppo nacque dall'iniziativa di Stuart Adamson, già coinvolto nei Tattoo: quando i Tattoo persero il loro bassista, Adamson chiese all'amico William Simpson se volesse rimpiazzarlo nella band, ricevendo una risposta del tipo, "Basso? Cosa intendi dire?". Simpson non aveva mai suonato uno strumento prima di allora, ma Adamson gl'insegnò i rudimenti e l'amico entrò a far parte dei Tattoo. La band era formata da Stuart Adamson alla chitarra ritmica e voce, Simpson al basso, Jock 'Paddy' McMonagle alla chitarra solista e Ian 'Eetchie' Law alla batteria. Il repertorio dei Tattoo consisteva in cover di Status Quo, Rolling Stones, David Bowie e qualche numero di Elvis Presley e Buddy Holly. Quando McMonagle si arruolò in polizia, all'inizio del 1975, il gruppo si sfasciò. Adamson, Simpson e un altro compagno di scuola, se ne andarono verso Amsterdam per vivere all'avventura qualche mese, anche se Adamson spese tutti i suoi soldi al casinò del ferry (il ragazzo aveva 17 anni: nessun problema con l'età?).
Tornati dall'Olanda, i ragazzi sentirono il profumo maleodorante del punk tramite un concerto dei Damned e con la nuova ondata, crebbe la voglia di formare un gruppo. Non è chiaro quando arrivò il batterista Thomas Kellichan, è noto, invece, che i nostri avevano bisogno di un cantante (nonostante quel ruolo fosse ricoperto da Adamson sia nei precedenti Tattoo che nei successivi Big Country). I punks a Dunfermline, nel 1977, non erano molti e quando i nostri videro Richard Jobson si chiesero subito, "Ma chi cazzo è quello?". Jobson fu coinvolto per un'audizione e le cose andarono bene. L'unico problema di Jobson era la sua giovane età, 16 anni, rispetto agli altri membri (Adamson e Simpson erano tra i 18 e i 19, Kellichan era un matusa di 22 anni). A differenza di altre fonti, la pagina on line più completa sugli Skids ci racconta che Kellichan arrivò dopo l'ingaggio di Jobson, con un annuncio scritto (sembra, ma non è sicuro) dallo stesso cantante: 'Cercasi batterista - Astenersi hippies'. I tre tennero un'audizione alla quale si presentarono una manciata (anche meno) di candidati, tutti passabili, ma Kellichan possedeva una qualità insuperabile per gli altri: quando disse ai tre di essere stato accompagnato dallo zio Eck con il suo van, ai ragazzi brillarono gli occhi ("Tuo zio ha un van?!?").
Lo zio Eck fu reclutato come autista e accompagnatore per i primi concerti del gruppo, che dopo alcuni tentennamenti, decise di chiamarsi Skids (pattini, slittini). I primi concerti furono procurati da colui che diventò il primo manager della band, un Hell's Angel locale chiamato Pano (Mike Douglas) e l'esordio è datato 19 agosto 1977, al Belleville Hotel di Dunfermline. Con quell'esordio, secondo i resoconti e i pareri dei protagonisti (come la storia fonte di questa biografia, raccontata da William Simpson), il punk fece la sua prima apparizione anche in Scozia, circostanza smentita da una fonte più che autorevole in questo campo, Federico Guglielmi. Nel suo Punk! (Giunti 2007) Guglielmi affronta anche la situazione scozzese e nomina diversi gruppi nati tra il 1976 e l'estate del 1977, prima degli Skids. La band di Adamson e Jobson, come conferma anche Guglielmi, è stata sicuramente la più longeva e attiva e anche la più gratificata dai risultati commerciali, anche se il punk lo abbandonò ben presto. Il primo demotape degli Skids fu registrato ai REL Studios di Edimburgo il 21 ottobre 1977 e con quel nastro in mano, il manager Pano cominciò a girare in cerca di un'occasione. Questa giunse nel negozio di dischi di Bruce Finlay, un'attività che da qualche tempo si era allargata ad etichetta discografica, la Zoom Records (il primo 45 giri dell'etichetta fu For Adolfs only dei Valves).
Finlay (che in seguito si sarebbe occupato dei Simple Minds) era troppo occupato dal successo dei Valves (il 45 giri aveva venduto 15.000 copie, un quantitativo che in Italia l'avrebbe portato ai primi posti della classifica) e suggerì come alternativa un altro negozio di dischi, gestito dall'amico Sandy Muir. Il debutto degli Skids arrivò sotto forma di un EP a 7 pollici, Charles, firmato dall'etichetta No-Bad (creata da Sandy Muir) quando il 1977 doveva ancora morire. La formazione fu stilata con i soli nomi di battesimo e al basso (suonato regolarmente da Bill Simpson) fu accreditato Alexander. Il disco portò a casa una vendita di 20.000 copie, a dir poco incoraggiante e a dare ulteriore supporto agli Skids ci pensò il solito John Peel, che passò il disco durante la sua trasmissione a Radio One. Grazie ai maneggi di Jean-Jacques Burnel, il bassista degli Stranglers, che li aveva ascoltati come supporto alla sua band, gli Skids viaggiarono per la prima volta verso Londra (aprile 1978), dove entrarono in contatto con Ian Grant dell'Albion Agency, colui che sarebbe diventato il loro manager. A Londra il gruppo conobbe anche John Peel, preludio alla session per Radio One che avrebbero registrato di lì a poco. Tutto questo portò a un interessamento della Virgin Records e il viaggio a Londra servì anche per registrare un demotape dimostrativo per l'etichetta di Richard Branson, sotto la direzione del Gong Mike Howlett.
Per disgrazia, quel giorno di sabato si giocava una partita Inghilterra-Scozia (di calcio) e la prima vinse: i nostri, grandi fans della palla rotonda e soprattutto, scozzesi, videro le immagini in diretta durante una pausa e tornati nello studio di registrazione cominciarono a contestare ogni parola di Howlett. La session finì in un disastro e gli Skids se ne tornarono a casa il giorno dopo: "Tutto perché la Scozia era stata battuta!". La biografia fonte di questo pezzo, commenta in questo modo l'avvenimento: "20 maggio per gli appassionati di date, come ogni tifoso scozzese dagli occhi tristi e vecchio il giusto, potrebbe raccontarvi". Nonostante il fallimento della session, la Virgin Records fece firmare un contratto alla band, battendo sul tempo altre etichette interessate (come la CBS). Il gruppo partì per un tour come spalla degli Stranglers, una serie di concerti segnati da episodi commentabili con un lapidario, Solo Stranglers! I fans possono essere i più integerrimi, radicali, bastardi e stronzi esseri di questa Terra e nessun gruppo di supporto potrà rovinare una sana serata di scazzi davanti a un palco. Da una delle serate Bill Simpson se ne uscì con un dito rotto (il medio della mano sinistra).
Un ulteriore problema fu costituito dalla fuga a casa di Stuart Adamson, non la prima volta, secondo Simpson (e non l'ultima, sino alla definitiva del 2001): gli altri tre ragazzi non sapevano cosa fare, anche perché l'abbandono, questa volta, sembrava definitivo. Dopo aver provato con Willie Gardiner, chitarrista degli Zones (che rifiutò) e dopo aver scartato l'ipotesi di sostituire Adamson in seno alla band (nessuno sapeva suonare la chitarra e soprattutto, nessuno avrebbe potuto suonarla come Adamson), gli Skids spinsero quasi a forza un ragazzo che lavorava allo studio di registrazione, Guy Jenkins. Secondo Simpson, Jenkins suonò forse in due pezzi, più probabilmente in uno, Calling the tune, ma quella canzone è rimasta la sua favorita dell'intero album. Il biografo non racconta come Adamson tornò in seno alla band, ma all'inizio di settembre, dopo quasi un anno dal 45 giri d'esordio, gli Skids debuttarono sotto la Virgin con il 45 giri Sweet Suburbia, prodotto da David Batchelor e salito sino al numero 70 della classifica britannica. A seguire arrivò un altro singolo, The saints are coming (ottobre 1978, pubblicato anche sotto forma di EP a 12 pollici come Wide open), n° 48 della classifica.
Già con Sweet Suburbia i nostri furono invitati a Top of the Pops: la trasmissione non seguiva regole blindate per quanto riguardava i rincalzi dei primi 40 della classifica (che prima o poi facevano la loro apparizione), ma poteva scegliere gli esordienti più promettenti. La formula della trasmissione non è chiarissima, ma da quanto si è potuto capire, la faccenda andò così: i nomi che sarebbero stati trasmessi venivano registrati la settimana prima, con un paio di riserve, nel caso uno dei loro dischi (i dischi caldi, avrebbe detto Lelio Luttazzi, mentre Simpson usa il termine effervescenti) fosse salito in classifica la settimana dell'andata in onda (uno solo tra i due). Gli Skids di Sweet Suburbia furono reclutati tra le due riserve, assieme a un nome statunitense, i Knack di My Sharona: la settimana della trasmissione My Sharona esplose in Gran Bretagna come in tutto il mondo e gli Skids furono esclusi. La menata si ripetè con Wide open, nonostante un testimone affermi che in quella settimana, in tutta Edimburgo, vedeva persone di tutte le età con il disco sotto il braccio. Le cose cambiarono con il 45 giri successivo, Into the valley, pubblicato nel gennaio del 1979, il più grande successo della band e ancora oggi usato come inno dai tifosi del Dunfermline (la squadra di calcio).
La biografia fornisce una vendita di 240.000 copie del 45 giri, dato che sembra fin eccessivo, soprattutto tenendo conto della decima posizione in classifica. Certo, a quei tempi, come racconta Simpson, le vendite di dischi non erano nemmeno lontanamente paragonabili ad oggi (eufemismo: oggi dischi non se ne vendono più, punto!). Il 45 giri fu venduto in quantità "20 volte superiore a quella che oggi ti porterebbe al primo posto", continua il bassista. Probabile, ma nello stesso paragrafo il musicista confonde i colori dei dischi: il 45 giri avrebbe mancato di poco il disco d'argento (riservato, secondo il suo parere, alle 250.000 copie). Tutto falso: il disco d'argento britannico si raggiunge con 60.000 copie, il disco d'oro a 100.000 e il platino a 300.000. In sostanza, se gli Skids non hanno raggiunto il disco d'argento, sono rimasti poco sotto le 60.000 copie, vendita del tutto ragguardevole, ma dimostrazione che Simpson non sa di cosa sta parlando. L'album d'esordio, Scared to dance, pubblicato nel febbraio successivo, scalò la classifica apposita sino al numero 19 e a seguire, uscì sul mercato un nuovo singolo non tratto dal 33 giri, Masquerade (maggio 1979), n° 14. Il tour promozionale fu un successo grandioso, nelle parole di Simpson e propiziò pure l'incontro tra la band e Bill Nelson, artista egli stesso, ma soprattutto produttore.
Il nuovo album Days in Europa fu pubblicato nell'ottobre di quello stesso 1979 (con Bill Nelson alla consolle), preceduto dal 45 giri Charade (n° 31). L'album raffreddò leggermente l'appeal commerciale della band, fermandosi al n° 32 della classifica, ma come racconta Bill Simpson, gli Skids arrivarono leggermente impreparati alle session di registrazione, tenute ai Rockfield Studios gallesi. Tra i quattro cominciarono a serpeggiare tensioni, soprattutto da parte di Thomas Kellichan, che nonostante il buon successo conseguito dalla band, si fece sempre più disilluso sulle possibilità della stessa e se ne andò. Il contributo di Kellichan si limitò alla già citata Masquerade, inserita nella track-list, ma il restante lavoro fu svolto da Rusty Egan, batterista che suonò anche durante il tour promozionale. Rusty Egan, classe 1957, aveva fondato i Rich Kids con il bassista storico dei Sex Pistols, Glen Matlock e in seguito avrebbe fatto parte dei tremendi Visage. Anche lo stesso Bill Simpson ebbe i suoi problemi, soprattutto a causa della condotta della coppia Adamson-Jobson. Dopo una vicenda riguardante un possibile tastierista da ingaggiare, un certo Ali Moore, gestita da Adamson e Jobson senza consultarlo, Bill Simpson decise di abbandonare gli Skids e la musica tutta: non avrebbe più toccato uno strumento sino al memorial in onore di Stuart del 2002.
Il nuovo batterista fu Mike Baillie, che si presentò alla band, sapendo che Rusty Egan era solo un rimpiazzo temporaneo, dicendo: "Se avete bisogno di un batterista, eccomi". All'inizio del 1980 arrivò anche il nuovo bassista, rimpiazzo di Simpson, Russell Webb, classe 1958, già con Slik (con Midge Ure), Zones e in seguito negli Armoury Show (con Richard Jobson) e nei Public Image Ltd. Webb, in realtà, era un multistrumentista, in grado di occuparsi di basso, chitarra, tastiere, voce e percussioni. Piccolo passo indietro per dare conto delle ulteriori uscite discografiche: Working for the yankee dollar (45 giri e doppio 45 giri, novembre 1979, n° 20) e Animation (febbraio 1980, n° 56). Le session per il terzo album iniziarono sotto la produzione di Mick Glossop, il disco, The absolute game, fu pubblicato nel settembre del 1980, preceduto dal 45 giri Circus games (agosto): il formato minore raggiunse il n° 32, ma l'album salì sino al n° 9, costituendo il più grande successo, in assoluto, per gli Skids. Certo, la copertina con le facce marmoree dei quattro non poteva far presagire nulla di buono e dopo il tour promozionale (con l'aggiunta di un nuovo 45 giri, Goodbye civilian, ottobre 1980, n° 52), le fila si sfaldarono. Fu Mike Baillie a dire basta prima di Stuart Adamson: "Io lasciai prima di Stuart. Io volevo essere un musicista, non una popstar. Io volevo suonare musica, non essere la pedina del gioco di qualcuno dell'industria musicale".
La fase si chiuse con il 45 giri Women in winter (novembre 1980, n° 49). Gli Skids superstiti si ritrovarono per lavorare a un nuovo album nell'aprile del 1981, ma Stuart Adamson lasciò il gruppo dopo aver partecipato a un solo pezzo, motivazione, le sempre più divergenti direzioni musicali tra lui e Richard Jobson. Il quarto e ultimo album degli Skids vide dunque sugli scudi la coppia Jobson-Russell Webb, con quest'ultimo accreditato anche come produttore: Jobson si occupò di canto, chitarra e tastiere, Webb di basso, voce, chitarra, tastiere e percussioni, ma gli ospiti presenti nelle 11 canzoni furono non meno di 17. Tra i nomi di rilievo, il batterista J.J. Johnson (già con Wayne County and the Electric Chairs e Flying Lizards), Paul Wishart (che di lì a poco avrebbe fatto parte della prima formazione vera e propria dei Big Country di Stuart Adamson), le tastiere di Mike Oldfield, la chitarra di Alan Rankine e la voce di Bill MacKenzie, componenti del duo scozzese ben noto col nome di Associates, il flauto e la voce di Virginia Astley. L'album Joy, pubblicato nel novembre del 1981, non entrò nemmeno in classifica e questo mise fine alla storia degli Skids, con i 45 giri Fields (agosto 1981) e Iona (ottobre 1981) a precedere l'uscita, entrambi insuccessi come il 33 giri. Sciolto il gruppo nel 1982 (la coda fu un'antologia pubblicata dalla Virgin nel 1982, Fanfare), Jobson e Webb, in realtà, continuarono in coppia cambiando semplicemente nome, Armoury Show, con gli ex-Magazine John McGeoch e John Doyle (il primo anche ex-Siouxsie and the Banshees).
Sciolti pure gli Armoury Show, Webb si unì agli ultimi Public Image Ltd. (e in seguito, abbandonata la musica, diventerà ideatore di videogames), mentre Jobson iniziò la carriera di presentatore televisivo che (da quel che ne so) continua ancora oggi, non disdegnando impegni poetici e come compositore. Stuart Adamson, come noto, aveva già fondato i propri Big Country, un'esperienza che lo portò a una fama mondiale impensabile, anche dopo i buoni successi conseguiti dagli Skids. Coincidenza o no, nel 2007 gli Skids si riformarono per festeggiare il trentennale dalla formazione della band, nello stesso anno in cui anche i Big Country superstiti del suicida Stuart Adamson si riunirono per ricordare il venticinquennale dalla fondazione del gruppo: ricorrenza per entrambi i gruppi, ma simbiosi anche nel ricordo del loro ex-compagno. Ad unirsi a Richard Jobson, nel caso degli Skids, furono William Simpson (basso), Mike Baillie (batteria) e Bruce Watson (chitarra, proveniente dall'intensa esperienza Big Country), affiancati da Jamie Watson (chitarra), Brian Jobson (cori) e Jane Button (cori; i primi due, dai nomi, potrebbero essere i figli dei due componenti maggiori dallo stesso cognome). La ricorrenza portò a tre concerti tenuti a Dunfermline nel luglio del 2007. Dall'album del 1980, The absolute game, è tratta la canzone che chiude la prima facciata della raccolta Cash cows.
Skin Yard furono fondati nel 1985 a Seattle (stato di Washington, USA) da Daniel House (basso, già Feedback e Ten Minute Warning, nei quali sostituì il futuro Guns n'Roses Duff McKagan, nativo di Seattle) e Jack Endino (chitarra) e completati da Matt Cameron (batteria, proveniente dai Feedback, dove militava con Daniel House) e Ben McMillan (voce). Con i Feedback e i Ten Minute Warning trapassati a miglior vita, Daniel House cominciò a pensare ad un gruppo di hard-heavy rock psichedelico e fu così che nacquero gli Skin Yard, in combutta con un chitarrista conosciuto tramite Tom 'Nerm' Herring dei Feedback, Jack Endino, un personaggio che in seguito, oltre alla sua attivtà con la nuova band, diventerà uno dei costruttori principali del suono di Seattle come produttore. Il primo concerto del gruppo, nel giugno del 1985, fu come apertura dei leggendari U-Men. Skin Yard, poi, parteciparono con due brani alla preistorica raccolta Deep six (C/Z 1985), in compagnia di Soundgarden, Green River, Melvins, U-Men e Malfunkshun, il primo documento riconoscibile della scena che avrebbe dominato le classifiche negli anni successivi.
Gli esordi su singolo e su album furono pubblicati nel 1987 (prima l'album, sembra), Skin Yard (l'album, C/Z gennaio 1987) e Bleed/Gelatin babies (il 45 giri, C/Z estate 1987). La batteria, nel frattempo, era passata nelle mani di Steve Wied (in seguito nei Tad), poi di Greg Gilmore (futuro Mother Love Bone) e infine, in quelle di Jason Finn (in seguito nei President of the USA e Love Battery). Singolo e album d'esordio furono preda di Jason Finn, ma che fine aveva fatto Matt Cameron? Nel giugno del 1986 aveva lasciato gli Skin Yard per unirsi ai Soundgarden, coi quali scriverà un capitolo fondamentale della musica di Seattle. Jason Finn, d'altro canto, resistette pochissimo, qualche mese e poi se ne andò in Europa, per essere sostituito da Scott McCullum (al secolo Norman Scott), già passato sul sellino dei primi Soundgarden. Con McCullum gli Skin Yard registrarono l'album Hallowed ground (pubblicato dalla Toxic Shock nella primavera del 1988), preceduto dal 45 giri Stranger (inverno 1987). Il gruppo si prese una lunga pausa e tornò nell'autunno del 1989 con il singolo Start at the top (Sub Pop) e nella primavera successiva, con l'album Fist sized chunks (Cruz 1990). Alla batteria dell'album troviamo ancora McCullum, anche se questi aveva lasciato il gruppo nella primavera del 1989.
Il quarto album fu 1000 smiling knuckles, pubblicato da Cruz Records nell'autunno del 1991, preceduto in quell'estate da un dieci pollici omonimo, entrambi con il nuovo batterista Barrett Martin (una storia musicale con Screaming Trees, Mad Season e altri ancora). Come sempre, la formazione era già cambiata al momento della pubblicazione: Daniel House aveva lasciato gli Skin Yard nella primavera del 1991, sostituito da Pat Pedersen, col quale la band pubblicò il quinto album, Inside the eye (estate 1993), a gruppo già sciolto. Tra le molte curiosità, i primi Nirvana (Jack Endino produsse il loro primo album, Bleach) debuttarono dal vivo come spalla degli Skin Yard e non meno importante, la C/Z Records, etichetta protagonista del proto-sound di Seattle, fu fondata dal bassista degli Skin Yard, Daniel House. La stessa C/Z ha pubblicato un'antologia del gruppo nel 2001, Start at the top, 'collezione di singoli e rarità'. Skin Yard fanno parte della piccola pattuglia del flexi-disc allegato a un numero di Rockerilla, il 133, settembre 1991 (mese non poco importante per la scena musicale di Seattle: pubblicazione di Nevermind dei Nirvana e di Badmotorfinger dei Soundgarden).
Gruppo psychobilly londinese, formato nel 1985 da Phil Connor (voce), Rod Connor (batteria), Tony Bronham (basso) e Anthony McVey (chitarra), con il nome di Electros. Con il ritorno nella band di Tony Bronham, dopo un soggiorno nelle patrie galere di sei mesi, il gruppo diventò Skitzo. Un incidente che inabilitò il batterista per molti mesi, impose la sostituzione di Rod Connor con Steve Tomlinson. La formazione firmò un contratto con la Nervous Records e pubblicò l'album Skitzo Mania (1987). McVey e Tomlinson lasciarono il gruppo nel 1988 e furono rimpiazzati da Strut (Darren Ward, batteria) e Pete Davis (chitarra), un cambiamento che portò ad un inasprimento in senso metallico della musica degli Skitzo e in quello stesso periodo, fu pubblicato l'album Terminal damage (1988). La band si sciolse nel 1990, quando Phil Connor dovette smettere di cantare per ragioni mediche ("troppe urla"). I due Connor, Phil e Rod, riesumarono il gruppo nel 1995, con quali altri musicisti non si sa e pubblicarono un singolo, The glove e un album, Vertigo (1997). Secondo una fonte statunitense, nell'ultimo album citato suonarono i due Connor, il chitarrista Pete Davis e il bassista Tony Bronham, con un ospite al sassofono, Rohan Lopez e dopo la pubblicazione dell'album, il gruppo si sciolse per sempre. Gli Skitzo fanno parte della raccolta Psychomania vol. II.
Skunk Anansie si formano nel 1994 come quartetto guidato da Deborah Ann Dyer, nota come Skin, ragazza nera, lesbica e fortemente politicizzata. Con Skin, a completare la formazione, il bassista Richard Keith Lewis (in seguito negli Scars di Gary Moore), il chitarrista Martin Ivor Kent e Mark Richardson (già membro dei B.L.O.W. e batterista degli Skunk Anansie dopo Robbie France, presente nella prima parte di carriera del gruppo). Il loro secondo concerto fu tenuto nel giorno della morte di Kurt Cobain, ma dopo due canzoni, un responsabile dell'etichetta One Little Indian disse di aver dimenticato quell'avvenimento epocale e il gruppo pose la firma su un contratto. Il loro primo singolo, pubblicato nel 1994, fu Selling Jesus, anche nella colonna sonora del film Strange days (di Kathryn Bigelow); un altro paio di singoli e giunse il debutto su album, Paranoid & sunburnt, venduto in più di centomila copie sul mercato britannico e dunque, disco d'oro. Il secondo album, Stoosh, seguì a ruota, nel 1996 e il terzo e ultimo nel 1999 (Post-orgasmic chill). Lo scioglimento arriverà di lì a poco. Skunk Anansie sono presenti nella raccolta Danger zone con il loro secondo singolo, I can dream.
Richard Marsh nasce a Salt Lake City, Utah (USA), il 20 agosto 1937. Dopo essersi trasferito a Los Angeles all'inizio degli anni '60, Marsh pubblicò una serie di 45 giri sotto diversi nomi, ma con il proprio già mutato in Sky Saxon in diverse occasioni (Sky Saxon & the Electra Fires, Sky Saxon & the Soul Rockers e inoltre, Richie Marsh & the Hood e altri ancora). Con Daryl Hooper (tastiere), Jan Savage (chitarra) e Rick Andridge (batteria), Sky Saxon (voce e basso) formò i Seeds nel 1965 e il gruppo firmò un contratto con la GNP (Gene Norman Presents). I Seeds debuttarono con il singolo Can't seem to make you mine, raccogliendo un successo locale considerevole e arrivarono nella classifica nazionale con l'anthem Pushin' too hard. I loro album furono Seeds (1966), A web of sound (1966), Future (1967) e l'album dal vivo Raw and alive (1968, che Scaruffi dice essere un album di studio con applausi aggiunti; un'altra fonte dice essere effettivamente un live, ma sempre con applausi aggiunti). Il gruppo ribattezzato Sky Saxon's Blues Band pubblicò A full spoon of Seedy blues. I Seeds si sciolsero definitivamente nel 1969.
Saxon continuò a incidere col nome Seeds, con accanto il solo Daryl Hooper: due singoli furono pubblicati dalla MGM nel 1970 e un altro come New Seeds nel 1972 (con un'etichetta personale). Nei primi anni '70 Saxon si aggregò agli Ya Ho Wha 13, il gruppo di uno strano tizio freak del periodo, Jim Baker, meglio conosciuto come Father Yod (e leader di un proprio credo religioso). Dopo la morte di Father Yod, nel 1974, Saxon si ritirò alle Hawaii, dove diventò egli stesso una specie di guru psichedelico e dove, con Michael Rainbow Neal, fondò la World Peace Band. Il ritorno alla musica dovrebbe essere datato 1976, con un paio di singoli autoprodotti attribuiti agli Stars New Seeds e un album dal vivo. Il nome del nostro, dopo un ulteriore periodo di oscurità, ritornò in auge negli anni '80, con l'esplodere del movimento garage-revival. Nel 1984 Saxon registrò un album (Starry ride, Psycho) con un vecchio socio, Mars Bonfire, l'ex leader degli Steppenwolf, Elliott Ingber (dei Fraternity of Man), Ron Bushy (ex Iron Butterfly) e un altro vecchio socio, Michael Rainbow Neal. Nel 1985, grazie allo status di icona dei garagers, Sky Saxon registrò un album dal vivo al Cavern di Greg Shaw, con i fratelli McDonald dei Redd Kross e Brian Corrigan dei Primates (Private party, Voxx 1986).
Seguirono ...a groovy things (New Rose 1986), Destiny's children (PVC 1987) e In search of brighter colors (1988), con l'assistenza di altri nomi della nuova scena californiana (come Steve Wynn, Rudi Protrudi, Shelley Ganz e molti altri). Dopo una reunion dei Seeds originali nel 1989, l'anno successivo Saxon formò i Dragonslayers, con Mars Bonfire e Mitch Mitchell (Jimi Hendrix Experience) e dopo un nuovo ritiro alle Hawaii, i Fast Planet, con Sam Andrew (Big Brother) e George Michalski (Blue Cheer). I Seeds si sono riformati nel 2003, con il chitarrista originale Jan Savage e il bassista Rick Collins. Savage si è ritirato dopo un tour europeo e in seguito, i Seeds hanno continuato con Saxon, Collins, il tastierista Ryan Maynes, il chitarrista Nate Greely e il batterista Justin Smith. Da ricordare come la carriera di Sky Saxon sia tutt'altro che chiara dopo il primo scioglimento dei Seeds (non c'è una fonte che si accordi con l'altra in tutti i particolari). L'ultimo aggiornamento dal pianeta Sky Saxon è anche il più triste da scrivere: Sky Saxon, alias Richard Marsh (o il contrario) è morto il 25 giugno 2009, per cause sconosciute (fu ricoverato per una presunta infezione agli organi interni). Sky Sunlight Saxon compare nella raccolta Play New Rose for me - Rose 100, con una versione di Don't slander me, canzone di un altro schizzato, Roky Erickson.
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